KATHRYN HUGHES.
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LA LETTERA.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Uno strepitoso successo editoriale. Un bestseller dal grande impatto emotivo.
Una storia che sta conquistando il mondo.
Nel passato di una donna  custodito il futuro di un'altra.
Quanto pu durare un ricordo? Tina se lo chiede ogni sabato, davanti ai vestiti usati che vende
per beneficenza. E se lo chiede quando, in una vecchia giacca, trova una lettera che risale al settembre
1939. E che non  mai stata spedita. Chi saranno mai Chrissie, la destinataria, e Billy, l'uomo che nella
lettera implora il suo perdono? Qual  la storia che li unisce? E che ne  stato di loro?
Inseguire quel ricordo ingiallito diventa ben presto per Tina una ragione di vita, l'unico modo
per sfuggire a un marito violento e a un'esistenza annegata in un oceano di rimpianti. Con una passione
e un coraggio che non sapeva neppure di avere, Tina inizia quindi a scavare nel passato, intrecciando
ricordi arrossati dal sangue della guerra e confusi dalle nebbie del tempo. Inizia a lottare per cambiare.
Per vivere, finalmente. Perch sa che aggrapparsi a quel ricordo significa non arrendersi, sfidare il
destino, scommettere sulla propria felicit. E che non  mai troppo tardi per perdonare. Soprattutto se
stessi.
Una storia che regala un crescendo di emozioni e in cui ogni donna si pu identificare;
un'autrice che sa raccontare con slancio e sincerit la forza dei sentimenti: ecco perch La lettera ha
entusiasmato i lettori di tutto il mondo, diventando in brevissimo tempo un autentico bestseller e
rimanendo nel cuore di chiunque abbia trovato, nella vita dei suoi personaggi, una scintilla della cosa
pi preziosa in assoluto: la speranza.
Kathryn Hughes  nata ad Altrincham, nella regione del Cheshire, dove vive tutt'ora. Fin da
quando era piccola, ha sempre amato raccontare storie, ma dopo l'universit le ci sono voluti dieci
anni, due figli e diversi lavori prima di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. La lettera  il suo primo
romanzo e si  subito imposto come il caso editoriale dell'anno.
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Per Rob, Cameron ed Ellen.
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PROLOGO.
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Oggi.
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Adorava le piccole cose. Il debole ronzio di un enorme bombo peloso che svolazzava solerte di
fiore in fiore, ignaro che dal suo compito dipendessero le sorti dell'umanit. Il profumo inebriante e la
magnifica esplosione di colore dell'aiuola di piselli odorosi che aveva deciso di seminare nell'orto,
preferendoli ai loro cugini commestibili. E poi suo marito che si massaggiava la schiena dolorante
mentre concimava le rose senza fiatare, sebbene ci fossero mille altri compiti di cui avrebbe preferito
occuparsi.
S'inginocchi a strappare alcune erbacce e sent la manina tiepida della nipote scivolare
fiduciosa nella propria. Tra tutte le piccole cose, quella era la sua preferita, e ogni volta le regalava un
sorriso e un tuffo al cuore.
Che cosa stai facendo, nonna? chiese la bambina.
Si volt a guardare quel faccino adorato, le guance arrossate dal sole pomeridiano e il naso a
patata sporco di terra. Prese di tasca il fazzoletto e glielo pass delicatamente sul viso. Niente. Sto
solo strappando queste erbacce.
Perch?
Be', perch non devono stare qui, rispose lei dopo un istante di riflessione.
Ah. E dov' che devono stare, allora?
Da nessuna parte, tesoro. Sono soltanto erbacce.
La bimba sporse in fuori il labbro inferiore, corrug la fronte e poi disse: Non  mica bello.
Tutti devono avere un posto in cui stare.
La donna sorrise, le diede un bacio sulla testa e lanci un'occhiata al marito. I suoi capelli, un
tempo corvini, erano ormai screziati di grigio e il volto era solcato da rughe profonde, ma, per il resto,
lo scorrere degli anni era stato clemente nei suoi confronti, e lei avvertiva sempre un profondo senso di
gratitudine per averlo incontrato. Le loro strade si erano incrociate contro tutte le probabilit, e adesso
erano destinati a stare insieme.
Sai che hai ragione? disse, rivolgendosi di nuovo alla nipote. Rimettiamole dov'erano. Si
mise a scavare una piccola buca, meravigliata di quanto ci fosse da imparare dai bambini e fino a che
punto la loro saggezza fosse sottovalutata o addirittura negata.
Nonna?
S, tesoro? disse lei, riscuotendosi dalle sue fantasticherie.
Tu e il nonno come vi siete conosciuti?
Si alz e prese la bambina per mano, scostandole una ciocca bionda dal viso. Dunque,
vediamo un po'.  una lunga storia...
I
1
Marzo 1973
Stavolta sarebbe morta, ne era sicura. Sapendo che le restavano ancora pochi istanti, preg in
silenzio perch la fine arrivasse in fretta. Sentiva un rivolo di sangue tiepido e vischioso scorrerle lungo
la nuca, e aveva percepito l'orrendo crac prodotto dal suo cranio sfondato quando il marito le aveva
sbattuto la testa contro il muro. Le parve di avere in bocca un sassolino, ma si accorse che era un dente
e cerc con tutte le sue forze di sputarlo fuori. Lui le stringeva le mani intorno al collo con una forza
tale che lei non riusciva n a respirare n a gemere. I suoi polmoni erano ormai a corto di ossigeno e la
pressione che avvertiva dietro gli occhi era cos intensa che  ne era certa  prima o poi le sarebbero
schizzati fuori dalle orbite. Le venne un tremendo capogiro e inizi, con sollievo, a perdere
conoscenza.
Ud lo squillo, da tempo dimenticato, della campanella della scuola e all'improvviso aveva di
nuovo cinque anni. Il chiacchiericcio degli altri bambini era quasi completamente sovrastato da quel
trillo incessante. Si mise a urlare a tutti quanti di smetterla e di colpo si accorse che ce l'aveva ancora,
la voce.
Rimase per un attimo con gli occhi sbarrati a fissare il soffitto della camera da letto, poi lanci
un'occhiata alla sveglia che l'aveva appena strappata dal sonno. Gocce di sudore freddo le correvano
lungo la schiena. Afferr il colletto della giacca del pigiama e lo tir su fino al mento, nel tentativo di
prolungare per pochi istanti il tepore del letto. Col cuore che ancora le batteva all'impazzata per via
dell'incubo, espir piano dalla bocca e il suo respiro tiepido rimase sospeso nell'aria gelida della
stanza. Si alz a fatica e trasal quando i piedi scalzi toccarono il pavimento in legno, ruvido e
ghiacciato. Diede un'occhiata a Rick, che per fortuna dormiva: stava smaltendo la bottiglia di whisky
che si era scolato la sera prima russando sonoramente. Verific che le sigarette fossero ancora sul
comodino, dove si era premurata di posarle. Se c'era una cosa capace di mettere Rick di pessimo umore
era non riuscire a trovarle subito appena sveglio.
Si trascin con calma in bagno e chiuse la porta, cercando di non far rumore. Ci sarebbe voluta
un'esplosione nucleare pari a quella di Hiroshima per svegliarlo, ma Tina non intendeva correre rischi.
Per lavarsi, riemp una bacinella d'acqua, come al solito gelata. A volte, la scelta era tra mangiare e
scaldarsi. Da quando Rick aveva perso il lavoro, i soldi per il riscaldamento erano pochi. Per bere,
fumare e scommettere ci sono eccome, pens lei.
Scese al piano di sotto e mise il bollitore sul fornello. Il ragazzo dei giornali era gi passato e
Tina estrasse dalla fessura sulla porta il Sun per lei e la Sporting Life per Rick. Il titolo della prima
pagina cattur la sua attenzione. Era il giorno del Grand National. Al pensiero della cifra che Rick
avrebbe sperperato alle corse, chin la testa e rabbrivid. Di sicuro, entro l'ora di pranzo sarebbe stato
troppo ubriaco per uscire, e sarebbe toccato a lei piazzare la scommessa. L'agenzia ippica era proprio
di fianco al charity shop dove lei andava a dare una mano il sabato, e Graham, l'allibratore, col passare
degli anni era diventato un amico. Bench lavorasse tutta la settimana come stenodattilografa presso un
ufficio di assicurazioni, Tina non vedeva l'ora che arrivasse il giorno dedicato al charity shop. Secondo
Rick, era ridicolo che facesse volontariato in un posto che smerciava abiti di gente morta quando
avrebbe potuto benissimo lavorare in un negozio vero e contribuire cos a rimpolpare ulteriormente le
entrate familiari. Ma, per Tina, era una buona scusa per trascorrere la giornata lontana dal marito, e poi
le piaceva chiacchierare coi clienti, intrattenere conversazioni normali, in cui non doveva pesare ogni
parola con estrema attenzione.
Accese la radio e abbass un po' il volume. Anche se le sue barzellette erano trite e ritrite, Tony
Blackburn riusciva sempre a farla sorridere. Tony stava giusto annunciando l'ultimo singolo di Donny
Osmond, The Twelfth of Never, quando il bollitore cominci a fischiare. Tina lo agguant subito, prima
che il suono diventasse troppo stridulo, e mise due cucchiai di t nella teiera vecchia e macchiata.
Quindi si sedette al tavolo della cucina e apr il giornale. Dal piano di sopra giunse il rumore dello
sciacquone, e Tina trattenne il fiato. Sent l'assito scricchiolare e Rick che tornava a letto, e tir un
sospiro di sollievo.
Tina! Dove sono le mie sigarette? url lui, paralizzandola.
Ges. Fuma come una ciminiera.
Balz immediatamente dalla sedia e si precipit sulle scale, salendo i gradini due alla volta.
Sul tuo comodino. Ce le ho messe io ieri sera, rispose arrivando senza fiato di fianco a lui. Fece
scorrere la mano sul ripiano, ma nel buio non riusciva a trovarle. Cerc di controllare il panico. Devo
aprire un po' le tende. Non ci vedo.
Santo cielo, donna!  troppo chiedere che un uomo possa avere le sue sigarette quando si
sveglia? Aveva un alito terribile, che puzzava di whisky rancido.
Tina riusc finalmente a trovarle: erano per terra, tra il letto e il comodino. Eccole. Le avrai
urtate mentre dormivi.
Rick la fiss per un attimo prima di allungarsi a strapparle di mano il pacchetto. D'istinto, lei
indietreggi, coprendosi il volto. Lui le afferr un polso e i loro sguardi s'incontrarono per un istante.
Tina chiuse gli occhi e tent di ricacciare indietro le lacrime.
Ricordava bene la prima volta che Rick l'aveva picchiata com'era successo giusto il giorno
prima. Al solo pensiero, si sentiva ancora bruciare la guancia. Non tanto per il dolore fisico, quanto
piuttosto perch in quell'istante si era resa conto che niente sarebbe pi stato come prima. E il fatto che
fosse accaduto la loro prima notte di nozze rendeva la cosa ancora pi difficile da accettare. Sino a quel
momento, la giornata era stata perfetta. Rick era semplicemente magnifico, col suo nuovo abito
marrone, con la camicia color crema e con la cravatta di seta. Il garofano bianco appuntato all'occhiello
faceva di lui lo sposo ideale e Tina pensava fosse impossibile amare qualcuno pi di quanto lei amava
Rick. A detta di tutti, anche la sposa era splendida, coi lunghi capelli scuri raccolti in un morbido
chignon e decorati con dei fiorellini, con gli occhi azzurri che risaltavano sotto un paio di spesse ciglia
finte e con la carnagione cos bella al naturale da non aver bisogno di trucco. Alla cerimonia era seguito
un allegro ricevimento in un albergo poco costoso della zona, durante il quale la coppia felice e gli
invitati avevano ballato per ore.
Quella sera stessa, mentre si preparavano per andare a letto nella camera dell'hotel, Tina aveva
notato che Rick era insolitamente silenzioso. Tutto bene, amore? gli aveva chiesto gettandogli le
braccia al collo.  stata una giornata meravigliosa, vero? Sono Mrs Craig, ormai. Non riesco a
crederci. Poi, scostandosi da lui: Ehi, dovr esercitarmi con la nuova firma. Aveva preso carta e
penna dal comodino e scritto Mrs Tina Craig con uno svolazzo.
Di fronte a lei, Rick continuava a tacere. Si era acceso una sigaretta e versato un bicchiere di
champagne. Dopo averlo ingollato in un sorso, si era avvicinato a Tina, seduta sul letto. Alzati, le
aveva ordinato.
Pur disorientata dal suo tono di voce, Tina aveva obbedito.
D'un tratto, Rick aveva sollevato una mano e l'aveva schiaffeggiata. Non ti azzardare mai pi
a prenderti gioco di me, le aveva detto. Poi era uscito dalla stanza, furioso.
Aveva trascorso la notte nel bar dell'albergo, circondato dai bicchieri vuoti, ed erano passati
giorni prima che si decidesse a spiegare a Tina qual era stata esattamente la sua colpa. A quanto pareva,
Rick non aveva gradito il modo in cui lei aveva ballato con uno dei suoi colleghi di lavoro. Lo aveva
guardato in maniera troppo provocante e aveva flirtato con lui di fronte agli altri invitati. Tina non
riusciva nemmeno a capire di chi stesse parlando, ma quello era stato l'inizio della fissazione paranoica
di Rick, secondo cui lei ci provava con ogni uomo che le capitasse a tiro. Tina si chiedeva spesso se
non avrebbe fatto meglio a lasciarlo il mattino dopo. Ma, in fondo, era un'inguaribile romantica e
aveva voluto dare una possibilit al suo matrimonio. Era certa si fosse trattato di un caso isolato, e Rick
aveva dissipato ogni dubbio che la assillava quando, per scusarsi, si era presentato da lei con un mazzo
di fiori. Le era sembrato cos pentito e dispiaciuto che non aveva avuto nessuna esitazione a perdonarlo
subito. Era stato soltanto pochi giorni pi tardi che Tina aveva notato, nascosto tra i fiori, un biglietto.
Sorridendo, lo aveva estratto dalla busta.
In memoria della nostra amata Nan.
Quella canaglia aveva rubato i fiori da una tomba.
Adesso, quattro anni dopo, lei e Rick rimasero a fissarsi negli occhi per un istante prima che lui
si decidesse a mollare la presa. Grazie, amore. Ora fai la brava e portami il t, le disse con un sorriso.
Tina tir un sospiro di sollievo e prese a massaggiarsi il polso arrossato. Dall'incidente della
prima notte di nozze, si era ripromessa che non sarebbe mai diventata una vittima. Non si sarebbe
trasformata in una di quelle mogli maltrattate che giustificavano il comportamento inqualificabile del
marito. C'erano state diverse occasioni in cui aveva minacciato di andarsene, ma all'ultimo momento si
era sempre tirata indietro. Rick si dimostrava cos umile e contrito e, ovviamente, le giurava che non
avrebbe pi alzato le mani su di lei. In quei giorni, per, ci stava dando dentro parecchio col bere e i
suoi eccessi di collera erano sempre pi frequenti. E ormai lei non ne poteva pi.
Il problema era che non aveva un posto dove andare. Tina non aveva famiglia e, sebbene avesse
un paio di amiche fidate, non poteva approfittare di loro sino al punto di farsi ospitare. Era col suo
stipendio che pagavano l'affitto, ma non c'era verso che Rick se ne andasse di sua spontanea volont.
Cos, Tina aveva cominciato a mettere da parte i soldi per la fuga. Se avesse racimolato quanto bastava
per una caparra e un mese di affitto anticipato per un nuovo appartamento, sarebbe stata libera. Tuttavia
si faceva pi presto a dirlo che a farlo; di rado riusciva a risparmiare qualcosa, ma non importava
quanto tempo ci avrebbe messo: era decisa ad andarsene. Il vecchio barattolo di caff che teneva
nascosto in fondo alla credenza della cucina si stava pian piano riempiendo, c'erano gi pi di
cinquanta sterline. Ma, se considerava che per l'affitto di un monolocale, anche il pi essenziale,
occorrevano circa otto sterline a settimana e per il deposito almeno trenta, doveva risparmiare molto di
pi per poter compiere il grande passo. Nel frattempo, avrebbe fatto buon viso a cattivo gioco,
cercando di tenersi il pi possibile alla larga da Rick e di non contrariarlo.
Sal le scale per portargli il t, insieme con la Sporting Life che teneva ripiegata sotto il braccio.
Ecco qua, disse, tentando di sembrare allegra.
Lui non rispose. Si era riaddormentato, col cuscino dietro la schiena, con la bocca aperta e una
sigaretta che gli penzolava dal labbro inferiore screpolato.
Tina gliela tolse e la spense. Per l'amor di Dio, cos finirai per ammazzarci, tutti e due,
mormor. Mise gi la tazza e valut il da farsi. Svegliarlo e affrontare la sua ira o lasciargli il t sul
comodino? Quando lui si fosse svegliato il t sarebbe stato freddo, il che lo avrebbe di sicuro fatto
arrabbiare, ma allora, per fortuna, lei sarebbe stata in negozio, fuori pericolo.
La decisione non spett a lei, per, perch Rick si svegli e apr gli occhi.
Il tuo t  l. Io vado al charity shop. Tu te la cavi? gli chiese.
Rick si sollev facendo leva sui gomiti. Avevo la bocca arida come un deserto. Grazie per il t,
amore. Diede un paio di colpetti sulla trapunta, per farle capire di sedersi. Vieni qui.
Ecco com'era la vita con Rick. Un attimo era un prepotente, cattivo e malevolo, e quello dopo
un angioletto.
Scusa per prima. S, insomma, le sigarette... Non volevo farti del male, lo sai.
Tina quasi non credeva alle sue orecchie, ma contraddirlo non era mai una bella idea, quindi si
limit ad assentire.
Senti, me lo faresti un favore? prosegu lui.
Lei si lasci sfuggire un flebile, impercettibile gemito e alz gli occhi al soffitto. Ci risiamo.
Andresti a piazzare una scommessa per me?
Tina non poteva pi mordersi la lingua. Pensi sia una buona idea, Rick? Sai quant' dura. Con
uno stipendio solo, non restano molti soldi per le scommesse.
Con uno stipendio solo, la scimmiott lui. Non perdi mai occasione per farmelo pesare,
vero, ipocrita che non sei altro? Oggi c' il Grand National, Cristo santo. Tutti scommettono. Rick si
alz, afferr i pantaloni da dove li aveva abbandonati la sera prima e tir fuori di tasca un rotolo di
banconote. Qui ci sono cinquanta sterline. Strapp il coperchio dal pacchetto di sigarette e scrisse sul
retro il nome di un cavallo. Cinquanta sterline per vincere. Le porse i soldi e il pezzetto di carta.
Tina era sbalordita. Dove li hai presi? chiese, indicando il rotolo di banconote.
Be', non sono affari tuoi, ma, visto che me lo chiedi, li ho vinti alle corse. Allora, hai ancora il
coraggio di dire che  roba da fessi?
Bugiardo. Le girava la testa.  molto pi di quello che guadagno in una settimana, Rick.
Lo so. Sono un genio, vero?
Tina giunse le mani in preghiera e se le port alle labbra. Soffi piano sulle dita, cercando di
mantenersi calma. Ma con quei soldi potremmo pagare le bollette della luce o fare la spesa per un
mese.
Cristo, Tina. Sei cos noiosa.
Apr le banconote a ventaglio. Sapeva di non essere fisicamente in grado di consegnare una
somma cos grossa a un bookmaker. Non puoi farlo tu? lo implor.
Lavori nel negozio a fianco, non  questo gran disturbo.
Tina sent le lacrime affiorarle agli occhi, ma aveva deciso. Avrebbe preso quei soldi e ne
avrebbe parlato con Graham. Gi altre volte le era capitato di accettare del denaro da Rick e poi non
puntarlo. Il cavallo aveva immancabilmente perso e lui non si era accorto di nulla. Durante la corsa,
Tina aveva perso dieci anni di vita, per quella volta era diverso. La posta in gioco era troppo alta.
Cinquanta sterline, santo cielo.
All'improvviso, si ritrov in preda al panico. Sent una vampata di calore salirle dai piedi alla
testa e il respiro che diventava affannoso. Mormorando qualche parola di scusa a proposito del
tostapane lasciato acceso, usc senza voltarsi dalla camera da letto, scese di corsa le scale e si precipit
in cucina. Si arrampic su uno sgabello e allung una mano sul fondo della credenza, in cerca del
barattolo di caff in cui aveva nascosto i soldi per la fuga. Quando le sue dita riconobbero la forma
familiare, Tina prese il barattolo e se lo strinse al petto. Prov ad aprirlo, ma le tremavano le mani, cos
cerc a tentoni uno strofinaccio. Alla fine il coperchio cedette e Tina sbirci nel barattolo. Dentro c'era
soltanto qualche spicciolo. Scroll il barattolo e guard di nuovo, quasi fossero stati i suoi occhi a
ingannarla, prima.
Bastardo! Bastardo, bastardo, bastardo! Cominci a piangere, e i singhiozzi divennero cos
forti da scuoterle le spalle.
Credevi di fregarmi, vero?
Tina salt gi dallo sgabello, si volt e vide Rick affacciato sulla soglia, con un'altra sigaretta
tra le labbra. Indossava una canottiera ingrigita e macchiata di t e un paio di mutande sporche. Li hai
presi tu! Come hai potuto? Ho lavorato come una schiava per metterli da parte. Mi ci sono voluti
mesi. Si lasci cadere a terra e prese a dondolarsi avanti e indietro, col barattolo sempre stretto a s.
Rick la scavalc e la sollev di forza. Datti una calmata. Che credevi di fare nascondendo i
soldi a tuo marito? E per che cosa li mettevi da parte, poi?
Per fuggire da te, brutto ubriacone, impiccione e perdigiorno che non sei altro. Doveva essere
una... sorpresa. S, insomma, una piccola vacanza per noi due. Pensavo ci avrebbe fatto bene prenderci
una pausa.
Rick ci riflett un istante e poi lasci la presa sul braccio di Tina. Sembrava perplesso. Carina,
come idea. Senti un po', quando quel cavallo taglia il traguardo, ci facciamo una vacanza coi fiocchi.
Magari addirittura all'estero.
Tina annu, avvilita, e si asciug gli occhi.
Su, vai a prepararti, se no farai tardi al lavoro. Io me ne torno a letto. Sono stanco morto. Le
diede un bacio sulla testa e sal al piano di sopra.
Tina rimase sola in mezzo alla cucina. Non si era mai sentita tanto infelice e disperata come in
quel momento, ma era decisa a non scommettere quei soldi. Le cinquanta sterline erano sue e non le
avrebbe certo dissipate per una corsa di cavalli, Grand National o no. Prese le banconote e le infil
nella borsa, poi diede una rapida occhiata al nome che Rick aveva scritto sul pezzetto di carta.
Red Rum.
Guai a te se vinci, maledetto.
Tina arriv in negozio e pesc le chiavi dalla borsa. Sebbene l'avviso appeso all'ingresso
dicesse di non farlo, qualcuno aveva lasciato un sacco di abiti usati sul gradino davanti alla porta. Per
Tina era inconcepibile che qualcuno potesse rubare vestiti donati in beneficenza, ma era successo varie
volte. Anche in tempi come quelli, di crisi economica, scioperi ed elettricit razionata, era da non
credere quanto in basso potesse arrivare certa gente. Si rimise la borsa in spalla, apr la porta ed entr.
Lavorava l gi da due anni, ma l'odore di quel posto le faceva sempre arricciare il naso. Gli abiti di
seconda mano hanno un odore tutto particolare, che  identico in ogni charity shop o bazar di abiti
usati: naftalina mista a sudore stantio e biscotti.
Per la seconda volta quella mattina, Tina mise il bollitore sul fuoco, poi apr il sacco. Ne
estrasse un completo da uomo e lo sollev per dargli una controllata veloce. Era vecchissimo, ma di
ottima fattura e di una qualit in cui non le era mai capitato d'imbattersi prima. Tutto in pura lana
vergine, di un insolito color verdognolo, con una striscia in oro chiaro.
Il campanello della porta d'ingresso suon e Tina interruppe la sua indagine.
Bel vestito e, ehm... colore meraviglioso. Lo credo bene che se ne siano voluti disfare!
Era Graham, il bookmaker dell'agenzia ippica a fianco.
Buongiorno. Mi sorprende che tu abbia il tempo di fare due chiacchiere oggi, lo punzecchi
Tina.
Gi, questo  il giorno pi indaffarato dell'anno per me, ma non mi lamento, replic Graham,
fregandosi le mani. Nigel non ha ancora aperto, quindi ho un paio di minuti.
 un piacere vederti, gli disse Tina dopo averlo abbracciato.
Allora, come stai oggi?
Era una domanda trabocchetto. Graham era al corrente della situazione di Tina e in pi di
un'occasione aveva espresso commenti sui suoi lividi o sul suo labbro spaccato. Era sempre molto
gentile e Tina si sent vacillare. Graham la prese per un gomito e l'accompagn a una sedia. Che ha
fatto stavolta? le chiese, reclinandole il mento e scrutandole il viso.
A volte lo odio, Graham, sul serio.
La attir a s e le accarezz i capelli. Meriti molto di pi, Tina. Hai ventotto anni. Dovresti
essere felicemente sposata con un marito che ti ama e magari un paio di bambini...
Lei si scost dall'abbraccio e i suoi occhi sporchi di mascara sbavato cercarono quelli di lui.
Cos non mi aiuti.
Scusa. Dimmi che cos' successo, la incalz, ricominciando a carezzarle con delicatezza la
testa.
Non hai tempo per queste cose, soprattutto oggi. Ma Tina sapeva che, di tempo per lei,
Graham ne avrebbe sempre trovato. Era perdutamente innamorato di lei sin dal loro primo incontro.
Anche Tina gli voleva bene, ma solo come se ne vuole a un caro amico o a una figura paterna. Oltre ad
avere venticinque anni pi di lei, era gi sposato, e Tina non era il tipo di donna che rubava i mariti alle
altre. Vuole che faccia una scommessa, disse, tirando su col naso.
Graham estrasse di tasca un fazzoletto stirato e inamidato e glielo porse. Niente di nuovo
allora.  uno dei miei migliori clienti. E oggi c' il Grand National.
 quello che ha detto anche lui. Ma stavolta  diverso, Graham. Mi ha chiesto di puntare
cinquanta sterline.
Persino Graham s'irrigid di fronte alla cifra. E dove diavolo li ha presi tutti quei soldi?
Li ha rubati a me, gemette Tina.
Graham parve confuso, ovviamente. A te? Non capisco.
Li stavo mettendo da parte, Graham. Li risparmiavo per sca... S'interruppe. Non voleva
affrontare quell'argomento con lui proprio in quel momento. In passato, Graham le aveva offerto del
denaro, ma lei aveva rifiutato. Un briciolo di orgoglio e di autostima li aveva ancora. Il motivo non 
importante. Quello che conta  che sono soldi miei e lui vuole che li punti su un cavallo del Grand
National.
Graham non sapeva che cosa rispondere, ma alla fine fu l'allibratore che era in lui a prendere il
sopravvento. Che cavallo?
Che importanza ha? Tanto io non lo faccio.
Mi dispiace. Ero solo curioso, ecco tutto... E se vince?
Non vincer.
Come si chiama?
Con un sospiro, Tina prese a rovistare nella borsa in cerca del pezzetto di carta e, quando lo
trov, lo diede a Graham.
Red Rum. Una chance ce l'ha, Tina, devo essere sincero.  il suo primo National, ma pu
persino partire favorito. Anche se c' un grosso purosangue australiano, Crisp, che pu dargli filo da
torcere.  probabile siano appaiati. Le mise un braccio intorno alle spalle. Ha una chance, ma nel
Grand National non ci sono garanzie.
Tina si appoggi a lui, accogliendo con sollievo il conforto del suo abbraccio. Non piazzer la
scommessa, disse con calma.
C'era una fermezza tale nella sua voce che Graham cap che era inutile discutere. A te la
scelta, Tina. Qualsiasi cosa succeda, sar qui per te.
Lei sorrise e lo baci su una guancia. Sei un amico, Graham. Grazie.
In lieve imbarazzo, lui distolse lo sguardo. E comunque non si sa mai. Potresti anche trovare
una banconota da cinquanta sterline nella tasca di quel vecchio completo.
Esistono sul serio le banconote da cinquanta sterline? Io non ne ho mai vista una, scherz lei.
Graham azzard un sorriso. Sar meglio che vada. Nigel si star chiedendo dove sia finito.
Certo, non ti trattengo pi. A che ora  la corsa?
Alle tre e un quarto.
Tina guard l'orologio. Mancano ancora sei ore.
Se cambi idea sulla scommessa fammelo sapere.
Non succeder. Ma grazie.
Quando se ne fu andato, Tina torn a occuparsi del sacco di abiti che avevano lasciato davanti
al negozio. Sollev di nuovo la giacca del completo e, memore delle parole di Graham, fece scivolare
una mano nella tasca interna. Si sent un po' ridicola, ma all'improvviso le sue dita incontrarono
qualcosa che sembrava carta e il suo cuore ebbe un sussulto. Lo tir fuori. Non era una banconota da
cinquanta sterline, ma una vecchia busta ingiallita.
2
Tina lisci la busta color crema e la osserv, incuriosita. Se l'avvicin al naso, inspirando
l'odore di vecchio. Era indirizzata a Miss C. Skinner, Wood Gardens 33, Manchester. Nell'angolo in
alto c'era un francobollo che Tina non aveva mai visto, sul quale non era riprodotta, come c'era da
aspettarsi, l'immagine della regina Elisabetta II, ma quella di un uomo che doveva essere re Giorgio
VI. Capovolse la busta e not che era ancora sigillata. Diede un'altra occhiata al francobollo e si
accorse con stupore che non era timbrato. Per qualche strana ragione, la lettera non era mai stata
spedita. In qualche modo, aprirla le sembrava un gesto orribile e invadente, un po' come ficcare il naso
negli affari altrui, e tuttavia non poteva buttarla. Il campanello della porta d'ingresso suon di nuovo,
facendola trasalire. Mentre infilava la busta in borsa e accoglieva con un saluto il primo cliente della
giornata, Tina si sent inspiegabilmente arrossire. Buongiorno, Mrs Greensides.
Buongiorno, Tina cara. Sono passata per il mio solito giretto.  arrivato qualcosa di nuovo?
Tina guard il sacco di abiti che avevano lasciato sulla soglia del negozio e lo spost con un
piede dietro il bancone. Ehm, pi tardi forse. Ho qui qualche capo da sistemare.
Voleva avere il tempo di perlustrare bene tutto il sacco in cerca di eventuali indizi sulla sua
provenienza prima di appendere gli indumenti che conteneva.
Il flusso costante di clienti che la tenne impegnata per tutta la mattinata contribu a distoglierla
dalla corsa ma, alle tre in punto, Tina accese il televisore portatile in bianco e nero nella stanza sul
retro. I cavalli si stavano posizionando sulla linea di partenza e Tina and in cerca di quello che
avrebbe deciso il suo destino. Fu facile individuarlo, grazie alla museruola ricoperta di pelliccia e al
grosso diamante che il fantino portava sul davanti della casacca (gialla, a detta del commentatore). Con
una danza sul posto, i cavalli si allinearono dietro il nastro di partenza, in bramosa attesa del via.
Finalmente, alle tre e un quarto, la bandiera si alz e il commentatore grid: Partiti!
I cavalli si avvicinavano al primo ostacolo e Tina quasi non riusciva a guardare. Sino ad allora,
il commentatore non aveva mai nemmeno nominato Red Rum. Al primo ostacolo ci fu una caduta, e
Tina cerc disperatamente di capire se si fosse trattato di Red Rum, ma, no, lui era incolume e continu
la gara. Ci fu un'altra caduta al secondo ostacolo, ma Red Rum se la cav di nuovo, anche se era molto
indietro. Tina s'immaginava Rick a casa, con una lattina di birra in una mano e una sigaretta nell'altra,
che urlava contro il televisore, incitando il cavallo e cavalcando la poltrona quasi fosse lui il fantino.
Mentre si accingevano a saltare il Becher's Brook per la prima volta, Tina si copr gli occhi. Non
s'intendeva granch di corse coi cavalli, ma sapeva che quell'ostacolo era difficile e aveva mietuto
parecchie vittime nel corso degli anni.
Julian Wilson comment: Al Becher's Brook, passa Grey Sombrero, seguito da Crisp in
seconda posizione, Black Secret terzo, Endless Folly quarto, Sunny Ladd quinto, sesto Autumn Rouge,
settimo Beggar's Way che cade. Caduta di Beggar's Way al Becher's.
Tina si lasci sfuggire un sospiro profondo. Non si era resa conto di aver trattenuto il fiato e le
girava un po' la testa. Red Rum non si era guadagnato neppure una menzione. Rick non avrebbe
azzeccato il cavallo vincente nemmeno in una corsa con un solo partecipante.
La porta del negozio si apr e Tina imprec in silenzio mentre andava a servire il nuovo cliente.
Con sua somma frustrazione, si accorse che si trattava di Mrs Boothman. L'anziana signora amava
trattenersi a chiacchierare, e in un qualsiasi altro giorno Tina sarebbe stata pi che felice di
accontentarla. Da quand'era rimasta vedova, Mrs Boothman viveva da sola e i due figli non si curavano
granch di andare a farle visita. Una tazza di t e quattro chiacchiere con Tina erano l'evento
culminante della sua settimana.
Salve, Mrs Boothman. Sono impegnata nel retro, al momento. Non mi ci vorr molto. Dia pure
un'occhiata in giro, intanto.
Mrs Boothman la osserv perplessa, e Tina sapeva il perch. Non le occorreva dare un'occhiata
in giro. Tutte le volte che era passata in negozio, non aveva mai comprato niente. Non preoccuparti,
cara. Mi metter qui buona buona in un angolino finch non avrai finito, disse la donna sollevando
uno sgabello e lasciando cadere pesantemente la borsa sul bancone. Hai per caso la TV accesa nel
retro?
Ehm... s, rispose Tina con aria colpevole. Stavo solo guardando il Grand National.
Non sapevo t'interessassero le corse di cavalli, replic Mrs Boothman, sorpresa.
Infatti non m'interessano,  solo che...
Hai fatto una scommessa? intervenne Mrs Boothman.
No, santo cielo, no, farfugli Tina, incerta su come si fosse ritrovata di punto in bianco a
dover accampare scuse con Mrs Boothman.
Io non ho mai scommesso in tutta la mia vita. Il mio Jack diceva sempre che era da sciocchi.
Perch uno dovrebbe sperperare a quel modo i soldi guadagnati con tanta fatica?
Non ho fatto nessuna scommessa, Mrs Boothman. Sono solo interessata alla gara, ecco tutto,
rispose Tina, paziente. Era sulla porta che separava il negozio dalla stanza sul retro, cos riusciva lo
stesso a sentire la TV.
Adesso era Peter O'Sullevan a commentare: Crisp  in testa davanti a Red Rum, ma Red Rum
guadagna terreno...
Era secondo! Come accidenti era successo? Tina si sent mancare il respiro.
Tutto bene, Tina? All'improvviso sembri un po' pallida.
Sto b-b-bene.
Non immagineresti mai cos' capitato, bisbigli Mrs Boothman con fare cospirativo. Hai
presente la tizia che sta al numero 9, quella sgualdrinella... com' che si chiama?
Trudy, rispose Tina con aria assente, sforzandosi di ascoltare la TV.
Esatto, lei. L'hanno pizzicata mentre taccheggiava da Woolies, pensa un po'. Mrs Boothman
incroci le braccia e storse le labbra, in attesa della reazione di Tina.
Ah, davvero?
 tutto quello che hai da dire? esclam la signora. Non sembrava granch contenta del fatto
che un pettegolezzo cos succoso venisse accolto con tale indifferenza.
Tina la ignor e si concentr sul commento di O'Sullevan: A due ostacoli dal traguardo,
l'edizione 1973 del Grand National vede Crisp ancora nettamente in testa, con un peso di settantasei
chili sulla schiena a fronte dei sessantasei di Red Rum, e sembra che siano solo loro due a vedersela.
Al penultimo ostacolo, Crisp  davanti, staccato da Red Rum, che salta prendendo una bella rincorsa.
Tina si aggrapp alla cornice della porta e respir a fondo.
Sei sicura di star bene, Tina?
La voce di O'Sullevan proseguiva implacabile in sottofondo: Siamo all'ultimo ostacolo del
National, adesso, e Crisp va ancora alla grande. Supera bene l'ostacolo. Red Rum  a circa quindici
lunghezze da lui quando salta. Crisp si avvicina alla curva e gli restano ancora duecentocinquanta
metri da correre.
Tina era certa di aver preso la decisione giusta a non scommettere. Red Rum sembrava
sconfitto, e troppo indietro rispetto al cavallo in testa. Si rincuor un pochino. Sto bene, grazie. Ci
prendiamo una tazza di t?
Ci le forn la scusa per tornare nel retro, dove poteva guardare la televisione. Mise su il
bollitore, prese tazze e piattini e poi rimase paralizzata davanti allo schermo.
Il tono di Peter O'Sullevan era cambiato: Crisp comincia a perdere concentrazione.  stato
davanti da solo per tutto il tempo e ora Red Rum lo raggiunge. A circa duecento metri dall'arrivo,
Crisp  davanti ma Red Rum guadagna terreno.
Le tazze cominciarono a tintinnare nei piattini mentre Tina fissava incredula e terrorizzata la
TV. No, no! bisbigli con voce roca. Mio Dio, ti prego, no.
Crisp sembra stanchissimo adesso. Red Rum lo incalza. E Red Rum  il cavallo che chiude
alla grande. Red Rum sta per vincere il National. Sulla linea di traguardo, Red Rum strappa a Crisp la
vittoria ed  primo!
Tina si sent il sangue defluire dal viso e le prese un nodo allo stomaco; si lasci cadere in
ginocchio e le tazze da t andarono in mille pezzi. Con la testa che le pulsava tra le mani, tremava come
un randagio intrappolato dall'accalappiacani. Le lacrime avevano cominciato a inondarle copiose le
guance, quando Mrs Boothman fece irruzione nel retro. Ma che diamine succede? Hai fatto una
scommessa, vero? Che cosa ti avevo detto io? Il gioco d'azzardo non porta mai a niente di buono. Il
mio Jack diceva sempre...
Mrs Boothman, per favore. Ho solo bisogno di essere lasciata sola. Accompagn fuori la
donna, sprang l'ingresso ed espose il cartello con la scritta CHIUSO. Premette la fronte contro il vetro
della porta, accogliendo con sollievo il freddo della sua superficie. Le venne da vomitare e sent un
fiotto di bile e succhi gastrici affiorarle alla bocca. Deglut con forza e si stropicci la faccia.
Sopraffatta dalla disperazione, si trascin nella stanza sul retro e spense tutte le luci. Aveva bisogno di
pensare a che cosa fare, adesso. Rick si aspettava che lei tornasse a casa con Dio solo sapeva quanti
soldi. Non aveva idea di quale fosse l'ultima quotazione prima della partenza, non aveva pensato che
quell'informazione le sarebbe tornata utile, e adesso invece... Rick non gliela avrebbe certo fatta
passare liscia.
Se ne stava l seduta al buio, non sapeva neppure lei da quanto, quando un picchiettio alla porta
del negozio la fece trasalire. Sgran gli occhi per lo spavento al pensiero che potesse essere Rick.
Siamo chiusi, url con voce stanca.
Tina, sono Graham. Fammi entrare.
Ci mancava solo questa, pens. La comprensione e la gentilezza di Graham l'avrebbero di
sicuro fatta crollare del tutto. Si tir su a fatica e apr la porta.
Scusa se non sono riuscito a venire prima.  stata una giornata frenetica.
Tranquillo, Graham.
Lui le guard il volto striato di lacrime. L'hai visto in TV, dunque.
Mi uccider. Stavolta lo far sul serio.
Graham infil la mano nella tasca dei pantaloni e ne tir fuori un rotolo di banconote.
E questi cosa sono?
Quattrocentocinquanta sterline. Tieni, disse lui premendogliele nel palmo della mano.
Non capisco.
Sstt. Graham si port un dito davanti alla bocca. Ho scommesso io al tuo posto.
Tu? chiese Tina, incredula. Ma tu sei il bookmaker, Graham. Non puoi scommettere con te
stesso. Non doveva prenderla in giro.
Lo so. Ho mandato Nigel a piazzare la scommessa da Landbrokes.
Tina sent che il mento cominciava a tremarle. Hai fatto questo per me?
Avevo una specie di presentimento su quel cavallo. Non potevo rischiare. I soldi in ballo erano
troppi, partiva favorito 9 a 1.
Ma c' mancato cos poco, Graham. Ha quasi perso.
Graham fece spallucce. Senti, l ci sono quattrocentocinquanta sterline da dare a sua signoria, e
hai di nuovo le tue cinquanta, quindi sono tutti contenti.
Se avesse perso, non me ne avresti mai parlato, vero?
Graham scosse la testa. Ma non ha perso. Non rimuginiamo su ci che poteva succedere.
Sinceramente, non so che cosa dire, Graham. Mi hai salvato la vita.
Su, adesso non essere melodrammatica.
Tina prese il volto di Graham tra le mani e gli schiocc un bacio sulla bocca. Grazie, disse
semplicemente.
Graham arross. Prego. Poi, assumendo un tono pi serio: Farei qualsiasi cosa per te, Tina,
ricordatelo.
Non lo dimenticher, rispose lei infilando il denaro in borsa. Meglio che vada. Lui mi star
aspettando. Per una volta almeno sar di buon umore.
3
Quando Tina infil la chiave nella serratura, aveva la testa che le pulsava, la bocca secca e le
mani che le tremavano cos forte che a stento riusc ad aprire. Entr nell'ingresso buio e sent il
televisore acceso. Dickie Davies stava chiudendo l'ennesima puntata di World of Sport e Rick era di
certo sdraiato sul divano, magari addormentato, sicuramente ubriaco. Diede un'occhiata in salotto, ma
era deserto.
Rick, sono a casa.
Di sopra, replic lui.
Lei sal le scale e tir fuori il rotolo di banconote dalla borsa.
In bagno, disse Rick.
Tina spinse la porta e rimase senza fiato. Rick aveva riempito la vasca di schiuma e acqua
bollente. Aveva addirittura acceso un paio di candele. Nella stanza c'era cos tanto vapore che i vetri
erano appannati e Tina faticava a vederci qualcosa.
Lui si chin sulla vasca e fece roteare la mano tra le bolle di sapone. Ho acceso il boiler,
spieg.
Il boiler? Ma ci coster...
Le mise un dito sulle labbra per zittirla. Non hai niente per me?
Tina gli porse i soldi. Mi sono tenuta le mie cinquanta sterline, se non ti dispiace, gli disse in
un tono che sembrava pi spavaldo di quanto non si sentisse lei, in realt.
Rick la ignor e, prima d'infilare le banconote nella tasca dei calzoni, ne inspir l'odore
d'inchiostro. D'ora in poi sar tutto diverso, te lo prometto. Guardami.
Lei dovette riconoscere che si era davvero tirato a lucido. Si era vestito  il che, nel suo caso,
non era affatto scontato, per un sabato pomeriggio , rasato e profumato. Non ne era sicura, ma forse si
era persino lavato i capelli. Ovviamente, aveva l'alito che puzzava di alcol, ma sembrava abbastanza
sobrio.
Stamattina sono stato davvero orribile, lo so. Puoi perdonarmi? Sono cos dispiaciuto. La
attir a s e affond il volto nei suoi lunghi capelli scuri.
Tina rimase l in piedi, rigida. Ci erano gi passati tante volte. Lui si comportava da bastardo,
lei era sconvolta, lui si pentiva e le chiedeva perdono. Lo respinse con calma. Hai bisogno di aiuto,
Rick. Con la faccenda del bere, intendo.
Sto bene, Tina. Posso smettere quando voglio. Guarda... Ho smesso ora, no?
Tina sospir. Questa  per me? chiese, indicando la vasca.
Certo. Forza, lascia che ti aiuti.
Le fece scivolare la giacca dalle spalle e la lasci cadere a terra. Le sbotton lentamente la
camicetta e, mentre cominciava a baciarla sul collo, lasci scivolare via anche quella. Tina chiuse gli
occhi e Rick la spinse piano contro la parete, le sue labbra che trovavano quelle di lei. La baci pieno di
desiderio.
L'acqua si raffredda, disse Tina, sgusciando via da sotto le sue braccia.
Rick cerc di nascondere il disappunto. Va bene, amore, scusa. Resta pure a mollo quanto
vuoi. Io vado a preparare qualcosa da mangiare.
Tina lo guard sospettosa.
Be'? Cosa credi, che non ne sia capace? Te lo giuro, Tina, sono cambiato. La vincita di questi
soldi  il nuovo inizio che ci serve.
Pareva cos sicuro di s che, se non avesse gi sentito prima tutta quella storia, Tina si sarebbe
quasi lasciata convincere. Ma Rick era un maestro nel manipolare le donne, abilit che aveva acquisito
sin da bambino, e Tina sapeva bene di chi era la colpa.
Richard Craig era nato in tempo di guerra, figlio unico di George e Molly Craig. Mentre il
padre era lontano a combattere per il proprio Paese, la madre lo aveva portato a vivere in campagna
dalla sorella, che non aveva figli, dove sarebbe stato al sicuro. La sua era stata un'infanzia idilliaca: le
due donne adoravano il piccolo Ricky ed esaudivano ogni suo capriccio. Perci, quando, all'et di tre
anni, si erano rifiutate di comprargli un trenino di legno visto in un negozio di giocattoli, per lui era
stato un trauma.
Costa un sacco di soldi, tesoro, aveva cercato di spiegargli la madre.
Lo voglio.
Magari per il tuo compleanno.
Lo voglio adesso, aveva replicato Ricky, incrociando le braccia, imbronciato.
Al tuo compleanno mancano solo pochi mesi. Non devi aspettare tanto, era intervenuta la zia.
Ricky non aveva risposto; dopo aver fissato le due donne inermi, aveva iniziato a trattenere il
respiro.
Che stai facendo? gli aveva chiesto la mamma.
Le due donne lo guardavano atterrite. La faccia gli era diventata paonazza, le labbra bluastre.
Poi era svenuto.
Fai qualcosa! aveva urlato la madre.
La zia aveva piazzato il trenino di fronte alla commessa sbigottita. Lo prendiamo.
Quando, pochi istanti dopo, il piccolo Ricky era rinvenuto, la prima cosa che i suoi occhietti
avevano messo a fuoco era stata quel trenino di legno. Adesso sapeva che, da l in avanti, la madre e la
zia sarebbero state come creta nelle sue mani.
La guerra era finita che Rick aveva cinque anni, e suo padre era tornato a casa. Rick aveva
cominciato ad andare a scuola e, com'era prevedibile, non gli era piaciuta nemmeno un po'. Aveva
problemi di disciplina ed era stato espulso da diversi istituti. All'et di quindici anni, aveva
abbandonato definitivamente gli studi e, dopo aver seguito un corso per diventare controllore di
autobus, aveva preso la qualifica di autista. Giacch era bruno e di bell'aspetto, non era mai stato a
corto di ammiratrici, e intratteneva rapporti cordiali con tutti i passeggeri, specie quelli di sesso
femminile. I suoi unici altri interessi erano i cavalli e i cani. Ogni sabato mattina, accompagnava il
padre in agenzia ippica, e alle scommesse seguivano immancabilmente un paio di birre al pub. I
gioved sera li passava sempre al cinodromo Belle Vue. Quell'esistenza monotona era finita il giorno in
cui Tina era salita sul suo autobus e i loro sguardi si erano incrociati un secondo pi del necessario.
Rick aveva detto diverse volte che era stato in quel momento che aveva capito che lei doveva essere
sua.
Dopo il bagno, Tina si sent leggermente meglio. La giornata aveva esaurito le sue energie
fisiche ed emotive. Si sentiva le palpebre pesanti per la spossatezza e le membra come il piombo. Ud
lo sfrigolio della padella provenire dalla cucina. Non era certo un pasto da gourmet, ma almeno Rick ci
aveva provato. Quando lei entr in cucina, stava friggendo un paio di uova.
Siediti, amore, le disse, scostando una sedia. Non ci vorr molto. Per il dessert ho aperto una
lattina di pesche. Possiamo mangiarle con un po' di latte condensato.
Perfetto, grazie.
Com' andata la giornata in negozio? Sei riuscita a vedere la corsa?
Ehm... un pezzo, s.
 stata assolutamente fantastica, vero? Ero convinto che ormai avesse perso, ma alla fine l'ha
superato da destra. Chiss com'era scocciato Graham. Quanto mi piace quando il bookmaker rimane
fregato!
Be', si  preso un bel po' dei tuoi soldi in questi anni.
Non cominciare, Tina...
Non era mia intenzione.
Senti, oggi abbiamo sbancato il botteghino. Quattrocentocinquanta sterline. Quando lavoravo
sugli autobus ne guadagnavo solo tremila all'anno. Dobbiamo festeggiare. Occupati tu della cucina; io
faccio un salto da Manny a prendere una bottiglia di champagne.
Champagne? Ma dove credi di essere, Rick? Dubito persino che Manny lo venda. Non credo
ce ne sia molta richiesta in zona.
Rick si pass le dita tra i capelli. Va be', quell'altra roba allora, Pomagne o Babycham o come
diavolo si chiama.
Non ce n' bisogno. Io non bevo e tu hai smesso, ricordi?
Lui esit per un istante. Be', quando ho detto che smettevo, non volevo dire del tutto. Posso
farmi ancora un goccetto ogni tanto, nelle occasioni speciali, e di pi speciali di cos non  che ne
capitano spesso.
Sei un alcolizzato, Rick. Non riesci a farti solo un goccetto ogni tanto.
Ah, adesso sei un'esperta, vero?
In effetti, s. Vivere con te ha fatto di me un'esperta sugli effetti dell'alcolismo.
Non continuare a ripetere quella parola. Chi sei tu per definirmi un alc... s, insomma, uno di
quelli. Torno tra cinque minuti, disse infilandosi il giubbotto.
Tina scosse la testa. Non sarebbe mai cambiato. Neppure riusciva a pronunciarla, quella parola,
figurarsi chiedere l'aiuto di un professionista. Se glielo avesse permesso, l'avrebbe trascinata nel
baratro insieme con lui.
La vita che Tina aveva condotto prima d'incontrare Rick era ben pi promettente, il che rendeva
la sua situazione attuale ancor pi angosciosa. Figlia unica, primeggiava negli studi e aveva
brillantemente superato l'esame di ammissione a una scuola secondaria statale a indirizzo umanistico. I
voti del suo esame erano stati tra i pi alti mai registrati sino allora dall'istituto, e sia lei sia la preside
erano convinte che dovesse iscriversi all'universit. Tina sperava di studiare inglese e far carriera come
giornalista. Il destino, per, aveva altri programmi in serbo per lei. Suo padre, Jack Maynard, era morto
all'improvviso a soli quarantacinque anni e, nonostante le proteste dei suoi insegnanti e della madre,
Tina non si era tirata indietro. Aveva lasciato subito la scuola e, per aiutare a mandare avanti la
famiglia, si era trovata un lavoro nell'ufficio di una piccola compagnia assicurativa. Le sue mansioni
erano piuttosto umili, e commisurate alla paga, ma Tina aveva frequentato una scuola serale, dove
aveva imparato a battere a macchina e a stenografare. La sua tenacia e la sua forza d'animo, alla fine,
avevano dato i loro risultati e Tina era salita di livello, diventando la miglior stenodattilografa della
compagnia. Il lavoro, per, era noioso e le ore trascorse in ufficio lunghissime. L'evento clou delle sue
giornate era il tragitto in autobus per tornare a casa. L'autista del 192 era incredibilmente attraente, e la
salutava sempre con un sorriso e una strizzatina d'occhio. Un giorno, aveva trovato il coraggio di
chiederle di uscire a bere qualcosa e da allora erano stati inseparabili. Tina aveva dovuto rinunciare ai
suoi sogni di una carriera da giornalista, ma Richard Craig li avrebbe pi che compensati.
Si spostarono in soggiorno, dove avevano acceso la stufa elettrica al minimo. In mancanza del
riscaldamento centralizzato, la casa era sempre gelida. Rick era gi al suo terzo bicchiere di vino  un
bianco frizzante a buon mercato  e iniziava a biascicare. Era quello il problema, con lui. Poich non
era mai completamente sobrio, gli ci voleva poco per ricominciare a non connettere. Tina era ancora al
primo giro. Il vino frizzante nemmeno le piaceva, le dava il mal di testa.
Rick era stravaccato sul divano a guardare The Generation Game. Hai mai visto premi pi di
merda di questi? Che cavolo  un set per fonduta, Cristo santo?
 un pentolino che serve a far sciogliere il formaggio, in cui poi immergi dei pezzi di pane.
Sembra disgustoso.
A quanto pare,  il massimo della raffinatezza.
Spegni la tele e vieni a sederti vicino a me, amore.
Tina pos il bicchiere e gli si avvicin strascicando i piedi.
Ce n' ancora di spumante? chiese lui.
Un pochino, s. Ma non pensi di aver...
Gi bevuto abbastanza? No, penso di no. Sto bene, Tina. Non essere cos noiosa, per favore.
Rovinerai tutto. Vieni qui. La attir tra le sue braccia e cerc di baciarla.
D'istinto, Tina storse le labbra e s'irrigid.
Qual  il problema, adesso? domand Rick.
Niente, rispose lei respingendolo con gentilezza. Vado a prenderti il vino.
Lui la afferr per i polsi e la tenne stretta. Posso aspettare.
La spinse di nuovo sul divano, si sdrai su di lei e le infil la lingua in bocca con un'irruenza
tale che a Tina venne quasi un conato di vomito. Lo implor di smetterla, ma non poteva competere
con la sua forza: con uno strattone, lui le tir gi i pantaloni e le divaric le gambe.
Rick, aspetta. Tent di farlo ragionare e di guadagnare tempo: Andiamo di sopra, cos
stiamo pi comodi.
Le diede uno schiaffo. Credi forse che sono nato ieri? Adesso stai zitta e goditela, brutta vacca
frigida.
Tina volt il capo dall'altra parte e chiuse gli occhi. Non era la prima volta che le usava
violenza, ma giur a se stessa che quella sarebbe stata l'ultima. Aveva permesso che la cosa durasse sin
troppo. Doveva venirne fuori. Ne andava della sua vita.
La domenica era il giorno peggiore della settimana per Tina, e ogni scusa era buona pur di
uscire di casa. Rick aveva passato la notte sul divano, troppo ubriaco persino per arrampicarsi
barcollante su per le scale, cosa di cui lei era stata grata. Si sedette in cucina, si scald le mani su una
tazza di t e contempl il disastro. La stanza puzzava di unto e la padella usata per friggere le uova
stava congelando nella ciotola di acqua fredda in cui l'aveva lasciata Rick.
Lui comparve sulla soglia, i capelli ritti in testa e le palpebre cascanti di sonno. Indosso aveva
ancora i vestiti del giorno prima. Dove sono le mie sigarette? chiese con voce cavernosa. Poi,
dandosi un pugno sul petto, emise uno sbuffo disgustoso.
Tina fece una smorfia. Buongiorno. Io sto bene, grazie. E tu?
Che? Ah, gi,  per ieri sera?
Tina spinse il pacchetto di sigarette sull'altro lato del tavolo.
Lui sollev una sedia e si sedette di fianco a lei.
Eccole.
Si pu avere un t?
Il bollitore  l.
Rick trasse un lungo tiro dalla sigaretta. Hai ragione. Sono un bastardo, ti meriti di meglio.
Adesso, per piacere, fammi un t.
L'hai capita, finalmente.
Non  tutta colpa mia, per, ribatt Rick, sulla difensiva. Cio, devi prenderti anche tu le tue
responsabilit.
Tina pos la tazza e scosse la testa. In che senso  anche colpa mia, scusa? Ieri sera ti ho detto
di non comprare alcolici perch mi avevi promesso di non bere pi, ma, no, tu la sapevi pi lunga. Hai
detto che un paio di bicchieri non ti avrebbero fatto male, che era un'occasione speciale, bla bla bla...
Rick le sbuff in faccia una nuvola di fumo grigio. Ti ricordo pure che ieri tu mi hai detto di
non scommettere. Mmm. Be', chi  che la sapeva pi lunga?
Quei soldi erano miei, disse Tina con calma.
Quello che  tuo  mio. Siamo in societ.
Bene. Dammi met della vincita, allora.
Rick sghignazz.  tutta roba mia. Tu non approvi il gioco d'azzardo, ricordi?
Ragionare con lui era impossibile e Tina non ne aveva pi l'energia. Quando parl, parve pi
coraggiosa di quanto non si sentisse in realt: Voglio lasciarti.
Rick le prese la mano. Cristo, Tina. So di essere stato un tantino... ehm, entusiasta ieri sera, ma
non c' motivo per essere avventati. Ti amo, lo sai.
Lei riusciva a sentire quanto fosse disperato. Era una scena che aveva gi visto. In quella fase,
avrebbe fatto e detto tutto il possibile pur di tenerla buona. La sequenza le era ormai pi che nota. Non
capisci, vero? Ho paura di te, Rick. Paura di quello che mi farai la prossima volta. Sono stanca di
presentarmi al lavoro e dover mentire sui miei lividi, stanca di camminare sulle uova in casa mia,
stanca di vivere in questo porcile gelido e dover lavorare tanto per pagare le bollette.
Ma...
Tina sollev una mano. Non ho finito. Hai un'idea di che cosa significhi vivere nella paura? E
perch dovrei, poi? Sono io che mantengo entrambi. Tu non contribuisci di un centesimo. Sei solo un
salasso per le nostre finanze e per le mie emozioni.
Cio, questa s che  bella. Ieri sera ti ho pure preparato da mangiare.
Uova e patatine? Se questo lo chiami fare la tua parte, sei pi deludente di quanto pensassi.
Rick prese a respirare con affanno e a serrare i pugni, ma Tina prosegu. Non si era mai opposta
a lui in quel modo, eppure in quel momento sentiva di averne tutto il diritto. Hai bisogno di un aiuto
che io non posso darti.
Senza preavviso, lui si alz, si allung sul tavolo e la prese per i capelli. C' un altro, vero?
Chi ? Dimmelo, che prima ammazzo lui, e poi ammazzo te.
Tina lo guard sprezzante. Non c' nessun altro, Rick. Non riesci ad accettare il fatto che ti sto
lasciando per colpa tua?  solo tua, la colpa.
Lui le moll i capelli, poi disse calmo: Perch mi costringi a farti certe cose? Tina, per favore,
non te ne andare. Ho bisogno di te.
Tina allung una mano per prendere il soprabito e afferr la valigia.
Hai gi fatto i bagagli? Puttana. Da quanto tempo lo progettavi?
Oh, non so. Dal giorno in cui mi hai colpito cos forte in faccia che ho dovuto farmi dare dei
punti sull'occhio.
Non  stata colpa mia,  stato l'anello a...
Dal giorno in cui mi hai spaccato il labbro con un pugno. Dal giorno in cui mi hai spento la
sigaretta sul braccio. Dal giorno in cui mi hai stuprata per la prima volta. Dal giorno in cui hai rubato i
miei soldi per scommetterli. Dal maledetto giorno in cui ci siamo sposati. Devo continuare? Era la
prima volta che diceva quelle cose ad alta voce, eppure, mentre parlava, Tina trov dentro di s una
forza interiore a lungo sepolta, e con essa la convinzione che la sua sanit mentale e la sua stessa
sopravvivenza dipendevano dal fatto che se ne andasse.
Era ormai all'ingresso; apr la porta principale e la varc a testa alta, senza mai guardarsi
indietro.
Tina, torna qui. Mi dispiace. A Rick cedettero le ginocchia e si accasci a terra.
Non appena arriv in strada, Tina dovette compiere un grosso sforzo per non mettersi a correre.
Sentiva che avrebbe potuto correre e correre all'infinito. E avrebbe fatto meglio a farlo quando Rick
avesse scoperto che, mentre dormiva, lei aveva frugato nella tasca dei suoi pantaloni e gli aveva portato
via tutta la vincita.
Pi tardi, quello stesso giorno, Tina buss alla porta di un'elegante villetta bifamiliare e attese
nervosa che qualcuno venisse ad aprire. Comparve una donna bionda e attraente, truccata e ingioiellata
di tutto punto. Posso aiutarla?
Lei dev'essere Sheila. Piacere, sono Tina. Le tese la mano, ma la donna la ignor. Ehm...
C' Graham?
Vi conoscete?
S, sono un'amica. Lavoro nel negozio di fianco al suo, di sabato.
Chi ? chiese Graham dall'interno.
Sheila apr un po' di pi la porta e fece cenno a Tina di entrare. Dice che  una tua amica.
Tina! esclam lui arrivando nell'ingresso. Che  successo, tesoro?
Alla vista dell'espressione preoccupata di Graham, la voce di Tina prese a tremare: L'ho
lasciato.
Oddio. Vieni qui. La prese tra le braccia e la tenne stretta.
Sheila li osservava, confusa, e Graham si volt verso di lei. Metteresti su l'acqua per il t, per
favore?
Tina si scost dall'abbraccio.  tutto a posto. Grazie, Sheila, ma non ho intenzione di
trattenermi. Volevo solo far sapere a Graham che cos' successo.  stato un buon amico per me e, se
non fosse stato per quello che ha fatto ieri, non me ne sarei mai potuta andare.
Hai preso i suoi soldi? chiese Graham, incredulo.
Tina abbozz un sorriso. Ogni singolo centesimo. Ho trovato un piccolo monolocale in affitto.
L'avevo individuato qualche settimana fa, ma allora non me lo potevo permettere. In ogni caso, 
ancora libero, quindi andr l. Non  poi tanto male. I mobili sono vecchi e le pareti cos sottili che
riesco a sentire il tipo della porta accanto persino quando cambia idea, ma almeno  tutto mio.
Verr a cercarti, lo sai, disse Graham, serio.
Non ne dubito. Sa dove lavoro, pu pure presentarsi in negozio, ma non m'interessa. Non
alzer un dito su di me, in pubblico.  troppo furbo per farlo.
Potrebbe seguirti, per.
Ti prego, non credi che non le sappia gi tutte queste cose? Perch pensi mi ci sia voluto cos
tanto per decidermi a mollarlo?
Scusa. Hai bisogno di una mano per il trasloco?
Me ne sono andata portandomi via solo una valigia, quindi non c' granch da traslocare, ma
grazie lo stesso. Sar meglio che vada, ora. Ho un po' di cose da fare.
Come preferisci. Sabato faccio un salto in negozio. Abbi cura di te.
Pi tardi, quella sera, quando si mise finalmente comoda con una tazza di cioccolata, Tina
cominci a rilassarsi un po'. Sfinita, lasci cadere la testa all'indietro sulla sponda del divano e chiuse
gli occhi. Inizi a riflettere sui suoi disastrosi quattro anni di matrimonio e si sent stranamente
svuotata. Non sapeva che cosa le avrebbe riservato il futuro e ci le infondeva paura ed eccitazione al
contempo. Armeggi nella borsa in cerca di un fazzoletto e, non riuscendo a trovarlo, rovesci l'intero
contenuto sul pavimento. In cima a tutto quel guazzabuglio c'era la busta che aveva trovato nella tasca
di quel vecchio completo da uomo. Pur sentendosi una tremenda ficcanaso, la prese e l'apr, cercando
di non danneggiarla. La grafia era abbastanza nitida ma insolitamente infantile, come se l'autore fosse
poco avvezzo alla scrittura.
180 Gillbent Road
Manchester
4 settembre 1939
Christina, tesoro mio,
come sai, non sono molto bravo in questo genere di cose, ma il mio cuore  a pezzi e mi spinge
ad agire. Il modo in cui ti ho trattata ieri  imperdonabile, per, ti prego, sappi che se mi sono
comportato cos  stato solo perch ero sconvolto e non per quello che provo per te. Questi ultimi mesi
sono stati i pi felici della mia vita. Non te l'ho mai detto prima, lo so, ma ti amo, Chrissie e, se tu me
lo concedi, voglio trascorrere con te ogni giorno che ci resta per dimostrartelo. Tuo padre dice che
non vuoi pi vedermi e io non posso biasimarti, ma la faccenda ora non riguarda pi soltanto noi due,
c' anche il bambino da considerare. Voglio essere un buon padre e un bravo marito. S, Chrissie,
questa  la mia se pur goffa proposta. Ti prego, di' che diventerai mia moglie e che cresceremo nostro
figlio insieme. La guerra potr anche separarci fisicamente, ma le nostre anime saranno legate per
sempre. Ho bisogno del tuo perdono, Chrissie. Ti amo.
Tuo per sempre,
BILLY
Tina fin di leggere e, senza volerlo, rabbrivid. Anche se nessuno l'aveva mai chiamata cos, il
suo nome di battesimo era Christina, e sent un'affinit immediata con quella Chrissie. Era tutto cos
triste. Perch Billy non aveva spedito la lettera? Che ne era stato di Chrissie e del loro bambino? Forse
poteva provare a scoprire chi erano quelle persone e consegnare la lettera alla legittima destinataria. Se
non altro, sarebbe stata una piacevole distrazione da tutti i suoi problemi.
4
Primavera del 1939
Billy Stirling aveva sempre saputo di essere bello, perch la madre non si stancava mai di
ripeterglielo. Perci non aveva meravigliato nessuno il fatto che, all'et di ventun anni, avesse un fitto
stuolo di ammiratrici. I capelli neri, portati un po' troppo lunghi, erano pettinati all'indietro con la
brillantina; la rasatura perfetta metteva in risalto la carnagione scura, quasi bruna e, bench fosse un
accanito fumatore, aveva denti di un bianco smagliante e perfettamente diritti. Quando sorrideva, il suo
volto s'illuminava e sulle guance gli comparivano due fossette che lo facevano somigliare a uno
scolaretto sfrontato. La profonda cicatrice sul sopracciglio sinistro gli conferiva ancora pi fascino e,
ogni volta che Billy spiegava il modo in cui se l'era procurata, la storia veniva accolta da sospiri
compassionevoli da parte di ragazze adoranti. Non che Billy ricordasse nulla dell'episodio: era stata la
madre a raccontarglielo un mucchio di volte.
Alice Stirling amava suo figlio con un'intensit quasi feroce ed era estremamente protettiva nei
suoi confronti. Il marito, Henry, era convinto che lei lo viziasse troppo, ed era persino un po' geloso
della quantit di affetto e di attenzione che Alice riversava sul ragazzo. Quando il loro primogenito,
Edward, era morto di consunzione in tenera et, Alice era stata a lungo inconsolabile e devastata dai
rimorsi. Niente di ci che Henry diceva o faceva sembrava persuaderla che non era stata colpa sua.
Chiss, se soltanto fosse riuscito a risultare convincente, forse lei gli avrebbe creduto. Ma Henry sapeva
solo che, quand'era tornato dalla Grande Guerra, suo figlio era morto. Non era nemmeno riuscito a
prenderlo in braccio.
Edward aveva solo cinque mesi quand'era morto; il suo corpicino era troppo fragile per
sopportare i colpi di tosse cronica accompagnati da espettorati striati di sangue, le sudorazioni notturne
e la febbre. Anche se la consunzione veniva spesso associata a precarie condizioni igieniche, Alice
aveva fatto del suo meglio per prendersi cura del figlio. Erano poveri, e lei lo sapeva. Il cibo
scarseggiava sin dai razionamenti, cominciati nel gennaio del 1918, ma quella era una condizione che
toccava quasi tutte le famiglie durante la guerra, e i figli degli altri non erano morti. L'appartamento in
cui vivevano in affitto era un buco di una sola stanza, ma Alice aveva cercato sempre di tenerlo pulito.
Era un posto umido e l'umidit si attaccava a qualsiasi cosa. Edward era stato un bimbo cagionevole
sin dalla nascita e nell'aria aleggiava l'odore del latte che il piccolo rigurgitava regolarmente.
Quand'era ora di andare a dormire, Alice avvolgeva il figlioletto nelle coperte e lo portava a letto con
s; se lo teneva vicino tutta la notte, svegliandosi spesso per controllare che respirasse ancora. Ci
nonostante, a dispetto di tutti i suoi sforzi, Edward era morto e il senso di colpa aveva tormentato Alice
fino a minare la convinzione di essere una buona madre.
Quand'era tornato a casa dalla trincea, Henry si era chiuso in se stesso e per Alice era stato
sempre pi difficile comunicare con lui. Si parlavano di rado e il loro matrimonio pareva destinato
all'infelicit cronica. Pur dubitando delle proprie capacit di madre, Alice desiderava un altro figlio. In
lei c'era un vuoto che solo l'accudimento di una nuova vita poteva colmare. Le possibilit che Alice
restasse incinta, per, erano pressoch inesistenti, vista la distanza che si era creata fra lei e il marito.
Un giorno, non molto tempo dopo la morte del piccolo Edward, Alice aveva sentito per caso
due donne che spettegolavano nel negozio di alimentari all'angolo. Aveva drizzato le orecchie e si era
avvicinata con circospezione per ascoltarle. Quando aveva pensato di aver udito a sufficienza, era
uscita dal negozio col cuore che le batteva forte e si era precipitata a casa. Henry non c'era e per Alice
era stato un sollievo. Si era cambiata in fretta e aveva indossato il vestito della festa, con tanto di
cappello in pelliccia e guanti. Il cappello puzzava di muffa, ma sarebbe andato bene lo stesso. Alice gli
aveva dato una spazzolata veloce e se l'era sistemato con cura, poi si era rimirata nello specchietto
quadrato appeso sopra il lavello in cucina  che per loro fungeva anche da stanza da bagno  e aveva
aggiunto pure una passata di rossetto rosa. Sapeva che, vista la lunga camminata che l'attendeva,
avrebbe fatto meglio a indossare le scarpe basse, ma i tacchi erano molto pi eleganti. Dopo un ultimo
controllo, e con una faccia che era il ritratto della determinazione, Alice si era chiusa la porta alle spalle
e si era avviata con passo svelto e deciso.
La facciata grigia dell'orfanotrofio era piena di macchie vecchie di secoli, e le erbacce
crescevano in abbondanza nelle grondaie. La vernice nera del portone principale aveva da tempo perso
il suo lustro, ed era ormai tutta scrostata e piena di crepe. Il luogo aveva nel complesso un aspetto
austero e ben poco accogliente. Ci nondimeno, Alice aveva represso la propria inquietudine e si era
arrampicata lungo i gradini di pietra della scalinata. Giunta al portico d'ingresso, aveva scacciato una
ragnatela che le si era impigliata nel cappello. Il grosso battiporta in ottone era rigido e lei ci aveva
armeggiato parecchio prima di riuscire a convincere l'anello di ferro a produrre una bussata
soddisfacente. Dopo quella che le era parsa un'eternit, il pesante portone si era aperto e una donna in
un'uniforme inamidata da infermiera l'aveva squadrata da capo a piedi. S? Posso aiutarla?
Era stato in quel preciso momento che Alice si era resa conto di non essersi preparata un
discorso. Salve... Ehm... Io... Mi chiamo Alice Stirling. Posso entrare?
L'infermiera aveva incrociato le braccia e l'aveva fulminata con lo sguardo. Ha un
appuntamento?
Ho paura di no.  un problema?
L'infermiera aveva sospirato e scosso la testa, ma alla fine aveva spalancato la porta. Aspetti
qui. Vado a chiamare la direttrice.
Nell'aria c'era odore di disinfettante e di cavolo bollito, una combinazione che la rendeva
nervosa. Alice aveva la bocca secca e la nuca imperlata di sudore. Cominciava a pentirsi di essersi
messa il cappello.
Che cosa posso fare per lei?
Alice si era voltata. Mi chiamo Alice Stirling e sono qui per il bambino.
Quale bambino? Abbiamo un sacco di bambini qui.
Certo, mi scusi, non so come si chiami.
Dovr essere pi precisa, temo.
In lontananza si udiva il pianto di un neonato; Alice aveva avvertito all'improvviso una stretta
alla gola e gli occhi le si erano riempiti di lacrime. Le aveva asciugate con la mano guantata.
Si sente bene? aveva chiesto la direttrice, addolcendo parecchio il tono.
In realt, no. Ho perso mio figlio.
E pensa che possa essere qui?
Oh, no, certo che no.  morto, aveva replicato Alice dopo un istante di smarrimento.
Di fronte alla franchezza di quella risposta, la direttrice aveva preso Alice per un braccio,
l'aveva accompagnata nel suo ufficio e aveva chiuso la porta. Forza, perch non mi racconta tutto?
Alice aveva sentito l'irresistibile desiderio di sfogarsi. Il mio bambino, il mio meraviglioso
Edward,  morto che aveva solo cinque mesi. Consunzione, mi hanno detto. Non c'era niente che
potessi fare, ma so che Henry...
Henry? l'aveva interrotta la direttrice.
Mio marito. So che lui d a me la colpa. Dice di no, ovviamente, ma non sono nemmeno stata
capace di tenere Edward in vita sino al ritorno di suo padre dal fronte. Che razza di madre sono? Non 
mai riuscito a vedere suo figlio. Adesso ci parliamo appena. Lui beve troppo ed  molto freddo con
me... mai un segno d'affetto.  convinto che il suo dolore sia peggio del mio perch io almeno sono
stata con lui per cinque preziosi mesi.
La direttrice le aveva porto un fazzoletto. Su, su. Non si biasimi. Tantissimi bambini muoiono
di consunzione.  una cosa piuttosto comune, e lei lo sa. Sono sicura che ha fatto tutto quello che ha
potuto.
Alice si era soffiata rumorosamente il naso. Non  stato sufficiente, per, vero? Non sapeva
per quanto ancora avrebbe tollerato tanta tristezza.
La direttrice aveva dato un'occhiata all'orologio sulla parete. Per noi  quasi ora del t, e io
devo supervisionare. Perch non ci fa compagnia?
Lei  molto gentile. Volentieri, grazie.
Cos pu spiegarmi che cosa l'ha portata qui. Ha accennato a un bambino...
Alice aveva seguito la direttrice in mensa, dove i bimbi erano gi seduti di fronte a lunghi tavoli
di legno. Lo spuntino per il t era molto frugale, giusto due fettine di pane e burro.
Alice aveva capito che era lui nell'istante stesso in cui l'aveva visto. Era stata la spessa cicatrice
sul sopracciglio sinistro a confermarglielo. Non appena il bimbo si era messo a sbattere il cucchiaio sul
seggiolone, lei gli si era avvicinata. Subito, lui si era fermato, aveva fatto un gran sorriso sdentato e
aveva teso le braccine in alto, chiedendo di essere tirato su. Lei l'aveva preso in braccio e ne aveva
inspirato l'odore di latte. Al polso aveva un cinturino di carta con su scritto il nome e la data di nascita:
William Edwards. 20 marzo 1918.
Va tutto bene, gli aveva sussurrato Alice in un orecchio. La mamma  qui adesso.
Pi tardi, nell'ufficio della direttrice, Alice era stata messa a parte della storia del piccolo Billy
e di come fosse finito in un orfanotrofio. Come Alice, anche la madre di Billy, Frances Edwards, aveva
partorito durante la guerra, ma disgraziatamente il padre, Albert, era stato ucciso al fronte giusto un
mese prima della fine delle ostilit. L'11 novembre 1918, giorno dell'armistizio, mentre le campane
delle chiese dei dintorni suonavano a festa, Frances aveva preso in braccio il suo bimbo e, tenendolo
stretto a s, si era buttata gi da un ponte ferroviario. La donna era morta sul colpo, ma Billy si era
miracolosamente salvato, procurandosi soltanto un profondo taglio sul sopracciglio sinistro. A quanto
pareva, il corpo della madre ne aveva attutito la caduta. Nonostante i molti appelli, nessun parente si
era fatto vivo per reclamare il bambino, e le autorit lo avevano quindi messo in orfanotrofio.
Alice si era asciugata una lacrima dall'angolo dell'occhio. E dunque che ne sar di lui ora?
La direttrice aveva alzato le spalle. Ce ne occuperemo noi. Sar ben accudito.
Lo prendo io.  un bambino senza madre e io sono una madre senza bambino. La prego,
signora.
La direttrice l'aveva guardata perplessa. Noi qui non abbiamo una prassi formale per
l'adozione, ma ci saranno dei controlli e delle pratiche da sbrigare. Poi, dopo aver notato l'espressione
implorante di Alice, aveva aggiunto: Vedr cosa posso fare.
Grazie. Ne parler a mio marito, aveva replicato Alice con un lieve sorriso.
Quando, due settimane dopo, Billy aveva lasciato l'orfanotrofio, aveva con s due soli averi:
l'anello di fidanzamento della madre defunta e un papavero delle Fiandre che Albert aveva fatto
essiccare e mandato alla moglie dalla trincea. Al fiore era allegata una lettera.
12 ottobre 1918
Mia cara Frances,
vorrei che tu vedessi questi papaveri nei campi. Quando ondeggiano al vento sono ancora pi
meravigliosi. Questo l'ho salvato dal fango delle Fiandre. Abbi cura di nostro figlio. Non vedo l'ora di
conoscerlo.
Con tutto il mio amore e il mio affetto, per sempre
ALBERT
Era morto in battaglia due giorni dopo.
Adesso, nella primavera del 1939, Billy aveva ventun anni ed era molto affezionato alla madre
adottiva. Il rapporto col padre, invece, era a dir poco complicato. Billy era convinto che il modo
migliore per gestire la situazione fosse mantenere le distanze. Il che non era difficile, visto che Henry
Stirling passava gran parte del tempo al pub o a bighellonare in giro. Non aveva mai davvero accettato
Billy come figlio suo, e la quantit di amore e di attenzione che Alice riversava sul ragazzo non faceva
che accentuarne il rancore.
Una sera, Billy era seduto al bancone del pub della zona col suo migliore amico, Clark.
Mi dispiace per te, gli disse Clark.
Billy fece una lunga tirata dalla sigaretta e guard l'amico. Perch?
Be', perch non hai mai la possibilit di provare il fremito della caccia. S, insomma, le
ragazze cadono ai tuoi piedi. Ti basta entrare in una stanza per avere gli occhi di tutte le donne presenti
puntati su di te. Dove sta la sfida?
Lui fece spallucce e schiocc le dita al barista. Quando hai un minuto, altri due rum, per
favore, capo. Si volt verso Clark. Lo pensi sul serio? Non ti  mai venuto in mente che le ragazze
che sono ossessionate dall'aspetto esteriore sono vuote? Anche se pu essere divertente starci insieme
una sera, subito dopo mi annoiano. Io voglio una relazione seria e stabile, come chiunque altro. Gli
pass il bicchiere pieno. Salute!
Clark non sembrava convinto. Se vado in giro con te, non ho uno straccio di possibilit,  vero
o no?
Era vero eccome. Nella sala da ballo, le ragazze si affollavano intorno a entrambi, ma era con
Billy che volevano parlare, era Billy che doveva farle volteggiare sulla pista ed era sempre Billy che
doveva riaccompagnarle a casa al termine della serata.
Sei il mio migliore amico, Clark. Ci conosciamo da quand'eravamo bambini con le braghe
corte, le ginocchia sbucciate e le facce sporche. Stai forse dicendo che dovremmo smettere di
frequentarci perch cos tu avrai pi chance con le ragazze?
Clark sospir. No, certo che no.  solo che ho l'impressione che non ne incontrer mai una.
Adesso basta per. Devi reagire, smettila di piangerti addosso. Nessuna donna vuole uno che
affoga nell'autocommiserazione. Bench la bassa statura, i capelli fulvi e le lentiggini di Clark non
fossero esattamente una calamita per le ragazze, i suoi penetranti occhi verdeazzurro sembravano
leggerti l'anima e il viso era tutt'altro che brutto. Lo spiccato accento del Black Country, un tantino
fuori luogo a Manchester, lo faceva sembrare un po' duro di comprendonio, tuttavia era l'esatto
contrario. Sarebbe stato difficile trovare un tipo pi serio, affidabile e perbene di lui.
Scusami, Billy. Ci facciamo un altro bicchiere? chiese Clark.
Lui guard l'orologio. Meglio di no. La mamma mi avr gi preparato il t. Ci vediamo
domani al Buck, okay?
Il dancing The Buccaneer era la loro meta preferita del venerd sera. Nugoli di ragazze
ridacchiavano nervose sul bordo della pista da ballo e si guardavano furtivamente in giro nella speranza
di un invito. C'erano una band di tre elementi e le luci soffuse a sufficienza per creare l'atmosfera
romantica necessaria. Niente a che vedere con le serate organizzate nella sala della chiesa locale, dove
il parroco pretendeva di fare da chaperon e separava le coppie che, secondo lui, ballavano troppo
appiccicate. Una volta Billy era stato buttato fuori per aver lasciato scivolare le mani troppo in basso
lungo la schiena della sua partner. Ovviamente, l'episodio aveva scatenato l'ilarit di Clark.
Al Buccaneer non c'erano simili restrizioni e, dopo la conversazione della sera precedente,
Billy era deciso a trovare a Clark una ragazza carina che lo portasse a casa per presentarlo alla madre,
lo sposasse e gli desse dei figli. O almeno che volesse ballare con lui. La band era in ottima forma e
farsi sentire con la musica a tutto volume non era facile. Billy mise le mani a coppa ai lati della bocca e
si avvicin a Clark. Hai visto qualcuna che ti piacerebbe invitare a ballare?
Non sono mica sordo!
Che ne dici di quelle due l in fondo? Billy indic due ragazze che avevano lanciato sguardi
verso di loro per tutta la sera. Una era alta, piuttosto vistosa e truccata in maniera pesante.
Non appena colse lo sguardo di Billy, scost i capelli all'indietro con un gesto provocante della
testa. L'amica era palesemente a disagio e guardava per terra.
D'un tratto, Billy si raddrizz e diede un colpetto col gomito a Clark. Cavolo, stanno venendo
da questa parte. Salve, ragazze!
'Sera, fece Clark con un cenno del capo.
Abbiamo notato che ci guardavate, disse quella pi alta, scuotendo di nuovo i capelli. Io
sono Sylvia, ma potete chiamarmi Syl, e questa  la mia amica Chrissie.
Piacere. Io sono Billy e lui  Clark.
Clark annu di nuovo e, prima di stringere le mani alle due ragazze, si asciug il palmo sudato
sulla gamba dei pantaloni.
Chrissie sorrise con dolcezza, con gli occhi azzurri che brillavano divertiti. Pur essendo pi
riservata dell'amica, era di gran lunga la pi attraente delle due. Con quei capelli arricciati con cura, il
colorito acceso e giusto un velo di rossetto rosa sulle labbra, Billy faticava a staccarle gli occhi di
dosso. Ma Syl aveva altri programmi: lo afferr per la cravatta e lo costrinse a mettere gi il bicchiere.
Avanti, vediamo che cosa sai fare.
Billy tent di protestare, ma fu inutile. Syl lo aveva afferrato saldamente per un braccio e lo
stava guidando verso la pista. Quando Clark e Chrissie si sedettero a un tavolo, Billy avvert un inatteso
moto di gelosia.
Syl era una brava ballerina, tuttavia la modestia non era il suo forte. Ehi, formiamo una coppia
fenomenale, vero?
Quando raggiunsero i loro amici al tavolo, Chrissie e Clark erano cos immersi nella
conversazione che li notarono appena. Intanto la band era passata ai lenti e le coppie cominciarono a
scivolare silenziose sulla pista. Billy sapeva che quella era la parte della serata che Clark temeva di pi,
ma non quella sera. Senza dire nulla, tese la mano a Chrissie, che la afferr timidamente e si alz. Billy
non pot far altro che guardare Clark scortarla sino alla pista e metterle le mani intorno alla vita.
Oooh, formano una bella coppia, non trovi? disse Syl.
Billy non riusc a rispondere. Aveva la tremenda sensazione di aver appena perso qualcosa di
prezioso. Qualcosa che non era mai stato suo ma che avrebbe dovuto esserlo. Clark teneva Chrissie
stretta a s e si volt a guardarlo. Sollev entrambi i pollici dietro la schiena della ragazza e fece un
ampio sorriso, che Billy si sforz di ricambiare, sollevando il bicchiere. Non sapeva spiegarselo, eppure
si sentiva come se gli avessero strappato il cuore dal petto e lo avessero sostituito con un pezzo di
piombo. All'improvviso cap che Chrissie era la donna della sua vita. Peccato che al momento fosse tra
le braccia del suo migliore amico.
5
Primavera del 1939
Chrissie appoggi la bicicletta al muro e imprec. Era caduta la catena, che le aveva macchiato i
calzini d'olio, e adesso le sarebbe toccato proseguire a piedi. Per fortuna, la giornata pareva pi estiva
che primaverile e lei aveva quasi finito il giro, quindi poteva anche andarle peggio. In quanto figlia di
un medico e di una levatrice, era abituata a dare una mano, e quel giorno stava facendo le consegne
quotidiane di medicinali ai pazienti di suo padre.
Lavorava nell'ambulatorio di Wood Gardens a Manchester, e le sue mansioni variavano dal
preparare le ricette al lucidare gli armadietti delle medicine in mogano pregiato. Suo padre, il dottor
Skinner, era un medico stimato, e Chrissie aveva soggezione di lui, anzi, ne era a dir poco terrorizzata.
Con la moglie, la figlia e persino coi pazienti, il dottore era un vero e proprio cerbero. Non aveva
tempo da perdere con chi si fingeva malato, e a chi si ostinava a disturbarlo prescriveva un intruglio
che consisteva in realt in una miscela di lattosio e di qualche altra sostanza disgustosa. Il composto
aveva un odore cos cattivo da convincere il paziente che si trattasse di un rimedio efficace per il suo
disturbo immaginario, inoltre consentiva al dottore d'intascare tre scellini e sei pence a bottiglia. Pi di
una madre si era pentita di aver portato il figlio dal dottor Skinner per un mal di gola. Il giorno
successivo, il malcapitato bambino era finito lungo e disteso sul tavolo della cucina di casa propria, e il
dottore gli aveva levato le tonsille con la dose minima di cloroformio.
Eppure il medico godeva di una stima tale che nessuno si era mai sognato di mettere in
discussione i suoi metodi, e nella comunit si era ormai diffusa la convinzione che fosse in grado di
curare qualsiasi cosa. Tutti i signori della zona andavano a farsi visitare dal dottor Skinner. A loro era
concesso entrare dalla porta principale e usare il magnifico salotto di famiglia come sala d'attesa.
Chrissie serviva loro persino il t. Non esisteva un vero e proprio sistema di appuntamenti, ma tutti
davano per scontato che i pazienti entrati dall'ingresso principale avevano la precedenza su quelli
obbligati a passare dal retro. Questi ultimi erano i meno abbienti e faticavano a pagare le parcelle del
dottore, che li considerava una seccatura. Disgraziatamente, erano anche quelli che si ammalavano pi
spesso della brava gente di Manchester che aveva invece la possibilit di pagare subito. Chrissie era
spesso in imbarazzo per l'atteggiamento insensibile del padre, e pi di una volta aveva consentito ad
alcuni pazienti di andarsene senza pagare. Era diventata piuttosto abile nel nascondere gli ammanchi
quando chiudeva i conti. Il dottor Skinner sar anche stato un medico di talento, ma non era certo un
contabile.
Chrissie decise di lasciare la bicicletta dov'era e prese la borsa di carta marrone dal cestino
appeso davanti. Dentro, c'erano ancora quattro bottigliette da consegnare. Era stata Chrissie a preparare
le medicine e ad applicare con attenzione la ceralacca e il cartellino bianco con sopra il nome del
paziente. Si accorse con sollievo che due erano destinate alla stessa persona, dunque le restavano
ancora tre case da visitare e poi aveva finito.
Per lei era importante non fare tardi proprio quel giorno, perch la sera aveva intenzione di
sfidare le regole ferree dei genitori e andare a ballare al Buccaneer con la sua amica Sylvia. Lei e
Chrissie si conoscevano dai tempi della scuola, ovvero da quando Sylvia l'aveva presa sotto la propria
ala protettiva. Erano l'una l'opposto dell'altra in quasi tutto, ma per qualche strana ragione la loro
amicizia era resistita a ogni ostacolo, non ultimo la disapprovazione dei genitori di Chrissie. Erano
convinti che Sylvia avesse una pessima influenza sulla figlia, e facevano di tutto per separarle. Quella
sera, per, il dottor Skinner e la moglie sarebbero usciti, e Chrissie ne aveva approfittato per
organizzare una sortita clandestina al Buccaneer. Le bastava rincasare prima di mezzanotte, e loro non
si sarebbero accorti di nulla.
Terminate le consegne, Chrissie and a recuperare la bicicletta e la spinse fino a casa. Ad
aspettarla davanti al cancello del giardino c'era Leo, il loro fedele Airedale Terrier, la bestiola pi leale,
coraggiosa e intelligente che Chrissie avesse mai conosciuto. Ogni volta che lei usciva, Leo la
aspettava paziente sul cancello e la accoglieva con un entusiasmo incontenibile. Scodinzolava come un
pazzo e apriva la bocca in un modo che sembrava quasi un sorriso. Se il dottor Skinner era fuori per
delle visite e c'era bisogno che tornasse d'urgenza in ambulatorio, mandavano Leo a cercarlo nel
quartiere con un bigliettino legato intorno al collare.
Ciao, Leo, lo salut Chrissie, grattandogli le orecchie. Gli apr il cancello cigolante, ma il
cane salt oltre il muro di cinta e corse lungo il vialetto sino alla porta di casa. Chrissie sent i genitori
che parlavano in cucina e rimase un po' delusa. Era soltanto l'ora del t, ma lei doveva prepararsi per la
serata. Voleva arricciarsi i capelli, cosa che richiedeva almeno un'ora e che lei non poteva certo fare
coi suoi al piano di sotto.
Entr in cucina, cercando di assumere un'aria indifferente. A che ora uscite?
Buonasera a te, Chrissie, replic Mrs Skinner. Tutto bene con le consegne?
Cosa? Ah, s, bene, tranne che la catena della bici  caduta di nuovo. Indic i calzini sporchi
d'olio.
Domani tuo padre te la rimette a posto, vero, Samuel?
Il dottor Skinner spense la sigaretta e se ne accese un'altra.  ora che impari a trattarla meglio,
quella bici. Se non  la catena,  una gomma bucata o i freni, maledizione.
Pap, non  colpa mia...
Mrs Skinner accost un dito alle labbra e lanci un'occhiataccia a Chrissie, che si zitt subito.
Poi, rivolta al marito: Su, Samuel, non essere burbero. Perch non vai a farti un bagno? Ti porto su un
whisky.
Ottima idea. Penso che lo far. Sono cos stanco che forse sarebbe meglio se me ne restassi a
casa, stasera.
Chrissie trattenne il respiro. Sylvia sarebbe passata a prenderla entro un paio d'ore.
Mabel Skinner accompagn il marito fuori dalla cucina e lo segu al piano di sopra. Vedrai, ti
sentirai molto meglio dopo un bel bagno caldo. E poi ho appena comprato un abito nuovo! Sarebbe un
peccato non sfruttarlo, non credi?
Chrissie tir un sospiro di sollievo. Che c' per cena?
La risposta le arriv dalla tromba delle scale: Niente, ma puoi farti un po' di pane e
marmellata, ti va? Io e tuo padre mangeremo al ballo.
Meraviglioso, pens Chrissie mentre tagliava una spessa fetta di pane, ci spalmava sopra del
burro e ne allungava un pezzetto a Leo, che sbavava in pacata attesa di fianco a lei.
Finalmente, i suoi uscirono, non senza aver prima impartito a Chrissie una serie di
raccomandazioni: Non dimenticarti di aggiornare le cartelle dei pazienti di oggi, fai una lista di quelli
che devono ancora dei soldi per le medicine e verso le dieci porta fuori Leo per la sua ultima
passeggiata.
Prima che avessero finito, Chrissie li stava in pratica spingendo fuori dalla porta. Va bene.
Divertitevi.
Fai la brava, la ammon il dottor Skinner prendendo a braccetto la moglie e avviandosi con
lei lungo il vialetto. Saremo di ritorno per mezzanotte e mezzo, presumo.
Chrissie li osserv finch non sparirono dalla vista, poi chiuse in fretta la porta e sal le scale
due gradini alla volta. Quando suon il campanello, si era gi fatta il bagno, acconciata i capelli e
messa il suo unico vestito carino. Apr la porta di quel tanto che bastava per consentire a Sylvia di
sgattaiolare dentro. Non ti hanno seguita, vero? chiese sottovoce.
Lei la guard con sufficienza. Stiamo andando a ballare, mica ad arruolarci nei servizi segreti.
Avanti, fatti dare un'occhiata. Squadr l'amica dalla testa ai piedi, per valutarne la mise. Non male.
Per ti ci vorrebbero un po' di fard e del rossetto.
Mah, non so. Non voglio sembrare un pagliaccio.
Guarda me. Sembro un pagliaccio, io?
Chrissie la guard: il viso di Sylvia era perfettamente truccato, con le sopracciglia delineate e
scurite dal kohl nero, la pelle delle guance schiarita dalla cipria e con le labbra rosso vivo. Era uno stile
che lei non avrebbe mai sperato di poter replicare. Certo che no, ma tu sei molto pi sofisticata di me.
Sei alta, elegante, sicura di te...
Sylvia la prese per mano. E tu sei carina e dolce, una bambolina bionda.
Chrissie non era sicura che fosse un complimento, ma la ringrazi comunque. Forse  meglio
se un po' di lucidalabbra lo metto, allora.
Brava, rispose Sylvia aprendo la borsa.
Oh, no, non il tuo.  troppo... sai... Be', non fa per me. Vado un momento di sopra e vedo che
cos'ha mia madre.
Scese pochi istanti dopo, con le labbra illuminate da un rossetto rosa chiaro che parve
guadagnarsi l'approvazione di Sylvia. Molto meglio. Su, forza, andiamo a scatenarci! Apr la porta e
si avvi lungo il vialetto.
Chrissie la segu di corsa.
Quando le due ragazze arrivarono, la sala era piena solo a met e la gente non aveva ancora
iniziato a ballare, anche se la band stava gi suonando. Sylvia sugger di andare a bere qualcosa in
attesa che il locale si riempisse. Un paio di minuti dopo, diede a Chrissie una gomitata piuttosto
dolorosa nelle costole.
Ehi, che succede?
Sstt. Guarda quei due, sono appena entrati.
Chrissie si volt e vide due giovani che si dirigevano decisi verso il bar.
Quello alto  assolutamente meraviglioso, non trovi?  mio!
Chrissie dovette darle ragione. Quel tipo era di una bellezza rara, e lei era convinta che non
l'avrebbe mai degnata di uno sguardo. Favoloso. Io per preferisco l'amico. Ha una faccia gentile, e
sembra nervoso e insicuro, proprio come me.
Gli chiedo di unirsi a noi?
Ma non dovremmo aspettare che siano loro a chiedercelo? Cio, sarebbe troppo sfacciato,
protest Chrissie, inorridita.
Okay. Gli do tempo mezz'ora e poi entro in azione.
Quando i due passarono loro davanti, Sylvia accavall le gambe e sollev un po' la gonna.
Chrissie scosse il capo, sconsolata, e prese a fissare il bicchiere. La sua amica era davvero
incorreggibile.
La pista cominci a riempirsi e Sylvia not che i due ragazzi non si erano ancora allontanati dal
bancone. D'un tratto, quello pi alto si gir verso di loro. Sylvia cattur il suo sguardo e non perse
tempo. Adesso! Ancheggi attraverso la sala con Chrissie che la seguiva a ruota.
I due fecero appena in tempo a presentarsi che subito Sylvia trascin Billy sulla pista.
Ci sediamo? azzard Clark, porgendo a Chrissie una sedia. Posso portarti un altro drink?
No, grazie, devo ancora finire questo.
La tua amica balla bene.
Anche il tuo amico.
Chi, Billy? Gi, ha fatto un mucchio di pratica. Credo che nessuna ragazza si sia mai rifiutata
di ballare con lui.
Chrissie not il velo di malinconia nello sguardo di Clark. Lascia perdere Billy. Parlami di te.
Di me? Clark sembrava sbalordito. Be', che cosa vuoi sapere?
Chrissie cap che era molto pi nervoso di lei, e ci la rilass un pochino. Si strinse nelle spalle.
Da dove vieni? Dal tuo accento, si direbbe che non sei di queste parti.
Hai ragione. Sono nato a Birmingham, ma ci siamo trasferiti a Manchester quando avevo sette
anni. Ho conosciuto Billy alle elementari e siamo amici da allora. I compagni mi prendevano in giro
perch parlavo in maniera diversa, ma lui ha preso le mie difese e, visto che era il ragazzo pi popolare
della classe, tutti gli altri gli hanno dato retta. Sarebbe stato terribile senza di lui. In cambio, qualche
volta gli facevo i compiti. Non che sia stupido, eh, intendiamoci, solo che era sempre troppo impegnato
con lo sport e tutto il resto per pensare allo studio. Sua mamma poi lo vizia tantissimo. Quel ragazzo 
una spanna sopra gli altri.
Chrissie lanci un'occhiata a Billy e Syl sulla pista da ballo. Billy sembrava distratto e
continuava a guardare verso il loro tavolo. Quando si accorse che Chrissie lo stava osservando, le
rivolse un sorriso lieve e lei si sent avvampare. Distolse lo sguardo, imbarazzata. A quanto pare, ha
trovato pane per i suoi denti con Sylvia.
Oh, se la caver. Lei  splendida, non trovi? Billy si prende sempre le pi belle.
Chrissie lo guard dritto negli occhi verdeazzurro, nell'attesa che si rendesse conto di ci che
aveva appena detto.
Lui parve mortificato. Oddio, scusami. Non volevo dire... Tu sei molto carina, ma in modo
meno vistoso... Cio, tu non hai bisogno di tutto quel trucco e di tutta quella roba, sei una bellezza al
naturale e...
Chrissie sorrise. Basta cos. Ti perdono. Sbirci l'orologio.
Non ti sto trattenendo, vero? le chiese Clark.
Per niente.  solo che devo essere a casa entro mezzanotte, il che significa che devo
andarmene di qui per le undici e mezzo.
C' ancora un sacco di tempo, disse Clark, rilassandosi un po'. Vuoi una sigaretta?
No, grazie, non fumo, ma tu fai pure.
Sicura? Clark apr il pacchetto di Capstan e ne tir fuori una. Dimmi di te.
Non c' granch da dire, in realt. Lavoro nell'ambulatorio di mio padre, il dottor Skinner.
Mia madre  la levatrice della zona e quindi a volte aiuto anche lei, ma sono troppo impressionabile.
Ho assistito a tanti di quei parti che mi  passata la voglia di fare sesso per sempre. Ma come le era
venuto in mente? Sarebbe voluta sprofondare dalla vergogna. Sentiva che il volto le stava diventando
paonazzo. Non riusciva a capire che cosa diavolo le fosse preso.
Clark rischi di strozzarsi col drink che stava bevendo e se lo schizz sul mento.
Scusa, non intendevo che...
Lui scoppi a ridere e Chrissie fece altrettanto, sino a che entrambi non ne poterono pi.
Quando Billy e Syl tornarono al tavolo, stavano di nuovo parlando fitto. La band aveva appena
attaccato coi lenti. Clark si alz in silenzio e tese la mano a Chrissie. Lei la prese e si lasci
accompagnare sulla pista. All'inizio erano entrambi timidi e impacciati; Clark era goffo e le pestava i
piedi, ma, quando si furono abituati al contatto fisico, cominciarono entrambi a divertirsi. Clark non era
molto pi alto di Chrissie, quindi non le era difficile guardarlo negli occhi. Lui le sorrise e la strinse di
pi a s, consentendole di cogliere l'odore della sua pelle, un aroma fresco, agrumato, appena velato di
tabacco. D'un tratto, lei si chiese se avrebbe tentato di baciarla, e cominci ad agitarsi. Respir
profondamente e s'impose di calmarsi. Aveva diciannove anni, santo cielo.
Mise le braccia intorno al collo di Clark e, per riuscire a dare un'altra occhiata all'orologio che
stava dietro la sua testa, lo attir di pi a s. Lui chin il volto sul collo di lei e le strinse le braccia
intorno alla vita. Chrissie rimase sorpresa quando vide che erano gi quasi le undici e mezzo. Doveva
sbrigarsi, ma le dispiaceva spezzare l'incantesimo. Inve in silenzio contro suo padre.
Quando la musica cess, lei e Clark si separarono dolcemente.
Mi dispiace, ma adesso devo proprio andare.
Capisco. Vuoi che ti accompagni a casa?
Chrissie diede un'occhiata a Billy e Sylvia. Lei gli stava accarezzando con delicatezza il volto,
e faceva scorrere le dita sulla sua cicatrice. Lui sembrava a disagio. Sarebbe carino, grazie. Devo solo
accertarmi se a Sylvia stia bene.
Com'era ovvio, Sylvia non aveva nulla in contrario. Era letteralmente rapita da Billy ed era
felice che Clark e Chrissie se ne andassero, cos loro avrebbero avuto tutto il tempo per s.
Clark si avvicin a Billy. Non ci credo.  adorabile, disse, entusiasta. Le ho proposto di
accompagnarla a casa. Non ti d fastidio, vero? Del resto, sembra tu abbia parecchio da fare qui.
No, amico. Vai pure. Buona fortuna!
Chrissie raggiunse Clark e Billy. Sei pronto?
Certo, rispose Clark prendendola per mano.
Arrivederci, Billy.  stato un piacere conoscerti. Gli strinse la mano, e i loro sguardi
s'incrociarono per un istante. Chrissie rimase confusa da ci che lesse nei suoi occhi, cos scuri che a
stento si distinguevano le pupille: un misto di tristezza e desiderio incredibili.
Ciao, Chrissie. Bada tu a Clark. Le fece l'occhiolino e lei arross.
Si sentiva come stordita, e per tenersi in equilibrio si aggrapp al braccio di Clark. Ehm... lo
far. Ciao.
Billy trattenne il suo sguardo e la sua mano ancora per un istante, sino a che Sylvia non lo fece
alzare. Avanti, abbiamo tempo per un altro ballo.
Clark e Chrissie si avviarono verso l'uscita mano nella mano. Clark le apr la porta e Chrissie
dovette combattere contro la voglia irrefrenabile di voltarsi indietro. Clark era molto carino e lei si
sentiva a proprio agio in sua compagnia. Dunque perch aveva la netta sensazione di starsene andando
con l'uomo sbagliato?
Anche se quella serata di aprile era piuttosto fredda, quando Chrissie e Clark arrivarono a casa
di lei la camminata li aveva scaldati e Chrissie aveva un po' di fiatone.
Clark guard l'orologio. Mezzanotte e cinque. Direi che ce la siamo cavata bene.
Chrissie era sollevata. La casa era buia, quindi i suoi genitori non erano ancora rientrati. Adesso
arrivava la parte imbarazzante. Non posso chiederti di entrare, scusami. I miei saranno qui fra poco
e...
Non  un problema, ma mi piacerebbe rivederti.
Lei ripens a Billy, allo scoramento che aveva colto nel suo sguardo ed esit. Immagin lui e
Sylvia che volteggiavano insieme nell'oscurit della sala da ballo. In ogni caso, lui non avrebbe mai
provato interesse per una ragazza ingenua e innocente come lei. Di colpo, torn al presente e
all'espressione trepidante dipinta sul volto di Clark. Piacerebbe anche a me.
Davvero? Clark sembrava stupito.
Chrissie sorrise. S, davvero. Domenica sono libera. Magari possiamo uscire a fare una
passeggiata.
Perfetto. Vengo a prenderti verso l'una.
Per un attimo, Chrissie avvert una certa agitazione. Ehm, no. Ci vediamo al parco, davanti al
palco dell'orchestra. Porto qualche sandwich e un fiasco di vino, se ti va.
Non vedo l'ora. Lui le sollev una mano e gliela baci con dolcezza. Poi, senza dire altro, si
volt e se ne and.
Quando Chrissie apr il cancello, si blocc, atterrita. Seduto sulla soglia c'era Leo. Era certa di
averlo lasciato in casa, e ci poteva significare solo una cosa. I suoi genitori erano gi rientrati.
6
Chrissie frug nella borsa in cerca della chiave. Nella fretta, ispezion il contenuto due volte
prima di rendersi conto che le aveva sempre avute nella tasca del soprabito. Leo le girava intorno alle
caviglie, chiedendo di essere coccolato. Smettila, ti prego. Devo entrare in casa.
Varc la soglia trattenendo il respiro. La casa era buia e silenziosa. Il che era molto strano, in
effetti. Forse i suoi non c'erano. Forse aveva lasciato aperta la porta sul retro e Leo era uscito da l.
Brancol lungo il corridoio verso la cucina e inavvertitamente sfior l'interruttore. La luce improvvisa
le fece socchiudere gli occhi. Leo l'aveva seguita fin l e adesso lappava rumorosamente l'acqua dalla
sua ciotola. La porta sul retro era chiusa e sul tavolo c'erano due tazzine di caff sporche.
Chrissie ud uno scricchiolio sulle scale e il cuore le balz in petto. Il panico si tramut in
terrore puro quando si volt e vide suo padre nel vano della porta. Era furibondo: paonazzo in volto,
traeva profondi respiri, in silenzio, come se non trovasse le parole giuste per esprimere la sua collera.
Mentre Chrissie se ne stava l tremante e Leo si accucciava dietro di lei, il dottor Skinner sollev una
mano e le diede un violento schiaffo. Lei indietreggi, inciamp nel cane e cadde battendo la testa sul
pavimento di pietra. Sempre senza dire una parola, il dottor Skinner gir bruscamente i tacchi e torn al
piano di sopra.
Sentendosi in bocca il sapore del sangue, Chrissie avvert un conato di vomito. Si tir a sedere,
ma la stanza prese a girare, cos si sdrai di nuovo a terra e cominci a piangere. Leo le lecc la faccia,
poi si acciambell accanto a lei, e insieme trascorsero la notte sul pavimento duro e implacabile, avvolti
in un sonno agitato.
Sabato, all'ora di pranzo, Billy e Clark si diedero appuntamento al pub per una birra.
Non sto pi nella pelle, disse Clark passandogli il bicchiere.
Dove la devi vedere? Billy sapeva che avrebbe dovuto essere felice per Clark, perch erano
secoli che aspettava quel momento, ma era geloso e faticava a nasconderlo.
Al parco, vicino al palco dell'orchestra. Lei porter un cestino per il picnic.
Carino. L'hai baciata?
Be', no, solo sulla mano.
Billy si sent sollevato. Magari lo farai domani, eh?
Non ho fretta, Billy. Non voglio rovinare tutto. Penso che sia quella giusta.
L'hai vista solo una volta.
Lo so,  ridicolo, ma  cos dolce e socievole e...
Come un Labrador.
Clark scoppi a ridere e sbuff nel bicchiere. Vaffanculo, Billy. Sai benissimo che cosa voglio
dire.
Era proprio quello il problema. Billy lo sapeva eccome, perch si sentiva esattamente allo stesso
modo.
Il giorno successivo, Clark attendeva Chrissie con ansia di fianco al palco. Era gi l'una e dieci
e di lei non c'era traccia. Ma non era ancora il caso di allarmarsi, consider Clark mentre guardava
l'orologio per l'ennesima volta. La giornata era insolitamente calda e lui cominciava a pentirsi di
essersi messo in giacca e cravatta. Aveva la pancia in subbuglio e avvertiva di nuovo il bisogno di
andare in bagno. Nei paraggi scorse qualche gabinetto pubblico, ma non os andarci, nel caso Chrissie
arrivasse mentre lui non c'era e pensasse che non si fosse fatto vivo. Spost il peso del corpo da un
piede all'altro, si tir nervoso i polsini e lisci la cravatta. Fiss gli ingressi del parco, sperando di
vedere Chrissie comparire da l. Se la immaginava arrivare con un viso raggiante e fresco, con in mano
un cestino da picnic in vimini e un plaid a disegni scozzesi, e profondersi in scuse per il ritardo. Dopo
averle dato un casto bacio sulla guancia, lui avrebbe insistito nel dire che, no, non era affatto in ritardo,
poi le avrebbe detto quant'era bella. Lei sarebbe stata un po' trafelata, per via della corsa, e insieme si
sarebbero lasciati cadere sulla coperta e sarebbero rimasti l sdraiati, con le dita intrecciate, quasi si
conoscessero da sempre.
All'una e mezzo Clark cap con assoluta certezza che Chrissie non sarebbe arrivata. Come
poteva essere stato cos stupido da credere che sarebbe venuta? Le ragazze come lei erano sempre state
fuori della sua portata. Si accasci nell'erba e strapp via la corolla a un narciso. I suoi petali presto
sarebbero appassiti, diventando l'ombra mostruosa del folgorante sfoggio di speranza e felicit che
erano stati.
Sola nella sua stanza, Chrissie scrut con attenzione la propria immagine nello specchio della
toeletta. La ferita aveva smesso di sanguinare, ma il labbro era ancora gonfio e le pulsava la testa.
Prov una fitta al cuore quando guard l'orologio, e si chiese per quanto tempo Clark l'avrebbe
aspettata vicino al palco dell'orchestra prima di andarsene. Dentro di s, si sentiva ribollire dalla rabbia.
Suo padre non aveva il diritto di tenerla prigioniera a quel modo. Aveva trascorso tutto il sabato chiusa
in camera con una razione minima di acqua e di cibo. Ormai era domenica, ma non pareva esserci
nessuna speranza di scarcerazione.
Sabato mattina aveva subito un lungo interrogatorio da parte di entrambi i genitori sulla
scappatella della sera precedente.
Sono solo andata al dancing con Syl, aveva protestato.
Quale? le aveva chiesto suo padre, come se facesse qualche differenza.
Il Buccaneer.
Quel luogo di perdizione? Si era voltato verso la moglie. Che cosa ti avevo detto, Mabel?
Questa ragazza  fuori controllo.
Chrissie non era riuscita a trattenersi ed era scoppiata a ridere.
Samuel, non esagerare, lo aveva ammonito Mabel. Poi, rivolta alla figlia: Se volevi uscire, ti
bastava chiedere. Ma mentirci cos...  davvero intollerabile, capisci?
Sapevo che non mi avreste mai dato il permesso.
Chi  il ragazzo che era con te? aveva chiesto il padre all'improvviso.
Doveva averli visti dalla finestra. Fortuna che non si erano baciati, aveva pensato Chrissie.
Si chiama Clark, aveva risposto Chrissie in tono di sfida.  un bravo ragazzo, molto
educato, e si  solo assicurato che arrivassi a casa sana e salva.
Che  successo a Sylvia? aveva domandato la madre.
L'ho lasciata al dancing con l'amico di Clark, Billy.
Quella ragazza ha una pessima influenza su di te, l'ha sempre avuta, aveva borbottato
Samuel.
Chrissie stava per prendere le difese dell'amica, ma aveva aperto troppo la bocca e il labbro
aveva ricominciato a sanguinare. Lo aveva tamponato con un fazzoletto di carta.
Suo padre aveva distolto lo sguardo; almeno aveva mostrato la decenza di sentirsi in leggero
imbarazzo. Senti, mi dispiace di averti picchiata.  solo che ci preoccupiamo per te, ecco tutto.
Possiamo venirti incontro in qualche modo e lasciarti uscire un po' di pi, se vuoi, ma ieri sera hai
passato la misura e devi essere punita per questo.
Come se un ceffone e una notte sul pavimento della cucina non fossero una punizione
sufficiente, aveva pensato Chrissie con amarezza.
Passerai il resto della giornata in camera tua, aveva detto la madre, con lo sguardo fisso a
terra, per evitare l'espressione risentita della figlia.
Ci passerai tutto il fine settimana, aveva aggiunto Samuel.
Mabel aveva scoccato un'occhiataccia al marito prima di dire: Passerai il resto del fine
settimana in camera tua.
Pensando all'appuntamento con Clark, Chrissie aveva fatto per protestare, ma il padre aveva
sollevato una mano per farla tacere. A quel gesto, Chrissie era trasalita.
Basta! Vai subito in camera tua.
Chrissie si era alzata, mesta, e si era avviata per le scale.
Pi tardi ti porto qualcosina da mangiare, le aveva detto la madre.
Allora non dimenticatevi di portare fuori Leo, aveva replicato Chrissie. E le bottigliette
usate delle medicine devono essere lavate prima di luned. Ah, e bisogna disinfettare gli strumenti
chirurgici. Le era sembrata una piccola vittoria e, mentre chiudeva la porta della stanza, un sorriso
beffardo le era comparso sulle labbra.
Si sentiva malissimo al pensiero di piantare in asso Clark, ma dentro di s pregava che non gli
saltasse in mente di andare a casa sua a cercarla; altrimenti il padre si sarebbe arrabbiato cos tanto che
lei non avrebbe pi messo il naso fuori dalla sua camera. Non aveva modo di contattarlo, dato che non
ne conosceva il cognome n tantomeno l'indirizzo. Ma gli doveva una spiegazione, e si sentiva in colpa
da star male. Clark avrebbe creduto che lo avesse bidonato, e non se lo meritava. Sembrava un ragazzo
gentile e premuroso. A Chrissie torn in mente l'espressione del suo volto quando lei aveva accettato il
suo invito. Dapprima incredulo, era diventato euforico non appena aveva capito che lei voleva
rivederlo. Adesso doveva essere a pezzi.
Quella sera, quando Billy entr nel pub, appena in tempo per l'ultimo giro, il barista gli fece
subito cenno verso l'angolo in fondo alla sala. L, attorniato da bicchieri vuoti e posaceneri stracolmi,
c'era Clark.
Sta l da quando abbiamo aperto, lo inform il barista. Picchiava forte alla porta. Faceva un
fracasso tremendo.
Billy lo raggiunse e afferr uno sgabello. Con la cravatta storta e le maniche arrotolate, Clark
fissava l'ennesimo boccale di birra, le palpebre socchiuse sugli occhi arrossati.
Ehi, tutto bene? Mi pare di capire che con Chrissie non  andata.
Gi, non  andata proprio.
Il cuore di Billy prese a battere pi forte. Che significa?
Non  venuta. Clark non pot celare l'amarezza nella sua voce. Si accese un'altra sigaretta e
toss con forza.
Guarda in che stato sei. Non pensi sia ora di finirla?
Finirla con cosa? Con le sigarette, con l'alcol o con le delusioni?
Su, forza, riprenditi e raccontami che cos' successo.
Clark si stropicci la faccia. Te l'ho detto, non  venuta. Mi ha lasciato l come un idiota. Mi
piaceva davvero. Perch mi ha fatto questo?
Sono sicuro che una ragione c', replic Billy, sperando di sbagliarsi. L'altra sera sembrava
interessata, non pu aver semplicemente cambiato idea, giusto?
Ho chiuso con le ragazze. Troppi problemi: non ne vale la pena, concluse Clark.
Luned mattina, Billy era davanti all'ambulatorio di Wood Gardens. Clark gli aveva detto come
faceva Chrissie di cognome e che era figlia di un medico, dunque non bisognava essere Sherlock
Holmes per scoprire dove abitasse. Non sapeva nemmeno lui perch si trovasse l, n tantomeno che
cosa avrebbe detto, ma sentiva che doveva assolutamente rivederla. Quel venerd sera, Chrissie aveva
destato qualcosa in lui che era difficile da spiegare. Forse perch  cosa mai successa prima  era parsa
pi interessata a Clark. Per tutto il tempo in cui si era sorbito Sylvia  che sar anche stata bella, ma era
insopportabile  non era riuscito a smettere di pensare a lei. E, ogni volta che aveva gettato uno sguardo
dov'erano seduti lei e Clark, aveva avvertito una fitta lancinante di gelosia.
Billy sapeva che Clark si era sempre sentito inferiore a lui per via della sua popolarit a scuola,
ma in realt era Billy ad avere soggezione di Clark. Mentre Billy lavorava nella panetteria del quartiere
e faceva un mestiere tutt'altro che stimolante o ben pagato, Clark era impiegato in una societ di
recupero crediti. Una volta aveva mostrato a Billy l'enorme registro rilegato in pelle in cui annotava
minuziosamente ogni pagamento e gli aveva spiegato che era suo dovere assicurarsi che tornassero
sempre i conti. Billy aveva scosso la testa, meravigliato, pentendosi di non essersi impegnato di pi
negli studi. In panetteria faceva i turni e spesso gli toccava sgobbare di notte e dormire di giorno.
Almeno per aveva libero accesso ai dolci.
D'un tratto, sent un latrato e dal viottolo che costeggiava la casa comparve un grosso cane dal
pelo riccio nero e marrone chiaro, seguito da Chrissie che spingeva la bicicletta. Da dietro un
cespuglio, Billy la vide far cadere la bici mentre cercava di capovolgerla. Esit un istante, ma poi usc
dal nascondiglio e apr il cancello del giardino. Serve una mano? chiese.
Il cane gli corse incontro per salutarlo come fosse un vecchio amico.
Chrissie alz lo sguardo e sollev le sopracciglia. L'aveva riconosciuto subito. Grazie, molto
gentile.
Billy si avvicin e sistem la bicicletta in equilibrio su sellino e manubrio. Not
immediatamente la ferita sul labbro di lei e il livido giallognolo sulla guancia.
 scesa la catena. Mio padre doveva sistemarla, ma si  dimenticato, spieg Chrissie.
Vuoi che lo faccia io?
Se non ti secca, te ne sarei molto grata.
Billy si tolse la giacca e arrotol le maniche della camicia. In una manciata di secondi aveva
sistemato la catena e ribaltato di nuovo la bici dal lato giusto. Ecco fatto, disse, sfregandosi le mani
per togliersi le macchie d'olio. Mentre lavorava, aveva notato che Chrissie si guardava intorno,
nervosa. E ora sembrava ansiosa di andarsene. Tutto bene?
Vieni con me, per favore. Spinse a mano la bici lungo il vialetto e Billy le tenne aperto il
cancello. Camminarono in silenzio per un paio di minuti, sino a che non arrivarono al lotto quadrato di
vegetazione da cui Wood Gardens prendeva il nome. Chrissie appoggi la bicicletta alla cancellata, poi
si sedettero su una panchina.
Con lo sguardo fisso davanti a s, Billy chiese: Che cos'hai fatto in faccia?
Ascolt il racconto inorridito.
Tuo padre ti ha fatto questo?
Non  niente, in realt.  stata tutta colpa mia. Non sarei dovuta uscire di soppiatto a quel
modo. I miei genitori sono severissimi. Si preoccupano per me.
Billy fumava di rabbia al pensiero del dottor Skinner che alzava le mani su Chrissie e poi la
teneva segregata in casa per l'intero fine settimana. Si volt a guardarla e le prese delicatamente il volto
tra le mani, sfiorandole col pollice il labbro spaccato. Era un gesto audace, non programmato; in fondo
era uno sconosciuto per lei. Chrissie sembrava sbalordita ma anche felice che gli occhi di Billy si
fossero appuntati sui suoi.
Come sta Clark? chiese dopo un po'.
La domanda spezz l'incantesimo. Billy la lasci e distolse lo sguardo.
Scusa. Ma mi sento malissimo per averlo bidonato ieri.
Avevi le tue buone ragioni. Prigioniera in casa tua...
L'hai visto? Gli devo una spiegazione, per non ho idea di come contattarlo.
L'ho visto, s. Era parecchio arrabbiato, a esser sinceri, ma gli passer, credo.
Soprattutto quando gli avr detto il perch.
Devi farlo per forza?
E perch no?
Billy sapeva di essere ingiusto, perfido addirittura, ma non poteva farci niente. Si vergognava
ad ammetterlo, eppure voleva quella ragazza anche a costo di sacrificare la felicit dell'amico.
Chrissie, ascolta. Venerd sera, quando ti ho visto, non riuscivo a toglierti gli occhi di dosso. Era con
te che volevo ballare, ma quella deficiente di Sylvia mi ha rapito, in pratica. E poi tu e Clark
sembravate intendervela bene. Quando mi ha detto che ti accompagnava a casa ero distrutto.
Mi sentivo cos anch'io, ma non mi sarei mai sognata che un tipo cos... cos... be', s,
insomma... cos bello s'interessasse a me.
Billy le prese una mano e la strinse delicatamente tra le sue. Tu sei bella, Chrissie. Hai classe,
stile, eleganza. Sylvia non pu reggere il confronto con te.
Lei arross e gli rivolse un sorriso di falsa modestia. Che  successo tra te e Sylvia?
Niente. Per educazione, l'ho accompagnata a casa, per le ho detto che non potevo rivederla
perch c'era un'altra nella mia vita.
Ed  cos?
Non ancora, le rispose lui con una strizzatina d'occhio.
Chrissie balz in piedi, preoccupata. Devo proprio andare.
Ti posso rivedere?
Mi piacerebbe, ma come la mettiamo con Clark?
Billy si vergognava ad ammettere di aver completamente scordato l'amico. Gli parler io, la
rassicur.
Billy aveva pensato di tenere Clark all'oscuro della sua relazione con Chrissie, tuttavia si rese
conto che non era possibile, e in ogni caso sarebbe stato da codardi. Poteva anche essere un ipocrita
buono a nulla, ma codardo proprio no. La discussione non and granch bene.
Che cosa vuol dire che stai uscendo con Chrissie? aveva chiesto Clark, incredulo.
Mi dispiace, sul serio, ma tra me e Chrissie  come scattato qualcosa. Proviamo tutti e due la
stessa cosa e...
Billy non era riuscito a finire la frase perch Clark gli aveva stretto le mani intorno al collo.
Non riesci proprio a sopportare che io sia felice, vero? Qual  il tuo problema? Lo sai quanto ci tenevo
a vederla, da quanto tempo aspettavo una ragazza come lei, o una ragazza qualsiasi, se  per questo, ma
devi sempre rovinare tutto. Cazzo, sei incredibile! Aveva spinto Billy contro la parete. Aveva gli
occhi incendiati dalla collera e tracce di saliva ai lati della bocca. Non sembrava neanche lui.
Preso alla sprovvista, Billy aveva cercato di farlo ragionare: Calmati, amico...
Non sono tuo amico. Non voglio rivederti mai pi. Mai.
Clark se n'era andato infuriato, lasciando Billy a bocca aperta. Ecco com'era andata.
Un'amicizia nata sui banchi di scuola rovinata per una ragazza. Di sicuro era gi successo un'infinit di
volte, e in ogni parte del pianeta, ma Billy non si sentiva affatto confortato da quel pensiero. Adesso il
suo proposito era rendere felice Chrissie a qualunque costo. Sfortunatamente, due uomini a lui
sconosciuti avrebbero cospirato contro di lui. Uno era il padre di Chrissie, il dottor Skinner, l'altro era
allora impegnato a invadere l'Europa, fermamente deciso a espandere il proprio impero.
7
L'estate del 1939 fu per Billy la pi felice della sua vita. Persino con la minaccia costante della
guerra che incombeva sul Paese, lui era in uno stato di perenne euforia. Nonostante la disapprovazione
del padre di Chrissie, la loro relazione si era trasformata in qualcosa di concreto.
Com'era prevedibile, Samuel Skinner nutriva un'antipatia profonda per Billy e lo tollerava a
stento. Ai suoi occhi, non era affatto un buon partito per la figlia, tutt'altro. Non era altro che una
seccatura, un orfanello incastrato in un lavoro senza sbocchi, idolatrato dalla madre e sostanzialmente
ignorato dal padre alcolizzato. Il dottor Skinner si ricordava bene la famiglia. Alice Stirling era una
donna ansiosa e, dopo la morte del primogenito, aveva portato il figlio adottivo in ambulatorio con
fastidiosa regolarit. Che la sua bambina si fosse innamorata proprio di quel ragazzo era una cosa che
lo irritava in maniera indicibile.
Se non altro, Chrissie aveva avuto il buon senso di affrontare il padre di petto, senza agire alle
sue spalle. All'inizio, il dottor Skinner immaginava che si trattasse di una relazione passeggera, senza
importanza, e che avrebbe avuto vita breve, ma ben presto si era dovuto ricredere. La sua sola speranza
era che Billy venisse chiamato alle armi e che ci ponesse fine alla questione.
Il primo incontro fra i due non era andato bene. Il dottor Skinner non vedeva Billy da quand'era
bambino, tuttavia si ricordava benissimo di lui, se non altro per la cicatrice sul sopracciglio sinistro,
ancora ben visibile.
Buonasera, dottor Skinner, aveva esordito Billy porgendogli la mano.
Lui l'aveva ignorato e si era voltato verso Chrissie. Ti voglio a casa entro le dieci.
Mabel era comparsa dalla cucina, con ancora indosso l'uniforme da levatrice. Era dovuta
ricorrere a tutte le sue doti di persuasione per convincere il marito a concedere a Chrissie un po' pi di
libert. Tu devi essere Billy. Piacere di conoscerti. Poi, sotto lo sguardo truce del marito, aveva
stretto la mano al ragazzo.
Grazie, Mrs Skinner. E non si preoccupi, sua figlia  in buone mani.
Forza, Billy, andiamo, lo aveva incalzato Chrissie.
Mabel era sparita di nuovo in cucina e Chrissie e Billy si erano avviati lungo il vialetto, col
dottor Skinner che li osservava dalla porta.
D'un tratto, Billy aveva preso Chrissie per un braccio. Aspetta qui. Ci metto solo un attimo.
Era tornato alla porta proprio nell'istante in cui Samuel Skinner la stava chiudendo. Ci aveva infilato
un piede in mezzo e aveva accostato il volto a quello del dottore. Se si azzarda di nuovo ad alzare
anche solo un dito su sua figlia, la ammazzo con le mie mani, glielo giuro.
Il dottor Skinner non era quasi mai a corto di parole, ma quella volta era rimasto l a guardare,
incredulo e attonito, mentre Billy se ne andava infuriato e metteva a Chrissie un braccio intorno alla
vita con atteggiamento protettivo.
Prima di allora, Billy non aveva mai avuto relazioni importanti, perci faceva tesoro di ogni
sensazione che quel legame destava in lui. Sapeva che si stava innamorando, e nemmeno lo spregevole
dottor Skinner sarebbe riuscito a smorzare l'impeto dei suoi sentimenti. Tuttavia era terrorizzato dalla
guerra imminente e dal pensiero che avrebbero potuto spedirlo in qualche sperduto campo di battaglia
per prendere parte a un conflitto di cui lui capiva poco o nulla. Quando la Grande Guerra era finita,
Billy era appena nato, ma sapeva che si era portata via la vita di suo padre e, indirettamente, anche
quella di sua madre. E adesso un'altra guerra minacciava di mandare a monte la sua relazione con
Chrissie. Era tutto cos assurdo.
Quel giorno, lui e Chrissie erano andati a passeggio lungo un placido ruscello. Il sole splendeva,
il cielo era azzurro e gli uccellini  zigoli gialli, allodole e tordi  sembravano fare a gara per stabilire
chi cantasse con voce pi forte e melodiosa. Nell'aria aleggiava l'odore dell'aglio orsino e l'acqua era
cosparsa di crescione. Chrissie indossava il suo abito estivo preferito: azzurro chiaro a piccoli pois
gialli con una cintura bianca stretta in vita. Billy si era tolto la giacca e la teneva su una spalla con una
mano, mentre con l'altra reggeva un cestino da picnic pieno zeppo. Davanti a loro trotterellava Leo,
inseguendo tutti i conigli che gli capitavano a tiro.
Dove ti vuoi fermare? chiese Billy.
Chrissie osserv con attenzione la sponda del fiume. L in fondo, sotto quella quercia. Sar
fresco e piacevole.
Allargarono insieme la coperta da picnic sull'erba alta e si sedettero. Chrissie apr il cestino e ne
estrasse uova sode, sandwich con carne, pomodori maturi e una crostata di frutta fatta in casa. Leo si
sistem in mezzo a loro e assunse la sua espressione pi carina. Dato che non staccava mai gli occhi dai
sandwich, alla fine una lunga striscia di bava gli cadde dalla bocca e atterr sulla coperta.
Leo, per l'amor del cielo, gli url Chrissie. Sci.
Il cane sgattaiol via con la coda tra le gambe.
 cos tranquillo, qui, non trovi? Sembra impossibile che scoppi un'altra guerra.
Lui guard le maschere antigas che dovevano portarsi sempre dietro. Non lo so, Chrissie. Ma
preoccuparsi non serve a niente. Tanto vale goderci il tempo che ci resta per stare insieme.
A sentire te, sembra quasi che la guerra l'abbiano gi dichiarata.
Le prese le mani tra le sue. Spero non si arrivi a questo, ma dobbiamo essere realisti. Come
minimo, mi toccher fare l'addestramento militare. Le sistem un ricciolo ribelle dietro l'orecchio.
Gli occhi di Chrissie si riempirono di lacrime.
Billy salt in piedi. Forza, andiamo a fare una passeggiata a riva.
Che cosa? L'acqua  gelida.
Lui aveva gi cominciato a togliersi scarpe e calze e ad arrotolarsi l'orlo dei pantaloni. Leo si
rianim e si mise a saltellare nell'acqua. Chrissie si tolse a sua volta scarpe e calzini, e mano nella
mano scivolarono insieme sino al bordo del ruscello.
Billy fu il primo a sfiorare l'acqua col piede. Cristo santo,  gelida!
Lei scoppi a ridere. Te l'ho detto.
Sono sicuro che non era cos fredda quand'eravamo bambini.
Venivi spesso qui? chiese, sedendosi sulla riva.
S, con Clark, rispose Billy, con lo sguardo perso nel vuoto. Era immerso nel ruscello sino
alle caviglie e i piedi gli dolevano dal freddo. Venivamo sempre qui dopo la scuola... a volte invece di
andare a scuola. Lo chiamavamo Stony Brook. Non so nemmeno se  il suo vero nome o se ce lo siamo
inventato. Di solito, andavamo a pesca di sanguinerole con pezzi di cotone fissati a un galleggiante di
sughero. Non appena i pesci ingoiavano il cotone noi li catturavamo. Il ricordo lo fece sorridere.
Andavamo anche a caccia di scoiattoli. La guardia forestale pagava due centesimi e mezzo per ogni
coda. Topi d'albero, li chiamavamo. Stavamo ore a cercare di prenderne uno con le fionde che ci
eravamo costruiti da soli, ma non ci siamo mai riusciti. Quando si volt verso Chrissie, aveva gli
occhi velati di tristezza.
Ti manca, vero?
Billy torn a riva. Pi di quanto tu possa immaginare. La settimana scorsa ho fatto di nuovo un
salto da lui, ma sua madre mi ha detto che non era in casa. Io per so che c'era. L'avevo appena visto
entrare. Aiut Chrissie a tirarsi in piedi. Su, andiamo a mangiare.
Chrissie strapp un mazzetto di crescione dal ruscello e scroll via l'acqua in eccesso.
Billy la guard perplesso.
Per ravvivare la carne in scatola, spieg lei.
Quando, a pancia piena, si sdraiarono l'uno accanto all'altra all'ombra della quercia, Billy
chiuse gli occhi. Era davvero felice con Chrissie, nonostante i problemi dati da suo padre. Era una
ragazza dolce e sensibile e sarebbe stata una moglie perfetta. Era carina, intelligente e di animo cos
gentile che trovava difficile dire una parola cattiva contro chiunque. Non c'era da stupirsi che Clark si
fosse preso una cotta per lei, e che poi fosse rimasto tanto sconvolto per come si erano comportati lei e
Billy.
Si tir su a sedere e fiss il viso di Chrissie. Pareva sonnecchiare; ne osserv incantato le lunghe
ciglia, le labbra piene e rosa, le guance lievemente arrossate dal sole e spolverate di lentiggini. Strapp
un lungo filo d'erba e lo fece scorrere con dolcezza sul suo volto.
Lei si riscosse e sventol le mani. Oooh, che cos'era? Avevo qualcosa sulla faccia. Si mise
seduta e colse il sorriso malizioso di Billy. Eri tu! Scoppi a ridere, e si sdrai di nuovo sulla coperta,
con le mani dietro la testa.
Billy si chin su di lei e la baci con dolcezza sulle labbra. Lei apr gli occhi e gli prese il volto
tra le mani, avvicinandolo a s. Lui la baci di nuovo, con pi intensit e pi insistenza. Chrissie
ricambi, e Billy si gir portandosi sopra di lei. Cerc di schiuderle le gambe con le sue, ma un
brontolio sordo che sentiva vicino all'orecchio interruppe le sue manovre. Alz lo sguardo e vide Leo
che ringhiava piano, senza mostrare i denti. Chrissie ridacchi e Billy rotol di nuovo sulla schiena.
Pussa via, disse, agitando una mano. Questo maledetto cane ti fa passare la poesia. Gli arruff il
pelo sulla testa e Leo scodinzol con entusiasmo. Accidenti, pensa sia un invito a unirsi a noi!
Chrissie amava Billy con tutto il cuore, ne era certa. La situazione con suo padre la stava a dir
poco mettendo alla prova, ma sperava che alla fine lui cambiasse opinione e arrivasse ad accettare la
loro relazione. Era il lato fisico del loro rapporto a spaventarla di pi, soprattutto perch era la sua
prima esperienza con un ragazzo. Tuttavia non aveva di che preoccuparsi: Billy era un perfetto
gentiluomo e non la costringeva mai a fare niente che la mettesse a disagio. Quel giorno in riva al
ruscello, non fosse stato per Leo... Al pensiero, Chrissie si ritrov eccitata, e si sent in imbarazzo.
Dopo tutto, era stata educata in modo da comportarsi meglio di cos. Se solo suo padre avesse saputo
fino a che punto si erano spinti, sarebbe andato su tutte le furie.
Col passare delle settimane, le giornate si erano allungate ed erano diventate pi calde, e Billy e
Chrissie passavano molte ore al ruscello, tra il rilassante mormorio dell'acqua che scorreva sui ciottoli
scintillanti e il bestiame che pascolava placido nei prati. Inoltre, cosa fondamentale, l potevano stare
insieme lontani dalle occhiatacce di disapprovazione del dottor Skinner. Era un posto speciale, un
rifugio tranquillo alla periferia di Manchester, un mondo lontano dalla citt immensa, tentacolare, coi
suoi rumorosi veicoli e con le ciminiere che eruttavano volute di fumo nero.
Un giorno, nonostante il caldo opprimente, il cielo aveva assunto un aspetto sinistro, tinto
com'era di grigio, nero e viola; pareva uscito dal sogno di un artista. C'era aria di temporale. Billy e
Chrissie si stavano avvicinando al loro posticino preferito, sotto la quercia, quando d'un tratto si
bloccarono. Entrambi avevano intravisto una sagoma inconfondibile. Accovacciato in riva al ruscello,
di spalle rispetto a loro, c'era Clark.
Che facciamo? bisbigli Chrissie.
Non lo so. Non ci ha ancora visti.
Vai a parlargli. Io aspetto qui.
Dopo un attimo di esitazione, Billy si avvicin a Clark. Il cuore gli batteva forte, quasi stesse
cercando di balzare fuori dalla cassa toracica. Tutto bene, amico?
Clark trasal e si volt. Cristo, mi hai spaventato.
Che cos'hai l?
Sollev un barattolo legato a un pezzo di spago malconcio. Spinarelli! Per un attimo i suoi
occhi azzurri brillarono dall'emozione, poi s'incupirono. Si pass una mano bagnata tra i capelli rossi e
li scost dal viso. Le lentiggini erano pi evidenti del solito e, per un istante, fu di nuovo un ragazzino
di undici anni.
Billy sent un groppo in gola. Ci siamo divertiti, eh?
Clark sbuff e pos il barattolo coi pesci su una grossa pietra. Usc dall'acqua e si sedette
pesantemente sulla riva.
Billy si avvicin cauto e si sedette accanto a lui.
Non prenderti troppa confidenza.
Senti, non possiamo essere di nuovo amici?
Non possiamo essere di nuovo amici? lo scimmiott. Non siamo pi nel cortile della
scuola.
Perch sei venuto qui?
Per riflettere, rispose Clark dopo un istante. Infil la mano all'interno della giacca e ne
estrasse una busta marrone. To'.
Billy la apr. Ti hanno chiamato alle armi?
Addestramento militare.
Era solo questione di tempo. Da quando, in aprile, il parlamento aveva approvato la legge, tutti i
giovani tra i venti e i ventun anni dovevano seguire un addestramento di sei mesi. Billy non sapeva che
cosa dire. Clark, ascolta... Gli restitu la busta.
Come sta Chrissie? chiese Clark guardandolo negli occhi.
Colto alla sprovvista, Billy strapp un filo d'erba. Bene, grazie. In realt  laggi.
Imbarazzata, Chrissie sgusci da dietro un albero. Era la prima volta che vedeva Clark dalla
sera del ballo. Ciao, che piacere...
Clark si alz, a disagio. Sar meglio che vada. Sembra stia per piovere.
Neanche a farlo apposta, una grossa goccia di pioggia cadde sulla busta. Clark si mise la giacca
e tir su il bavero. Ci vediamo. Si arrampic sulla riva, affrettando il passo man mano che la pioggia
s'infittiva.
Chrissie guard Billy con un'espressione disperata.
Aspetta! grid lui.
Clark si ferm.
Billy lo raggiunse. Buona fortuna, amico. Gli tese la mano.
Clark la fiss per un istante. Poi, molto lentamente, tir fuori di tasca la propria e strinse con
decisione quella dell'amico, guardandolo diritto negli occhi e sorridendo timidamente.
Non si dissero nient'altro, ma entrambi sapevano che le ostilit erano cessate.
Clark si volt e, senza mai girarsi indietro, si diresse verso casa sotto la pioggia battente. Billy
corse da Chrissie, che lo attendeva al riparo sotto l'albero. Tutto bene?
Billy fiss il barattolo di Clark: dentro c'erano due pesci che nuotavano in cerchio, sbattendo
contro il vetro nel disperato tentativo di guadagnare la libert. Lo rovesci nel ruscello. In un bagliore
argenteo, i pesci svicolarono in direzioni opposte. Billy guard in alto, verso Chrissie, e sorrise.
Adesso s.
Nonostante il riparo della vecchia quercia, la pioggia gocciolava gi dalle foglie e sulla coperta
dov'erano erano distesi Billy e Chrissie. I lampi rischiaravano il cielo e i tuoni brontolavano come la
pancia di un elefante affamato.
Non so se sia il posto migliore per ripararsi, disse Chrissie.
Billy diede un'occhiata in giro. Non  l'albero pi alto nei paraggi, dunque penso vada bene.
Guard il viso ansioso di Chrissie. Aveva i capelli fradici e appiccicati alla faccia. La aiut ad alzarsi.
Forza,  pi asciutto vicino al tronco.
Si appoggiarono al tronco dell'albero maestoso, nell'attesa che il temporale cessasse. Nel
campo, le mucche erano tutte ammassate contro il recinto, e il ruscello era gonfio e rapido, come se
cercasse di tener testa all'improvviso afflusso d'acqua.
Le scarpe! grid Chrissie, mentre una massa d'acqua le inghiottiva.
Billy usc allo scoperto alz lo sguardo verso il cielo, mentre la pioggia gli scorreva lungo il
collo, strappandogli un brivido. Gli torn in mente un episodio dell'infanzia, quando un temporale
aveva sorpreso lui e Clark proprio in quel luogo. Billy era scivolato e si era strappato i pantaloni su una
roccia. Sapeva che sua madre non gliel'avrebbe fatta passare liscia e aveva paura a tornare a casa.
Allora Clark gli aveva proposto di scambiarsi i calzoni. Per l'ennesima volta, il suo amico l'aveva
salvato. Soltanto diversi mesi dopo Billy aveva scoperto la sfuriata che si era preso Clark quando la
madre aveva visto in che condizioni erano i suoi pantaloni.
Billy, torna qui. Sei fradicio, gli url Chrissie.
La voce di lei lo riport al presente. La raggiunse sotto l'albero. Scusami, ero distratto.
Hai una brutta cera. Che ti prende?
Stavo solo pensando a Clark. Non riesco a credere che stia per partire. A volte penso a lui
come a un ragazzino, e adesso va a combattere. Non so come far.
Non sta andando a combattere. Lo hanno solo chiamato per un addestramento militare. Non
siamo in guerra, ricordatelo.
Lo so, hai ragione, ma star via per sei mesi e a quel punto potremmo esserlo.
Chrissie gli mise una mano davanti alla bocca. Non dirlo. Non ci sar nessuna guerra. Non
voglio perderti ora.
Billy si perse negli occhi azzurri di lei, luccicanti di lacrime, poi la prese fra le braccia e la
strinse a s.
La tua camicia  zuppa. Lascia fare a me. Senza distogliere lo sguardo dal suo volto, Chrissie
gli sbotton lentamente la camicia e la fece scivolare a terra.
Lui rispose con un bacio. Le pass la lingua tra le labbra e, quando lei schiuse la bocca, la
spinse contro il tronco dell'albero. Il contatto con la corteccia ruvida le strapp un gemito. Billy chiuse
gli occhi e pens a Clark. Avrebbe dovuto esserci lui con Chrissie contro quel tronco. Tutto ci che
aveva lo aveva sottratto a Clark. A scuola era Clark che gli faceva i compiti, per compensare il fatto
che Billy si fosse degnato di essergli amico quando nessuno lo considerava. In quel momento, Billy si
odi. Spinse ancora di pi il suo corpo contro quello di Chrissie, provocandole uno strillo soffocato. Le
alz le braccia sopra la testa e gliele immobilizz contro l'albero tenendole per i polsi con una mano.
Con l'altra, le sollev la gonna. Chrissie trattenne il respiro ma non lo respinse, cos lui le lasci le
braccia e si sbotton i pantaloni. Affond il volto nel collo di lei, il respiro sempre pi corto e veloce.
Non era cos che Chrissie aveva programmato di perdere la verginit, ma se non altro era grata
che non fosse possibile rimanere incinta stando in piedi.
8
Settembre 1939
Chrissie non riusciva a dormire ed era sveglia da circa due ore. Si sedette al tavolo della cucina
e si vers la terza tazza di t. C'inzupp dentro un altro biscotto allo zenzero e lo succhi con aria
mesta. In teoria, doveva servire a calmare il senso di nausea, ma doveva trattarsi di una diceria, perch
lei stava ancora malissimo. Ud il ragazzo dei giornali sbattere il Daily Telegraph dentro la cassetta
delle lettere, con l'ennesimo carico di notizie spiacevoli. Si alz di malavoglia e and a prendere il
quotidiano. Ultimo avvertimento per la Gran Bretagna, le sbrait addosso il titolo di testa. Il giorno
precedente, Adolf Hitler aveva invaso la Polonia e la guerra sembrava ormai inevitabile. I rifugi
antiaerei erano gi stati predisposti e migliaia di bambini evacuati.
Chrissie si port le mani al ventre e sospir. Il suo segreto avrebbe portato pi scompiglio e
distruzione della dichiarazione di guerra. Sussult al suono insistente del campanello e lanci
un'occhiata all'orologio sulla parete. Chi diavolo poteva essere alle sei e mezzo del mattino? Chiunque
fosse, adesso stava anche bussando rumorosamente alla porta.
Va bene, arrivo, disse Chrissie, irritata.
Apr la porta e si trov di fronte Mr Cutler, vicino di casa nonch paziente dell'ambulatorio.
Dov' tua madre? Maud  entrata in travaglio, e sta facendo venire gi il soffitto a forza di urla.
Scans Chrissie ed entr nell'ingresso. Dov'? Mrs Skinner? grid dalle scale.
 a letto che dorme, o almeno dormiva finch lei non ha cominciato a buttar gi la porta.
Mabel Skinner comparve sul ballatoio. Si allacci in fretta la cintura della vestaglia, poi
esclam: Mr Cutler, che cosa c'?
Maud sta per avere il bambino. Venga subito, per favore.
Chrissie e la madre si scambiarono uno sguardo preoccupato. Mancavano ancora quattro
settimane al termine della gravidanza. Chrissie, per favore, vestiti e preparami la borsa. Dovr
prendere l'auto e accompagnare Maud in ospedale.
Mr Cutler sembr in ansia. Non pu far nascere il bambino in casa? Sa che Maud voleva
metterlo al mondo nel suo letto.
No, non posso. Il bimbo era previsto tra un mese; possono sorgere complicazioni. Vista l'et di
Maud, penso sia meglio andare in ospedale. Adesso vada a casa e mi aspetti l.
Chrissie rimase inchiodata al suo posto. Nel giro di pochi mesi, anche lei si sarebbe trovata
nella stessa condizione, le gambe divaricate nelle staffe, a urlare dal dolore e a subire le occhiate di
disapprovazione delle ostetriche, l'ira di suo padre, la delusione di sua madre. Inizi a respirare con
fatica e prov a dirsi che sarebbe andato tutto bene. Billy le sarebbe stato accanto e, finch fosse stata
con lui, poteva affrontare qualunque cosa. Si aggrapp al telaio della porta per tenersi in equilibrio.
La voce squillante della madre la fece sobbalzare: Chrissie, muoviti!
Il giorno successivo, domenica 3 settembre, c'era un sole meraviglioso. Una dichiarazione di
guerra in una mattina cos bella pareva impensabile. Gli Skinner erano seduti intorno al tavolo della
cucina ad ascoltare la radio davanti a una tazza di t, ciascuno assorto nei propri pensieri. Chrissie
pensava  come sempre, ormai  al suo bambino non ancora nato. Mabel al figlio dei Cutler, nato il
giorno prima, troppo presto, troppo piccolo, e si augurava che sopravvivesse. Il dottor Skinner a come
festeggiare il fatto che Billy Stirling sarebbe presto uscito dalla vita di sua figlia una volta per tutte.
Tempo qualche settimana e la cartolina di precetto gli sarebbe arrivata di sicuro.
Qualcuno buss alla porta sul retro e il dottor Skinner and ad aprire. Era l'ultima persona al
mondo che desiderava vedere in quel momento. Che cosa vuoi?
Volevo ascoltare la radio insieme con Chrissie.  in casa?
Chrissie sent la voce di Billy e balz in piedi. Entra, siediti.
La baci su una guancia e si accomod anche lui al tavolo. Prese Chrissie per mano e guard
Mr Skinner dritto negli occhi. Il dottore distolse lo sguardo e si mise a trafficare con una manopola
della radio.
Alle undici e un quarto, Neville Chamberlain, il primo ministro, parl alla nazione, con voce
che tradiva una malcelata angoscia: Questa mattina, l'ambasciatore britannico a Berlino ha
consegnato al governo tedesco una comunicazione formale in cui si diceva che, se entro le undici di
stamattina non li avessimo sentiti dichiarare che erano pronti al ritiro immediato delle loro truppe
dalla Polonia, i nostri due Paesi sarebbero stati in guerra. Devo informarvi che nessuna dichiarazione
di tal sorta ci  pervenuta, e che di conseguenza il nostro Paese  in guerra con la Germania.
Chrissie, che sino a quel momento aveva trattenuto il respiro, si lasci scappare un profondo
singhiozzo. Billy la abbracci, lei si volt e si aggrapp a lui. Il dottor Skinner si accese con calma una
sigaretta e soffi il fumo sopra il tavolo. Bene, ci siamo, allora. Farai meglio a preparare le valigie,
Billy.
Samuel! url Mabel. Smettila. Non vedi che Chrissie  sconvolta?
Billy si alz.  tutto a posto, Mrs Skinner. Vieni, Chrissie, andiamo a fare una passeggiata.
Mentre si avviavano lungo il vialetto, lei scrut il cielo. Pensi che sia prudente?
Non credo che la Luftwaffe riesca ad arrivare qui tanto in fretta.
Le strade erano quasi deserte, salvo qualche madre uscita di corsa per andare a battezzare il
proprio figlio. La tensione nell'aria era tangibile, e Chrissie si aggrapp al braccio di Billy. Ti chiedo
scusa per mio padre.
 da quando ci siamo conosciuti che me lo dici. Non mi accetter mai, quindi sar meglio che
ci facciamo l'abitudine. In ogni caso, ha ragione. Dovr partire.
Chrissie si ferm e si copr il viso con le mani.
Billy le mise un braccio intorno alle spalle e la strinse a s. Non so che cosa dire.  terribile, lo
so, ma non posso farci niente.
Erano arrivati al parco, e Chrissie si lasci cadere di peso su una panchina.  peggio di quanto
pensi. Mi dai una sigaretta, per favore?
Stupito, le porse il pacchetto di Woodbine.
Lei ne prese una, ma le tremavano troppo le mani. Puoi accendermela tu?
Certo. Ne tir una lunga boccata prima di passarla a Chrissie.
Lei se la pos tra le labbra e aspir.
Non lo stai facendo bene. Respira dai polmoni.
Chrissie inspir profondamente e sent il fumo riempirle il petto. Non appena le arriv nel naso,
inizi a sputacchiare e a tossire forte e le vennero le lacrime agli occhi. Grazie, riusc a dire,
restituendo a Billy la sigaretta. Mi sento meglio.
Lui scoppi a ridere e la baci delicatamente sulla fronte. Ce la caveremo, lo sai.
Chrissie non rispose e osserv i bambini che correvano nel parco. Si chiese se avessero capito
ci che era successo quel mattino. Forse, ai loro occhi, la guerra appariva come l'avventura pi
emozionante del mondo. Presto, per, sarebbero stati evacuati e separati dalle loro famiglie per mesi,
magari anche anni. Il pensiero la fece rabbrividire.
Billy si appoggi allo schienale della panchina con le mani intrecciate dietro la testa, il viso
rivolto al sole, gli occhi chiusi. Lei gli pos il capo sul petto. Sentiva il battito pacato del suo cuore, il
calore piacevole del suo corpo, il profumo della camicia fresca di bucato e la solida muscolatura del
suo addome. Non era sicura che sarebbe riuscita a sopportare di separarsi da lui.
Billy? bisbigli alla fine.
S? replic lui senza aprire gli occhi.
Sono incinta.
Per un istante lui rimase come pietrificato. Poi si scost lievemente da lei, in modo da poterla
guardare negli occhi. Che cosa? Come? Cio, non pu essere. Non  possibile.
Be',  ovvio che  possibile. Perch lo sono, replic lei con un pizzico d'indignazione.
Ma l'unica volta che abbiamo fatto l'amore  stato sotto la quercia durante quel temporale.
Billy si alz e appoggi le mani sui fianchi. Come hai potuto permetterlo?
Chrissie indietreggi come se l'avesse presa a schiaffi. Io? Penso tu sappia che per fare un
bambino bisogna essere in due.
Un bambino? Non ci posso credere. Da quanto lo sai?
Sono al secondo mese.
E non mi hai mai detto niente? Ma sei sicura?
Sono figlia di un medico e di una levatrice. Certo che sono sicura.
Che disastro. Come hai potuto essere cos, cos...
'Cos' cosa, Billy?
Lui si accasci di nuovo sulla panchina, con la testa tra le mani. L'hai detto ai tuoi?
Chrissie sbuff. Tu che ne dici?
Puoi darmi un minuto? Non riesco... Senti, ho bisogno di starmene da solo per accettare la
cosa. Scusami. Sono sconvolto. Si alz e se ne and via senza voltarsi indietro.
Chrissie rimase l a guardarlo. Non si era mai sentita cos sola e abbandonata in tutta la sua vita.
Si sent pervadere dalla paura, e la paura mut bruscamente in rabbia. Come poteva farle quello? Si
guard intorno, nella speranza che nel parco ci fosse qualcuno pronto ad accorrere in suo aiuto, ma
erano tutti assorbiti dalle proprie incombenze. Era come se lei fosse invisibile. Si strinse le braccia
intorno al ventre e cadde in ginocchio. Cominci a singhiozzare in maniera incontrollabile, col corpo
scosso dai sussulti.
Quando il figlio irruppe come una furia dalla porta, Alice Stirling sollev lo sguardo dal lavoro
di cucito. A forza di spingere l'ago in quello spesso tessuto oscurante, aveva le dita indolenzite, ma i
teli per la loro minuscola casa erano quasi terminati. Billy! Eccoti. Che notizia terribile, hai sentito?
Lo accompagn al suo posto al tavolo della cucina e gli massaggi le spalle. Aveva un aspetto
tremendo, coi capelli arruffati e con la fronte tutta sudata. Che colpo tremendo. So che alcuni se lo
aspettavano, ma in ogni caso...
Billy si volt verso sua madre, perplesso. Come lo sai?
Che cosa vuol dire 'come lo so'? L'ho sentito alla radio. Sono andata dai vicini e l'ho ascoltata
insieme con Reg.
Ah, la guerra! S,  orribile. Ma, come hai detto tu, ce l'aspettavamo. Era solo questione di
tempo. Diede un'occhiata in cucina. Dov' pap?
Non lo so.  uscito presto stamattina.
Billy abbracci la madre. Si meritava molto di pi.
C'era l'arrosto in forno e, nonostante tutto, Billy si sent rincuorato da quel profumino
delizioso. Era solo un pezzo di carne di seconda scelta, ma grazie alla cucina di Alice Stirling avrebbe
avuto il sapore e la consistenza del filetto pi pregiato. Sua madre era un'ottima cuoca. Le sue patate
arrosto erano leggendarie, le migliori al mondo, dolci e morbide al centro, croccanti e dorate
all'esterno. Gli aveva preparato anche la sua torta di mele preferita, che adesso si trovava da parte in
una teglia, pronta per essere cotta.
Fai anche la crema? chiese Billy.
E quando mai ho servito la torta di mele senza crema?
Billy sollev lo sguardo su sua madre e gli occhi gli si riempirono di lacrime. Che ne sarebbe
stato di lui se, anni prima, non fosse andata a prenderlo in orfanotrofio? Sapeva che la guerra li avrebbe
separati e sent una fitta al cuore all'idea del dolore che lei avrebbe patito. La osserv china sul lavello
della cucina, mentre pelava le patate.
Ti voglio bene, mamma.
Alice si ferm e si aggrapp al bordo del lavello, per cercare di controllarsi. Si asciug le mani
nel grembiule e si volt a guardare il figlio. Anch'io ti voglio bene, Billy. Non dimenticartelo mai.
Attravers la cucina e lo baci sulla fronte, senza fare cenno alla lacrima che gli aveva rigato la
guancia. Adesso apparecchi la tavola, per favore?
Certo. Per quanti?
Alice sospir e riprese ad armeggiare con le patate. Uno di questi giorni pu darsi che tuo
padre si ricordi dove vive e ci onori della sua presenza. Meglio farsi trovare pronti. Ah, e metti anche
qualche bicchiere per il vino.
Vino?
S. Abbiamo ricevuto una pessima notizia, un po' di vino ci tirer su. In fondo a quella
credenza c' una bottiglia di rosso. Non mi ricordo nemmeno pi da dove arrivi, ma sono sicura che
andr benone.
Accipicchia, dev'essere ben nascosta se pap non l'ha trovata!
Su, su, Billy, mostra un po' di rispetto per tuo padre.
Certo. Scusa, mamma.
Come facesse a essere cos leale nei confronti di quell'irresponsabile del marito, lui non
riusciva proprio a capirlo.
Dopo aver finito di mangiare, Billy scost il piatto e si appoggi alla schienale della sedia.
Mamma, ho delle novit.
Alice si alz per sparecchiare. Davvero? Che novit?
Le afferr una mano. Era ruvida e callosa a causa di anni e anni di faccende domestiche e lui si
meravigli di non averlo mai notato prima. Siediti, per favore. Lascia stare i piatti adesso.
Alice prese una sedia e un'espressione preoccupata le offusc il viso. Che cosa c', tesoro?
Chrissie  incinta.
Lei si copr la bocca con le mani. Oddio! Come hai potuto essere cos stupido?
Billy si alz e prese a camminare su e gi per la stanza. Hai ragione, sono un idiota. Che cosa
devo fare?
Alice lo abbracci stretto. Andr tutto bene. Troveremo una soluzione. Diede un'occhiata
ansiosa verso la porta. Comunque, meglio non dire niente a tuo padre, per il momento.
Povera Chrissie.  stato un tale colpo! Quando me l'ha detto ero cos sconvolto che sono corso
via. Sar disperata. Non posso credere di essermi comportato in modo cos egoista.
Billy! Devi parlarle. Certo che sar disperata. Oh, mio Dio, che disastro, che giornata!
Hai ragione, devo andare da lei. Mi sono comportato davvero malissimo. Prese la giacca
dallo schienale della sedia e baci la madre su una guancia. Ci vediamo dopo.
Billy percorse i tre chilometri che lo separavano dalla casa di Chrissie quasi di corsa, col pranzo
della domenica che gli pesava sullo stomaco. Quando arriv, era senza fiato e la camicia madida di
sudore gli aderiva alla pelle. Fece per dirigersi sul retro dell'ambulatorio, ma cambi idea e si present
davanti alla porta principale. Appoggi il dito sul campanello e lo tenne premuto. D'un tratto, si sentiva
incredibilmente ostile nei confronti del dottor Skinner e non gli importava di disturbarlo. Ud Leo
abbaiare e preg in silenzio che fosse Chrissie ad aprire. Ahim, fu la voce scortese del padre di lei che
sent avvicinarsi lungo il corridoio.
Dottor Skinner, c' Chrissie, per favore?
No.
La risposta colse Billy di sorpresa. Ah. Be', sa dove posso trovarla?
No.
Sa quanto star via?
No.
Quanto odiava quell'uomo. Si sforz di parlare con calma: Allora pu riferirle un messaggio
da parte mia? No, in realt, ripensandoci bene, non si disturbi. Aspetter.
Senza dire altro, il dottor Skinner chiuse la porta e tir il chiavistello.
Seduta in cima alla scala, Chrissie sorrise. Aveva sempre saputo che sarebbe tornato, ma si era
comportato in maniera mostruosa e a lei occorreva un po' di tempo per raccogliere i pensieri e le
emozioni. Pensava che anche a Billy non avrebbe fatto male riflettere sul suo comportamento
abominevole. L'avrebbe lasciato l per un'ora e mezzo e poi sarebbe andata da lui.
Seduto sul marciapiede, Billy fumava una sigaretta via l'altra e intanto meditava sul proprio
futuro. Comunque lo guardasse, non appariva granch roseo. La sua ragazza era incinta, il padre di lei
non sopportava nemmeno di vederlo ed era appena scoppiata la guerra; guerra in cui lui, volente o
nolente, avrebbe dovuto combattere. Un suono di passi alla sue spalle lo fece sobbalzare. Samuel
Skinner si accovacci e gli parl in tono minaccioso all'orecchio:  in casa, ma non vuole vederti.
Billy si volt. Che cosa? Non le credo.
Fai come ti pare, ma io te lo dico: stai perdendo il tuo tempo.  ovvio che avete avuto una
specie di litigio. Lei non mi dir di che cosa si tratta, per ti suggerisco di tornartene a casa e
dimenticarla per sempre.
Le piacerebbe, eh? Lei non sa un bel niente. Dica a Chrissie che torno domani.
Il dottor Skinner si volt e rientr in casa. Dal fondo della scala grid: Chrissie, se n' andato.
Ha detto che si era stufato di aspettare. Pensava non ne valesse la pena e in ogni caso partir presto. Ha
detto di farti la tua vita. Non credo che rivedremo di nuovo quel giovanotto.
Chrissie era sconvolta. Non poteva crederci. Voleva solo farlo aspettare un po', e ora lui l'aveva
lasciata. Non poteva essere vero. Corse in bagno, scossa dai conati di vomito. La nausea stavolta non
aveva nulla a che fare col bambino che le cresceva in grembo.
9
Quando Billy rincas, sua madre aveva gi rassettato la cucina e sedeva accanto al camino a
sferruzzare. Non appena lo vide, si port un dito davanti alla bocca: il marito dormiva sulla sedia di
fronte a lei. Le hai parlato? chiese a bassa voce.
Billy le fece segno di seguirlo in salotto.
Non accendere la luce. Non ho ancora messo gli oscuranti alle finestre. Non  ancora buio, lo
so, ma non voglio correre rischi.
E cos, nell'oscurit, Billy le raccont dell'incontro col dottor Skinner.
Quell'uomo  davvero spregevole. Proprio non riesco a capire come abbia potuto scegliere una
professione che si occupa di assistere il prossimo. Pensi sia vero quello che ha detto, che Chrissie non
voleva vederti?
Non lo so, mamma. Pu darsi. Sono stato piuttosto spregevole anch'io.
Cambier idea, vedrai. Deve farlo. Il bimbo che porta in grembo  anche tuo. Dalle un po' pi
di tempo. Ha gli ormoni in subbuglio, adesso, non dimenticartelo. Sa che sei andato a cercarla. Quando
si sentir pronta ti parler, vedrai. Nel frattempo, perch non le scrivi una lettera?
Una lettera? Mah, non so.
Pensaci, Billy.  molto pi facile descrivere ci che senti per iscritto. Hai la possibilit di
chiederle scusa ed esprimerle i tuoi sentimenti senza preoccuparti di dire la cosa sbagliata. Potresti
spedirla. Sarebbe un gesto carino, che le dimostrerebbe che ci hai provato. Mmm? Che te ne pare?
Va bene. Lo faccio domani. Adesso sono troppo stanco per pensarci.  stata una giornataccia.
Che ricorderemo per tutta la vita, mi sa. Adesso, forza, perch non mi aiuti a mettere su questi
altri teli?
Certo. Ho bisogno di fare qualcosa.
Quand'ebbero finito di coprire le finestre, fuori era ormai buio e sulle strade era calato un
silenzio inquietante.
Billy scost di poco un telo e diede una sbirciata nell'ombra. L'oscuramento era gi in vigore.
Non si vede niente l fuori.
Sua madre si avvicin e sbirci dalla finestra. Lo so. Hanno spento i lampioni delle strade. A
quanto pare, se hai bisogno di uscire di casa quand' buio, devi usare una torcia coperta con della carta
marrone. Chi guida l'automobile non pu nemmeno accendere i fari.
 per la nostra incolumit, no? Billy scosse la testa.
Devi aver fiducia nelle persone che ci governano. Sanno quello che fanno.
Speriamo. Si volt e le diede un bacio su una guancia. Penso che andr a letto, se non ti
dispiace.
Ma certo. Buonanotte, figliolo, dormi bene. Tutto ti sembrer diverso domattina.
Chrissie era seduta sul pavimento del bagno, abbracciata alla tazza del water. Non riusciva a
immaginare niente di meno dignitoso. Il suo ragazzo non voleva pi avere nulla a che fare con lei, e
adesso le sarebbe toccato sopportare tutta la vergogna e l'umiliazione da sola. Il pensiero di dirlo ai
suoi genitori le faceva tornare la nausea. Per colpa dei continui conati di vomito, le bruciava la gola e i
muscoli dell'addome le facevano male. Sentiva i suoi che parlavano a voce bassa al piano di sotto, in
cucina. Capire che cosa stessero dicendo era impossibile, ma Chrissie poteva intuirlo: suo padre doveva
essere al settimo cielo. Billy l'aveva lasciata e lui ci aveva visto giusto. Ud dei passi sulle scale e
s'immobilizz. Tese le orecchie e fu sollevata nel constatare che si trattava di un incedere dolce e
circospetto, pi simile a quello di sua madre.
Un colpetto esitante alla porta del bagno. Chrissie? Per quanto ancora hai intenzione di stare l
dentro? Sei in bagno da ore. Rimase in attesa di una risposta, quindi tent di nuovo: Chrissie, tesoro,
non puoi startene l tutta sera. Fammi entrare, cos possiamo parlarne.
Chrissie seguit a tacere.
Va bene, allora. Me ne star qui seduta finch non sarai pronta a uscire. Comunque tuo padre
non  per niente contento. Ha dovuto usare il bagno in fondo al cortile.
La notizia le strapp un sorriso. Suo padre odiava dover uscire per andare in bagno. Prov ad
alzarsi, ma scopr di avere le gambe inchiodate; era cos rigida che riusciva a stento a muoversi. Si
sforz e si mise in piedi, anche se barcollava come un puledro appena nato che compie i primi passi.
Apr la porta.
Oddio! Che ti  successo? Sei in uno stato orribile, esclam sua madre, sbigottita.
Chrissie aveva la bocca troppo asciutta per parlare, cos si limit a scansare la madre e a gettarsi
sul letto.
Mabel la segu in camera, dove Chrissie si era distesa a pancia in gi, il viso sepolto nel
cuscino. Si sedette sul bordo del materasso e prese ad accarezzare la schiena della figlia. Forza. Non 
poi cos terribile. Billy non era quello giusto, in fin dei conti. Cio,  un ragazzo abbastanza carino, ma
tu puoi avere decisamente di meglio.
Chrissie si tir a sedere e guard in faccia la madre. Aveva il volto rigato di lacrime e gli occhi
gonfi e rossi. Io lo amo, mamma.
Mabel esit. So che credi di amarlo, ma sai davvero cos' l'amore? Dopo tutto, era solo il tuo
primo ragazzo.
Vuoi smetterla di parlare di lui al passato? Non  mica morto. Sent la bile salirle di nuovo in
gola e deglut con forza. Inizi a tremare e si sdrai un'altra volta sul letto.
Mabel la fiss a lungo, quindi impallid e cominci a tremare anche lei. Sgualdrina!
A te non la si fa, vero, mamma?
 tutto quello che hai da dire? A che mese sei? Presumo sia Billy il padre. Oddio,  per questo
che ti ha lasciato?
Chrissie si mise di nuovo seduta. La reazione della madre l'aveva resa spavalda. A quale
domanda vuoi che risponda per prima?
Mabel si alz e si mise a camminare su e gi per la stanza. Non riesco a crederci, stupida che
non sei altro. Tuo padre aveva ragione. La sua voce saliva di tono a ogni parola. Tuo padre, mio
Dio! Chiuse in fretta la porta della stanza e ci si appoggi contro, traendo ampie boccate d'aria.
Chrissie pens che stesse per svenire, ma tutto ci che disse fu: Ho bisogno di riflettere.
Il pomeriggio successivo, mentre gli inglesi cercavano di accettare il fatto di essere ormai in
guerra, Billy si sedette e cominci la sua lettera a Chrissie. Quanti ne abbiamo oggi, mamma? chiese.
Quattro, gli rispose lei dalla cucina.
Annot con cura l'indirizzo in cima alla pagina e aggiunse sotto la data. Il difficile veniva ora.
In circostanze diverse, per un compito del genere avrebbe chiesto l'aiuto di Clark; con ogni probabilit,
avrebbe finito per scrivergliela lui, la lettera. Billy scacci dalla mente tutti i pensieri su Clark e prov a
concentrarsi. Senza avere idea di come finire, esord con un: Christina, tesoro mio. Aveva
l'impressione che l'uso del suo nome per esteso rendesse la lettera pi sincera. Dopodich le parole
fluirono con sorprendente facilit, e Billy fu soddisfatto del risultato. Scrisse con attenzione l'indirizzo
sulla busta e ci mise un francobollo. Fece scivolare la lettera nella tasca della giacca e chiam sua
madre. Esco a spedirla.
Aveva pensato d'infilarla sotto la porta di casa sua, ma non era ancora pronto a incontrare di
nuovo il dottor Skinner. No, l'avrebbe messa in una buca per le lettere e poi le avrebbe lasciato un po'
di tempo per digerire le sue parole prima di passare da lei. Mentre camminava, si sentiva sollevato, di
buon umore, quasi, e all'improvviso ebbe la sensazione che tra lui e Chrissie le cose si sarebbero
sistemate, alla fine. Il morale migliorava ogni volta che tastava la busta nella tasca. S, era stato
davvero un idiota, ma quella lettera avrebbe aggiustato tutto.
10
1973
Tina lesse la lettera di Billy tre volte prima di ripiegarla e appoggiarla sul tavolino. Prese la
tazza di cioccolata e ne bevve un sorso. Era fredda come il marmo. La giornata cos densa di emozioni
l'aveva sfinita, ma le lenzuola grigie e umidicce del letto singolo non erano proprio invitanti. La lettera
di Billy l'aveva distratta da Rick, ma adesso le venne il voltastomaco al pensiero di ci che aveva fatto.
Era completamente sola e tuttavia, anzich libera, si sentiva isolata. Nel profondo di se stessa, sapeva
che lasciare quel marito violento era la cosa giusta da fare, eppure ci che aveva davanti la spaventava.
Si sdrai sul divano piccolo e logoro e chiuse gli occhi, cercando di levarsi Rick dalla mente.
Immagin Billy che scriveva la lettera a Chrissie trentaquattro anni prima. Il giorno precedente, c'era
stata la dichiarazione di guerra, quindi doveva esserci un clima di profonda incertezza, ma perch non
l'aveva spedita? Forse aveva cambiato idea e si era presentato di persona. Forse era stato ucciso lungo
il tragitto. Tina rabbrivid e si rimprover per essere tanto tragica.
Era quasi mezzanotte quando strisci nel letto e diede una scossa al materasso, cos poco
familiare e pieno di bitorzoli, nel tentativo di mettersi comoda. In quel preciso istante, avrebbe dato
qualsiasi cosa pur di trovarsi rannicchiata nel suo letto, persino con Rick che le russava di fianco,
perch in fondo la sua presenza aveva un che di rassicurante. Non era abituata a dormire da sola, e ogni
minimo suono pareva amplificarsi. Percepiva i passi fuori sul pianerottolo, e le sembrava che si
fermassero proprio davanti alla sua porta. Il frigorifero nell'angolo ronzava rumorosamente e il
rubinetto del lavello gocciolava in maniera ritmica. Lei era l sdraiata con gli occhi sbarrati e quasi non
osava respirare. Si sforz di calmarsi, pensando alla ninnananna che sua madre le cantava ogni sera
quando le rimboccava le coperte prima di dormire.
Dormi, bambina, che la pace ti accompagni
per tutta la notte.
Gli angeli guardiani Dio ti mandi
per tutta la notte.
Le era sempre stata di conforto, ogni volta spazzava via il timore dei mostri sotto il letto.
Adesso non funzionava, per, e lei si vergogn ad ammettere, persino con se stessa, che se Rick fosse
venuto a bussare alla porta l'avrebbe seguito subito, avrebbe fatto di tutto pur di tornare all'intimit del
suo letto. Come un agnellino diretto al macello.
Il mattino seguente, Tina era un po' pi su di morale. Era buffo come tutto sembrasse
decisamente migliore alla luce del sole. Si lav, si vest e prese l'autobus per andare al lavoro. Come al
solito, fu la prima ad arrivare in ufficio, cos mise l'acqua a bollire e dispose le tazze.
Buongiorno, Tina. Hai passato un buon fine settimana? le chiese Linda, una delle colleghe
con cui era pi in confidenza.
Ne ho avuti di migliori.
Lei si avvicin e scrut la faccia dell'amica. Rick?
L'ho lasciato, annunci girandosi.
Linda pos le mani sulle spalle di Tina e gliele strinse. Bene, era ora. E dove sei andata?
Tina le raccont gli avvenimenti del giorno prima, e di com'era finita in quello squallido
monolocale.
Dovevi venire da me. Che cosa ti avevo detto? Per te, a casa mia, un letto ci sar sempre.
L'abbracci. Lo so e ti ringrazio, ma era una cosa che dovevo sbrigare da sola.
Sei cos orgogliosa, e cos testarda. Lui, l'hai sentito?
Tina guard nervosa in direzione della porta, quasi si aspettasse di vederlo comparire. Ebbe un
sussulto quando la porta si apr, ma era solo Anne. Guardate! L'ho trovato qui fuori, disse, tirandosi
dietro un sacco pieno di vestiti.
Tina e Linda si avvicinarono per dare un'occhiata. C' un biglietto. Linda stacc il pezzo di
carta dal sacco e lo porse a Tina.  per te.
Ti sei presa il mio cuore e i miei soldi. Prenditi pure i tuoi cazzo di vestiti.
Di chi ? chiese Anne.
Tina corse alla porta e guard fuori. In strada, che camminava senza fretta con indosso soltanto
un paio di logori slip grigi, c'era Rick. Pi avanti, lo sent fischiettare mentre strappava le foglie da una
siepe.
Scosse il capo. Ges, ci mancava solo questa!
Pass una settimana, e poi un'altra, e Tina non aveva avuto ulteriori contatti con Rick. Suo
malgrado, era preoccupata per lui. Il tempo addolcisce i ricordi. Sabato si trovava al charity shop e
stava prezzando alcuni abiti, quando suon il campanello. Alz lo sguardo: con sommo stupore, vide
entrare sua suocera. Nonostante il trucco pesante e i capelli biondi acconciati alla perfezione, Molly
Craig sembrava pi vecchia della sua et.
Molly, che piacere vederti, ment Tina. Non c'era nessun affetto tra le due donne.
Piantala. Sai benissimo perch sono qui, rispose Molly, sgarbata.
Davvero? Cerchi un completo nuovo?
Non fare la spiritosa. Che cosa sta succedendo tra te e Rick? Ho appena fatto un salto da lui ed
 in uno stato pietoso. Dice che l'hai lasciato e che non sa il perch.
Il perch lo sa eccome.
Be', allora forse potresti illuminarmi. Molly afferr lo sgabello e frug nella sua enorme
borsa in cerca delle sigarette, operazione resa oltremodo disagevole dalle unghie lunghe e rosse.
Tina sospir. Fai come se fossi a casa tua. Vuoi una tazza di t?
Non hai niente di pi forte?
Caff?
Molly ignor l'offerta. Senti, non so cosa sia successo tra voi, ma penso che dovresti fare
almeno una scappata da lui. Sono passata di l stamattina e quel posto  un porcile. Sulla soglia c'era il
latte di una settimana, la posta ammucchiata dietro la porta e un tremendo odoraccio in giro.
Sinceramente ho pensato fosse morto. Le tende erano tirate e gli ci sono voluti dieci minuti per venire
ad aprire. Quando finalmente si  presentato, ciabattando lungo il corridoio, ero sconvolta. Sembrava
un novantenne e addosso aveva solo le mutande.  un uomo distrutto, Tina. Di sicuro, qualunque sia il
problema che avete avuto, lo puoi risolvere.
Tina riusc finalmente a interromperla: Te l'ha detto che mi picchia?
Molly ebbe la decenza di mostrarsi allibita per un attimo, ma si ricompose quasi subito. Su,
quale uomo non d uno scappellotto alla moglie di tanto in tanto? Devi averla combinata grossa. 
sempre stato un tipo suscettibile, non  una novit per nessuno. Ormai dovresti sapere come trattarlo.
Sei incredibile, lo sai? In realt  colpa tua, che lo vizi da sempre. Sei tu che hai creato questo
mostro.
Mostro? Il mio piccolo Ricky! Non esagerare. Molly tir una lunga boccata dalla sigaretta e
strinse le palpebre. Per piacere, Tina. Mi duole dirlo, ma sai che lui stravede per te.
S, ed  cos che mi stava fregando.
Molly ammorbid il tono: Sa essere un diavoletto, ma ti ama, ti ama davvero.
Tina era sul punto di cedere, tuttavia si riscosse. Lo so, e c' una parte di me che lo amer per
sempre, ma non posso tornare, non ora. Sapeva di dover essere forte.
Per favore, passa almeno a trovarlo.
Conosceva sua suocera da abbastanza tempo per sapere che non sarebbe uscita dal negozio sino
a che non avesse ottenuto quello che voleva. Va bene, faccio un salto stasera, quando torno dal lavoro.
In ogni caso, ho bisogno di prendere qualche altra cosa.
Molly tir un sospiro di sollievo. Grazie. In un gesto di finta solidariet, le diede un buffetto
sulla mano, ma Tina la ritrasse. Gli dico allora che passi da lui pi tardi. Si sollev a fatica dallo
sgabello e usc dal negozio. Missione compiuta.
Tina era perfettamente consapevole di essere appena stata raggirata, ma si disse che sarebbe
passata solo per prendere alcune cose. Avrebbe spiegato chiaro e tondo a Rick che non era tornata e che
non avevano futuro.
Pi tardi, Tina era ferma davanti al cancello del giardino di casa sua, raccogliendo il coraggio di
entrare. Not che le aiuole erano state sistemate e l'erba del prato tagliata. Persino la vaschetta in pietra
per gli uccelli era stata riempita d'acqua e i due nanetti da giardino luccicavano. Si avvi lungo il
vialetto e fece per bussare alla porta, ma poi si accorse che il campanello, che da anni pendeva dai cavi,
era saldamente avvitato al suo posto. Era chiaro che Molly aveva esagerato a proposito del degrado in
cui versava il figlio. Alz un dito esitante e premette il pulsante nero e lucente. Bench se lo aspettasse,
il suono forte la fece trasalire.
Senza darle il tempo di riprendersi, Rick apr la porta. Tina lo guard a bocca aperta e cerc di
raccapezzarsi. Indossava un paio di jeans ultimo modello a zampa d'elefante che ne mettevano in
risalto la vita stretta e una camicia a scacchi in mussola di cotone che Tina non gli aveva mai visto. I
capelli gli erano cresciuti e i riccioli gli arrivavano sino agli zigomi. Era sbarbato e profumava di
agrumi. Ciao, Rick.
Tina, che piacere vederti. Entra, ti prego.
Anche per me  un piacere, grazie.
Si comportavano come due estranei, non come marito e moglie.
Sulla moquette del corridoio c'erano ancora i segni dell'aspirapolvere, e Tina colse il profumino
di qualcosa che cuoceva in forno.
Coq au vin, ma senza il vin. Vuol dire 'vino', in francese, spieg Rick.
Lo so. Spero non ti sia scomodato tanto per causa mia. Tina si guard intorno: il pavimento
della cucina e il piano di lavoro in formica erano splendenti.
Be', quando la mamma ha detto che passavi a trovarmi, ho capito che era il momento di
riprendermi. Se non hai tempo di fermarti non importa. Posso riscaldarlo e mangiarlo domani.
Tina pos la borsa sul tavolo. Ha un profumo delizioso e d'un tratto mi  venuta una gran
fame.
Rick tir un sospiro di sollievo e scost una sedia. Posso offrirti un drink? Una bibita, voglio
dire. Mi sono sbarazzato di tutti gli alcolici.
Ah. Allora prendo un succo d'arancia, grazie.
Credo che t'imiter. Rick apr la bottiglia. E dunque come stai?
Abbastanza bene, grazie. E tu?
Pi o meno lo stesso.
Cal un silenzio imbarazzante ed entrambi bevvero un sorso di succo.
Da quant' che non bevi, quindi? chiese infine Tina, sperando che il suo tono apparisse
distaccato.
Da quando te ne sei andata, un paio di settimane, anche se sembra di pi. Sorrise, e Tina
intravide un barlume dell'uomo di cui si era innamorata.
Grandioso, Rick. Sono davvero contenta per te.
Lui si alz. Metto il pollo in tavola?
S, grazie. Vuoi una mano?
No, rimani pure l seduta.
Il pollo era tenero e saporito e per nulla compromesso dall'assenza del vino rosso. Dopo che
ebbero finito di mangiare, Rick sparecchi mentre Tina lo aspettava in salotto. Quando torn, aveva
ancora in mano lo strofinaccio. Fatto. Ti andrebbe una tazza di t?
Tina diede un'occhiata all'orologio sulla mensola sopra il camino. Indicava l'ora giusta, dunque
Rick si era ricordato di caricarlo. No, grazie. Meglio che vada.
Rick sembr deluso ma non protest. Grazie di essere venuta, Tina.  stato splendido rivederti,
davvero.
Anche per me, Rick. Con sua grande sorpresa, si rese conto che era vero.
Fu solo quando rientr nel monolocale che si accorse di aver dimenticato di prendere altri
vestiti. Poco male, sarebbe passata di nuovo l'indomani. Stavolta lo avrebbe colto di sorpresa, cos
avrebbe capito se era davvero cambiato.
La domenica era l'unico giorno libero di Tina, e quella domenica in particolare, oltre a
recuperare altri indumenti, aveva qualcosa di speciale da fare. Sarebbe andata a casa di Chrissie
Skinner e le avrebbe consegnato la lettera che sarebbe stato suo diritto ricevere molti anni prima. Certo,
non si aspettava fosse tanto semplice. Le probabilit che Chrissie abitasse ancora al numero 33 di
Wood Gardens dopo tutto quel tempo erano a dir poco remote, ma era comunque un punto di partenza.
Si era fatta prestare da Graham il suo elenco telefonico malconcio e aveva trovato ancora l'indirizzo.
Tina prov una forte emozione nel salire sull'autobus che l'avrebbe portata fin l. Stava leggendo di
nuovo la lettera quando il controllore si rivolse a lei, con in mano l'obliteratrice. Dove devi andare,
tesoro?
Tina riconobbe la voce e alz lo sguardo. Stan, come stai? Era un ex collega di Rick.
Che mi prenda un colpo! Tina Craig. Di solito non viaggi sulla mia linea. Come va?
Mah, non c' male, non c' male, rispose Tina dopo un istante di esitazione.
Tuo marito era al deposito, l'altro giorno. Cercava ancora lavoro.
Tina rimase sorpresa dalla notizia. Rick?
Gi, non te l'ha detto?
Be', no. Ci siamo separati.
Oh, mi dispiace. Lui non ne ha fatto parola coi ragazzi.
 successo da poco.  un po' una ferita aperta, sai.
Capisco. Salutalo da parte mia se lo vedi.
Lo far.
Ci vediamo, cara. Abbi cura di te.
Wood Gardens si trovava dalla parte opposta di Manchester rispetto a quella in cui viveva Tina,
e lei non conosceva la zona. La strada si snodava intorno a una piazza, al centro della quale c'era un
giardino circondato da inferriate di metallo. Tina spinse un cancello arrugginito ed entr. L'erba aveva
bisogno di una potatura e c'era una panchina ricoperta di graffiti. Non pareva esserci nessuna vecchia
casa nei dintorni, solo una fila di villette dall'aspetto moderno che non potevano essere gi l negli anni
'30. Tina stava cominciando a pensare di aver fatto un buco nell'acqua quando not un'anziana signora
che camminava strisciando i piedi e usava il bastone da passeggio per scansare i rovi che le ostruivano
il passaggio. Ansimando, si sedette pesantemente sulla panchina accanto a Tina.
Buongiorno, disse.
Buongiorno.
Non l'ho mai vista da queste parti prima. Si  appena trasferita? L'anziana donna fece un
cenno in direzione delle villette.
Oh, no. Sono venuta soltanto a cercare una persona. Abitava in questa zona diversi anni fa, al
numero 33.
Vivo qui da tutta la vita. Ho trascorso molte ore felici in questi giardini e ci vengo ancora ogni
giorno. Mi piace sedermi qui a riflettere. Se chiudo gli occhi e mi concentro, riesco ancora a sentire i
bambini che giocano. Mi piace. Ho una buona memoria per i nomi, anche quelli di moltissimo tempo
fa. Non mi ricordo che cos' successo ieri, per! Rise, scoprendo una fila di denti gialli e macchiati.
Chi  che cerca?
Chrissie Skinner, abitava al...
La donna sollev una mano. Lo so dove abitava. Si sfior gli occhi con la manica di lana.
Conoscevo bene la famiglia. Il padre di Chrissie era il medico di zona e la madre faceva la levatrice.
Chrissie l'aiutava ogni tanto. Sono state loro a far nascere mio figlio.
La notizia colse Tina alla sprovvista. Oh, santo cielo! Sa che ne  stato di Chrissie? Ho
qualcosa per lei.
Perch non ci prendiamo un t? C' un locale tranquillo dietro l'angolo. Possiamo farci una
bella chiacchierata.
Sarebbe perfetto. Piacere, sono Tina Craig, disse tendendole la mano.
L'anziana signora si alz a fatica e gliela strinse. Maud Cutler.
Seduta nel locale con una tazza di t tra le mani, Maud Cutler cominci a raccontare: Ho
ottant'anni, adesso, ma mi sembra ieri. Era la vigilia dello scoppio della guerra e io ero entrata in
travaglio del nostro Tommy. Il parto era previsto per il mese dopo, quindi ero preoccupata. Mio marito
Jamie era corso all'ambulatorio a prendere Mrs Skinner. Era nel panico pi totale. Era mattina presto e
lui aveva paura di svegliare il dottore. Quell'uomo aveva un caratteraccio... Chrissie  venuta ad aprire
e, nonostante l'ansia, Jamie si  accorto che aveva un aspetto orribile. Di solito era una ragazza cos
carina, ma quel mattino sembrava pallida e tirata. Comunque, siccome il bimbo era troppo in anticipo,
dovevamo andare in ospedale, e Chrissie e sua madre ci hanno accompagnati. Povero Jamie, aveva cos
tanta paura di perdere me e il bambino. Io allora avevo quarantasei anni, lui solo trenta, ed era convinto
che saremmo morti entrambi. Bevve un sorso di t, e Tina fece altrettanto. Comunque, quando  nato
Tommy, Mrs Skinner lo ha portato via per rianimarlo. Era livido, non respirava. Jamie  andato con lei
e il bambino e Chrissie  rimasta con me. L'infermiera ha dovuto portarle una padella perch le veniva
da vomitare. Il che non aveva senso, perch Chrissie aveva assistito a un mucchio di parti, ma poi ho
capito. Era incinta. Nel 1939, sarebbe stata una pessima notizia per qualunque ragazza nubile, ma per
una con un padre come il dottor Skinner era un vero e proprio disastro. Chrissie ne era terrorizzata. E
lui, per di pi, nutriva un odio viscerale per il suo ragazzo. Povera Chrissie, era letteralmente distrutta
dall'ansia e ho finito per prendermi io cura di lei invece del contrario. Non l'aveva nemmeno detto al
padre del bambino.
Sa che cos' successo a Chrissie e a suo figlio? chiese Tina.
Lo sguardo di Maud si perse nel vuoto, come se stesse davvero guardando nel passato. Una
tragedia. La povera Mabel Skinner  rimasta uccisa durante l'oscuramento, investita da un'auto che
viaggiava a fari spenti. Non l'aveva vista. Era vietato accendere le luci, sa?
 terribile. E Chrissie?
Il padre l'ha cacciata di casa. Credo abbia perso la testa dopo la morte della moglie. Ha
mandato la figlia in Irlanda, dalla cognata. Non poteva sopportare la vergogna. Per uno con la sua
reputazione, era un disonore. Nessuno l'ha pi rivista.
Lei conosceva il suo ragazzo?
Billy? No. Aveva due anni pi di lei, quindi suppongo sia partito per la guerra. Ma perch le
interessa tanto questa storia?
Tina le mostr la lettera.
Deve averglielo detto, allora. A quanto pare, lui non l'ha presa troppo bene. Come l'ha
avuta?
L'ho trovata nella tasca di un completo da uomo che qualcuno ha lasciato fuori del charity
shop in cui lavoro. Non  mai stata spedita e ho pensato che a Chrissie avrebbe fatto piacere averla.
Mi spiace non poterla aiutare di pi.
Niente affatto. Lei  stata utilissima e io le ho rubato gi sin troppo tempo.
Ho molto gradito la sua compagnia, Tina.  stato un piacere parlare con lei.
Tina trov a fatica il coraggio di porle la domanda successiva. E il suo bambino? Il piccolo
Tommy?
Deve la vita a Mabel Skinner.  stato grazie alla sua abilit e alle cure che gli ha prestato
subito dopo il parto se  sopravvissuto. Ogni anno, per l'anniversario della sua morte, le portiamo dei
fiori sulla tomba.  sepolta nel cimitero di St Vincent. Era una donna eccezionale. Spero davvero che
riesca a trovare sua figlia.
A Tina venne un improvviso groppo in gola. Grazie, Maud. Lo spero anch'io.
11
Il mattino seguente, Tina scrisse qualche appunto su Chrissie e Billy. Sapeva che all'epoca Billy
abitava a Manchester, al numero 180 di Gillbent Road, ma non come si chiamasse di cognome. Sapeva
dove aveva vissuto Chrissie e come si chiamavano i suoi genitori, e che sua madre era rimasta uccisa
durante l'oscuramento. Se si fosse recata sulla tomba di Mabel Skinner, avrebbe scoperto la data della
sua morte. Maud Cutler aveva detto che il padre aveva mandato Chrissie in Irlanda dalla cognata,
ovvero dalla sorella di Mabel. Tina prov un'improvvisa emozione al pensiero di giocare alla detective.
Era una piacevole distrazione dai suoi problemi.
Buongiorno, Tina, che stai facendo? la salut Linda.
Lei trasal; si volt di scatto e nascose nella borsa gli appunti che aveva preso. Non sapeva per
quale motivo, ma voleva tenersi la lettera di Chrissie per s. Niente. Stavo solo buttando gi la lista
della spesa. Come va? Hai passato un buon fine settimana?
Linda si accasci sulla sedia di fronte a quella di Tina e, dopo aver allontanato la macchina per
scrivere, appoggi la testa sulla scrivania. Sono stremata. Ieri sera siamo andati da Bob e Caroline e
lui ha aperto una Party 7. Siamo tornati a casa alle due.
Vi siete scolati una lattina di birra da quattro litri di domenica sera? Che vuoi che ti dica, chi 
causa del suo mal pianga se stesso. Guarda, ecco Mr Jennings.
Linda si tir su con riluttanza e accost a s la macchina per scrivere.
Buongiorno, Linda. Hai un aspetto orribile, la salut Mr Jennings.
Grazie, Mr J.
Lui lasci cadere un fascio di fogli sulla scrivania. Ho bisogno che tu me li batta a macchina
per le dieci.
Linda diede un'occhiata all'orologio. Le dieci? Oh, Mr J., la prego, ho un'ora soltanto.
Sar meglio che cominci subito, quindi.
Se ne and a grandi passi e Linda gli fece una boccaccia alle spalle.
Tina sorrise. Passamene un po', ti aiuto io.
Sei sicura? Cio, hai gi un sacco da fare di tuo.
Dammeli prima che cambi idea, e smettila di lamentarti. La sua abilit nello scrivere a
macchina era leggendaria. Le sue dita volavano sui tasti e il campanello a fine riga suonava in
continuazione. Riusciva persino a intrattenere una conversazione in contemporanea. Sabato ho fatto
un salto da Rick. Guard Linda ma senza sollevare le mani dalla tastiera.
Linda smise di trafficare col nastro della sua macchina e sollev lo sguardo. Posso dire una
cosa?
Posso impedirtelo?
Spero tu non stia pensando di tornare con lui.
Certo che no. Solo che Molly  passata in negozio e ha chiesto se potevo fare un salto da lui,
tutto qui. Ha detto che era in uno stato pessimo ma, quando sono arrivata, la casa era pulitissima e c'era
persino la cena pronta.
Quindi sapeva che saresti andata.
Gi, Molly gliel'ha detto. Comunque aveva un aspetto fantastico. Ha perfino smesso di bere.
Mmm, mi domando per quanto tempo, stavolta.
Piantala, Linda. Ci sta davvero provando.
Oh, lo so. Ti dico solo di fare attenzione.
Volevo passare da lui anche ieri ma, tra una cosa e l'altra, ho fatto tardi. Ci andr stasera.
Devo prendere qualche altro abito. Non sa che ci vado, dunque riuscir a capire se si  trattato di
un'eccezione.
Preparati a restare delusa, allora.
Il campanello di fine riga suon di nuovo e, con un gesto ampio e spavaldo del polso, Tina
riport il carrello a sinistra.
Nell'avvicinarsi alla sua vecchia casa, Tina infil una mano in borsa e tir fuori la cipria. Se ne
diede qualche colpetto sul naso e si ravvi i capelli con le dita.
Rick socchiuse la porta.
Ciao, Rick. Scusa se mi presento senza preavviso, ma sabato mi sono dimenticata di portar via
qualche vestito in pi. Ti dispiace se entro e li prendo adesso?
Tina. Certo, nessun problema, entra. Spalanc la porta e intanto lanci un'occhiata furtiva
oltre la sua spalla. In realt sono in compagnia. Solo un'amica.
Oh, scusami. Se non  il caso, posso tornare un'altra volta. Tina si volt per andarsene prima
che lui potesse vederla arrossire.
Non essere sciocca, ormai sei qui. Questa  ancora casa tua.
Be'...
Una vocetta stridula echeggi dal salotto: Chi ?
Ehm,  soltanto Tina.  venuta a prendersi dei vestiti. Poi, rivolto alla moglie: Lei  Julie.
Esit prima di proseguire: Un'amica, come ti ho detto.
Tina fece un cenno di noncuranza con la mano. Non devi giustificarti.
Lo so, ma non voglio che pensi che mi sono portato a letto la prima che mi  capitata.
Tina si sent gelare solo all'idea. Non riusciva a immaginare Rick con un'altra donna, e
quell'inatteso moto di gelosia la fece arrossire ancora di pi. Vado di sopra a prendere la mia roba.
Per la fretta, inciamp nell'ultimo gradino e fece cadere la borsa, che si rovesci per terra.
Rick si chin. Aspetta, lascia che ti aiuti.
No, ce la faccio. Torna pure da Judy.
Julie, la corresse lui con un sorrisetto. Stava forse gongolando per il suo imbarazzo o era solo
la paranoia che ormai aveva preso il sopravvento?
Quando entr in camera, Tina not che il letto era ben fatto e che nulla sembrava fuori posto.
Nessuna mutanda sul pavimento, nessun posacenere stracolmo, nessuna tazza con dentro fondi di t.
Oltrepass il letto, tir lentamente indietro la trapunta e prese il suo cuscino. Lo annus a fondo, come
un animale selvatico che fiuta il nemico. Aveva un odore familiare, persino confortante, che la fece
piangere. Tir fuori un fazzoletto dalla manica e se lo picchiett sul mascara che stava gi cominciando
a colare. Fece qualche respiro profondo per ricomporsi, prese qualche indumento dall'armadio e si
precipit al piano di sotto. Sent delle voci in salotto, cos sbirci all'interno. Rick e Julie erano seduti
sul divano, lui con un braccio intorno alle spalle di lei, e lei con la testa di lunghi capelli biondi sul
petto di lui. Tina faceva fatica a respirare.
Io ho finito, Rick, riusc a dire.
Lui balz in piedi, scansando Julie. Ti accompagno alla porta. La segu nell'ingresso. Hai
tutto quello che ti serve?
Tutto quello che mi serve  proprio qui. Le ci volle un paio di secondi prima di tornare in s.
Rick era un alcolizzato prepotente che l'aveva umiliata, derubata, violentata e picchiata. Era decisa a
rimanere forte.
Lui si chin e la baci su una guancia. Ci vediamo, allora.
Tina si gir e se ne and senza dire altro, perch non si fidava a parlare.
La prima cosa a metterla in allarme fu il sapore metallico che sentiva in bocca. Poi cominci a
darle fastidio il gusto del caff e ad avere le nausee mattutine. E, quando non le arrivarono le
mestruazioni, le sue peggiori paure trovarono conferma. Aveva sempre desiderato un figlio e la notizia
avrebbe dovuto entusiasmarla, ma il pensiero che il concepimento fosse avvenuto durante una violenza
le faceva venir voglia di piangere. Adesso riusciva a immaginare come doveva essersi sentita Chrissie
quando aveva scoperto di essere incinta, e prov una profonda empatia nei suoi confronti. Bench fosse
chiaro che Chrissie e Billy si amavano, nemmeno il loro bimbo era stato pianificato, e Tina si chiedeva
se Rick avrebbe avuto la stessa reazione di Billy. L'idea la riempiva d'angoscia, il che era strano,
perch sapeva che avrebbe preferito tirar su da sola un figlio pur di non tornare da Rick. La sua
reazione, quindi, non le sarebbe dovuta importare granch.
La nascita del bambino era prevista per Natale e, quando Tina era circa al quinto mese, si rese
conto di dover dire a Rick che sarebbe diventato padre. Negli ultimi tempi si erano visti solo di tanto in
tanto, ma erano andati d'accordo. E, cosa ancor pi importante, lui non aveva bevuto un goccio d'alcol.
Aveva ripreso a lavorare come autista e guadagnava uno stipendio dignitoso.
Tina contempl l'ambiente che la circondava. Sebbene il monolocale le avesse fornito un po' di
pace e solitudine, si sentiva disperatamente sola. Aveva nostalgia di Rick e di quel brevissimo periodo
felice che avevano vissuto, prima che l'alcolismo di lui rovinasse tutto. Quello non era il suo posto; non
quel buco col suo arredo cupo e antiquato e con la puzza di muffa, dove il momento saliente della
settimana era attaccare i bollini sconto sui cataloghi premi. Ogni tanto si concedeva di fantasticare su
una nuova vita con Rick. Chiss se era davvero cambiato, e se sarebbe rimasto cos definitivamente...
Voleva scoprirlo. Lo doveva a se stessa e al bambino. Ormai aveva deciso. Era il momento di dire a
Rick della gravidanza.
Quella sera, quando and a trovarlo, lui era in cucina a stirare le camicie del lavoro. Aveva
indosso l'uniforme da autista e Tina si sent subito trasportare indietro nel tempo, all'epoca dei primi,
travolgenti giorni della loro storia.
Rick inizi a chiacchierare in maniera affabile mentre lei metteva su l'acqua per il t. Devo
essere al lavoro per le sei. Ho il turno serale.
Ah, okay. Ottimo. Si sforz di nascondere il disappunto. Senti, avrei bisogno di parlarti.
Rick sput sul fondo del ferro da stiro e lo premette con forza sul colletto della camicia che
stava stirando. Di cosa? chiese, sollevando la camicia e sistemandola su una gruccia.
Rick, per favore, puoi sederti un attimo?
Okay, certo. Tanto quella era l'ultima. Si sedette a tavola, di fronte a Tina. Che c'?
Tina si ritrov all'improvviso con la bocca secca. Cominci a giocherellare con la collana.
Be', credo sia meglio se lo dico e basta.
Lo credo anch'io. Rick lanci un'occhiata all'orologio.
Se vuoi torno un'altra volta.
Lui le prese una mano. Scusami. Vai avanti, che cosa c'?
Tina si alz, attravers la cucina e guard fuori dalla finestra. L'erba era perfettamente tagliata.
Un piccolo sentiero di pietra conduceva sino al mucchio di foglie secche raccolte in fondo. Il melo
aveva appena cominciato a mettere i frutti e, bench le piante dell'aiuola fossero appassite, il giardino
era un'oasi di tranquillit in mezzo al degrado della strada sul retro. Il muro di mattoni che circondava
il prato lo rendeva un ambiente sicuro per un bambino, e Tina not che c'era addirittura lo spazio per
un piccolo scivolo. Doveva andarsene da quel monolocale. Si volt a guardare Rick. Sono incinta.
Ci fu un lungo, pesante silenzio, durante il quale nessuno dei due si mosse, poi, con mani
tremanti, Rick si copr il volto, quindi si alz e and verso il lavello per buttarsi dell'acqua fredda in
viso. Non ci posso credere, Tina, riusc a dire alla fine. Mi sento come se mi avessero dato un calcio
in faccia. Negli ultimi mesi mi sono impegnato tanto. Non ho pi toccato un goccio d'alcol, ho trovato
un lavoro come si deve, ho mandato avanti la casa, e non ti ho mai fatto pressione. Ogni volta che ti
vedo, devo ricorrere a tutto il mio autocontrollo per non mettermi in ginocchio e chiederti di tornare da
me, e per tutto questo tempo tu ti sei vista con un altro. Perch non me l'hai detto? Pensavi forse che
avrei ricominciato a bere se avessi saputo di non avere speranza?
Rick, sono al quinto mese. Il bambino  tuo.
A poco a poco i lineamenti di Rick si distesero, il suo sguardo si rasseren e la sua bocca si
atteggi in un sorriso incredulo. Che cosa? Oh, mio Dio, Tina. Sei sicura? La prese tra le braccia, la
fece volteggiare, ma poi la rimise gi di scatto. Scusami.  solo che non ci posso credere. Punt un
dito verso la sua pancia e la sfior con dolcezza. Non sento nulla.
Be',  un po' presto.
Rick tir indietro una sedia della cucina e la accompagn a sedersi. Per quand' previsto il
parto?
Per Natale.
 meraviglioso. Non ci posso credere. Scivol sulla sedia di fronte e le prese le mani tra le
sue. E adesso che succede?
Lei scosse la testa e abbass lo sguardo. Non possiamo tornare come prima.
No, te lo prometto. Sono una persona diversa, adesso. Le strinse con pi forza le mani. Sei
tu la mia priorit ora, anzi, lo siete tu e il bambino. Ti giuro che andr tutto bene. Ti amo, Tina.
Lei ritrasse le mani e le mise intorno al volto del marito. Anch'io ti amo, Rick.
Era vero. Nonostante tutto, non aveva mai smesso di amarlo.
12
Quando Tina si svegli, il mattino seguente, le ci volle qualche minuto per rendersi conto di
dove si trovava. Si appoggi sui gomiti e sbatt le palpebre al buio. Poi le torn tutto in mente in
maniera vivida. Era a casa. Rick dormiva ancora della grossa quando lei si alz piano dal letto e scese
di sotto. Indosso aveva una camicia di Rick, che le stava grande. Guard fuori dalla finestra e avvert
uno sfarfallio nella pancia. Non sapeva se si trattasse del bambino o dell'emozione per essere di nuovo
a casa. Non sent Rick avvicinarsi fino a che lui non l'abbracci da dietro.
Caspita, mi hai fatto prendere un colpo. Si volt a guardarlo e sorrise.
Lui si chin e la baci teneramente sulla bocca. Dormito bene? le chiese portandole le mani
dietro il collo, sotto i lunghi capelli, e baciandola con maggior passione.
Lei esit, ma non lo respinse. Avevano passato la notte abbracciati, adesso per sembrava che
Rick volesse qualcosa di pi. Non appena lei cominci a rilassarsi un po' e a godersi il fatto che, per la
prima volta dopo anni, suo marito la stesse toccando con delicatezza, Rick la respinse e afferr il
bollitore. Vuoi un t?
Ehm, s, grazie. Chiuse la camicia, incroci le braccia e si sedette a tavola.
Rick sorrise. Non fare cos, Tina. Dobbiamo entrambi andare al lavoro. Ti serve una mano per
riportare qui la tua roba stasera? Mi sono offerto di fare un turno in pi, quindi non stacco prima delle
sei, ma dopo sono tutto tuo.
Tina cerc di conciliare il nuovo Rick, che si offriva di fare straordinari, con quello pigro e
sfaticato di prima. No, va bene cos. Ho solo una piccola valigia. Me la caver. La verit era che non
voleva che vedesse il tugurio in cui era vissuta.
In ufficio, Tina comunic la notizia a Linda. Come temeva, l'amica non ne fu entusiasta. Hai
intenzione di fare cosa?
Tina continu a battere a macchina. Non riusciva a guardarla negli occhi.  cambiato, Linda,
sul serio.
Ti distrugger. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, ricordatelo.
Non sei corretta. La gente cambia, e poi c' dell'altro.
Che cosa?
Sono incinta.
Linda si abbandon all'indietro sulla sedia, le mani intrecciate dietro la testa. Oh, Ges,
distrugger tutti e due, allora.
Come fai a essere cos crudele? Voglio che tu sia felice per me.
Linda gett alcuni fogli alla rinfusa sulla scrivania. Attenta, sta arrivando Mr J.
Entrambe si zittirono quando lui pass e diede loro un'occhiata per accertarsi che stessero
lavorando sodo.
Ascolta, appena usciamo di qui, andiamo subito a bere qualcosa. Cos possiamo parlarne con
calma, disse Linda non appena Mr Jennings fu abbastanza lontano.
Non mi farai cambiare idea.
Forse no. Ma non potrei pi vivere in pace con me stessa se almeno non ci provassi.
Il pub era gi affollato e l'aria densa di fumo. Trovarono un tavolo relativamente tranquillo
nell'angolo e Linda and a prendere da bere. Tina era gi passata dal monolocale a prendere le sue cose
e, con quella valigia, si sentiva sotto gli occhi di tutti.
Linda pos i bicchieri. Ecco qui, una chiara e una scura, disse, col sacchetto di ciccioli tra i
denti. Quindi apr la bocca e lo fece cadere sul tavolo.
Tina lo allontan. Favoloso. Proprio quello che volevo, pezzi secchi e unti di pelle di maiale.
Dalli a me, allora. Li mangio io. Linda apr il sacchetto e l'aroma grasso e pungente si diffuse
nell'aria.
Ho la netta impressione che sto per sentirmi male. Si tapp il naso.
Come sei tragica. Bevi la tua birra e smettila di frignare.
Tina prese il bicchiere e sorrise. Credo di aver letto da qualche parte che bere alcolici durante
la gravidanza pu danneggiare il bambino. Pensi sia vero?
Penso che sia l'ultimo dei tuoi problemi. Quel bambino verr cresciuto da un padre violento,
alcolizzato e prepotente che ti ha picchiata in diverse occasioni, e ogni volta tu lo giustifichi.
Mi picchiava solo quand'era ubriaco.
Ci risiamo. Quindi secondo te  giusto cos?
Certo che no, ma te l'ho detto, sono mesi che non beve. Non tornerei con lui se non pensassi
che sia cambiato. C' di mezzo anche un bambino, adesso. Si massaggi la pancia e sorrise.
Esatto!  un altro fattore da tener presente. Che succede se fa del male al bimbo?
Oddio, Linda! Non mi conosci affatto, allora. Pensi che io avrei mai preso in considerazione
l'idea di tornare da lui se avessi anche solo il minimo sospetto che farebbe una cosa del genere?
Lo dicevo per dire. Quando nascer, comunque? chiese Linda.
A Natale.
Linda cont sulle dita delle mani. Quindi sei al quinto mese? In effetti di recente ho notato una
lieve rotondit nel tuo punto vita.
Tina sorrise. Sii felice per me, Linda. Lo amo.
Sospir. Mi spiace, ma non posso essere felice per te. So che l'amore rende ciechi, ma non
sapevo rendesse anche stupidi.
Erano le sette passate quando Tina arriv a casa. Aveva perso l'autobus e le era toccato
aspettare venti minuti per il successivo. Rick era gi a casa. E lei avvert un brivido di emozione
quando infil la chiave nella porta. Scusa, sono in ritardo, grid trascinando la valigia nell'ingresso.
Ho perso l'autobus e...
Si blocc: Rick era in piedi in cucina, con una sigaretta che gli pendeva dalle labbra. Pensavo
avessi cambiato idea. Aveva un tono accusatorio e piuttosto minaccioso.
Certo che no. Gli corse incontro e gli gett le braccia al collo, scansando con abilit la
sigaretta.
Lui non reag; si limit a starsene l, fermo e rigido.
Mi spiace davvero. Mi sono fermata a bere una cosa con Linda dopo il lavoro, e cos...
Lui la respinse. Sei stata al pub?
Tina percep le prime avvisaglie di panico nella pancia. Voleva parlarmi. Mr Jennings non ci
lascia chiacchierare in ufficio, cos lei mi ha proposto di farci un drink insieme, e poi ho perso
l'autobus. Era consapevole di apparire terrorizzata e di stare parlando troppo in fretta.
Non pensavo di chiedere troppo aspettandomi che mia moglie arrivasse in tempo per il t la
prima sera del suo ritorno, ma ovviamente Linda ha la precedenza.
T? Tina si fece piccola piccola per oltrepassarlo e and in cucina.
La tavola era apparecchiata per due, con candele e tovaglioli e, al centro, in un barattolo di
marmellata, un mazzetto di fresie, i suoi fiori preferiti. Bene, mangiamo, allora. Ho una fame da lupi.
 nella pattumiera. Rick si volt e and in salotto, lasciando Tina sola e senza parole. Era in
ritardo soltanto di un'ora; avrebbe anche potuto aspettarla un po' di pi. Si sedette a tavola e contempl
l'impegno che si era preso. Forse lei si stava comportando da egoista. Era la sua prima sera a casa e lui
si era dato tanto disturbo. Forse aveva ragione: sarebbe dovuta tornare prima, sforzarsi di pi. Forse era
lei che avrebbe dovuto preparare da mangiare. Col cuore che le batteva forte, lo raggiunse in salotto e si
sedette accanto a lui sul divano. Lui la ignor e continu a leggere il giornale.
Rick, mi dispiace. Puoi perdonarmi?
Lui pos il giornale sulle ginocchia e la guard. Mi hai deluso, Tina, ecco tutto. Pensavo fosse
quello che volevi ma, se nemmeno ti preoccupi di presentarti in orario, mi domando se sei convinta.
Ma certo che lo sono, Rick. Voglio che noi tre siamo una famiglia. Il mento cominci a
tremarle e la sua voce si ruppe.
Be', devi dimostrare un minimo di impegno, allora, e cominciare a mettere me in cima alla
lista, una volta tanto.
Lo far, Rick, scusa.
In un istante, il suo umore cambi: sorrise e le mise le braccia intorno alle spalle. Brava
ragazza. Che ne dici di fare un salto qui sotto a prendere un po' di fish and chips?  il minimo che puoi
fare.
Tina tir un sospiro di sollievo e lo baci su una guancia. Certo. Non ci metter molto. Tu
rilassati.
Pi tardi, mentre giaceva soddisfatta tra le sue braccia, Tina si congratul con se stessa per aver
preso la decisione giusta. In passato, se fosse tornata a casa tardi, Rick avrebbe avuto una violenta crisi
di rabbia e gliel'avrebbe fatta pagare a suon di botte. Stavolta, invece, avevano discusso con calma e
Rick le aveva fatto capire qual era stato il suo errore. Linda si sbagliava: le persone possono cambiare.
Tina?
S?
Voglio che domani tu dia le dimissioni.
Lei fu colta alla sprovvista. Perch?
Be', tra quattro mesi avrai un bambino. Io ho un buon lavoro, ora, e con ogni probabilit hai
avanzato un po' di quei soldi che mi avevi rubato. I soldi del Grand National, hai presente?
Il ricorso al verbo rubare la innervos, ma ammise che i soldi erano ancora quasi tutti in
banca. Non era stata avventata e li aveva usati solo per i bisogni essenziali come la spesa e l'affitto.
Siamo d'accordo, allora. Se ti va, il sabato puoi continuare a lavorare in negozio. Pu essere
carino se esci di casa ogni tanto.
Tina gli si accoccol ancor pi tra le braccia e riflett sulla generosit di suo marito. Finalmente
era pronto a essere lui il sostegno della famiglia e a mantenere lei e il bambino. Sarebbe rimasta a casa
e avrebbe soddisfatto ogni loro necessit. Tutto sarebbe stato perfetto.
La sera successiva, Tina era davanti all'ampia scrivania in mogano di Mr Jennings. La giornata
volgeva al termine e lei era ansiosa di tornare a casa. Teneva la busta in una mano e la sbatteva in
maniera ritmica contro l'altra.
Che cosa c', Tina?
Sono le mie dimissioni, Mr J. Gli porse la busta.
Non ho intenzione di accettarle, replic lui, intrecciando le mani di fronte a s.
Temo che dovr farlo. Lasci cadere la lettera sulla scrivania.
Sei la mia miglior impiegata, Tina, lo sai. Le altre sfigurano al confronto. Posso chiederti
perch?
Be', mio marito ha un ottimo lavoro, adesso, abbiamo qualche soldo da parte, e in ogni caso
sono incinta.
Capisco. Mr Jennings prese la busta e la apr con calma. Ed  quello che vuoi?
Tina non sapeva che cosa rispondere. Era stata un'idea di Rick, ma lei ne capiva la motivazione.
Come poteva prendersi cura di un bambino e al tempo stesso lavorare? Rick aveva ragione. Il suo posto
era a casa, a badare a lui e al piccolo.
S, signore, disse alla fine.
La notizia lasci Linda sbigottita. Non puoi andartene! Sapevo che sarebbe successo. Sei
tornata da cinque minuti e lui gi ti controlla. Potresti rimanere almeno fino alla nascita del bambino.
Rick non c'entra niente.  un'idea mia. Tina era seccata. Non solo perch Linda era saltata
subito a quella conclusione, ma soprattutto perch aveva ragione. Si gett addosso il soprabito in fretta
e furia. Senti, devo andare. Non voglio far tardi.
Dio ce ne scampi. Vai pure, ci vediamo domani.
Tina era decisa ad arrivare a casa prima di Rick e fargli trovare la cena pronta. In realt, ebbe il
tempo di preparargli il suo piatto preferito, lo shepherd's pie, farsi un bagno e rassettare la casa. Alle
otto, cominci a preoccuparsi. Dopo la piazzata del giorno prima, si aspettava che fosse puntuale. Alle
nove, decise di chiamarlo al lavoro per sentire se avesse fatto tardi. Marie, al centralino, le disse che se
n'era andato verso le cinque. Prima che l'orologio segnasse le dieci, Tina era stravolta. Lo shepherd's
pie si era seccato e lei aveva i nervi a pezzi. Il pensiero che gli fosse successo qualcosa di brutto le
riusciva intollerabile, specie ora che erano tornati insieme e con un evento cos importante da attendere
con impazienza. Per l'ennesima volta, sbirci attraverso le tende di velluto marrone e, per l'ennesima
volta, la vista della strada deserta la lasci delusa. Sollev di nuovo il ricevitore per sentire se dava
libero e accertarsi che funzionasse. Non riusciva a stare ferma, e camminava su e gi per la stanza
mangiandosi le unghie, un vizio che aveva perso anni prima. S'immobilizz non appena ud il rumore
di qualcosa che grattava contro la porta d'ingresso e corse ad aprirla. Rick era l con la chiave sospesa a
mezz'aria, che cercava la serratura.
Rick! Dove sei stato? esclam, sollevata, gettandogli le braccia al collo.
Rilassati. Te l'avevo detto che andavo a bere qualcosa coi ragazzi. Tranquilla, mi sono limitato
al succo d'arancia. Mitch si sposa la prossima settimana.
Mitch?
Be', s, Mike. Lo chiamiamo Mitch perch somiglia all'omino Michelin.
Non fa niente. Ero preoccupatissima. Non mi hai detto che saresti rimasto fuori.
Davvero? Ero sicuro di averlo fatto.  pronto? Ho una fame da lupi. Si chin per baciarla
sulla bocca.
Tina era felice che il suo uomo fosse tornato. Se solo il suo alito non avesse puzzato di birra,
sarebbe stato tutto perfetto.
13
Quando Graham entr nel charity shop, Tina era appollaiata su uno sgabello dietro il bancone.
Una folata di vento soffi dentro alcune foglie secche e poco manc che scardinasse la porta. Era un
settembre particolarmente freddo e Tina rabbrivid. Buongiorno, Graham. Come stai?
Come ogni sabato, era passato per scambiare due chiacchiere prima che l'agenzia ippica aprisse
i battenti. Si freg le mani e ci soffi sopra. Buongiorno, tesoro. Caspita, che freddo fa fuori. La
baci su una guancia e le osserv il pancione. Ma guardati!
Tina scivol gi dallo sgabello e sospir. Mancano solo tre mesi. Non vedo l'ora.
E a casa come va?
Graham, per favore, smettila di preoccuparti. Va tutto bene, te l'ho detto.
Sembri stanca.
 perch sono al sesto mese. Immagina quanto stanca sarei se Rick non mi avesse permesso di
lasciare il lavoro. Si sta prendendo davvero cura di me, sai?
E non beve pi?
Tina si mise a sfaccendare con le tazze da t.
Tina?
Be', credo beva un bicchierino ogni tanto  s, insomma, coi colleghi al pub , ma non puoi di
certo fargliene una colpa. Ci va solo una volta alla settimana, il venerd sera, e credo sia giusto. Lavora
tantissimo. Non  come prima.
Stai cercando di convincere me o te stessa?
Sei cattivo come Linda. Io ho fiducia in lui ed  questo che conta.
Graham si ammorbid. Okay, mi dispiace. Indic la busta sul bancone. Da dove viene?
Sembra vecchia.
Tina l'agguant d'istinto e se la strinse al petto. Non aveva parlato con nessuno della lettera
tranne che con Maud Cutler, e non voleva cominciare adesso. Non avrebbe saputo spiegare il motivo,
ma era una faccenda che preferiva gestire da sola. Aveva riflettuto a lungo se fosse il caso di proseguire
con la sua piccola indagine. Magari Chrissie e Billy erano entrambi felicemente sposati con altre
persone, ciascuno con una famiglia per conto proprio, e quella lettera poteva causare turbamenti
indicibili. Forse uno dei due era morto, e avrebbe solo riaperto vecchie ferite. Non  niente. Niente
che ti riguardi, comunque.
Graham sembr offeso. Scusa.
Tina si pent subito del suo tono brusco. Graham stava solo facendo conversazione. No, sono
io che ti chiedo scusa, Graham. Non avrei dovuto essere sgarbata con te. Sei un caro amico, davvero,
ma io sto bene, sul serio. Adesso beviamoci il nostro t e parliamo di tutto tranne che della mia vita, ti
va?
Un ventoso venerd pomeriggio di fine ottobre, Tina arriv finalmente davanti alla villetta a
schiera di Gillbent Road, con in tasca la lettera di Billy. Nonostante tutte le sue riserve, si sentiva in
qualche modo in dovere di scoprire che cosa fosse successo ai due giovani innamorati. Buss alla porta
e not che la vernice azzurra era scrostata e il battiporta rigido a causa dello scarso utilizzo. A quanto
pareva, quella casa non riceveva molte visite. Buss di nuovo, ed era quasi sul punto di rinunciare
quando ud un rumore provenire dall'interno.
Chi ? chiese una voce anziana.
Ehm, mi chiamo Tina Craig. Sto cercando qualcuno che una volta abitava qui. Si accovacci
all'altezza della buca delle lettere e la apr con una spinta della mano cos da farsi sentire. Si chiamava
Billy. Lo conosce?
Ci fu un lungo silenzio e Tina rimase incerta sulla mossa successiva da compiere. Poi ud un
chiavistello scorrere e la porta si apr leggermente: dietro comparve un uomo sull'ottantina, il volto
solcato da rughe profonde, i capelli folti ma candidi come neve, il naso grosso e violaceo, le dita e i
denti macchiati di nicotina.
Tina si raddrizz. Ah, salve. Come ho detto, sto cercando un certo Billy. Credo abitasse qui
diversi anni fa e mi chiedevo se lei l'avesse conosciuto.
Il vecchio signore si aggiust sul naso gli occhiali spessi. Mai sentito, rispose con voce
stridula ma decisa, e chiuse la porta in faccia a Tina, lasciandola l a chiedersi che cosa fare. Lei si
strinse il cappotto intorno al pancione per ripararlo dal freddo e si massaggi la schiena dolorante. D'un
tratto, si sent molto sciocca a starsene l sul marciapiede davanti alla casa di un estraneo.
Si guard intorno e vide un'anziana signora che avanzava con lentezza lungo la strada tirando
un trolley per la spesa in tessuto a disegni scozzesi. La donna fiss Tina e cerc di affrettare il passo,
ma le sue vecchie ossa non erano fatte per la velocit, e le fece segno di aspettare. Quando finalmente
la raggiunse, era senza fiato. Posso... Posso aiutarla? le chiese ansimando.
Tina indic la porta azzurra di fronte.  casa sua?
Decisamente s. Ci vivo da cinquant'anni, dal '23.
Tina venne colta di sorpresa. Ah. E il signore l dentro  suo marito?
L'anziana donna infil la chiave nella serratura e apr la porta. Henry, sono a casa. Poi,
rivolta a Tina: S,  mio marito. Che cosa posso fare per lei?
Nulla, a dire la verit; suo marito ha gi risposto alla mia domanda. Cercavo una persona che
ha vissuto in questa casa ma, se voi siete qui da cinquant'anni, dev'essere l'indirizzo sbagliato.
L'anziana signora aveva gli occhi che lacrimavano dal freddo; tir fuori un fazzoletto e se li
asciug. Chi  che cerca?
Be', come le ho detto, suo marito ha gi confermato che non sa...
Come si chiama? insistette la donna.
Tina guard negli occhi la sua determinata inquisitrice. Conosco solo il nome di battesimo...
Billy.
Le mani incartapecorite della donna si strinsero con pi forza intorno all'impugnatura del
trolley. Le vene bluastre sporsero in fuori e le nocche sbiancarono. Lentamente, la donna stacc una
mano e la tese a Tina. Alice Stirling, piacere.
Tina si sedette al tavolo della cucina di fronte ad Alice, una tazza bollente di t forte in mano.
Henry era su una poltrona accanto al camino e guardava fuori dalla finestra con aria assente.
Non ha mai accettato Billy, esord Alice, accennando al marito.
Non era mio figlio. La voce di Henry era incredibilmente forte in confronto al suo aspetto
fragile.
Sta' zitto! esclam Alice, stizzita. Poi, rivolta a Tina: Abbiamo adottato Billy quando aveva
otto mesi. I suoi genitori erano morti e lui viveva in un orfanotrofio. Era ben accudito, ma aveva
bisogno di una casa come si deve... s, insomma, di un padre e una madre. Noi avevamo appena perso
nostro figlio, Edward, e il dolore era... Deglut con forza, cercando di stabilizzare la voce. Il dolore
era insopportabile, ma poi il piccolo Billy  entrato nelle nostre vite e...
Ha preso il suo posto. Lei non ha mai pi pensato a Edward nemmeno una volta da quando lui
 arrivato, la interruppe Henry.
Bada a come parli, vecchio scemo. Poi, guardando Tina: Lo ignori.
Tina cominci a sentirsi a disagio. Allung una mano in tasca, prese la lettera di Billy e la porse
ad Alice, che la estrasse con cura dalla busta e cominci a leggerla. Dove l'ha trovata? chiese
quand'ebbe finito.
Tina glielo spieg.
Non capisco. Billy era seduto esattamente dove si trova lei ora, a questo stesso tavolo, quando
ha scritto quella lettera. Era stata un'idea mia  lui non  mai stato molto bravo in questo genere di cose
, ma era contento di averlo fatto. Era felice di essere riuscito a esprimere i suoi sentimenti, di dire a
Chrissie ci che provava. Poi  uscito e l'ha spedita.
Tina capovolse la busta. No, non l'ha fatto. Guardi.
Alice diede un'occhiata al francobollo non timbrato.  passato tanto tempo. Sono confusa. Ero
convinta avesse detto che stava andando a imbucarla, ma a quanto pare ha ragione, non l'ha fatto. So
che il giorno dopo  andato da Chrissie e ha parlato con sua madre, ma lei non sapeva nulla della
lettera. Gli ha detto che avevano mandato Chrissie da sua sorella in Irlanda e che il bimbo sarebbe nato
l. Billy ha implorato Mrs Skinner di dargli l'indirizzo, e lei gli ha risposto che avrebbe prima chiesto il
permesso a Chrissie.
E cos si sono poi messi in contatto? Billy e Chrissie si sono ritrovati?
Alice chin il capo e trasse un profondo respiro. No, purtroppo. Lui non ha mai pi saputo
niente di Chrissie. Mrs Skinner  stata investita da un'auto quella sera stessa.  morta senza mai aver
ripreso conoscenza.
Billy  riuscito a scoprire che ne  stato di Chrissie e del loro bambino?
Alice scosse lentamente il capo. Il mio Billy  stato ucciso in guerra nel 1940. Aveva ventidue
anni.
Tina rimase l seduta a bocca aperta. Diede un'occhiata a Henry. Si era appisolato nella
poltrona.
Alice si tampon gli occhi con un fazzoletto.
Mi spiace aver riaperto vecchie ferite.
Non l'ha fatto. La morte del mio Billy  una ferita che non si  mai rimarginata. Sento la sua
mancanza ogni singolo giorno. So di non essere imparziale, ma era davvero il figlio perfetto. Magari
non l'ho messo al mondo io, per, per quello che mi riguarda, era carne della mia carne e sangue del
mio sangue tanto quanto Edward. Il dottor Skinner pensava non fosse all'altezza di sua figlia, ma la
verit  che lo era fin troppo. Poi, indicando la pancia di Tina: La vita  un bene prezioso, Mrs Craig.
Faccia tesoro di ogni istante che vivr con suo figlio. Non trover mai un altro amore come questo.
Lo far, Mrs Stirling, grazie, disse, col volto rigato di lacrime.
Alice si alz a fatica dalla sedia e rovist nel cassetto di un vecchio scrittoio. Ecco, questo 
Billy. Fece scorrere sul ripiano del tavolo una fotografia malridotta che ritraeva un bel ragazzo in
uniforme. Se riesce a trovare suo figlio, gli dia questa e gli dica che suo padre era l'uomo pi bello,
gentile e coraggioso del mondo.
Tina infil la foto dentro la busta insieme con la lettera. Glielo prometto, far tutto quello che
posso per assicurarmi che Chrissie abbia questa busta. Merita di sapere che Billy voleva fare la cosa
giusta. Forse non scopriremo mai perch abbia cambiato idea e non abbia spedito la lettera, ma ha fatto
del suo meglio per mettersi in contatto con lei e io ho intenzione di assicurarmi che lei lo sappia.
Quando Tina lasci Gillbent Road erano le sei e mezzo di sera ed era gi buio. Mentre aspettava
alla fermata, cominci a piovere a dirotto, e Tina apr a fatica l'ombrello. Per fortuna, vide l'autobus in
lontananza e si sent un po' pi rinfrancata. Dato che era venerd sera, Rick sarebbe uscito a bere coi
colleghi e avrebbe fatto tardi. Tina ripens a quello che le aveva detto Graham, ma si sbagliava. Lei
non ci vedeva niente di male se, una sera alla settimana, Rick si beveva un paio di birre. Se l'era
guadagnato, viste le ore di lavoro che si sobbarcava per lei e per il bimbo.
Quando si sedette sull'autobus, i gas di scarico del motore abbinati al forte sballottamento le
fecero venire la nausea. Riflett sulle parole di Alice e d'un tratto si preoccup di non essere in grado di
amare a sufficienza il suo bambino. Si diede della stupida. Alice voleva bene a Billy anche se non era
suo figlio naturale. Figurarsi quanto avrebbe amato lei quel bimbo che aveva tanto desiderato e portato
in grembo per nove mesi.
Quando rincas, erano le sette passate e la casa era buia. Chiuse a chiave la porta e cerc a
tentoni l'interruttore. Con la carta da parati marrone scuro, l'ingresso era particolarmente cupo, e Tina
si ripromise di chiedere a Rick se non fosse il caso di dipingere le pareti di un colore pi luminoso.
Tast lungo il muro e trov l'interruttore col palmo. Prima di riuscire a premerlo, sent una mano calda
sopra la sua e rimase di sasso. Rick, santo cielo, mi hai spaventata. Non sapevo fossi a casa.
Subito dopo, accaddero tre cose, quasi in contemporanea. Innanzitutto, Tina percep un deciso
odore di whisky; poi si sent girare la testa, non appena il pugno di Rick entr in contatto con la sua
guancia. Infine la bocca le si riemp di sangue e lei deglut e deglut ancora, cercando un senso a tutto
ci prima di svenire.
14
1939
Camminando per la strada buia, Billy cercava in tutti i modi di aguzzare la vista. Per, la gente
l'aveva presa davvero sul serio, quella storia dell'oscuramento. Non uno spiraglio di luce filtrava dalle
finestre, i lampioni erano spenti e un'automobile procedeva con cautela a fari spenti. Lui si sentiva
soffocare da quell'oscurit nera come l'inchiostro. A suo avviso, si trattava di una prassi ben pi
pericolosa della minaccia di un bombardamento, ma le regole non le aveva stabilite lui. Quando svolt
l'angolo, rimase leggermente disorientato e si sforz di ricordare dove fosse la buca per lettere pi
vicina. Sembrava che il mondo intero fosse cambiato all'improvviso. Mentre tentava di orientarsi, si
accorse della presenza di una persona accanto a s. Si ferm, rimase in ascolto e ud sfregare un
fiammifero. Si volt proprio nell'istante in cui una piccola fiamma illumin i lineamenti inconfondibili
del dottor Skinner.
Billy si mise subito sulla difensiva. Mi sta seguendo?
S, stavo venendo da te. Tir una lunga boccata dalla sigaretta e scroll la cenere sul
marciapiede. Dove sei diretto? Non da mia figlia, spero. Te l'ho spiegato, lei non vuole avere pi
niente a che fare con te.
 stata lei a dirglielo?
Certo. A quanto pare,  rinsavita, finalmente.
Posso farle una domanda, Samuel? Billy era certo che il ricorso al nome di battesimo avrebbe
enormemente seccato il dottor Skinner.
Il medico, tuttavia, si limit ad assentire con un cenno del capo.
Perch mi odia cos tanto? Che cosa le ho fatto di male?
Sono sicuro che un giorno sarai pure un marito decente. Questo posto  pieno di troiette per
cui tu potresti rappresentare un buon partito. Ma mia figlia  speciale. Si merita qualcosa di meglio del
garzone di una panetteria, orfano e analfabeta.
Billy soffoc una risatina. Sapeva di avere un asso nella manica e aspettava il momento giusto
per giocarlo. Io, almeno, ci tengo davvero alla felicit di Chrissie, a quello che vuole.
Lei non sa che cosa vuole. Io s, sono suo padre.
Billy not che l'unica fonte di luce, la sigaretta, si stava spegnendo. Frug nelle tasche in cerca
dei suoi fiammiferi. Desiderava vedere ogni muscolo, ogni tendine, ogni nervo del volto di Skinner
mentre glielo diceva. Sfreg il fiammifero e i lineamenti del medico tornarono in piena luce. Sorrise.
Come preferisce che la chiami, nonno o nonnino?
Per una frazione di secondo, prima che il fiammifero si consumasse e Billy dovesse lasciarlo
cadere a terra, vide il volto di Skinner. Aveva le palpebre socchiuse e le labbra serrate in una linea
sottile, mentre le vene delle tempie presero a pulsargli. Sei un bugiardo, sibil tra i denti.
Davvero? Ne  sicuro? chiese Billy.
Tra loro era calato di nuovo il buio, eppure Billy non aveva bisogno di vederlo per cogliere
l'intensit della sua collera. Riusciva a percepirla, a sentire il suo respiro che si faceva affannoso. La
sua rabbia era tangibile. Io amo Chrissie, dottor Skinner. So di non essere il marito che lei avrebbe
scelto per sua figlia, ma Chrissie sta per mettere al mondo il mio bambino e io intendo tener fede ai
miei impegni. Non mi sottrarr alle mie responsabilit. Chrissie e il piccolo potranno sempre contare su
di me. Lavorer sodo e...
L'urlo del dottor Skinner lo interruppe bruscamente. Aiutami, disse in un rantolo. Poi,
stringendosi il petto, si accasci sulle ginocchia.
Billy si chin su di lui con le mani davanti alla bocca.
Skinner indic la tasca della sua giacca. Le pillole.
Bench fosse convinto si trattasse di uno stratagemma, Billy allung una mano nella tasca e ne
estrasse una bottiglietta marrone. Traffic col coperchio, ma alla fine riusc ad aprirla e ne rovesci il
contenuto sul palmo della mano. Non riesco a vedere bene. Quante?
Dai qua. Skinner cerc a tentoni nell'altra tasca, tir fuori una piccola torcia e il fascio di luce
giallo illumin il mucchietto di pastiglie.
Le torce sono vietate.
 un'emergenza. Col pollice e con l'indice che gli tremavano, afferr due pillole e se le infil
sotto la lingua. Poi si mise seduto e si appoggi a un lampione. Grazie, disse, e chiuse gli occhi.
Billy non sapeva che cosa fare. Il respiro del medico sembrava debole e affaticato. La strada era
deserta, e lui non sarebbe stato in grado di trasportare da solo un uomo grande e grosso come Skinner.
Mi spiace, dottore. Le pillole stanno facendo effetto?
Apr gli occhi.  la verit? Hai messo incinta la mia Chrissie?
Sissignore,  la verit ma, come le ho detto, ho intenzione di fare la cosa giusta. Tir fuori
dalla tasca la lettera e gliela porse. Le ho scritto questa. Temo di aver reagito piuttosto male ieri,
quando mi ha dato la notizia, e ho detto cose che non pensavo. Sono passato da casa sua per provare a
rimediare, ma lei non me l'ha lasciata vedere; cos ho messo tutto per iscritto. Stavo giusto andando a
imbucarla.
Il respiro di Skinner era tornato regolare. Aiutami ad alzarmi.
Billy lo afferr sotto le ascelle e lo aiut a rimettersi in piedi.
Skinner si diede una spolverata e si raddrizz completamente. Non ha nessun senso spedirla,
non ti pare?
Perch?
Pensaci. Ieri c' stata la dichiarazione di guerra. E ora niente  pi come prima. Il sistema
postale di sicuro andr in malora e quella lettera non giunger mai a destinazione.
Billy aveva i suoi dubbi in merito, ma nessuno poteva pi essere certo di nulla, ormai.
Sembrava che tutto fosse cambiato dall'oggi al domani.
Dalla a me, la do io a Chrissie, prosegu il dottor Skinner tendendo la mano.
Non saprei... Come faccio a essere sicuro che gliela dar? Mi spiace, non vorrei sembrarle
irrispettoso, ma non mi fido di lei.
Non posso biasimarti, ma  la soluzione migliore.
Con riluttanza, Billy gli consegn la lettera. Passer domani per assicurarmi che Chrissie
l'abbia avuta.
Non ne dubito. Il dottor Skinner prese la lettera e la infil nel taschino interno.
Chrissie e la madre erano sedute al tavolo della cucina a parlottare sottovoce quando il dottor
Skinner rincas. Stavano discutendo su quale fosse il miglior modo per comunicargli la notizia del
bambino. Sentirono sbattere la porta d'ingresso; Mabel allung un braccio sul tavolo e strinse una
mano alla figlia. Chrissie rispose con un sorriso ansioso. Il rimbombo dei passi del dottore che si
avviava su per le scale senza nemmeno salutare le lasci entrambe confuse e preoccupate. Mabel si
precipit nel corridoio e, aggrappata alla ringhiera, chiam il marito. Chrissie si alz e si ferm sulla
soglia della cucina, mordicchiandosi il pollice.
Samuel, sei tu? Qualcosa non va? Sal le scale e lo sent muoversi rumorosamente. Era in
camera di Chrissie. Con una certa trepidazione, Mabel entr. Samuel?
Girato di spalle rispetto a lei, Skinner rovistava nell'armadio di Chrissie: tirava fuori degli abiti
e li gettava sul letto. Si allung verso il ripiano pi alto dell'armadio e tir gi una valigia marrone
piuttosto malridotta. Che infatti perse la maniglia e precipit a terra. Dannazione! Mabel, per favore,
vai a prendermi un'altra valigia, e poi fai in modo di mandare un telegramma a tua sorella.
Un telegramma a Kathleen? Perch?
Il dottor Skinner si volt a guardare la moglie, il viso paonazzo, la fronte imperlata di sudore,
gli angoli della bocca che schiumavano saliva. Perch tua figlia  una sgualdrina e non esiste che
rimanga in questa casa a mettere al mondo un bastardo. Andr in Irlanda da Kathleen.
Mabel si lasci cadere sul letto. Samuel, calmati, per piacere. So che  uno shock per tutti noi,
ma...
Allora lo sapevi? Non ti azzardare a difenderla. Non c' nessuna scusa per una cosa del
genere. Non avevi nessun diritto di tenermela nascosta. Che ne sar di quel bastardo quando nasce? Lo
metterai in una scatola in fondo al giardino come una specie di animale?
Mabel non aveva mai visto il marito cos furioso.
Le sue ultime parole furono come veleno: Se ne va domattina presto.
Il giorno seguente, Chrissie contemplava la sua stanza per l'ultima volta. La carta da parati con
le sue vivaci rose rosse, la vernice verde sgargiante, lo specchietto e la spazzola posizionati
ordinatamente sulla toeletta... era tutto cos familiare e rassicurante. Come aveva fatto la sua vita ad
andare a rotoli in maniera tanto repentina? Chrissie aveva rifatto la valigia, preparata da suo padre a
casaccio la sera prima e, quando la sollev, si stup nel constatare quanto apparisse insignificante. Non
un granch per una che aveva vissuto diciannove anni. Guard la sua immagine patetica riflessa nello
specchio. Sebbene non facesse freddo, aveva indosso il suo miglior cappotto invernale; i capelli
ordinatamente arricciati e acconciati sotto il cappello, il colorito pallido e spento, gli occhi celesti
offuscati e colmi di cupa disperazione.
Si sedette alla toeletta e afferr con esitazione il fard che aveva acquistato di recente. Con dita
tremanti, se ne spalm un po' sulle guance, pizzicandole delicatamente. Il colorito acceso che ne risult
la fece sentire leggermente meglio. Che cavolo, pens. Se mi considera una puttana, tanto vale
sembrare tale. Si applic due strati di colore e il kajal nero sulle sopracciglia e sotto gli occhi.
Sent la voce dolce della madre in fondo alle scale: Chrissie,  ora di andare.
Ripose i trucchi nella borsa, fece un respiro profondo, sollev la valigia, diede un'ultima
occhiata alla stanza e si diresse al piano inferiore. I suoi genitori la stavano aspettando.
Scrivimi non appena arrivi da zia Kathleen. Mi mancherai. Verr a trovarti ogni volta che
posso e ci sar quando nascer il bambino, disse la madre. Il marito fece per intromettersi, ma lei lo
ferm con un'occhiataccia. Mi spiace che le cose debbano andare cos, ma lo capisci, vero? Tuo padre
ha una reputazione nella comunit e la vergogna di avere una figlia che...
Mamma, possiamo per favore evitare di analizzare la cosa per l'ennesima volta? Sono una
persona orribile, che ha commesso un'azione imperdonabile di cui pagher le conseguenze. Chrissie
abbass lo sguardo. A dire la verit, pensavo che Billy mi amasse, ma questo dimostra quanto ci si
possa sbagliare.
In quel preciso istante, Leo entr in casa e si mise a girare intorno alle gambe di Chrissie. Lei si
chin e gli arruff le orecchie. Il cane prese a dimenarsi con foga.
Addio, amico. Mi mancherai. Fai il bravo. Affond il viso nel suo pelo e ne inspir l'odore
delizioso per l'ultima volta. Poi si raddrizz e si rivolse a sua madre. Promettimi che ti prenderai cura
di lui.
Ma certo, Chrissie, te lo prometto. Abbracci la figlia e la tenne stretta a s.
Chrissie soffoc un singhiozzo. Non voleva dare a suo padre la soddisfazione di vederla
piangere. D'un tratto, sent un disperato bisogno di andarsene. L'ingresso buio e cupo aveva un che di
claustrofobico, e sembrava non esserci abbastanza aria per tutti. Abbracci sua madre un'ultima volta e
fece un passo indietro per rivolgersi al padre. Quando lo guard negli occhi freddi, spenti, cap che le
parole erano inutili. Lasci l'unica casa che aveva mai avuto e si avvi fuori, per cominciare un nuovo
capitolo della sua vita.
15
Pi tardi, quella sera, con la pioggia che sferzava le finestre, Mabel era in ambulatorio ad
aggiornare le cartelle dei pazienti. Si trattava di un compito che di solito sbrigava Chrissie  e con
un'efficienza che lei nemmeno poteva sperare di eguagliare  e si rese conto che sua figlia le sarebbe
mancata molto pi di quanto avesse immaginato. Il suono del campanello la fece sobbalzare; Leo prese
a sgambettare frenetico lungo il corridoio, abbaiando come un matto, e Mabel si stacc di malavoglia
dalle scartoffie e and ad aprire. Non era dell'umore adatto per ricevere visite: era pallida e aveva gli
occhi iniettati di sangue. Afferr Leo per il collare, lo tir indietro e apr la porta. A causa del tempo
inclemente, il visitatore si era calato il cappello sugli occhi e sollevato il colletto della giacca fin sulle
orecchie, sulle prime, per cui Mabel non lo riconobbe.
Buonasera, Mrs Skinner. Mi scusi se la disturbo, ma mi domandavo se potessi scambiare due
parole con Chrissie.
Leo riconobbe la voce di Billy e cominci a guaire, entusiasta, mentre Mabel mollava la presa
sul collare.
Billy si chin ad accarezzarlo. Ehm...  in casa?
Mabel spalanc in silenzio la porta e gli fece cenno di entrare.
Grazie. Billy si tolse il berretto e si pass le dita tra i capelli.
Seguimi, gli disse Mabel, con calma, dirigendosi in cucina.
Una volta in piena luce, Billy si accorse dell'aspetto di Mabel. Tutto bene, Mrs Skinner? Dove
sono gli altri?
Mio marito  uscito per una chiamata d'urgenza e Chrissie  in viaggio per l'Irlanda.
Per l'Irlanda? E a far cosa?
Mabel si copr il viso con le mani e cominci a piangere.
Mrs Skinner, la prego, mi dica che cos' successo. Chrissie ha letto la mia lettera?
Lei si asciug gli occhi e sollev lo sguardo su Billy. Quale lettera?
Ieri sera ho dato al dottor Skinner una lettera per Chrissie. Stavo andando a imbucarla, ma l'ho
incontrato e mi ha convinto a dargliela. Ha detto che il servizio postale non avrebbe pi funzionato,
dopo la dichiarazione di guerra. Gliel'ha consegnata?
Non so niente di nessuna lettera, Billy. Tutto quello che so  che hai spezzato il cuore a mia
figlia e adesso la mia famiglia  distrutta. Mabel picchi i pugni sul tavolo. Non ce la facevi proprio
a tenere le mani a posto, vero? E poi l'hai gettata via come uno straccio vecchio.  un bene che mio
marito non sia in casa, perch non credo riusciresti a uscire tutto intero da qui.
Billy cerc di calmarla: Mrs Skinner, mi ascolti, la prego.
Mabel piangeva a dirotto; si sedette e appoggi la testa sul tavolo, tra le braccia conserte.
Lui fece qualche respiro profondo e inizi a camminare su e gi per la stanza. Senta, ammetto
di non aver preso bene la notizia del bambino. Ero sconvolto. Voglio dire, io e Chrissie abbiamo
avuto... rapporti solo una volta, ed  stato...
Risparmiami i dettagli, per favore.
Quello che intendevo dire  che la nostra relazione  sempre stata basata su quello che
proviamo l'uno per l'altra. Sono rimasto talmente sconvolto quando mi ha detto del bambino che ho
sentito il bisogno di restare solo per abituarmi all'idea. Me ne vergogner in eterno, ma sono scappato.
Riuscivo a pensare soltanto a come potevamo mettere al mondo un figlio visto che era appena
scoppiata la guerra e io dovr partire per il fronte e lasciarla da sola. Ho perso la testa, ma non perch
non la amo, anzi, per la ragione opposta.
Perch non le hai dette a lei, queste cose?
Il volto di Billy avvamp per l'angoscia. Ci ho provato. Sono passato da voi due sere fa, ma il
dottor Skinner mi ha detto che Chrissie non voleva vedermi.
Mabel scosse la testa. Samuel ci ha detto che ti eri stancato di aspettare e che in ogni caso
pensavi non ne valesse la pena. Devo ammetterlo, mi  parso un gesto d'insensibilit estrema.
Tutte bugie. Non posso credere che mi odi sino a quel punto.
Ti odiava gi prima che mettessi incinta nostra figlia, figurati adesso.
La lettera non gliel'ha data, vero? Sapevo di non dovermi fidare di lui. Come ho fatto a essere
tanto stupido?
Sul fatto che tu sia stato uno stupido non c' dubbio. Comunque, che cosa c'era nella lettera?
Una richiesta di scuse, una dichiarazione e una proposta.
Vuoi sposarla?
Non sono mai stato pi sicuro in vita mia. La amo, Mrs Skinner, la amo sul serio. Ho bisogno
di vederla e rimediare a tutto questo pasticcio.
 troppo tardi, Billy.  andata a stare in Irlanda, da mia sorella.  l che metter al mondo il
bambino, lontano da occhi indiscreti e dai pettegolezzi.
Ma  qui che dovrebbe stare, con la sua famiglia. La prego, Mrs Skinner,  anche mio figlio.
Non ho il diritto di dire la mia sul luogo in cui nasce? La stava praticamente implorando. Per favore,
mi dia il suo indirizzo, in modo che possa spiegarle ci che provo prima che sia troppo tardi.
Te l'ho detto, Billy,  gi troppo tardi.
No che non lo . O meglio, non dev'esserlo per forza.
Mabel guard gli occhi scuri di Billy e, sebbene fossero stravolti dal dolore, riusc a intuire
perch Chrissie si fosse innamorata di lui. Era davvero uno degli uomini pi belli che avesse mai visto
e in altre circostanze sarebbe stata orgogliosa di averlo come genero. Ammorbid leggermente il tono:
Senti, si sta facendo tardi e mio marito potrebbe tornare da un momento all'altro. Se ti trova qui... Be',
non c' bisogno che ti dica cosa succederebbe... Scriver a Chrissie io stessa domani e, se vorr, sar
lei a contattarti.
Billy chin il capo. Lo apprezzerei molto, Mrs Skinner.
Dovrai avere pazienza, per. Mia sorella vive in capo al mondo, senza telefono, dunque ci
vorr del tempo.
Capisco. Grazie, Mrs Skinner. Le prometto che non abbandoner mai pi Chrissie.
Sar meglio. Buonanotte, Billy.
Lui recuper il cappello e ricambi il suo saluto. Buonanotte, Mrs Skinner.
Pi tardi, quella sera, quando il dottor Skinner rincas, entr in cucina e si scroll la pioggia dal
soprabito.
Mabel sollev lo sguardo dal suo lavoro di cucito. Ormai dovrebbe gi essere arrivata alla
pensione di Dublino, o almeno credo. Povera ragazza, costretta a fare quel viaggio da sola nelle sue
condizioni. E domani per lei sar un'altra lunga giornata. Dio solo sa a che ora arriver da Kathleen.
Il dottor Skinner ignor le osservazioni della moglie e prese il giornale.
Mabel pos il lavoro sul tavolo di fronte a s. Perch non mi hai detto che hai incontrato Billy,
ieri sera?
Dev'essermi sfuggito di mente, disse, senza voltarsi, di modo che la moglie non lo vedesse in
faccia. E comunque, come fai a saperlo?
 stato qui. Cercava Chrissie. Dice che ti ha dato una lettera per lei. Dov'?
Stavolta, il dottor Skinner si gir, mostrandole il viso sconvolto dalla collera. Proprio non
capisce quand' il caso di smetterla, vero? Gli ho detto che non c' verso che faccia parte della vita di
Chrissie. Lei  bella e intelligente, pu avere chi vuole.
Lei vuole Billy.
Magari adesso la pensa cos, ma  solo per colpa di quel maledetto bambino. Quando verr
dato in adozione, lei torner in s.
Di che diavolo parli? Lei vuole tenerlo.
Finch avr vita, far di tutto perch quei due non abbiano pi nessun contatto e quel piccolo
bastardo finisca nella casa che merita.
Chrissie non acconsentir mai. Non puoi costringerla a rinunciare a suo figlio.
Lo vedremo.
Mabel si alz, rovesciando la sedia. Dovrai passare sul mio cadavere.
Lo squillo improvviso del telefono nell'ingresso li fece sobbalzare entrambi.
Mabel sollev il ricevitore. Studio medico, buonasera. Ah, salve, Mr Henderson. Dopo una
breve conversazione, Mabel torn in cucina. Era Henderson. Sua moglie  entrata in travaglio. Le si
sono gi rotte le acque, quindi faccio un salto da lei. Quando torno, cercheremo di sistemare questo
pasticcio. Voglio vedere la lettera che ti ha dato Billy. Indoss la mantellina blu e si guard intorno in
cerca della borsa.
Dovresti portarti dietro una torcia, Mabel,  buio pesto l fuori. Vuoi che venga con te? Non
mi piace che tu esca da sola.
L'ho gi fatto centinaia di volte. E tu non ti sei mai preoccupato prima. In ogni caso, 
vietato.
Samuel rovist nel cassetto della cucina e trov una vecchia busta marrone, che avvolse intorno
alla torcia. Tieni, prendi questa,  meglio di niente.
Sei un vecchio mulo testardo, Samuel Skinner, e a volte ti detesto.
Era una bruttissima serata, e Mabel si tir il cappuccio della mantellina sopra la testa
stringendoselo intorno al collo. Lott contro il vento e la pioggia, e tent di evitare le pozzanghere
gonfie d'acqua. La torcia era quasi inutile e lei faceva fatica a procedere sul marciapiede. Inciamp in
una mattonella rotta, scivol fuori dal cordolo e cadde a testa in gi sulla strada. Non sent nemmeno
l'automobile che la invest. Avvert soltanto l'odore di gomma bruciata quando l'auto prov a frenare,
e poi la botta terribile che le spezz la spina dorsale come un fiammifero.
16
Kathleen McBride strinse il telegramma al petto e scosse la testa, incredula. Santa Maria,
Madre di Dio, bisbigli, facendosi il segno della croce.
Da quello che riusc a desumere, la nipote era in viaggio, incinta, verso casa sua e lei non
poteva farci niente. In un moto di stizza, gett il telegramma nel fuoco e valut la notizia. Era cos
tipico di suo cognato sottrarsi a quel modo alle proprie responsabilit. Era l'uomo pi disgustoso che
Kathleen avesse incontrato, e non gli aveva mai perdonato di aver portato sua sorella in Inghilterra.
Mabel si era lasciata totalmente incantare da lui e dai suoi modi da protestante, e adesso, a quello che
sembrava, avevano educato la figlia come una ragazzina viziata e di facili costumi.
Dalla morte dei genitori, era toccato a Kathleen mandare avanti la fattoria. Era la maggiore di
sei fratelli; degli altri cinque, due erano morti in tenera et e altri due erano egoisticamente emigrati in
America, in cerca di miglior fortuna. Lei era l'unica che avesse a cuore la fattoria e i sacrifici compiuti
dai suoi, che avevano faticato tutta la vita per tirare avanti la baracca e garantire loro un tetto sulla
testa, ed era decisa a salvaguardare i sani principi con cui era stata educata e a far s che la propriet
restasse in famiglia.
La sua era un'esistenza semplice. La fattoria non aveva elettricit n acqua corrente, e la vita, in
quella regione brulla e implacabile ai piedi dei monti Galtee, nel Sud dell'Irlanda, era una lotta. La casa
colonica era in pessime condizioni e l'umidit risaliva impietosa dal terreno paludoso, infiltrandosi nei
muri spessi e in rovina e annidandosi nelle ossa. Il camino della cucina serviva sia per riscaldare sia per
cucinare e non lo si lasciava mai spegnere. La sera, Kathleen copriva le braci con la cenere grigia e, al
mattino, quando la toglieva, il fuoco, sotto, ardeva ancora e si riattizzava. L'acqua veniva estratta dal
pozzo prima di colazione e messa sul fuoco a scaldare in una tinozza. La torba per il camino doveva
essere presa dalla palude e fatta seccare prima di poterla utilizzare.
Kathleen stacc un pezzo di torba fresca e lo gett nel camino. La stanza si riemp subito di
fumo e Kathleen toss con violenza. Si alz e si raddrizz lentamente, massaggiandosi la schiena.
Aveva solo quarantacinque anni, ma i decenni di duro lavoro in quel clima rigido si facevano sentire.
Non sapeva a che ora n tantomeno in che modo sarebbe arrivata la nipote, ma non era affar
suo. Nelle sue condizioni, non poteva assolutamente restare alla fattoria. Pur essendo da sola, Kathleen
arross al pensiero. Quella era una piccolissima comunit, e la notizia di una gravidanza al di fuori del
matrimonio si sarebbe diffusa come un incendio indomabile. Kathleen riusciva a immaginarsi i membri
della congregazione darsi di gomito mentre lei prendeva posto in chiesa a capo chino, per
l'umiliazione. Santo cielo, che cosa diavolo era venuto in mente alla sorella di spedirle la sua bizzosa
figlia?
Apr la porta, si affacci sul cortile e chiam: Jackie, puoi venire qui un momento?
Jackie Creevy, diciannove anni non ancora fiaccati da una vita di fatica interminabile, sollev lo
sguardo dal vecchio cavallo da tiro di cui si stava occupando e balz in piedi. S, Miss McBride, che
cosa posso fare per lei?
Kathleen sorrise con una sorta di tenerezza, ma la preoccupazione era ben incisa sul suo volto.
Oggi arriva mia nipote. Non so esattamente quando, ma ti spiace tenere gli occhi aperti e venire ad
avvisarmi appena la vedi? Non rivolgerle la parola e non farle domande. Suppongo che arriver qui col
carretto proveniente dalla citt.
Certo, Miss McBride. Sar di sicuro una gran bella cosa.
Jackie si tolse il cappello e torn da Sammy, che lo aspettava paziente. Strofin le zampe del
cavallo raschiando via il fango con una spazzola morbida, e intanto valut la notizia. Nei cinque anni
che Jackie aveva trascorso alla fattoria, Miss McBride non aveva mai parlato della sua famiglia, e ora,
all'improvviso, una nipote veniva a stare da lei. Non riceveva spesso visite, dunque avrebbe dovuto
esserne contenta, eppure qualcosa nella sua espressione gli aveva fatto capire che non si trattava di un
ospite gradito.
Jackie termin di lustrare le zampe al cavallo con una passata d'olio di ricino, per proteggerle
dall'umidit, e accompagn l'animale alla sua razione di fieno nella mangiatoia. Fece un fischio ai cani
della fattoria che dormivano in fondo al fienile, accoccolati nella paglia. Scattarono entrambi
sull'attenti e si misero a guaire intorno alle sue gambe. Chiam Michael e Declan, gli altri due
braccianti della fattoria, che stavano anche loro schiacciando un pisolino, e tutti insieme si avviarono
lungo il sentiero per far rientrare il bestiame per la mungitura serale. Era solo una piccola mandria, ma
quel compito li avrebbe tenuti impegnati per un paio d'ore buone. Mentre camminava lemme lemme,
Jackie si chiese se quella nipote si sarebbe trattenuta a lungo, e se avrebbe dato il proprio contributo in
fattoria. Avevano bisogno di tutto l'aiuto possibile.
Kathleen stava trascinando una pecora morta fuori da un fosso quando il bestiame entr in
cortile. Si asciug le mani sul grembiule e si diresse al capannone della mungitura. Michael fece entrare
le mucche a una a una e Kathleen leg un pezzo di spago intorno alle zampe posteriori degli animali
pi riottosi. Pi di una volta le era successo di ritrovarsi con un bracciante ferito e fuori uso per giorni
in seguito al rapido e violentissimo calcio sferrato da una mucca di cattivo umore. A eccezione degli
spruzzi di latte che colpivano i secchi di metallo, sulla stalla piomb il silenzio, e Jackie si volt verso
Kathleen, che tirava le mammelle di una mucca con pi ferocia del solito. Come si chiama sua nipote,
Miss McBride? azzard.
Kathleen schiacci ancora pi forte, costringendo la mucca a scalciare per protesta con le
zampe posteriori. Suvvia, Jackie, non  il caso che ti preoccupi di simili, insignificanti dettagli. Non
star qui molto.
Che peccato. Potrebbe farle compagnia e aiutarla nelle faccende domestiche.
 una ragazza di citt, Jackie. Dubito che sappia perfino da dove viene il latte. Immagino le
appaia come per magia sulla soglia di casa.
Oh, be'. Pu spiegarglielo lei, Miss McBride.
Kathleen si raddrizz e mise lo sgabello di fianco alla mucca successiva.
Com' veloce stasera, Miss McBride, disse Jackie con ammirazione. Nessuno poteva
accusarla di non darsi da fare.
C' una pecora morta qui fuori. Puoi metterla tu da parte per Pat?
Come no, Miss McBride.
Pat era un commerciante della zona che passava in tutte le fattorie della vallata a prendere le
uova, la panna, il burro o gli ortaggi che avevano da vendere, e poi portava i prodotti in citt e li
proponeva ai diversi negozianti. Il pagamento era immediato e Pat tratteneva per s una piccola
commissione. Kathleen gli consentiva di portar via anche le pecore che morivano per cause naturali.
Non si dovrebbe mangiare una pecora se non si sa di che cos' morta, ma Pat riusciva a spuntare un
buon prezzo per la lana. Poi ne avrebbe bollito la carcassa e schiumato il grasso che avrebbe rivenduto
ai fattori come lubrificante per le ruote dei carri. Una volta ne aveva venduto un po' perfino al
farmacista di Tipperary, che l'aveva trasformato in sapone e crema per il viso.
Era quasi il crepuscolo quando Jackie si sdrai nel fienile. Dormiva su un letto di paglia,
rannicchiato accanto ai cani, con una lampada a petrolio come unica fonte di luce. Miss McBride gli
forniva coperte pesanti e gli portava sempre una tazza di cioccolata calda prima di ritirarsi per la notte.
Jackie era felice l; lo era stato fin dal suo arrivo, quando, all'et di quattordici anni, era rimasto orfano
e lei lo aveva accolto. Non guadagnava molto, ma aveva vitto e alloggio, e a volte Michael e Declan lo
portavano gi al pub con loro a giocare a domino o a carte. Era una vita semplice e alquanto
abitudinaria, nella quale un giorno non variava mai granch dal successivo. Cos, quando Jackie ud il
suono degli zoccoli dell'asino trotterellare dentro il cortile, il battito del suo cuore acceler.
Si mise all'entrata del fienile e guard il carrettiere che smontava per poi porgere una mano alla
nipote di Miss McBride. Lei la prese con esitazione e salt gi, dando al contempo un'occhiata nei
paraggi. Jackie rimase affascinato dalla scena e rest per qualche istante immobile prima di ricordarsi
le buone maniere. Avanz a grandi passi incontro all'ospite e si lev il cappello. Buonasera, lei
dev'essere la nipote di Miss McBride. Benvenuta a Briar Farm.
Esatto. Mi chiamo Chrissie. Piacere.
Sembrava sfinita. Era pallida e smunta, con labbra secche e screpolate e i capelli biondi flosci e
spettinati. Ci nonostante, Jackie pens fosse la creatura pi bella che avesse mai visto. Era di una
dolcezza accattivante, ma sembrava vulnerabile e lui sent subito il desiderio di proteggerla. Le prese la
valigia e l'accompagn verso la casa. Mi chiamo Jack Creevy, ma tutti mi chiamano Jackie.
Chrissie sorrise. Piacere di conoscerti, Jackie.
Mi segua, la porto da sua zia.
17
La casa colonica era minuscola, con un tetto basso di paglia e due finestrelle su entrambi i lati
dell'ingresso principale. Era decisamente vecchia e dava l'impressione di poter crollare da un momento
all'altro, ma il bagliore che proveniva dal camino, all'interno, creava un'immagine accogliente e
Chrissie, alla fine, si sent sollevata di trovarsi l.
Jackie la scort fin sulla soglia e buss esitante alla porta. Sorrise a Chrissie ed entrambi
rimasero in attesa. Finalmente l'uscio si apr. Zia Kathleen aveva i capelli completamente grigi, il volto
rugoso e segnato dalle intemperie e camminava china in avanti, come se avesse il doppio dei suoi anni.
Scrut Chrissie con attenzione, poi si rivolse a Jackie. Acqua, per favore.
Certo, Miss McBride.
Fu allora che Chrissie not la piccola vasca sulla parete di fianco alla porta principale.
Jackie v'immerse le dita e gliene spruzz un po' addosso. Qualche goccia le and negli occhi e
lei scosse la testa.
Acqua santa, sussurr Jackie.
Kathleen tese la mano e Chrissie gliela strinse, imbarazzata per il fatto che il palmo sudaticcio
rivelasse il suo nervosismo. La mano della zia era incredibilmente ruvida e callosa; sembrava quasi che
indossasse guanti di pelle logori.
Tu devi essere Chrissie. Entra, prego. Puoi andare, Jackie, grazie.
Bene. Buonanotte, Miss McBride. Buonanotte, Chrissie.
Kathleen lo fulmin con lo sguardo, ma la ragazza si volt e gli fece un piccolo cenno di saluto
con la mano. Allora, che dici, lo togliamo, quel cappotto?
Chrissie obbed e lo porse alla zia, che se lo butt su un braccio. Poi fece un passo indietro e
squadr la nipote da capo a piedi. Be', non si direbbe, in fin dei conti.
Lei si lisci l'abito e si picchiett la pancia con una mano. Sono solo al secondo mese. Il parto
 previsto per aprile.
Kathleen parve sollevata. E stai bene, sei in buona salute?
S, grazie.
E il padre del bambino?
Chrissie non era in vena di subire una simile raffica di domande da parte di una perfetta
estranea, per quanto fosse una parente. Si limit a scuotere la testa.
Che cosa ti  saltato in mente, signorina? I tuoi genitori non ti hanno inculcato nessuna
morale? Hai idea della vergogna che hai recato a questa famiglia?
Comincio a capirlo, s. Il mento prese a tremarle e Kathleen ammorbid il tono.
Ne parleremo pi tardi. Sembri a pezzi. Forza, siediti accanto al fuoco, ti preparo una tazza di
t.
Si sedette e si tolse le scarpe. Non mi dispiacerebbe un bel bagno, se non  di troppo disturbo.
Sono quasi due giorni che viaggio.
Un bagno? Oh, Ges, Giuseppe e Maria! Ma dove credi di essere, signorina?
Chrissie diede un'occhiata in giro nella stanza spoglia, col suo arredamento misero, e si rese
conto dell'errore.
L'acqua, la prendiamo dal pozzo che c' fuori e la scaldiamo qui dentro. Kathleen indic la
grossa tinozza annerita appesa sopra il camino. Non  poi cos male. Ti ci abituerai. I servizi sono
fuori, dietro il fienile.
E dove dormir? chiese, trattenendo le lacrime.
L in fondo. C' una camera da letto sola.
Chrissie si volt e vide una brandina sistemata in un angolo.
Bene, disse Kathleen assumendo un tono ufficiale. A quanto pare, ci toccher imparare a
convivere. Non so per chi sar peggio ma, finch starai qui, dovremo cercare di andare d'accordo. Mi
sembra di capire che non hai nulla in contrario a lavorare...
Chrissie scosse la testa. No, certo. Do una mano... cio, davo una mano nell'ambulatorio di
pap.
Sto parlando di lavoro vero, signorina. Hai mai munto una vacca, trasportato una balla di
fieno, pulito una stalla o raccolto le messi con qualsiasi tempo, sole o pioggia? la sbeffeggi Kathleen.
Chrissie scosse di nuovo la testa.
Lo supponevo. Be', non sei qui per una vacanza. Mi aspetto che ti guadagni la pagnotta. Le
porse un barattolo di marmellata colmo di t. In tuo onore, ho tirato fuori il mio miglior servizio di
porcellana. Le fece l'occhiolino e sorseggi il suo t, mentre Chrissie abbozzava un debole sorriso.
Quando arriv il momento di andare a dormire, Chrissie ebbe il permesso di accompagnare
Kathleen al piano di sopra, in camera sua. In un angolo, c'era un tavolo con sopra un telo bianco e
immacolato, una candela a ciascuna estremit e in mezzo tre statue, la Madonna, san Giuseppe e una
riproduzione del Bambino Ges di Praga. Lungo il lato frontale, erano disposti, in bell'ordine, dei fiori
secchi.
 il mio altare, disse Kathleen con orgoglio. Puoi pregare qui con me prima di andare a
letto.
Grazie.
La famiglia che prega unita resta unita.
Kathleen s'inginocchi e Chrissie fece altrettanto. Il pavimento in legno era duro e implacabile
sotto le ginocchia, e lei si sforz di trovare una posizione comoda.
Kathleen intrecci le mani e chiuse gli occhi. Ti ringraziamo, Padre santo, per aver condotto
Chrissie sana e salva nella nostra casa. Invochiamo la tua guida per l'infelice condizione in cui si trova.
Preghiamo perch la sua anima possa espiare la sua colpa prima che lei lasci questo mondo per l'altro.
Ti ringraziamo per i raccolti che abbiamo sin qui ottenuto dai campi e ti preghiamo affinch le nostre
messi continuino a crescere in abbondanza. Ti ringraziamo perch vegli sulle nostre bestie al pascolo.
Ti preghiamo di continuare a vegliare su Jackie e sugli altri, e di preservarli dalle malattie e dalle
disgrazie nei mesi invernali. Ti preghiamo, Padre, di perdonarci per i nostri peccati. Amen.
Amen, ripet Chrissie, e cerc a fatica di rimettersi in piedi, ma Kathleen la afferr per un
braccio e la costrinse a rimanere gi.
Santa Maria, Madre di Dio... disse Kathleen.
Chrissie lanci un'occhiata furtiva alla zia, incerta sul da farsi.
Prega per noi, sussurr Kathleen.
Ah, s. Prega per noi, ripet Chrissie.
San Giuseppe... Kathleen diede una forte gomitata nelle costole alla nipote.
Prega per noi.
Amen, disse Kathleen, e finalmente si alz.
Amen, le fece eco Chrissie, imitandola.
Mmm. Deduco che non sei una fedele assidua, comment in tono di disapprovazione.
No, in effetti. Sai, pap  un medico. Crede nel potere della medicina pi che nella preghiera,
quindi io non sono mai andata molto in chiesa. Andavamo alla messa di mezzanotte la vigilia di Natale,
e ovviamente ai matrimoni, ai funerali e ai battesimi, ma a parte questo, no, non posso dire di aver
frequentato la chiesa.
Forse, se l'avessi fatto, adesso non saremmo qui a dirci queste cose. Kathleen serr le labbra
in una smorfia di disgusto e scosse la testa. Vai pure a dormire, adesso. Ci alziamo alle cinque e
mezzo per le preghiere. Puoi raggiungermi di sopra, davanti all'altare. Poi c' giusto il tempo di andare
a prendere l'acqua prima che le campane della chiesa suonino per l'Angelus delle sei. Dopodich ci
sono la mungitura del mattino e la colazione. Darai una mano per le faccende domestiche, ma mai, in
nessun caso, dovrai parlare della tua situazione, n con Jackie n con gli altri. Siamo intese?
Chrissie annu, mesta. S, zia Kathleen.
Per lavarti, puoi prendere un po' di acqua calda dalla tinozza, e ai piedi del tuo letto c' un
vaso da notte. Serve solo per la notte, per; di giorno, devi usare il bagno che sta fuori. Hai qualche
domanda?
No.
Bene, ci vediamo domattina, allora. Buonanotte.
Chrissie scese lentamente al piano di sotto e accost una sedia al fuoco. Era impossibile
scaldarsi in quel posto e, quando espir, il suo respiro rimase sospeso in una nuvoletta. La zia aveva
sistemato il camino per la notte e il calore che emanava era minimo. L'acqua nella tinozza era ancora
abbastanza tiepida, per, e Chrissie ne vers un po' in una scodella, prese una salvietta che la zia le
aveva lasciato sulla brandina e lentamente cominci a lavar via la sporcizia che le avevano lasciato
addosso i due giorni di viaggio. Non appena si tolse i vestiti e inizi a lavarsi, si mise a tremare in
maniera incontrollabile. In quel momento, avrebbe dato qualsiasi cosa per un lungo bagno in una vasca
bollente.
Frug nella valigia e trov la sua camicia da notte. Quando se la infil dalla testa, il ben noto
odore di casa sua la travolse. Wood Gardens aveva un profumo molto particolare, con quel suo sentore
di medicinali, la fragranza della cera d'api che usavano per lucidare gli armadietti nell'ambulatorio e il
gradevole aroma della cucina di sua madre. Chrissie sent un'enorme, improvvisa voglia di piangere.
Le mancavano tantissimo il suo letto, il conforto delle braccia della madre e la devozione
incondizionata di Leo. Si sdrai tra le lenzuola e si tir le coperte sino al mento. Anche sotto tutti
quegli strati che la immobilizzavano, non riusciva a scaldarsi le ossa e, a furia di tremare, le stava
venendo il mal di schiena.
Si chiese che cosa stesse facendo Billy in quel momento. Chiss se provava qualche rimorso per
il modo insensibile in cui l'aveva lasciata... Lei lo amava davvero ed era sicura che, se solo ne avesse
avuto la possibilit, avrebbe saputo renderlo felice. Anche sua madre avrebbe dovuto essere pi forte, e
non consentire a suo padre di cacciarla di casa a quel modo. Faceva ancora parte della famiglia ed era
decisa a tornarci, un giorno, lei e il bambino.
Samuel Skinner strinse disperato la mano della moglie, desiderando con tutto se stesso che
sopravvivesse. Le ultime ventiquattr'ore gli avevano irrimediabilmente cambiato la vita. Aveva gi
detto addio alla sua unica figlia, diretta in Irlanda per il disonore. L'aveva costretta a partire appena in
tempo, prima che Billy venisse strisciando a chiederle perdono. Sembrava fosse riuscito a convincere
Mabel di voler sposare Chrissie. Era assurdo. No, il bambino sarebbe stato dato in adozione e sarebbe
uscito per sempre dalle loro vite. Si alz e si pass le mani tra i capelli. Gli era appena tornata in mente
la reazione che Mabel aveva avuto quando lui le aveva comunicato i suoi piani riguardo al bambino.
Dovrai passare sul mio cadavere, gli aveva detto con aria di sfida.
Si chin su di lei e le accarezz le guance. Mabel, Mabel, svegliati, ti prego. Mi dispiace,
Mabel. La scosse con dolcezza per le spalle, anche se sapeva che non sarebbe servito a niente. Le
pos il capo sul petto, per trovare conforto nel ritmo regolare del suo respiro, ma la sua cassa toracica
era perfettamente immobile. Le strinse una mano; sent che il suo sangue stava gi diventando gelido.
Mabel, no! Ti prego, non lasciarmi. Emise un urlo primitivo che fece accorrere un'infermiera.
Dottor Skinner, che cosa c'?
Lui cadde in ginocchio di fianco al letto. Se n' andata, disse con voce rotta. Se n' andata.
Quando il dottor Skinner rincas, erano le due del mattino. Avrebbe dovuto essere esausto, ma,
in verit, aveva l'impressione che non avrebbe mai pi dormito. Si vers una robusta dose di whisky e
si accasci nella poltrona della cucina. Leo grattava la porta sul retro e guaiva per chiedere di uscire.
Vieni qui, amico. Sei tutto quello che mi resta, adesso, gli disse il dottor Skinner.
Leo si avvicin lemme lemme e lasci che il dottore lo accarezzasse sulla testa.
Siamo rimasti io e te soli. Che cosa faremo?
Il cane si sedette ai piedi del padrone e scodinzol.
L'intera faccenda era colpa di quel maledetto Billy. Se non avesse messo incinta Chrissie, lei
non sarebbe stata in Irlanda, adesso. Mabel non sarebbe uscita cos agitata quella sera e forse avrebbe
visto la macchina che l'aveva investita. Se solo Chrissie non avesse messo gli occhi su quel... quel... Il
dottor Skinner scaravent il bicchiere di whisky in mezzo alla stanza e, quando and in frantumi, con
una macchia di liquido dorato che colava gi dal muro, Leo si precipit al riparo sotto il tavolo. Skinner
reclin la testa all'indietro sullo schienale della poltrona e chiuse gli occhi. Ovviamente, non poteva
dire a Chrissie che la madre era morta. La notizia l'avrebbe convinta a tornare di corsa a casa, tra le
braccia di Billy. No, era meglio lasciare le cose come stavano. Per quanto lo riguardava, Chrissie era
morta come sua moglie.
18
Chrissie era alla fattoria da due mesi quando sua zia si ammal. Aveva capito subito che
qualcosa non andava, perch aveva visto un mucchio di pazienti di suo padre con gli stessi sintomi.
Zia Kathleen, penso che dovresti startene a letto e non qui in cortile. Fa freddo e peggiorerai le cose.
Come faccio ad andare a letto con tutto il lavoro che c'? Smettila di agitarti, signorina, e
lasciami spicciare le mie faccende in pace. Non sono mai stata malata un solo giorno in vita mia.
Stasera mi prender un bel cucchiaione in pi di malto e olio di fegato di merluzzo e sar in perfetta
forma. Toss violentemente, espettor il catarro che le si era accumulato in gola e sput il grosso
globulo verde per terra.
Chrissie si volt, disgustata, non prima di aver notato le striature di sangue rivelatrici. Quando
lei le mise un braccio intorno alle spalle, la zia tremava; l'accompagn vicino al muro, in modo che
potesse appoggiarsi a riprendere fiato. Per via dell'ennesima morsa di gelo implacabile, tutto il terreno
era duro come pietra. Il bestiame vagava sconsolato per i campi e le galline, che di solito razzolavano
libere per il cortile, erano ammucchiate l'una addosso all'altra e gonfiavano le piume nel vano tentativo
di scaldarsi.
Zia Kathleen, credo che tu sia molto malata. Potrebbe essere tubercolosi. Ho gi visto questi
sintomi diverse volte.
Kathleen si asciug gli occhi con un fazzoletto ingrigito. Assurdo. Tubercolosi! Chi ha mai
sentito una cosa del genere? E dove mi sarei presa una malattia che non ho mai nemmeno sentito
nominare?
L'hai gi sentita, zia Kathleen, anche se forse la chiami consunzione.
Lei ci pens su e per un istante parve perplessa. Be', come ti ho detto, non sono stata
ammalata nemmeno un giorno in vita mia.
Ragione in pi, allora, per andartene a letto subito. Posso sbrigare io del lavoro in pi; sono
diventata veloce nella mungitura. Per giunta, se non erro, la tubercolosi  contagiosissima. Non vorrai
mica infettare Jackie e gli altri, vero? E sono sicura che non vuoi che la prenda io. Sarebbe pericoloso
per il bambino.
Non appena Chrissie menzion il bambino, Kathleen si port un dito davanti alla bocca e si
guard intorno, circospetta. Forse hai ragione. Mi sento uno straccio, quindi vado.
Siamo intese, allora. Appoggiati a me, ti porto dentro.
Pi tardi, quel pomeriggio, mentre Chrissie mescolava una pentola di brodo di pollo sul fuoco,
sent la zia tossire con violenza. Vers un po' di brodo in una ciotola, stacc un pezzo di pane lievitato
col bicarbonato di sodio da una pagnotta che aveva cotto poco prima e si avvi lentamente su per le
scale. La zia aveva il volto bianco come il gesso e gli occhi rossi e gonfi. Sconvolta, Chrissie le tast la
fronte, che, a dispetto dell'aria umida e fredda, era bollente. Appoggi brodo e pane sul comodino,
corse di sotto e spalanc la porta. Jackie! Jackie!
Jackie lasci cadere a terra gli attrezzi e usc dal fienile, coi due cani al seguito. Che c'?
Ho bisogno che tu vada di corsa in citt a chiamare il dottor Byrne, subito.
 per Miss McBride?
S. Sbrigati, per favore.
Jackie gir immediatamente i tacchi, prese il vecchio Sammy, che era legato in cortile a gustarsi
il suo fieno e, senza darsi pena di sellarlo, gli salt in groppa. Gli diede un calcio nei fianchi e il cavallo
reag all'istante. Uscirono dal cortile al galoppo, con Jackie che mulinava le braccia e tentava con tutte
le forze di restare aggrappato alla sola cavezza.
Ci vollero due ore prima che fosse di ritorno col medico. Chrissie gli spieg i sintomi mentre
salivano insieme le scale. Credo si tratti di tubercolosi, concluse.
Il dottor Byrne la guard accigliato. La ringrazio moltissimo, ma qui quello che deve fare la
diagnosi sono io.
Certo, mi scusi. Vuole una tazza di t, dottore? Ho gi messo su l'acqua.
Due cucchiaini di zucchero, grazie. Poi si rivolse alla zia, che sembrava sonnecchiare.
Allora, che succede?
Kathleen si dest e si sforz di aprire gli occhi gonfi. Dottor Byrne? Che cosa ci fa qui? Non
ho i soldi per pagarla, non l'ho chiamata io. Sar stata mia nipote, non doveva impicciarsi.
Questo sar io a deciderlo, replic il dottore aprendo la borsa e tirando fuori un termometro.
In ogni caso, puoi pagarmi con un pollo e una vaschetta di uova.
Non sto bene, dottore. A essere sincera,  un po' che me ne sono accorta.
Lo so, sono qui apposta. Il medico armeggi con lo stetoscopio.
No, non capisce. Kathleen lo afferr per un polso. Adesso che  qui, ho bisogno che faccia
una cosa per me.
 proprio quello che sto cercando di fare, se me ne dai la possibilit. Le allontan la mano.
L in fondo. Kathleen indic una piccola cassettiera. Nel primo cassetto in alto c' un
biglietto arrotolato intorno a delle banconote. Ho bisogno che lo dia a padre Drummond.
Per chi mi hai preso? Sono un medico, non un postino.
Kathleen ebbe un altro violento attacco di tosse. La prego, dottor Byrne.  importante.
Pi tardi, quella sera, dopo che il dottor Byrne se ne fu andato, confermando con riluttanza la
sua diagnosi, Chrissie mescol del cacao in polvere in due tazze di latte caldo. Grazie ai medicinali che
le aveva somministrato il medico, sua zia dormiva della grossa. Jackie? Colse il barlume della
lampada a petrolio in fondo al fienile e il debole fruscio del fieno quando lui si mosse.
Chrissie? Aspetta, un attimo e sono da te. Doveva essersi appisolato, perch aveva pezzi di
fieno tra i capelli.
Ho fatto un po' di cioccolata.  in cucina.
Ah, grazie. Vuoi che venga a prenderla?
No, voglio che vieni in casa con me, cos possiamo berla insieme.
Jackie esit. Be', non sono sicuro che Miss McBride approverebbe. Mi porta sempre la
cioccolata fuori dalla stalla.
Per favore, Jackie. Ci facciamo compagnia e per di pi lei dorme profondamente. Il dottor
Byrne le ha dato una medicina per farla riposare.
Allora va bene, credo. Prendo solo la giacca.
Chrissie aveva attizzato il fuoco in cucina e aggiunto della torba, e la stanza era molto
accogliente. Dopo essersi accomodati con la confortante tazza di cioccolata tra le mani, cominciarono
entrambi a rilassarsi. Chrissie si sentiva a proprio agio in presenza di Jackie; non fosse stato per lui, non
pensava sarebbe riuscita a tollerare quel posto. Dal suo arrivo, zia Kathleen si era leggermente
ammorbidita, ma era sempre irremovibile sul fatto che non si dovesse dire niente a nessuno del
bambino, e quindi Chrissie era sempre piuttosto sola. Negli ultimi due mesi, aveva scritto alla madre
diverse volte ed era rimasta molto amareggiata nel non aver ricevuto risposta. Tuttavia, secondo zia
Kathleen, non si trattava di un fatto insolito. Le poste erano sempre state inaffidabili e ci volevano mesi
per mettersi in contatto con qualcuno, e con la guerra era ovvio che le cose fossero peggiorate. Chrissie
avvert una fitta al cuore quando pens a sua madre, alla sua casa, a Leo e a Billy. Nonostante il suo
comportamento, non era riuscita a toglierselo dalla testa e gioiva segretamente all'idea di portare suo
figlio in grembo. Era convinta che un giorno sarebbero stati di nuovo insieme, ed era quella certezza a
darle la forza per andare avanti. Si accarezz con delicatezza la pancia e sorrise tra s.
Un soldo per i tuoi pensieri.
Oh, stavo solo pensando a casa mia. S, insomma, a quanto mi mancano tutti quanti.
Non parli mai di casa tua, Chrissie. Raccontami.
Fece spallucce. Non c' molto da dire, in realt. Sono nata e cresciuta a Manchester. Sono
figlia unica, mio padre  medico e mia madre levatrice. Tutto qui.
Sembri molto triste, per. Perch non te ne torni semplicemente a casa se ti manca tanto?
Sospir. Magari fosse cos facile. Le lacrime cominciarono a scorrerle piano sulle guance.
Jackie le mise un braccio esitante intorno alle spalle, gettando un'occhiata verso la scala.
Avanti, Chrissie, perch non mi dici cos' che ti tormenta? Non pretendo di avere la risposta, ma sono
sicuro che confidarti ti far stare meglio.
Non posso, mormor Chrissie.
Di me ti puoi fidare. So che ci conosciamo da poco, ma siamo amici, no?
Era vero. Per certi versi, Jackie le ricordava Clark. Anche se era molto pi alto, aveva gli stessi
capelli rossi e lo stesso volto gentile. Chrissie si chiese dove fosse Clark in quel momento. Con ogni
probabilit, stava combattendo da qualche parte, e con lui forse anche Billy. Probabilmente erano stati
mandati lontano, chiss dove, a difendere il loro Paese, rischiando la vita ogni giorno. Forse doveva
considerarsi fortunata. Se non altro, era al sicuro. L'Irlanda si era dichiarata neutrale e non intendeva
prendere parte alle ostilit.
Chrissie? La faccia angosciata di Jackie la riport al presente.
Si ricompose. Sto bene, davvero.  di zia Kathleen che dobbiamo preoccuparci, ora.
Hai ragione. Che cos'ha detto il dottore?
Be', per la tubercolosi, si pu provare con l'intervento chirurgico, ma zia Kathleen non
acconsentirebbe mai e inoltre, a questo stadio, pu non essere necessario. Mio padre di solito praticava
una procedura che si chiama 'piombaggio polmonare', in cui il polmone infetto viene fatto collassare in
modo che abbia il tempo di riposare e guarire, ma, quando ho accennato a questa tecnica col dottor
Byrne, lui sembrava non sapere di cosa stessi parlando. Se fossimo a Manchester, mio padre la
manderebbe in sanatorio, dove il clima salutare e una dieta sana l'aiuterebbero a combattere
l'infezione, per, a essere sincera, anche ammesso che qui esista un posto del genere, zia Kathleen non
lascerebbe mai la fattoria, vero? No, baderemo noi a lei. Io mi assicurer che mangi bene, si riposi in
abbondanza e si rimetta in forze. Tu assumerai il controllo della fattoria, cos che possa stare
tranquilla.
Potrei prepararle l'Irish stew che faceva mia mamma. Sicuro come l'oro che la rimette in piedi
in un baleno.
Chrissie lo guard con tenerezza. Che gentile. Grazie, Jackie. Lo apprezzerei molto e so che
anche alla zia farebbe piacere.
Farei qualunque cosa per Miss McBride.
Ti mancano molto i tuoi genitori?
Eccome. Ero figlio unico, cosa rara qui in Irlanda. Eppure mia madre non ha pi avuto figli
dopo di me.
Che cosa gli  successo? Ai tuoi, intendo.
Si sono presi la consunzione. Sono morti a distanza di un paio di giorni l'uno dall'altra. Ho
tenuto la mano a mia madre finch non ha esalato l'ultimo respiro. Infil una mano nel collo del
maglione e tir fuori una catena d'oro, cui erano appesi tre anelli, che tintinnarono brillando alla luce
del fuoco. Sono le fedi dei miei genitori e l'anello di fidanzamento della mamma. Non me li tolgo
mai. Li baci e li rimise a posto, poi chiuse gli occhi e si diede una leggera pacca sul petto.
Chrissie pens alla sua, di madre. Sapeva che, se le fosse accaduto qualcosa, non sarebbe
riuscita a sopportarlo. Mi dispiace, Jackie.
Il suo volto s'incup. Questa tube... tuberclo...
Tubercolosi, lo corresse Chrissie.
Gi, quella. Non  cattiva come la consunzione, vero? Cio, non potrei sopportare di perdere
anche Miss McBride.
Chrissie non os dirgli che erano la stessa cosa. No, Jackie, non ti preoccupare. Ci
assicureremo che Miss McBride si riprenda. Basta che tu torni qui domani e le prepariamo insieme una
bella dose dello stufato di tua mamma. Da come ne parli, sembra in grado di resuscitare i morti. Gli
prese una mano e aggiunse spavalda: Miss McBride non morir, te lo prometto.
Il giorno seguente, Chrissie era seduta accanto al camino a rammendare alcuni sacchi. Era
abituata a ricucire i calzini, ma quel compito era molto pi faticoso. L'ago era ricurvo, appiattito e
molto affilato, e farlo passare attraverso il tessuto spesso e robusto era un'impresa. Jackie era di sopra
con la zia, e le dava da mangiare lo stufato di sua mamma. Non conteneva molta carne, ma, per
compensare la carenza di proteine, Jackie aveva affettato una gran quantit di verdure fresche, e il
risultato era un brodo delizioso e nutriente che si sarebbe rivelato pi benefico di qualsiasi medicina.
Era su da un po', e Chrissie si chiese come mai ci stesse mettendo tanto. Sua zia era cos debole che ne
avrebbe sorbito solo un paio di cucchiaiate, quindi Jackie avrebbe dovuto essere gi sceso...
Fin di rammendare un altro sacco e, visto che l'acqua sul fuoco aveva cominciato a bollire,
mise il t in infusione per Jackie dentro un barattolo di marmellata. Pur pensando che fosse
un'esagerazione, aggiunse i due cucchiaini di zucchero che lui desiderava, e sal lentamente le scale.
Spalanc piano la porta della camera da letto e diede un'occhiata in giro. Jackie era disteso
accanto a Kathleen, la testa sul cuscino e un braccio sul corpo senza vita di lei.
Jackie, che cosa diavolo stai facendo?
Lui si mosse leggermente ma non rispose.
Con una sgradevole sensazione di paura che le attanagliava la pancia, Chrissie si avvicin al
letto per poi indietreggiare inorridita alla vista del volto cereo della zia. Quel po' di colore che Kathleen
aveva se n'era andato, lasciandola pallida come una statua erosa dagli agenti atmosferici. Oh, Jackie.
Perch non sei venuto a chiamarmi? Gli pos una mano sul braccio.
Lui la scroll e seppell la faccia nel cuscino.
Jackie, mi dispiace tanto. So quanto tenevi a Kathleen. Appoggi il barattolo di t sul
comodino, poi con dolcezza copr il viso della zia col lenzuolo. Vieni gi, per favore. Dobbiamo
chiamare il medico.
Lui si tir a sedere e la guard.  un po' tardi, non credi? Mi avevi promesso che non sarebbe
morta. La sua voce era poco pi di un singhiozzo soffocato.
Chrissie gli prese le mani tra le sue. Lo so, scusami. Evidentemente, stava peggio di quanto
pensassimo.
Perch capitano sempre a me? Tutti quelli cui tengo muoiono. Sono qui da cinque anni.
Pensavo di aver trovato una casa per la vita, e adesso questo.
Lei guard fuori dalla finestra, verso il grigio del cielo novembrino. Dobbiamo andare in citt
a chiamare il dottore. Sar buio presto e io devo provare anche a contattare mia madre. Forza, Jackie, ci
andiamo insieme.
Si alz e gli tese una mano. Lui gliela prese con esitazione e la segu. Sulla soglia, si volt a
guardare la sagoma senza vita che giaceva sotto le coperte. Addio, Miss McBride. Cacci indietro le
lacrime. Non dimenticher mai quello che ha fatto per me.
19
Era la mattina di Natale, e Chrissie e Jackie sedevano in cucina accanto al fuoco. Kathleen era
morta da pi di un mese, ma la vita alla fattoria proseguiva inesorabile. Erano appena rientrati dalla
mungitura del mattino, compito che aveva richiesto il doppio del tempo, perch quel giorno erano loro
due soli. Avevano concesso a Michael e Declan una giornata libera per stare con le rispettive famiglie,
e loro avevano accettato senza esitare. Il proprietario della fattoria adesso era Jackie. Kathleen
gliel'aveva lasciata nel testamento, assicurandosi in tal modo che avesse una casa per tutta la vita, cos
come gli aveva sempre promesso. Bench non avessero legami di sangue, Kathleen era arrivata a
considerarlo parte della famiglia. Sapeva che, sul lavoro, Jackie aveva la stessa etica dei suoi genitori e
che, con lui, la fattoria sarebbe stata in buone mani.
La cerimonia funebre era stata sobria e raccolta, con solo Chrissie, Jackie, Michael, Declan e
padre Drummond. Dopo diversi tentativi, Chrissie era finalmente riuscita a chiamare casa. Aveva
parlato col padre in tono distaccato, giusto per sentirsi dire che sua madre era fuori per un'emergenza e
che in ogni caso non sarebbe potuta venire al funerale. Suo padre non le aveva nemmeno chiesto come
stesse, e da quel momento Chrissie aveva giurato che non gli avrebbe mai pi rivolto la parola. Quando
aveva sentito Leo abbaiare in sottofondo, aveva pensato che il cuore le sarebbe scoppiato dal dolore.
Per il pranzo di Natale, Jackie aveva ammazzato un pollo che stava ora cuocendo in pentola. Un
boccale di birra tiepida  regalo di Michael e Declan  era appoggiato sulla trave sopra il camino.
Chrissie vers due bicchieri della bevanda scura e schiumosa e ne porse uno a Jackie. Salute. Buon
Natale.
Jackie lev il bicchiere e lo fece tintinnare contro quello di Chrissie. Lei sorrise e bevve un
sorso. Fece una smorfia e lui scoppi a ridere. Bisogna farci l'abitudine, credo.
Chrissie si asciug la schiuma dalle labbra col dorso di una mano. Sei adorabile quando ridi.
Lui guard a terra, imbarazzato, e poi si occup del pollo. Ancora un'ora e sar pronto.
Jackie, siediti, per favore. Ho bisogno di parlarti.
Lui sgran gli occhi in preda al panico. Non hai intenzione di andartene, vero?
Perch salti subito a questa conclusione? Ho bisogno di dirti perch sono qui e perch non
posso ancora tornare a casa. Mia zia ha insistito che mantenessi il segreto, ma ormai non vedo come si
possa ignorare oltre l'argomento. Sbotton il cardigan di lana e si diede una lisciata alla camicetta, in
modo che la pancia fosse ben visibile.
Jackie si accigli e si mosse a disagio sulla sedia. Sei...
S. Sono quasi al sesto mese.  stato mio padre a mandarmi qui; non poteva vivere con la
vergogna di avere una puttana per figlia.
Non dire cos! Jackie s'inginocchi subito accanto a lei. E il padre del bambino?
Chrissie sospir. Lui ... era... l'amore della mia vita. Lo amavo con tutto il cuore ma, quando
gli ho detto di essere incinta, non ha voluto saperne.
Jackie serr i pugni. Bastardo...
Non dire cos, non  stata colpa sua. Penso fosse spaventato. Era appena scoppiata la guerra,
eravamo entrambi giovanissimi, ci frequentavamo da poco e mio padre lo detestava. Chrissie si
asciug una lacrima. Lo amavo davvero, per, e sono sicura che anche lui mi amava... Si schiar la
voce e si raddrizz. In ogni caso,  tutta acqua passata, ormai. Lui non ha idea di dove mi trovi e io
non ho idea di che cosa gli sia capitato. Con ogni probabilit,  da qualche parte a combattere.
Jackie sollev lo sguardo sui suoi occhi celesti. Cosa farai?
 proprio di questo che ti volevo parlare. Mi chiedevo se potessi restare qui, almeno sino alla
nascita del bambino. Poi me ne torner a Manchester a testa alta e mio padre dovr semplicemente
accettarlo. Non appena mia madre vedr il suo nipotino, tutto si sistemer.
Jackie fece un debole sorriso e la baci dolcemente sulla fronte. Mi prender cura io di te e del
bambino. Questa sar casa tua finch lo vorrai.
Chrissie tir un sospiro di sollievo. Grazie, Jackie. Non so che cosa farei senza di te. E
comunque,  ora che tu la smetta di dormire nel fienile. Questa  casa tua, adesso. Penso che dovresti
trasferirti nella camera da letto di mia zia.
Oh, non potrei. Non mi sentirei a mio agio.
Be', prendi almeno il mio letto laggi nell'angolo. Mi trasferir io di sopra, per il momento.
Lui parve dubbioso, ma alla fine ammise che Chrissie aveva ragione. Va bene, allora. Se ne sei
sicura.
Chrissie sorrise e prese di nuovo in mano il bicchiere di birra. Salute! Il secondo sorso non fu
pi gradevole del primo e, quando la birra le tocc le papille gustative, lei rabbrivid.
Nei mesi invernali, la vita alla fattoria and avanti, e Chrissie e Jackie vissero sereni nonostante
le asprezze del clima e il duro lavoro quotidiano. Agli inizi di marzo, Jackie disse a Declan di
ammazzare un maiale per festeggiare il ventesimo compleanno suo e di Chrissie. Si era scoperto,
infatti, che erano nati a distanza di una settimana l'uno dall'altra. La carcassa dell'animale adesso era
appesa a testa in gi, pronta per essere immersa nell'acqua che era stata messa a scaldare sul bruciatore
a torba.
Chrissie entr nel capannone e si avvicin a Jackie. Stai lavorando sodo. Quando sar
pronto?
Per via del vapore che fuoriusciva dall'acqua, lui aveva la faccia rossa e i capelli appiccicati alla
fronte. Se l'asciug con una manica. Ho paura che ci vorr ancora un po'. Le mise un braccio intorno
alle spalle. Tu, tutto bene?
Chrissie si massaggi la schiena dolorante. Voglio solo che questo bambino nasca.
Ormai  questione di poche settimane. Prese in mano i quattro piedi che aveva tagliato via al
maiale. Li gradiresti per il t?
Arricci il naso, disgustata. No di certo. So benissimo in che cosa ha camminato quel maiale.
Jackie rise e cerc di non pensare a quanto gli sarebbe mancata quando fosse tornata a
Manchester dopo la nascita del bimbo.
Un paio di settimane pi tardi, un rumore insolito mise Jackie in allarme. Un carretto trainato da
un asino entr in cortile, i cani presero ad abbaiare con foga e le galline a volare in aria in una nuvola di
polvere. Padre Drummond smont, leg l'asino a un pilastro e url un saluto a Jackie.
Padre Drummond, che piacere inatteso! Perch non entra a bere una tazza di t?
Non dico di no, grazie.
I due uomini spinsero la rigida porta d'ingresso della casa. Chrissie stava sferruzzando accanto
al camino e sollev lo sguardo, sorpresa. Padre Drummond, che bello vederla. Metto l'acqua a bollire.
Jackie, vai per favore a prendere il servizio bello? Non poteva lasciare che bevesse da un barattolo di
marmellata.
Quando furono tutti seduti davanti a una tazza di t, padre Drummond si schiar la voce e
cominci a parlare: Il fatto  che la gente, s, insomma... mormora.
Di che cosa? chiese Chrissie inalberandosi subito.
Padre Drummond parve in evidente disagio. Ehm, tua zia mi metteva sempre un pizzico di
whisky nel t. Ti dispiace? chiese, porgendole la tazza.
Jackie allung un braccio a prendere la bottiglia dallo scaffale in alto, soffi via la polvere e ne
vers un goccio nella tazza dell'ospite.
Il prete bevve un sorso. Ah, molto meglio. Dunque, dov'ero rimasto?
La gente mormora. Chrissie incroci le braccia con aria spavalda.
Ah, s. Bene. Questa situazione in cui siete. Voglio dire, vivere come marito e moglie quando
non siete nemmeno sposati e...
Non viviamo come marito e moglie. Io dormo al piano di sopra, nella camera di mia zia, e
Jackie l in fondo. Indic la brandina nell'angolo.
Capisco, ma il bambino...
Jackie rispose con calma: Il bambino non c'entra niente con me, padre. Non  mio, cio.
Chrissie  qui come mia ospite e io mi prender cura di entrambi finch lei non decider di andarsene.
Spero ardentemente che quel giorno non arrivi mai, ma Chrissie  libera di tornare alla sua vita di
prima quando vuole. La faccenda  soltanto affar nostro, padre, e non lascer che i pettegolezzi la
trasformino in qualcosa di sporco. Chrissie significa tutto per me. Non avrei potuto superare gli ultimi
mesi senza di lei, e non so che cosa far quando decider di andar via. Le appoggi saldamente le
mani sulle spalle.
Entrambi fissarono risoluti padre Drummond, che se non altro ebbe la decenza di mostrarsi in
imbarazzo. Bene, vedo che hai ereditato l'ostinazione di tua zia, Chrissie. Tuttavia sono state gi da
tempo prese disposizioni per la nascita del bambino.
Disposizioni? Che genere di disposizioni?
Padre Drummond continu in maniera pacata ma decisa: Tua zia mi aveva informato sulle tue
condizioni.
Vuol dire della gravidanza? lo interruppe Chrissie.
S, certo. Mi ha chiesto di trovarti un posto dove tu potessi partorire, un posto lontano da occhi
indiscreti e dalle chiacchiere, un posto in cui potessi mettere alla luce il bambino in pace e al sicuro.
Sta parlando di un ospedale?
Ehm, no. Ma della migliore alternativa. Ho disposto che tu vada in convento.
In convento? Ma io non sono cattolica.  consentito lo stesso?
Come ti ho detto, tua zia mi ha pregato di aiutarti e io le ho promesso che l'avrei fatto. Fidati
di me, per te  la soluzione migliore.
Forse ha ragione, Chrissie, intervenne Jackie. Immagina come sarebbe partorire qui, in
questa casa umida, senza riscaldamento n acqua corrente... E cosa succede se qualcosa va storto?
Chrissie dovette riconoscere che non aveva tutti i torti. Con l'esperienza che si era fatta a furia
di assistere le pazienti di sua madre durante il travaglio, era ben consapevole dei rischi che correva.
Quanto verrebbe a costare?
Niente, che diamine, spieg padre Drummond.  questo il bello. Entri in convento, dove si
prendono cura di te e del bambino, e in cambio fai qualche lavoretto per le suore.
Che tipo di lavoro? chiese Chrissie circospetta.
Be', vediamo. Loro ritirano la biancheria sporca dagli alberghi, dai ristoranti, dalle canoniche
della zona, e hanno anche una piccola fattoria dove coltivano ortaggi che poi rivendono. Tu ci sei
abituata.
Che ne pensi, Chrissie? domand Jackie. Sembra la soluzione perfetta. Non potremmo mai
permetterci di pagare un ospedale, e Miss McBride ovviamente pensava fosse meglio cos.
Dai ascolto a Jackie.
Per quanto tempo dovrei rimanerci?
Padre Drummond esit prima di rispondere: Dipende da te, Chrissie. Potrai restarci finch
vorrai.
La fa sembrare una vacanza.
Be', sarai ben accudita, replic il prete con una risatina nervosa.
Secondo me, ci devi andare, la incalz Jackie.
Chrissie fece un debole sorriso. Intesi, allora, padre. Porti pure a termine le disposizioni, per
favore.
Padre Drummond si alz.
I due uomini si strinsero la mano e Jackie lo accompagn alla porta. La ringrazio davvero
tanto, padre. Apprezziamo il suo aiuto.
Lui abbass lo sguardo.  dipeso tutto da Miss McBride, non scordartelo, figliolo.
Certo, padre. Stia bene.
Quando padre Drummond risal sul carretto, tast con la mano il biglietto di Kathleen McBride
che teneva nella tasca interna. Come poteva ignorare le ultime volont di una donna in fin di vita, anche
se tali volont avrebbero comportato un dolore indicibile per la sua giovane nipote?
20
1973
Tina era sdraiata sul divano del salotto, senza avere la minima idea di come ci fosse arrivata. La
testa le pulsava a ogni battito del cuore. Aveva l'impressione che il labbro spaccato fosse enorme e non
riusciva ad aprire un occhio; le sembrava come se qualcuno avesse versato della colla tra le palpebre e
le avesse attaccate insieme. Con l'altro, Tina riusc a individuare la figura indistinta di Rick che le
ronzava intorno. Prov a parlare, ma la sua lingua non collabor e rimase ostinatamente attaccata al
palato. Sentiva il sapore del sangue rappreso, e le torn in mente la visita dal dentista che aveva fatto da
bambina, quando le avevano tolto due denti. Il ricordo divenne all'improvviso cos vivido che Tina
percep perfino l'odore del gas che avevano usato per addormentarla. Dormire. Ecco di cosa aveva
bisogno, ci che desiderava di pi. Se soltanto avesse potuto dormire, si sarebbe svegliata e avrebbe
scoperto che era stato tutto un orribile incubo. Si sent sempre pi sprofondare in uno stato di buia
incoscienza, che accolse a braccia aperte.
Poco dopo, avvert qualcosa di tiepido sulla bocca. Si sforz di aprire l'occhio sano e vide Rick
a pochi centimetri da lei. Stava delicatamente premendo un panno umido sul suo labbro tumefatto.
Buongiorno, amore. Come ti senti?
Le ci volle un po' per registrare la domanda e ancora di pi per formulare una risposta. Che
cos' successo? fu tutto quello che riusc a dire.
Rick si volt per immergere il panno in una ciotola d'acqua tiepida e l'applic sulla guancia di
Tina. Hai avuto un incidente. Ieri sera sei rientrata tardi, era buio. Ti sono venuto incontro
nell'ingresso per sapere dov'eri stata, se stavi bene, e tu devi essere inciampata. Ho cercato di afferrarti,
ma sei caduta e hai battuto la testa contro la ringhiera. Mi sono preoccupato di brutto. Sono rimasto
tutta la notte qui seduto con te.
Tina era confusa. Ricordava vagamente di aver incontrato Rick nell'ingresso, ma tutto quello
che riusciva a rammentare dopo era il dolore lancinante. Era sicura ci fosse qualcosa, per... Il
bambino! Cerc di sollevarsi, ma lo sforzo le fece girare la testa.
Sstt, il bambino sta bene, tent di tranquillizzarla Rick.
Come fai a esserne sicuro? Devo vedere un medico.
No, url quasi Rick. Niente medici.
Tina si sdrai di nuovo sul divano. Mi fa male la testa, Rick. Cominci silenziosamente a
piangere.
Rick le pass con dolcezza una mano sulla fronte. Vado a prenderti un paio di tachipirine.
Torn pochi istanti dopo con una tazza di t e una fetta di pane tostato. Ecco, ti ho preparato qualcosa
per colazione. Non puoi prendere le pastiglie a stomaco vuoto. Le mise un braccio intorno alla schiena
e l'aiut a sedersi, sprimacciando i cuscini per farla stare pi comoda.
Lei abbozz una smorfia quando il t caldo le sfior le labbra. Mi spiace doverti dare tutto
questo disturbo.
Tina, sei mia moglie. In salute e in malattia e tutto il resto.
E il tuo lavoro?
Rick guard l'orologio sulla mensola del camino. Si era dimenticato di nuovo di caricarlo.
Comincio il turno tra un'ora. Te la caverai?
S, certo. Vai pure, star bene. Che giorno  oggi?
 sabato. Non preoccuparti del negozio, ho gi sistemato tutto io.
Era troppo stanca per protestare. Okay, ho solo bisogno di riposare.
Brava ragazza. Le schiocc un bacio sulle labbra, provocandole un'altra smorfia di dolore.
Rick era via da qualche ora quando Tina cominci ad avere fame. Fece scivolare con cautela le
gambe gi dal divano e si mise seduta. Un tremendo capogiro la travolse per qualche istante, ma poi
riusc a stabilizzarsi e si tir con calma in piedi. Indossava ancora gli abiti del giorno prima, e si sentiva
sporca e appiccicosa di sangue e sudore. Barcoll sino in cucina e contempl il disastro. Rick si era
evidentemente preparato la cena, la sera prima, e i resti erano sparsi ovunque. Uno strato di fagioli in
scatola era attaccato sul fondo di una pentola, il piano di lavoro cosparso di gusci d'uovo e su un piatto
unto c'erano due fette annerite di pane tostato.
Tina sospir e cominci a sparecchiare. Prese in mano un bicchiere e not che sul fondo c'era
una macchia sottile di liquido marrone. Bench avesse l'impressione di spiare e si odiasse per quello, se
lo avvicin al naso e inspir. L'odore del whisky innesc in lei una repentina, vivida messa a fuoco
degli eventi della sera precedente. Non era inciampata e a colpirle il volto non era stata la ringhiera ma
qualcosa di ben pi pericoloso: il pugno di suo marito. Barcoll sin nell'ingresso e si ferm ai piedi
della scala. Suo marito era un ubriacone violento e non sarebbe mai cambiato. Quella consapevolezza
le fece pi male di qualsiasi altro livido che lui le avesse procurato.
Immersa nell'acqua della vasca da bagno, ponder il da farsi. Era al settimo mese di gravidanza,
intrappolata in casa con un marito violento. Graham e Linda avevano ragione. Provava vergogna e
imbarazzo per la situazione in cui si era cacciata. Se ne sarebbe dovuta andare per sempre, stavolta, per
l'incolumit sua e del bambino, ma l'idea di tornare in quel sudicio monolocale la terrorizzava. Inoltre,
adesso non c'era modo di mostrarsi in pubblico. Sembrava avesse combattuto dieci round con Henry
Cooper.
Quando Rick torn a casa, Tina si sentiva un po' meglio, almeno fisicamente. Era riuscita a
preparare qualcosa da mangiare, e si sedettero entrambi al tavolo della cucina abbozzando una normale
conversazione.
Com' andata al lavoro? chiese lei in tono distaccato.
Non male. Un paio di teppisti sono saliti senza biglietto. Il controllore li ha inseguiti ma senza
speranza. Poi un moccioso si  pisciato addosso e per tutto il giorno il sedile ha puzzato di pip. Si
cacci un'altra forchettata di cibo in bocca. Grazie per la cena, tesoro. Dovevo essere io a prepararla,
per. Hai bisogno di riposo.
Sto bene. Tina scans il suo piatto ancora pieno.
Non lo vuoi? domand Rick allungandosi per servirsi un'altra porzione di pur di patate.
Non ho fame.
Hai bisogno di rimetterti in forze, se non per te, almeno per il bambino.
Tina fece un profondo respiro e si port le mani davanti al volto. So che sei stato tu, Rick.
Rick pos coltello e forchetta e cal il silenzio. Le scost le dita dal viso e la guard dritto negli
occhi. Sai che sono stato io a fare cosa?
Ieri sera. Non sono inciampata. Sei stato tu a darmi un pugno in faccia. Mi ricordo la puzza di
whisky e...
Lui balz in piedi. Che cosa? Come puoi pensare una cosa del genere? Un pugno in faccia?
Non lo farei mai... Cio, so di averti picchiata in passato, e me ne pento pi di ogni altra cosa, ma sono
cambiato, devi rendertene conto. Stiamo per diventare una famiglia, ora, e io non manderei mai tutto
all'aria. S'inginocchi di fianco a Tina e le appoggi la testa in grembo. Non riesco a credere che tu
pensi una cosa simile di me. Non mi sognerei mai di picchiare una donna incinta.
Tina era confusa. Lui sembrava contrito e sinceramente scandalizzato al pensiero che lei lo
ritenesse capace di tale violenza. Forse, dopo tutto, si era sbagliata nel ricostruire gli eventi della sera
prima. Gli mise una mano sulla testa e gli pass le dita tra i capelli folti e scuri. Scusami, Rick. La
memoria devi avermi giocato brutti scherzi.
Rick sollev su di lei uno sguardo implorante. Tina, ti prego. Devi cominciare a fidarti di me
se vuoi che la cosa funzioni.
Lo so.  solo che...
Lui si sollev e le mise un dito sulle labbra per zittirla. Basta parlare. Dimentichiamo la
faccenda.
Le strinse entrambe le mani e lei sorrise, tentando d'ignorare l'ammaccatura violacea ben
visibile sulle sue nocche.
21
Il clima divenne ancora pi freddo e umido, e l'intero Paese piomb in una grave crisi quando,
in seguito al brusco rialzo del prezzo del petrolio, vennero attuati ulteriori razionamenti di energia
elettrica. Rick e Tina ascoltarono alla radio il discorso in cui il primo ministro Heath annunciava alla
nazione che quello sarebbe stato il Natale pi difficile del periodo postbellico. Il giorno successivo, le
seicentocinquanta lampadine dell'albero di Natale di Trafalgar Square furono spente.
Fu in quell'atmosfera cupa che Rick e Tina uscirono a comprare una carrozzina. Tina l'aveva
assillato per settimane per convincerlo ad accompagnarla. Le pareva fosse una cosa che dovevano fare
insieme e lui aveva finalmente acconsentito. Si addentrarono a fatica nelle strade affollate e lui la prese
per mano. Quando un ragazzo che camminava nella direzione opposta la urt, facendola inciampare,
Rick la sorresse e si volt verso il giovane. Ehi, tu, guarda dove vai.
Il ragazzo si accorse che Tina era incinta e cominci subito a profondersi in scuse. Mi dispiace
tantissimo. Tutto bene? chiese sfiorandole un braccio.
Rick lasci andare immediatamente Tina e prese il giovane per il bavero della giacca. Non
toccare mia moglie. Non lo vedi che  incinta? Tu non le interessi. L'unico che ha il permesso di
toccarla sono io. Capito?
Il ragazzo alz le mani, in un gesto di resa. Calmati, amico. Non avevo nessun secondo fine.
Scusa se ho urtato tua moglie, okay?
Rick grugn e lo spinse contro il muro. Tina se ne stava in disparte e cercava di mescolarsi alla
piccola folla che si era radunata. Rick la prese per mano. Andiamo, tesoro. Poi, rivolto agli spettatori
curiosi: Lo spettacolo  finito, gente. Levatevi dai piedi. Si fece largo a grandi passi, trascinandosi
dietro la moglie.
Santo cielo, Rick. Tutta quella scena per cosa?
Non dirmi che non te ne sei accorta! Quel buffone ti si  strusciato addosso. Il modo in cui ti
guardava... e s che sei quasi al termine. Che schifo.
Tina sospir. Rick era convinto che ogni uomo con cui lei entrava in contatto stesse cercando di
portarsela a letto e una parte di lei ne era anche lusingata, perch era la dimostrazione di quanto
l'amava.
Dopo un po', Rick inizi ad avere il fiatone, sia per la rabbia sia per la velocit cui
procedevano. Tina era costretta a correre per stargli dietro.
Cos non va. Rick si ferm e fece un respiro profondo. Non posso andare a fare shopping
adesso, sono troppo agitato.
Rick, per favore, non rovinare tutto. Sono secoli che aspetto questo momento.
Lui si diresse verso un pub dall'altro lato della strada. Che ne dici di fare un salto qui dentro?
Ci beviamo una cosa veloce e mangiamo un boccone.
Tina esit. Sapeva che era una pessima idea, ma voleva disperatamente acquistare la carrozzina.
Dopo aver pranzato e trascorso un po' di tempo tranquilli insieme, forse lui si sarebbe calmato. Va
bene, ma solo per poco.
Rick si rianim e la prese di nuovo per mano. Fantastico. Forza, allora. Attravers la strada di
corsa, schivando il traffico, e Tina gli arranc dietro.
Quella sera, Rick era sdraiato sul divano, di pessimo umore. C'era stata l'ennesima sospensione
dell'energia elettrica e loro due sedevano in silenzio, circondati da candele. Inutile dirlo, il pranzo al
pub non si era rivelato granch, come idea. Dopo diverse birre, Tina aveva cercato di convincere Rick
ad andare a comprare la carrozzina, ma lui aveva assunto un atteggiamento battagliero e polemico,
sostenendo che non ne aveva nessuna voglia. Tina aveva suggerito di prendere un autobus per tornare a
casa e Rick si era dichiarato d'accordo, ma non prima di aver effettuato uno dei suoi costosissimi e
assurdi acquisti. Acquisto che adesso giaceva nel bel mezzo del salotto, custodito in un'enorme scatola.
Maledetto governo! Chi si credono di essere, a tagliare l'energia elettrica a questo modo?
Sono sicura che, se avessero saputo che oggi avresti comprato un televisore a colori, avrebbero
fatto un'eccezione. Tina era furente. Una TV a colori, santo cielo! Che cosa c'era che non andava nel
loro vecchio modello in bianco e nero? Cos i soldi per la carrozzina erano andati. Era avanzato ancora
qualcosa della vincita al Grand National, ma Rick aveva nascosto tutto chiss dove. Tina sospir e si
alz a fatica. Vuoi un t?
Rick la guard incredulo. Mi prendi in giro?
Tina si rese conto dell'errore e si mise di nuovo a sedere. Me l'ero scordato.
Siamo qui seduti quasi al buio e tu ti sei scordata che manca la corrente?
Rick, piantala, per favore. Non sono in vena di discussioni.
Lui scivol sul divano e le bisbigli all'orecchio: Sai di che cosa sono in vena io?
Tina ebbe un tuffo al cuore. Rick, ti prego, guarda in che stato sono. Sono enorme.
Le fece scivolare una mano nella camicetta e le palp il seno. Anche loro.
Strofin il volto sul suo collo e le diede un morso doloroso all'orecchio. Lei si volt per
chiedergli di smetterla, ma lui le chiuse le labbra con un bacio e le infil la lingua in bocca. Tina si
sforz di rilassarsi per non incorrere nella sua collera, e prov a non indietreggiare quando lui le si
sdrai sopra con tutto il suo peso.
Il giorno successivo, la corrente era tornata e Rick tir fuori il televisore dalla scatola. Quando
lo accese, le immagini proruppero in un caleidoscopio di colori. Tutto sembrava pervaso da un bagliore
arancione e Tina pens che il vecchio schermo in bianco e nero fosse molto pi naturale. Rick per era
contento, e armeggi con le manopole per regolare il contrasto e la luminosit finch non si ritenne
soddisfatto e si convinse di aver ottenuto l'immagine perfetta.
Indietreggi e ammir il suo nuovo giocattolo. Guarda che roba, nitidissimo. Ehi,  cos
perfetto che quando vedr un film western mi arriver la polvere negli occhi! rise, continuando a fare
zapping fra i tre canali. Amore, per favore, passami quella copia di Radio Times.
Tina gli allung la rivista, un numero doppio che sbandierava la messa in onda di programmi
favolosi sotto le festivit: Morecambe and Wise, Look: Mike Yarwood, The Black and White Minstrel
Show. A Tina non sfugg l'ironia insita nel fatto di guardare quest'ultimo programma sul nuovo
televisore a colori. Lanci la rivista sul pavimento e Rick la raccolse, senza badare al cattivo umore
della moglie.
Quando pensi che possiamo uscire a comprare la carrozzina? azzard lei.
Non avrai mica intenzione di continuare con questa storia, vero? Adesso ci sediamo qui e ci
godiamo la tele nuova. Ci andiamo la prossima settimana.
Tina si massaggi la pancia. Il bambino potrebbe essere gi nato per allora.
Rick smise di sfogliare Radio Times e assimil la cosa. Accidenti, hai ragione. Allora meglio
se ce la spassiamo finch si pu. Vai a prendere qualcosa da bere, per favore?
Il sabato successivo, Graham entr nel charity shop. Quand' che hai intenzione di smetterla?
Dovresti essere quasi al termine, ormai.
Buongiorno, Graham. Alla fine del mese. Non vedo l'ora, replic Tina.
Diede un'occhiata alla carrozzina malconcia nell'angolo. L'avevano donata al negozio qualche
settimana prima, e Tina aveva provato pena per la povera madre che non si sarebbe potuta permettere
di meglio. Adesso, per, era rassegnata al fatto che quell'aggeggio vecchiotto e male in arnese sarebbe
stato l'unico in cui lei avrebbe amorevolmente posato il suo bimbo tanto atteso. Inizi a tirar fuori i
libri che erano accatastati l dentro.
Graham accorse subito. Lascia che ti aiuti. Le prese una pila di volumi dalle braccia e
l'appoggi sul bancone. Perch la stai svuotando? Qualcuno la vuole? Pass le dita sulla cappottina
impolverata e fece una smorfia alla vista degli interni lacerati e scadenti.
Tina distolse lo sguardo, imbarazzata, e mise altri libri sul bancone.
No, ti prego, dimmi che non la prendi tu, esclam Graham.
Oh, non  poi cos male, in realt. Una passata di sgrassatore all'interno e sar come nuova.
Ma non dovevate andare a comprarne una nuova?
L'abbiamo fatto.  una lunga storia, ma alla fine siamo tornati a casa con una TV a colori.
Graham scosse la testa e si aggrapp al bancone.
Tina gli pos con dolcezza una mano sulla spalla. Non  un problema tuo. Io sto bene, sul
serio. In ogni caso, al bambino la carrozzina non servir per molto e la tele invece ci durer anni.
Tu sei una santa. Non so come fai a sopportarlo.
Tina alz le spalle. Lo amo. So di avere mille ragioni per odiarlo, ma non ci riesco. E lui non si
 comportato tanto male da quella volta... D'istinto, si port una mano alla guancia.
Quale volta? Ti ha picchiato di nuovo, Tina?
No, certo che no. Va tutto bene. Siamo tutti e due emozionatissimi per il bambino.
Graham parve perplesso.
Senti, lo so che le tue intenzioni sono buone, ma sto cercando di far funzionare le cose. Non
voglio tu pensi che sono una debole. So quello che faccio. Non posso crescere un figlio da sola, e sono
sicura che Rick sar un ottimo padre. Se pensassi anche solo per un attimo che farebbe del male al
bambino, me ne andrei, credimi. Non so dove, ma non metterei a repentaglio l'incolumit di mio figlio.
Devi fidarti di me, Graham.
Tina chiuse il negozio in anticipo e si prepar alla lunga camminata verso casa con la
carrozzina. Ficc le chiavi del negozio in tasca e si maledisse per essere uscita un'altra volta senza
borsa.
La carrozzina non era poi tanto male, in effetti. Le sospensioni erano ancora in buono stato e
attutivano bene i colpi. Tina si chiese meravigliata quanti neonati avesse gi trasportato nel corso delle
sue vite precedenti. E, d'un tratto, mentre la spingeva con orgoglio per le strade, si sent viva. Di l a un
paio di settimane, ci avrebbe portato a spasso il suo piccino, e gli estranei avrebbero sorriso con affetto,
chiedendole se potevano dare una sbirciatina. Lei avrebbe scostato le coperte e mostrato il pi bel
bimbo che si fosse mai visto. Rick, tutto fiero, lo avrebbe portato al lavoro, e gli altri autisti e
controllori si sarebbero radunati intorno per ammirare quell'adorabile bambino. Tutti avrebbero
convenuto che non ne avevano mai visto uno pi delizioso.
Con la testa affollata da simili pensieri, per Tina fu una sorpresa ritrovarsi a un certo punto nella
strada di casa. Non sembrava poi cos lontana, se si spingeva una carrozzina. La lasci sulla soglia ed
entr nell'ingresso. Vieni a vedere che cos'ho! Si tolse il cappotto e lo appese all'attaccapanni.
Rick, dove sei?
And in cucina.
Rick guardava fuori dalla finestra.
Eccoti. Non mi hai sentita entrare? Ho una carrozzina.  di seconda mano, ma  comoda da
spingere e dopo una bella ripulita sar... S'interruppe bruscamente non appena Rick si volt verso di
lei con un'espressione minacciosa dipinta sul volto. Aveva qualcosa in mano, un pezzo di carta, e Tina
lo riconobbe subito.
Avevo mal di testa, cominci lui con calma, sforzandosi di nascondere la collera. Non
riuscivo a trovare le pastiglie nella dispensa, poi mi sono accorto che avevi lasciato la borsa sul tavolo
della cucina. Dentro non c'erano medicine, ma ho trovato questa. Sollev la lettera di Billy e una
sensazione di paura si annid nella pancia di Tina. Bene, bene, Christina, la schern, usando il suo
nome per intero. Quando avevi intenzione di parlarmi di questo Billy?
Tina era sconvolta. Oddio, Rick, hai frainteso. Quella lettera non  per me. Guarda la data, per
l'amor di Dio.
Ma lui non la stava ascoltando. Si scagli in avanti e la prese per i capelli. Lei url, terrorizzata,
ma Rick la schiaffeggi, le strinse un polso e la colp all'addome. Tina boccheggi e si pieg in due dal
dolore, quindi cadde a terra. L'ultima cosa che vide fu la foto sbiadita di Billy Stirling che svolazzava
sul pavimento.
Ti sbagli, continuava a ripetere.
Non c'era nessuno che potesse sentirla. Ud la porta principale sbattere e cerc di mettersi in
piedi. Poi avvert un liquido tiepido tra le gambe.
Il bambino, sussurr. E perse i sensi.
22
Accecato dalla collera, Rick si precipit in strada, con la lettera di Billy stretta nella mano
destra. Avvist un autobus che si avvicinava e, anche se era distante dalla fermata, tese la mano. La
vettura rallent ma senza fermarsi. Per Rick non fece nessuna differenza. Afferr la sbarra di metallo e
sal a bordo.
Il controllore rimase sbalordito. Ehi, non si pu saltare su e... Ah, sei tu, Rick. Dove vai cos di
fretta?
Gillbent Road, Frank. Lo scans e si lasci cadere sul sedile pi vicino. E adesso lasciami in
pace.
Quando arriv a destinazione, davanti al civico 180, era ormai in preda a un completo attacco
d'ira. Aveva un disperato bisogno di bere. Buss alla porta e attese con impazienza. Due secondi dopo,
buss di nuovo, e questa volta url pure: So tutto di te, Billy. Vieni fuori e affrontami da uomo a
uomo. Picchi di nuovo alla porta, e stavolta sent un movimento all'interno.
L'uscio si socchiuse piano. Che fracasso. Mi dia almeno il tempo di arrivare alla porta.
Rick fu oltremodo sorpreso nel trovarsi di fronte un'anziana signora, ma la spinse da parte in
malo modo ed entr nel salottino. Dov'?
Chi? Mio marito?
Rick la guard dall'alto in basso e la derise: Non penso proprio. Billy.  suo figlio?
La donna s'irrigid. Chi lo desidera?
Lui la prese per un gomito. Niente scherzi. So che abita qui e che si  scopato mia moglie.
Su questo ho i miei dubbi. Billy  morto da pi di trent'anni.
Rick si blocc. Che cos'ha detto?
La donna lo guard dritto negli occhi. Senta, non so chi lei sia, ma non mi fa paura. Non pu
piombare qui e accusare mio figlio di simili nefandezze. Come le ho detto,  morto.  caduto in
battaglia nel 1940.
Senza essere invitato, Rick si accasci in una delle poltrone accanto al camino.
Ma prego, si accomodi, comment sarcastica la signora.
Lentamente, Rick distese la lettera che aveva tenuto stretta in mano sin da quand'era uscito di
casa e cominci a leggerla con pi attenzione. Quand'ebbe finito, si prese la testa tra le mani. Oh, mio
Dio, che cos'ho fatto? Che cos'ho fatto?
23
Se Sheila l'avesse scoperto, l'avrebbe ucciso. Tuttavia Graham prese una manciata di banconote
dal rotolo che aveva in tasca e la diede alla commessa.
Grazie. Sono sicura che sua moglie ne sar felicissima.
Non  per mia moglie, disse lui dopo un istante di esitazione.
La commessa gli lanci uno sguardo d'intesa. Ops, chiedo scusa. Pigi qualche bottone sul
registratore di cassa. Con un trillo sonoro, il cassetto si apr e la commessa v'infil le banconote.
Graham s'innervos. No, non  come pensa.  per un'amica.
La commessa fischi. Dev'essere una buona amica, allora.
S,  cos. Un'ottima amica. Non sapeva nemmeno perch stesse parlando di quell'argomento
con una perfetta estranea. Era troppo sincero; prima o poi si sarebbe cacciato nei guai per quello.
Salut la commessa e spinse la carrozzina  un modello Silver Cross nuovo di zecca e di gran
lusso  sul marciapiede. Sent la porta scattare dietro di lui e, quando si volt, vide la commessa
esporre il cartello CHIUSO.
Arriv al furgone imprecando contro le strade bagnate che lasciavano tracce di terra e sporco
sulle ruote intonse. Sapeva che era un gesto eccessivo, ma il pensiero di Tina che spingeva quello
sgangherato aggeggio di seconda mano lo aveva davvero scosso. Quando c'era di mezzo lei, non
capiva pi nulla, eppure non poteva farci niente. Sperava soltanto che Rick non ci fosse quando le
avesse consegnato il regalo.
Si ferm davanti a casa Craig e vide che era al buio. Confuso, diede un'occhiata ai lampioni in
strada; erano tutti accesi, quindi non c'era stata un'altra interruzione dell'elettricit. Lasci la Silver
Cross nel furgone e suon il campanello. Davanti alla porta d'ingresso, c'era la carrozzina sgangherata
del charity shop.
Dopo aver suonato per la terza volta, rinunci e torn indietro. Accese il motore, che si avvi
tossicchiando, poi per gli venne in mente che poteva lasciare la Silver Cross nel capanno sul retro e
infilare un biglietto sotto la porta. Sarebbe stata una bella sorpresa per Tina, quando fosse rientrata.
Guid la carrozzina lungo lo stretto viottolo che costeggiava la casa e, arrivato al capanno,
dovette forzare la porta per convincerla ad aprirsi. L'interno era stipato di cianfrusaglie, tra cui un
tosaerba e parecchi attrezzi da giardino in disuso, ma, con qualche piccolo spostamento, Graham riusc
a farci stare anche la carrozzina. Esit per un attimo e poi, spinto come da uno strano presentimento,
sbirci dalla finestra della cucina. Al buio, i suoi occhi impiegarono un po' per adattarsi, e il cervello
qualche secondo in pi per registrare l'immagine che si presentava davanti a lui. Con un colpo rapido
del gomito, spacc la finestra della porta sul retro, allung un braccio per arrivare alla chiave e irruppe
in cucina.
Tina, Tina... Un singhiozzo gli usc dalla gola. Ges, che ti  successo?
Corse al telefono dell'ingresso per chiamare il 999. Le sue dita erano tremanti e maldestre, e gli
ci vollero tre tentativi prima di comporre il numero.
Torn da Tina e le s'inginocchi accanto. Gli tremavano le mani e quasi non osava toccarla. Il
viso di lei appariva etereo, le labbra avevano una venatura bluastra e il vestito sollevato lasciava
scoperta un'ampia porzione di coscia bianchissima. Graham lo abbass con cautela, per preservarne il
pudore, e fu allora che se ne accorse. Una chiazza rosso scuro tra le gambe, che si era allargata sul
linoleum. Graham cap d'istinto che non le sarebbe pi servita nessuna carrozzina.
24
La prima cosa che not fu l'odore. Disinfettante, e poi qualcos'altro di meno rassicurante che la
mise in agitazione. L'acro, pungente sentore del sangue. Apr gli occhi e cerc di sollevare la testa dal
cuscino, ma sembrava pesante come una palla medica. Un braccio era rigido e le pizzicava all'interno
del gomito. Allung il collo e si accorse di essere attaccata a una flebo. Si sentiva la bocca secca e
impastata, le labbra screpolate. Ma c'era anche dell'altro, qualcosa di molto pi sinistro. Si sentiva
vuota.
La porta della sua stanza si apr piano e Graham entr con in mano un caff. Non appena si
accorse che lei era cosciente accorse al suo capezzale. Sei sveglia! Le pass una mano sulla fronte e
le accarezz i capelli, ancora impiastricciati di sudore.
Graham! Che ci fai qui? Dove sono?
Le prese una mano e gliela baci sul dorso. Sei in ospedale, tesoro. Gli occhi gli brillarono di
lacrime e lui distolse lo sguardo, cercando di ricomporsi.
Graham?
Fece un respiro profondo. Mi dispiace davvero.
Tina sollev una mano per fermarlo. Lo so. Ho perso il bambino.
Oh, Tina. Graham si chin su di lei e la baci sulla fronte.
Dov' Rick?
Graham strinse i pugni, cercando di controllarsi. Il pi lontano possibile da qui, se ci tiene alla
pelle. Hai intenzione di sporgere denuncia, immagino.
Tina era sfinita. Non voglio pensarci ora. Ho solo bisogno di vederlo.
Graham scosse la testa, incredulo. Dopo quello che ti ha fatto, Tina? Ragiona, ti prego.
Le lacrime cominciarono a scorrerle lungo le guance. Cerc di asciugarsele con la mano, ma il
movimento fece oscillare la flebo. Il mio bambino. Il mio bambino non c' pi, sussurr.
Proruppe in atroci singhiozzi e Graham la prese tra le braccia, cullandola avanti e indietro. Va
tutto bene. Sfogati.
Era un maschio o una femmina?
Una bella bimba. Una perfetta, adorabile creaturina.
Tina lo allontan per guardarlo pi da vicino. L'hai vista?
S, sono stato qui con te tutto il tempo. Be', non per il parto vero e proprio  ho aspettato in
corridoio , ma dopo mi hanno lasciato entrare.
Voglio vederla. La sua voce era sorprendentemente calma.
Certo, vado a chiamarti un'infermiera, rispose Graham dopo un istante di esitazione.
Quando Tina abbass lo sguardo sulla neonata, si meravigli di quanto fosse perfetta. Aveva gli
occhi chiusi e le ciglia lunghe e nere che le lambivano le guance. Sembrava dormisse, e che da un
momento all'altro dovesse aprire gli occhi e rivolgere uno sguardo adorante alla madre. Sei sicuro che
sia...
Non aveva nessuna possibilit di sopravvivere, Tina. Quel bastardo ti ha colpita con una tale
violenza da provocarti un distacco intempestivo della placenta. Hai perso moltissimo sangue.  un
miracolo che non sia morta anche tu.
Tina chiuse gli occhi. Magari lo fossi. Strinse la sua piccina al petto.  tutta colpa mia. Non
sarei mai dovuta tornare da lui. Tu e Linda me l'avevate detto, che ero una pazza, ma non vi ho
ascoltato. E adesso la mia bambina ha pagato con la vita. Non me lo perdoner mai.
Graham strinse le lenzuola nel pugno. Qui c' solo una persona cui dare la colpa, Tina, e non
sei tu.
Katy, sussurr Tina.
Scusa?
La chiamer Katy. Azzard un debole sorriso.
 un bellissimo nome. Graham tir fuori il fazzoletto e si soffi il naso.
Tina cominci a cullare la sua bimba e a cantare con dolcezza, dondolando a tempo con le
parole:
Dormi, bambina, che la pace ti accompagni
per tutta la notte.
Gli angeli guardiani Dio ti mandi
per tutta la notte.
Tina sorrise e accarezz delicatamente il viso della piccola, poi si volt verso Graham, che la
osservava da una sedia l vicino. Puoi chiedere all'infermiera di venire a prenderla?
Lui balz in piedi. Solo se ti senti pronta.
Suon il campanello e pochi istanti dopo comparve un'infermiera. Tina sistem la coperta rosa
di Katy in modo che le avvolgesse il faccino. Non voglio che prenda freddo. Abbass lo sguardo
sulla sua bimba perfetta e la baci in fronte. Addio, mio piccolo angelo. Non ti dimenticher mai.
Dormi bene. E lasci andare sua figlia.
Era mezzanotte passata quando Tina si dest da un sonno intermittente. Graham russava piano
su una sedia accanto a lei. Tina lo guard con affetto e sorrise. Dopo tutto, gli uomini perbene
esistevano ancora. I suoi pensieri tornarono a Rick e lei si sent montare dentro la collera. Il cuore
cominci a batterle pi forte, e rimpianse di non avere abbastanza energia per dare sfogo alla rabbia,
ma il trauma l'aveva prosciugata di tutte le forze. Dietro sua insistenza, Graham aveva tentato di
telefonare a Rick, ma senza mai ricevere risposta. Tina aveva pensato di chiamare la suocera, tuttavia
non era in grado di affrontare n lei n le giustificazioni che avrebbe senza dubbio accampato per il
comportamento abominevole del figlio. Con ogni probabilit, lui era ubriaco fradicio chiss dove,
incapace di affrontare la realt. Tutto quello che Tina riusciva a ricordare, a parte il dolore lancinante,
era lui che usciva di casa furibondo con la lettera di Billy in mano, quella sua testaccia piena di pensieri
folli, cieco di fronte alla verit.
Rick torn a casa alle prime ore del mattino. Dopo la sua visita in Gillbent Road, era entrato nel
pub pi vicino per cercare di raccogliere le idee. Si era reso totalmente ridicolo e, quando aveva riletto
la lettera di Billy, questa volta con calma e da cima a fondo, aveva capito che razza di stupido idiota era
stato. Il problema era che amava tantissimo Tina ed era terrorizzato al pensiero che lei lo lasciasse per
un altro uomo. La sua gelosia si era ormai trasformata in una paranoia di proporzioni colossali. Tina
non era solo bellissima, ma anche gentile e premurosa, e la sua calma e la sua intelligenza lo lasciavano
senza parole. Sapeva di non essere il miglior marito del mondo. Spesso si comportava male e perdeva
la ragione, a volte sino a rasentare la follia, ma la amava profondamente.
Tracann un'altra birra e si alz barcollando. Aveva deciso. Sarebbe diventato un marito di cui
andare fieri. Sapeva di aver deluso Tina troppe volte, ma era determinato a rimediare ai propri errori.
Sarebbero stati due genitori fantastici e affettuosi; ai loro figli non sarebbe mancato nulla, e la loro
sarebbe stata una famiglia unita e indistruttibile.
Quando infil la chiave nella toppa, not la vecchia carrozzina sulla soglia e si ferm. Non
ricordava di averla vista quando si era precipitato fuori qualche ora prima. Entr in punta di piedi
nell'ingresso per non svegliare Tina. Aveva un disperato bisogno di un bicchiere d'acqua. La lunga
camminata sino a casa gli aveva fatto smaltire la sbornia, per gli aveva fatto venire sete. Accese la
luce in cucina e apr il rubinetto, lasciando scorrere l'acqua per qualche istante, per farla raffreddare.
Ingoll due bicchieri e poi si ferm quando sent qualcosa scricchiolare sotto i piedi. Si chin a terra ed
esamin i pezzi di vetro. Accigliato, si raddrizz e si accorse della finestra rotta nella porta sul retro.
Che diavolo... Il cuore gli martellava nel petto e aveva di nuovo la gola secca. Si allontan
dalla porta, mentre la paura montava in lui come mercurio. Si volt lentamente. C'era qualcosa che non
tornava in cucina. Un rivolo di sudore gelido gli scese lungo la spina dorsale.
Fu allora che la vide. In preda al panico, indietreggi e si appoggi al lavello. Si copr il volto
con le mani e si strofin gli occhi, poi si costrinse a guardare di nuovo. Era ancora l. La macchia rosso
scuro sul pavimento che non poteva essere altro che il sangue di sua moglie. Si volt e vomit nel
lavandino.
Dopo essersi accertato che il loro letto fosse vuoto, Rick torn in cucina e prese una sedia.
Appoggi la testa sul tavolo e chiuse gli occhi. Il suo respiro si fece pi corto, poi d'un tratto il suo
corpo si mosse di scatto e lui si mise di nuovo in allerta. Si alz e cerc una penna. Ne trov una
accanto al telefono nell'ingresso, poi frug nella tasca dei pantaloni e tir fuori la lettera tutta
accartocciata. Con le mani che gli tremavano, la lisci, la capovolse e scrisse una parola soltanto:
Scusa.
Quando usc di casa per l'ultima volta, sembrava un derelitto. Sapeva con assoluta certezza che
Tina non lo avrebbe mai perdonato. E non si aspettava n pretendeva che lo facesse. Si trascin per
strada, e le concesse finalmente quello che meritava. La libert.
25
Tina era seduta sul bordo del letto e faceva oscillare le gambe con aria assente. Era in ospedale
da quasi una settimana, ormai, e di Rick ancora nessuna traccia. Graham era passato da casa loro un
paio di volte, in primo luogo per pulire la cucina e sbarazzarsi delle carrozzine, ma Rick non si era
visto. Alla fine Tina aveva telefonato a Molly, ma neppure lei l'aveva sentito. Gi sconvolta dalla
notizia della morte del nipotino, la donna si era preoccupata moltissimo quando aveva saputo che Rick
era scomparso. Sarebbe stato un padre meraviglioso, aveva singhiozzato.
Sent bussare alla porta e Graham fece capolino. Sei pronta, tesoro?
Tina scivol gi dal letto e prese la borsa. Barcoll lievemente e Graham la sostenne per un
braccio.
Vacci piano. Ecco, ti ho portato il cappotto. Fuori si gela.
Quando lo indoss, Tina si rese conto che c'era qualcosa di diverso, ma non riusciva a capire
cosa. Poi ci arriv. Era riuscita ad allacciare tutti i bottoni. L'ultima volta che se l'era messo, era quasi
al nono mese di gravidanza. Il labbro inferiore cominci a tremarle e se lo morse con decisione.
Tutto bene? chiese Graham.
Tu che dici? rispose lei con aria sfinita.
Scusa, domanda sciocca.
No, scusa tu, Graham, ma, ti prego, non continuare a chiedermi come sto.
Certo. Senti, perch non vieni a stare da me e Sheila? Non mi piace pensarti tutta sola in quella
casa. E che succede se lui torna?
Se torna, pazienza. Ho bisogno di vederlo. Ci sono parecchie cose che dobbiamo chiarire.
Posso occuparmene io. Non c' bisogno che tu lo riveda. Non dopo quello che ti ha fatto.
Invece s. Ho bisogno di parlargli. Di cose che avrei dovuto dirgli molto tempo fa.
Il suo tono fece capire a Graham che non c'era margine di discussione.
Quando arrivarono a casa, Tina fu sorpresa di quanto sembrasse accogliente. Graham l'aveva
pulita da cima a fondo e aveva persino messo un albero di Natale in salotto. Tina si abbandon sul
divano e tent di levarsi gli stivali.
Lascia fare a me. Con uno strattone, Graham glieli tolse e li pos a terra. Una tazza di t?
Volentieri, grazie.
Qualche minuto dopo, Graham torn col vassoio del t. Ho trovato questa. Le porse la lettera
di Billy.
Tina la prese e not quant'era sgualcita. Quando prov a lisciarla, la vide. Una parola. Una
parola vergata in uno scarabocchio infantile era tutto ci che lui pensava si meritasse. Rimase a fissarla
per un lungo istante, prima di dire:  tornato.
Seduti sul divano, Graham e Tina erano avvolti in un silenzio per nulla imbarazzante, quanto
piuttosto gradevole. Graham masticava la punta di una penna e rifletteva sulla soluzione di un
cruciverba, mentre Tina sfogliava con aria assente una copia di Woman's Weekly. C'erano ricette per
biscotti natalizi, istruzioni per ricavare confezioni regalo da un rotolo di carta igienica e consigli per
pensierini dell'ultimo minuto. Tina lasci cadere la rivista a terra. Per quello che la riguardava, il
Natale era cancellato e un giornale pieno di allegria per le feste non avrebbe certo cambiato le cose.
Graham era stato gentile a metterle l'albero in salotto, di sicuro l'aveva fatto con le migliori intenzioni,
ma lei aveva solo voglia di buttarlo gi e rompere tutte quelle palline da quattro soldi. D'un tratto, le
venne voglia di stare da sola. Si volt verso Graham. Non  il caso che tu vada da Sheila? Io sto bene,
sul serio. Sei stato un amico meraviglioso, Graham, davvero, ma hai la tua vita e prima o poi devi
tornarci.
Ne hai passate di tutti i colori, Tina. Voglio solo assicurarmi che tu stia bene. So di essere una
vecchia lagna, ma ho paura che Rick torni.
Non lo far. Per un po' non si far vedere in giro, ne sono sicura. Si vergogna troppo per
tornare con la coda tra le gambe.
Il campanello suon ed entrambi rimasero di sasso. Si guardarono negli occhi, senza muovere
un muscolo. Tina fu la prima a reagire. Vado io. Tent a fatica di alzarsi.
Oh, no che non ci vai tu, disse Graham spingendola con delicatezza di nuovo sul divano.
Sbirci dalla finestra, ma il vetro ghiacciato non gli faceva vedere nulla. Mise la catenella e socchiuse
la porta.
Sulla soglia vide una bella ragazza dai capelli rossi con in mano una casseruola avvolta in uno
strofinaccio. Ah, salve. Sono venuta a trovare Tina.
Tranquillizzato dal suo aspetto, Graham rimosse la catenella e la invit a entrare. E lei
sarebbe...
Linda. Sono una sua collega. Lei c'? Fece capolino dalla porta del salotto proprio mentre
Tina alzava lo sguardo.
Linda, oh, mio Dio, entra. Grazie di essere venuta.
Le due donne si abbracciarono con affetto, poi Linda afferr tutt'e due le mani di Tina e la
scrut con attenzione. Come ti senti?  una domanda stupida, lo ammetto, ma non so che altro dire. Io
sono una completa frana in situazioni del genere.
Tina sorrise. Non c' bisogno che tu dica nulla. Mi basta che tu sia qui.
Graham si schiar la voce. Che cosa vuoi che faccia di questa? domand, accennando alla
casseruola che aveva in mano.
Oh, per il momento, mettila in cucina, grazie, lo istru Linda. Poi, rivolta a Tina: Ho fatto
una lussuosa fish pie. Rovist nella borsa e tir fuori una bottiglia di vino. Metteresti questa in frigo,
per favore?
Tina era impressionata. Hai fatto una fish pie?
Una lussuosa fish pie, la corresse Linda.
E che cos'ha di lussuoso?
Ha dentro i gamberoni.
Tina rise per la prima volta da quella che pareva un'eternit.
Graham torn nella stanza. Voi due avrete un mucchio di cose da dirvi. Sar meglio che
vada. Si volt per uscire.
Aspetta, gli disse Tina. Lo abbracci e gli pos il viso sul petto. Senza di te non ce l'avrei
mai fatta a superare tutto questo, lo sai.
Graham si chin e le diede un bacio in cima alla testa. Per te ci sono sempre, Tina. Chiamami
se hai bisogno di qualcosa, qualunque cosa.
Lo guard con gratitudine. Grazie, lo far.
Dopo la lussuosa fish pie e mezza bottiglia di vino, Tina si sent rilassata come non le accadeva
da tempo. Raccolse le gambe sotto il sedere e strinse un cuscino al cuore. Linda era sempre stata brava
a tirarla su di morale. Avevano avuto giusto il tempo di riscaldare la fish pie prima che tagliassero di
nuovo la corrente, e adesso sedevano in salotto alla luce delle candele.
Dove pensi che sia? azzard Linda.
Tina fece roteare il vino nel bicchiere. A essere sincera, non ne ho idea. Non ha amici con cui
sia in particolare confidenza e sua madre non l'ha sentito. Forse si aggira barcollando da un pub
all'altro. Esit un istante prima di aggiungere: Grazie.
E di che cosa? chiese Linda.
Di non aver detto: 'Te l'avevo detto'.
Be', non nego di averlo pensato, ma al momento  l'ultima cosa di cui hai bisogno.
Per la seconda volta nella serata, Tina sussult al suono del campanello.
E adesso chi ? chiese Linda. Not che Tina stava per alzarsi. No, vado io.
Qualche istante dopo, ricomparve in compagnia di due poliziotti in uniforme. Tina si sent
girare la testa quando si alz per salutarli.
Mrs Craig? chiese nervoso uno dei due.
S, sono io. Che cosa posso fare per voi? Si sforz di mantenere la voce calma.
Brutte notizie, temo, continu l'altro agente. Suo marito, Richard Craig,  stato trovato...
be',  stato trovato morto.
Bench sconvolta, Tina prov dispiacere per il giovane agente costretto a darle la notizia.
Morto?
S. Mi spiace molto, Mrs Craig.
Morto? ripet Tina. Come? Dove?
Linda la cinse con un braccio.
Il poliziotto si schiar la voce e abbass lo sguardo sul suo taccuino. Lo ha trovato un signore
che portava a spasso il cane lungo lo Ship Canal.
Tina si sent cedere le ginocchia e si aggrapp a Linda per sorreggersi. Non capisco. Come pu
essere morto?
I due poliziotti si guardarono, poi il primo agente spieg: Per saperlo con certezza dovremo
aspettare i risultati dell'autopsia, ma dalle prime indagini risulta che  soffocato nel suo vomito.
Lei fece una mezza risata. Mi sta dicendo che era ubriaco, quindi? L'hanno trovato morto
vicino al canale perch era ubriaco?
Il poliziotto scambi uno sguardo d'intesa col collega. Be', nessuno la mette in questi
termini.
Quando gli agenti se ne furono andati, Linda prese il controllo della situazione. Beviti un
bicchiere di whisky. Hai subito un brutto colpo.
Che ironia, pens Tina. Frastornata, port il bicchiere alle labbra. L'odore del liquore le
richiam alla mente tanti ricordi dolorosi. Mi sento imbrogliata, Linda. Volevo disperatamente
rivederlo. Avevo bisogno di rivederlo, e ora lui ha avuto l'ultima parola, e io non avr mai la possibilit
di dirgli quanto...
Scagli il bicchiere di whisky nel lavandino, dove and in frantumi, costringendo Linda a
scansarsi, allarmata.
Tina piangeva, tutto il suo corpo era scosso da profondi singhiozzi; si lasci scivolare lungo la
parete e poi a terra, digrign i denti e url con rabbia: E non avr mai la possibilit di dirgli quanto lo
odio!
II
26
1974
William Lane si raddrizz e appoggi le mani sulle reni. Dopo un paio di respiri profondi, si
asciug la fronte imperlata di sudore e bevve una lunga sorsata da una bottiglia d'acqua. Nonostante la
mole di lavoro, era il periodo dell'anno che preferiva. La raccolta della linfa dagli aceri da zucchero
cominciava verso la fine di febbraio e terminava all'incirca sei settimane pi tardi, quando William
toglieva l'ultimo secchio fissato alla base degli alberi. Il liquido ambrato e appiccicoso che si otteneva
veniva poi bollito sino a ricavare lo sciroppo denso e ricco che l in America piaceva tanto, soprattutto
a colazione coi pancake.
Sent suo padre che spaccava la legna nel garage e prov un'improvvisa ondata d'affetto per lui,
insieme con una buona dose di senso di colpa per ci che stava per fare. I suoi genitori lavoravano sodo
per garantire un buon tenore di vita a tutta la famiglia e, visto tutto l'impegno che ci mettevano, si
meritavano certamente di pi. Ovviamente loro non sarebbero stati d'accordo: sua madre adorava
occuparsi della pensione; le piaceva conoscere gente nuova e trattava i clienti come fossero membri
della famiglia.
William trasport l'ultimo secchio nel capanno dello zucchero. Il bollitore riscaldato a fuoco
vivo era ustionante e la linfa dolce che vi bolliva dentro si stava addensando alla perfezione. William
sapeva che, una volta imbottigliato ed etichettato lo sciroppo col loro marchio, il Lane's Maple Syrup,
sarebbe stato il momento giusto. O almeno era ci che gli suggeriva la testa. Il cuore gli diceva
tutt'altro.
Un mese pi tardi, col sole di maggio che riscaldava il terreno e con lo sciroppo d'acero gi
tutto distribuito, William si sedette sulla sua valigia, lottando con le cinghie. Quando finalmente riusc
a chiuderla, la fece scivolare gi dal letto e la pos accanto alla porta. Picchiett una mano sulla tasca
della giacca e tast la sagoma rassicurante del passaporto e del biglietto aereo.
La voce cordiale di sua madre gli arriv dalle scale: Will, tesoro, ricordati di fare colazione
prima di partire. Ho preparato i pancake ai mirtilli. Vieni a mangiarli finch sono caldi.
Trascin la valigia gi per le scale col cuore colmo d'angoscia. Era una vita che aspettava quel
momento, e adesso gli sembrava di tradire l'affetto della madre. I suoi genitori avevano provveduto a
lui per trentun anni, e ora lui li prendeva a pesci in faccia. Non se lo meritavano.
L'aroma dei soffici pancake gli inond le narici non appena entr in cucina. Sua madre gli
sorrise e si asciug le mani nel grembiule. Eccoti. Avanti, accomodati, stavo giusto per metterli in
tavola.
William prese una sedia e ci si lasci cadere sopra. Appoggi la testa sulle mani e curv le
spalle come un vecchio.
Sua madre gli pos una mano sulla schiena e gli scompigli i capelli come fosse un ragazzino di
nove anni. Forza, Will, hai aspettato tanto questo giorno. Cerc di mantenere ferma la voce.
Con gli occhi lucidi e le lacrime che minacciavano di uscire a fiumi alla prossima parola gentile
della madre, William sollev lo sguardo e incroci quello di lei. Si schiar la gola. Mi sento come se vi
stessi tradendo, te e pap.
Sua madre si sedette accanto a lui. Ne abbiamo gi discusso a lungo. Tuo padre e io ti
appoggiamo completamente. Saremo sempre i tuoi genitori e ti vorremo sempre bene. Sei il nostro
figlio adorato, e mi addolora vederti lottare in cerca della pace interiore. Gli diede una pacca sulla
schiena. Pregher perch tu la trovi.
Un'improvvisa folata di vento rischi quasi di scardinare la porta quando Donald Lane entr a
passi pesanti in cucina, con una carabina appesa a una spalla e due conigli morti nella mano libera.
Buongiorno, figliolo, come stai? domand, cercando di sembrare disinvolto.
Bene, credo.
A che ora ce l'hai il volo da Idlewild?
William scosse la testa e abbozz un sorriso. Si dice JFK, pap. Si chiama cos da undici
anni.
Donald grugn e pos la carabina sul tavolo.  la stessa roba.
L'aereo parte stasera, ma vado via tra poco. Mi d un passaggio Dirk. Abbiamo qualche ora di
strada e voglio arrivare con largo anticipo.
Donald si volt verso la moglie. Caff, Martha?
William aveva sempre saputo di essere stato adottato. Durante la sua infanzia idilliaca nel New
England, per, la cosa non aveva mai avuto importanza. I suoi genitori adottivi erano le persone pi
gentili, oneste e devote che si potesse sperare d'incontrare, e il fatto che non avessero mai avuto figli
induceva William a dubitare dell'esistenza di quel Dio che loro invece veneravano con tanto rispetto.
Se c'era una donna nata per essere madre, quella era Martha Lane.
I primi tre anni della sua vita, William li aveva trascorsi con la madre naturale, in un convento
dell'Irlanda del Sud, dov'era venuto alla luce. Ne era sempre stato consapevole  i genitori adottivi non
gliel'avevano mai tenuto nascosto , ma non riusciva a ricordarsi granch n della sua vera madre n
del posto in cui aveva vissuto da piccolo. Quando aveva circa dieci anni, si era trasferito coi genitori in
una fattoria del Vermont e, un giorno, mentre sua madre era carponi a strofinare il pavimento col
sapone Sunlight, William era entrato nella stanza. Da dietro, quella figura curva con indosso un
grembiule sporco e un fazzoletto legato in testa avrebbe potuto essere chiunque, e per un attimo
William ne era rimasto confuso. Poi l'odore del detergente gli aveva pervaso le narici e lui era rimasto
l, frastornato, incapace di muoversi. Il profumo di limone l'aveva riportato d'un balzo alla sua prima
infanzia. D'un tratto, aveva visualizzato un lungo corridoio pieno di ragazze che strofinavano il
pavimento sino a farlo splendere come uno specchio. Con calma, era uscito dalla stanza in silenzio.
Qualche anno dopo, Jenna, la sua fidanzata dell'epoca, che non era certo nota per le sue abilit
culinarie, gli aveva preparato una cenetta romantica. Lui aveva infilato la forchetta nella montagna di
pur, costellata di grumi spessi e duri nei punti tralasciati dallo schiacciapatate, poi aveva messo gi le
posate e guardato fisso fuori dalla finestra.
Tutto bene, Will? gli aveva chiesto Jenna.
Pandy, aveva risposto William. Questo  pandy.
Jenna era parsa offesa. Non sembra un complimento.
No, non  un insulto, scusa.  cos che lo chiamavano. Ricordo che mia madre me lo dava
sempre. Aveva cominciato a massaggiarsi le tempie, nel tentativo di richiamare alla memoria
un'immagine pi precisa, ma non ci era riuscito. Per quanto si sforzasse, il viso della madre rimaneva
avvolto nell'ombra, eppure il pensiero di lei era accompagnato sempre da tenerezza e devozione.
Adesso, sotto il portico di casa coi genitori, William si preparava a dir loro addio.
Sua madre aveva in mano un fazzoletto a fiori e se lo picchiettava sugli occhi. Suo padre
abbracci forte il figlio, che ricambi con affetto. Grazie, pap, che mi permetti di farlo. So quanto
dev'essere difficile per te e la mamma. Voglio solo che tu sappia che vi voglio un mare di bene. Sarete
sempre la mia mamma e il mio pap e vi sono grato per tutto quello che mi avete dato. Non vado in
cerca di una nuova mamma, ho solo bisogno di sapere da dove vengo e perch sono nato dove sono
nato. Prese sua madre per mano e la baci su una guancia.
Torna presto, figliolo. Ci mancherai. Martha si volt in fretta e rientr in casa.
Pap...
Non preoccuparti. Star bene. Basta che le assicuri che tornerai a casa sano e salvo, ecco tutto.
E, se trovi l'altra mamma, dille grazie.
William lo guard perplesso. E per cosa?
Donald tir su col naso. Per averci concesso il dono pi prezioso, un figlio di cui essere
orgogliosi. Un figlio che ha reso le nostre vite complete.
Lo far, pap, grazie. Abbi cura della mamma.
Qualche ora pi tardi, dopo aver preso posto sull'aereo per il lungo volo transoceanico che lo
aspettava, William tir fuori il foglio di carta che gli aveva dato sua madre. Ne conosceva gi a
memoria tutti i dettagli, ma lo rilesse comunque per l'ennesima volta. Era nato nel convento di St
Bridget's Sacred Heart, vicino a Tipperary, il 10 aprile 1940, e la donna che l'aveva partorito si
chiamava Bronagh Skinner. Aveva vent'anni quando l'aveva messo al mondo, e quindi ora ne aveva
cinquantaquattro. Ripieg il foglio a met e lo infil nella tasca della giacca. Mentre vedeva l'orizzonte
newyorkese sparire fuori dal finestrino, prov un moto di eccitazione e inquietudine al contempo.
Comunque fosse andata, avrebbe ritrovato le sue radici.
27
William impieg qualche istante per capire dove si trovasse. Il suo orologio interno era tutto
scombussolato e lui aveva dormito pi di quanto avrebbe voluto. Gett via la spessa trapunta e and in
bagno. La sua immagine lo lasci di sale: palpebre pesanti, cerchi scuri sotto gli occhi e capelli che
parevano non aver mai visto un pettine in vita loro. Si lav la faccia con l'acqua gelata e si avvicin
alla finestra. Sotto di lui si stendeva la citt di Tipperary, con le sue facciate dai colori vivaci e dove,
stando alla sua guida, l'accoglienza era calorosa. Quella riservatagli dalla proprietaria della pensione in
cui alloggiava lo era stata di sicuro. Sua madre sarebbe rimasta colpita.
Diede un'occhiata alla stanza e assent in segno d'approvazione. Era stata ridipinta di recente e
l'odore di pittura aleggiava ancora nell'aria nonostante il grosso vaso di fiori freschi che Mrs Flanagan
aveva posizionato sulla specchiera. Un colpetto improvviso alla porta lo fece trasalire. Afferr un
asciugamano per coprirsi e socchiuse la porta.
Ah, scusi il disturbo, Mr Lane, ma mi chiedevo se gradiva la colazione. Io di solito smetto di
servirla alle dieci, ma posso capire che lei sia stanco dopo il lungo viaggio... Il suo leggero accento
irlandese trasudava cortesia.
Oh, s, grazie, Mrs Flanagan. Mi dispiace tanto. Che ore sono?
Vediamo. La donna tir indietro la manica della camicetta e diede un'occhiata all'orologio.
Sono le meno un quarto.
Le dieci meno un quarto?
Ehm, no, le undici.
Perbacco,  pi tardi di quanto pensassi. Non vorrei causarle altro disturbo, ma all'improvviso
mi  venuta una fame da lupi.
Sul volto rubicondo di Mrs Flanagan si allarg un ampio sorriso. Bene,  deciso allora. La
colazione sar in tavola tra quindici minuti.
La sala da pranzo era piccola ma accogliente, anche se era affollata di mobili in mogano scuro.
Alle finestre c'erano delle tendine a rete e William pens fosse un peccato, perch impedivano la vista
sulla bella cittadina. Sorseggi la tazza di caff che gli aveva servito Mrs Flanagan, poi tir fuori una
cartina e la allarg sul tavolo.
Mrs Flanagan entr con la colazione. Ecco, questo la preparer ad affrontare la giornata.
A William venne subito l'acquolina in bocca. C'erano grosse e succulente salsicce, pomodori
grigliati, sanguinaccio, due uova fritte e un paio di enormi crocchette di patate fatte in casa. Ma  un
banchetto, grazie!
Prego, s'immagini. La donna fece un sorriso radioso e usc dalla stanza, lasciando William a
divorare la colazione.
Dieci minuti dopo torn per chiedere se desiderasse qualcos'altro. William si abbandon
all'indietro sulla sedia e si massaggi la pancia. Era tutto meraviglioso, signora. Sono sazio.
Be', se lo dice lei. Non voglio che nessuno dei miei ospiti si alzi con la fame, specie se ha fatto
un viaggio cos lungo per venire sin qui.
Credo che non avr pi bisogno di mangiare per il resto della giornata.
Lei scoppi a ridere e inizi a sparecchiare. Dica un po',  la prima volta che viene in
Irlanda?
William ebbe un attimo di esitazione. Non se la sentiva di mettersi a raccontare il suo passato,
soprattutto a un'estranea. Mrs Flanagan, intanto, indugiava in attesa della risposta a una domanda che
non le era sembrata particolarmente difficile.
Mmm, no. Ho trascorso quasi tutta la vita in America coi miei genitori adottivi, ma sono nato
qui.
Be', da non crederci.  nato qui a Tipperary?
Poco lontano, penso. In un convento.
Lei si rabbui e cominci a impilare piatti e tazzine senza pi guardarlo negli occhi. Dal suo
accento non si direbbe.
William decise d'insistere. Il St Bridget's Sacred Heart. Lo conosce?
Mrs Flanagan incroci il suo sguardo e socchiuse le palpebre. Ma certo. La mia amica che
gestisce il Cross Keys Hotel manda l a lavare la biancheria: lenzuola, tovaglie, quel genere di cose.
La sua amica manda la biancheria in un convento? chiese lui, perplesso.
Lei mise gi i piatti e si sedette sulla sedia di fronte a quella di William. Che cosa sa della sua
vera madre?
Non molto, soltanto il nome, rispose lui con una scrollata di spalle.
E vuole andare al convento?
S, certo.  lo scopo del mio viaggio.
Non si aspetti troppo. Insomma, se hanno mandato sua madre in convento, ci saranno state
ottime ragioni.
Che cosa le fa pensare che ce l'abbiano mandata?
Mi creda, Mr Lane, nessuna ragazza sana di mente entrerebbe in quel posto di sua spontanea
volont.
William corrug la fronte.
Senta, come glielo posso dire? Quel posto  pieno di ragazze che hanno recato disonore alla
famiglia, o di depravate, se preferisce. Rimanere incinta al di fuori del vincolo matrimoniale  un
peccato, ma le suore si assicurano che le anime di quelle poverette vengano mondate attraverso il duro
lavoro. Visto che le famiglie non ne vogliono pi sapere di loro, le accolgono, e in cambio le ragazze si
guadagnano da vivere occupandosi del bucato, dell'orto e creando rosari.
Ma sono libere di andarsene quando vogliono, vero?
Bah, credo di s. Senta, non so altro. Le sto solo dicendo che  una benedizione che le suore
siano l per aiutare quelle ragazze se persino le famiglie le ripudiano.
William si freg il mento. Quindi mi faccia capire. Sta dicendo che mia madre  stata ripudiata
dalla sua famiglia?
Mrs Flanagan si alz. Non sto dicendo niente. Le ho solo spiegato come funziona di solito.
Ogni ragazza  un caso a s. Cerchi di non farsi troppe illusioni. Le suore saranno parche
d'informazioni. Quel posto  chiuso e inespugnabile come una fortezza.
William ripieg la cartina. Sarebbe cos gentile da fornirmi le indicazioni per arrivarci? Cos
potr almeno constatarlo di persona.
Certo, nessun problema. Mrs Flanagan tir fuori una penna dalla tasca del grembiule. Posso
scrivere qui sul retro?
La corsa in autobus dur circa mezz'ora e, al momento di scendere, William era l'unico
passeggero rimasto a bordo. L'autista indic la strada. Io devo fermarmi qui. Prosegua a piedi in
quella direzione per un paio di chilometri e lo trover sulla sinistra. Non pu sbagliare.
William lo ringrazi con un cenno del capo e salt sul ciglio erboso. Le porte si chiusero con un
sibilo e lui si ritrov all'improvviso completamente solo nella campagna quieta. La temperatura si era
alzata e i raggi di sole filtravano dagli alberi. I campi erano pieni di pecore, e tutto era cos calmo che
William riusciva quasi a sentirle masticare.
Si mise lo zaino in spalla. Mrs Flanagan aveva insistito per dargli un thermos di caff e una
grossa fetta della sua famosa porter cake, una torta a base di frutta secca e Guinness. Dopo un po', si
ferm per togliersi il maglione e arrotolarsi le maniche della spessa camicia a scacchi. Si lev il
berretto da baseball e si pass le mani tra i capelli madidi di sudore. La guida turistica gli aveva
garantito temperature fresche accompagnate da abbondanti piogge. Rabbrivid involontariamente
quando lo zaino ader alla camicia bagnata e appiccicosa, ma affrett il passo al pensiero che ormai la
sua meta distava solo poche centinaia di metri.
Alla svolta successiva, intravide il convento in cui aveva vissuto nei suoi primi tre anni di vita.
Si ferm e respir a fondo, appoggiando le mani a un albero per sorreggersi. Era convinto che la vista
dell'edificio gli avrebbe rammentato qualcosa, ma non fu cos. Ancora pochi passi e si trov finalmente
di fronte ai cancelli principali. Un lungo vialetto carrabile conduceva sino al portone d'ingresso, ma i
cancelli erano chiusi e William non vide altre entrate. Cammin intorno al perimetro e alla fine si
ritrov sul retro della propriet. Il cortile posteriore era circondato da muri spessi, alti una cinquantina
di metri e ricoperti da schegge di vetri rotti. Qui dentro prendono la sicurezza molto sul serio, pens
William. Entrarci sarebbe un'impresa per chiunque.
O anche uscirne, consider, grave.
Torn davanti ai cancelli principali e sbirci attraverso le inferriate. Da quello che riusciva a
intuire, il convento era imponente. Un enorme edificio grigio, con una scalinata in pietra che saliva sino
al portone principale pitturato di nero. Le pareti erano ricoperte di edera verde scuro e a sinistra
dell'entrata c'era una statua in marmo bianco ben conservata.
William si sedette sul ciglio erboso, frustrato. Aveva percorso migliaia di chilometri e, adesso
che era l, pareva non ci fosse modo di entrare. Tir fuori la torta di Mrs Flanagan. Il primo morso fu un
sogno, un trionfo di frutta succosa unita al gusto ricco della Guinness. Si vers una tazza di caff ed
estrasse la cartina. Dietro la curva, c'era un minuscolo paesino  o meglio, quattro case in croce  e
William stava giusto considerando di andare a piedi sin l, quando vide un furgone avvicinarsi lungo la
strada. Sventol le braccia per attirare l'attenzione del conducente, che subito rallent e mise la testa
fuori dal finestrino. Che cosa posso fare per lei?
William ripieg in fretta la cartina e si avvicin. Sta andando al convento?
S, certo.
Oh, fantastico. Sto cercando di entrare, ma a quanto pare i cancelli non si aprono.
L'autista del furgone rise. Questo posto non accetta visitatori occasionali. Ha degli affari da
sbrigare qui?
S, diciamo di s.
Le suore l'aspettano, quindi.
No, non esattamente... Senta, ho fatto un lungo viaggio per arrivare sin qui e ho solo bisogno
di entrare e di parlare con una responsabile.
Intende la madre superiora? Be', buona fortuna, allora. L'autista fece un cenno con la testa in
direzione del vialetto. Ecco che ne arriva una. Sta per farmi entrare. Per accedere bisogna essere attesi,
sa.
William guard l'anziana suora avanzare lungo il vialetto, con l'abito nero che sfiorava appena
la ghiaia.
Ahi, ahi,  sorella Mary. Non andr da nessuna parte con lei. Senta, salti nel retro col bucato,
che ce la porto io all'entrata. Mi lasci fuori da questa storia, per, eh.
William sorrise con gratitudine. Apr il portellone posteriore e si arrampic dentro, infilandosi
tra i mucchi di lenzuola sporche. Mentre aspettava che il furgone procedesse, si sdrai e rise tra s. Si
sentiva un clandestino, ma se non altro aveva finalmente fatto un passo verso sua madre.
28
William aveva atteso a lungo che il furgone si fermasse. Era stato sballottato dagli scossoni
mentre l'autista s'inerpicava sino all'ingresso, aveva udito alcune voci confuse e poi, all'improvviso, il
portellone posteriore si era spalancato e il suo nascondiglio era stato inondato di luce.
Si affacci strizzando le palpebre al sole.
La via  libera ora. Presto, salti gi e si presenti davanti al portone principale. Se le chiedono
come ha fatto a entrare, dica soltanto che le  capitato per caso di arrivare insieme col furgone della
biancheria e che  salito a piedi fino all'ingresso. Non le crederanno mai, ma almeno  dentro.
William afferr lo zaino e balz gi. Grazie mille, amico. Le sono debitore. Tese la mano
all'autista.
L'autista gliela strinse e gli fece l'occhiolino. Le auguro di trovare quello che cerca.
William sal i gradini in pietra sino al pesante portone principale e, non vedendo il campanello,
buss sul legno duro e implacabile. Con una smorfia di dolore, si massaggi la mano, ma si ricompose
all'istante quando si apr la porta. Buon pomeriggio. Mi chiedevo se potessi scambiare due parole con
una responsabile.
La suora che era venuta ad aprire lo osserv dubbiosa. Ha un appuntamento?
Be', no, ma sono venuto...
Non fece in tempo a finire la frase che la suora gli sbatt la porta in faccia. William rimase a
bocca aperta un istante prima che la collera gli facesse montare il sangue alla testa. Strinse i pugni e
trasse un respiro profondo. Senza badare al dolore alla mano, picchi di nuovo alla porta e continu
sino a che la suora non torn ad aprirgli. Ma che sgarbata! Come stavo cercando di dire, vorrei parlare
con una responsabile. Ho fatto molta strada per arrivare fin qui e non me ne andr finch non avr visto
qualcuno che possa aiutarmi nella mia ricerca. Quindi, se non le dispiace, potrebbe per cortesia andare
a chiamare chi di dovere, prima che mi accampi qui fuori? E non creda che non ne sia capace. Ho un
thermos, una torta e tutto il tempo che voglio.
Senza dire una parola, la suora fece per richiudere la porta, ma William fu pi veloce e la
blocc con un piede.
Tolga quello stivale, gli intim la suora.
Neanche per sogno, replic William, scansandola per entrare nell'ingresso. Fu subito travolto
dall'odore di limone che ben conosceva. Si guard intorno e not un gruppo di ragazze in fondo al
corridoio. Indossavano tutte un informe scamiciato marrone e ai piedi sembravano portare vecchi
stracci. William all'inizio era perplesso; solo dopo si accorse che li stavano usando per pulire il
pavimento. Una ragazza con la testa rasata si volt verso di lui. William not il pancione e svi lo
sguardo, imbarazzato, non prima per di aver colto il timido sorriso della ragazza.
Bernadette, voltati subito, schifosa tentatrice che non sei altro, la rimprover aspramente la
suora che sorvegliava il gruppo. Non hai proprio imparato niente? Non vedi in che stato sei? Temo per
la tua anima, ragazza mia, sul serio.
William si schiar la voce, a disagio, e si volt verso la suora. Ora che la porta era chiusa, si rese
conto dell'atmosfera opprimente che regnava nel convento.
Non ci piacciono gli intrusi. Aspetti qui: vado a vedere se c' suor Benedicta.
William chin il capo con rispetto. Grazie, signora, ma preferisco considerarmi un visitatore e
non un intruso, se non le spiace.
Mentre aspettava, il gruppo di ragazze se ne and strascicando i piedi e nel corridoio cal un
silenzio innaturale.
Fu per quello che William trasal quando una voce gli disse: Sono suor Benedicta. Che cosa
posso fare per lei?
Era una donna alta, dal viso rubicondo e dai penetranti occhi azzurri; aveva gi la bocca
contratta in una smorfia di arcigna determinazione.
Buongiorno. Mi chiamo William Lane, e si pu dire che io sia arrivato a casa. Sono nato qui.
Se la suora fu stupita da quell'affermazione, non lo diede a vedere. Ripeto: cha cosa posso fare
per lei?
William fu preso in contropiede.  lei la responsabile?
La suora assent con un lento cenno del capo. S.
Senta, suor Benedicta, non voglio darle disturbo. Sono venuto soltanto per sapere se mi pu
aiutare a rintracciare mia madre. So che  stata reclusa qui dentro...
Ospite, lo interruppe la suora. Non reclusa.
William chin la testa. Certo, mi scusi. So che  stata ospite qui. Io sono nato nell'aprile del
1940. Immagino teniate dei registri e qualsiasi informazione sarete in grado di fornirmi sar molto ben
accetta.
Le labbra di suor Benedicta si allargarono in un sorriso d'intesa. La sua ingenuit 
disarmante, Mr Lane. Da questa parte, prego.
William la segu nel suo ufficio, al centro del quale c'era un'ampia scrivania in mogano
ricoperta da cataste di fogli di varie altezze. Una targa sul muro recitava: POI LA CONCUPISCENZA,
QUANDO HA CONCEPITO, PARTORISCE IL PECCATO. GIACOMO 1,15.
Suor Benedicta prese posto dietro la scrivania e fece accomodare William su una sedia di fronte
a s; quindi punt i gomiti sul tavolo e si sporse verso di lui. Mi dica, Mr Lane, vuole bene ai suoi
genitori?
Ma certo, che diamine, li amo pi di qualunque altra cosa, rispose William, indignato.
E le hanno dato una casa accogliente, vero? Si sono presi cura di lei?
William si mosse irrequieto sulla sedia. Non  questo il punto. Ho la loro piena benedizione
nella ricerca della mia vera madre.
La sua vera madre  quella che l'ha cresciuto, che la prendeva in braccio quando cadeva, che
la consolava di notte dopo un brutto sogno, che...
William alz una mano. Ha ragione, sorella. Ci che voglio dire  che ho la loro piena
benedizione nella ricerca della mia madre naturale. Meglio?
Il suo atteggiamento non mi piace, Mr Lane. Non credo lei comprenda appieno l'importanza di
ci che facciamo qui. Tutte quelle che arrivano da noi sono donnacce, depravate respinte dalla societ e
ripudiate dalle loro stesse famiglie, alle quali non hanno arrecato altro che disonore. Noi diamo loro
una casa, le accudiamo durante tutta la gravidanza e poi ci assicuriamo che i loro figli vengano
assegnati a genitori amorevoli. Le aiutiamo a mondare le loro anime tramite il duro lavoro. Queste
ragazze sanno che saranno condannate all'inferno se diranno a qualcuno di aver avuto un bambino,
quindi, le garantisco, Mr Lane, che la sua ricerca non fa bene a nessuno. Le suggerisco di andarsene
subito, e d'inginocchiarsi a ringraziare il buon Dio perch questo convento ha agito nel suo interesse e
l'ha sistemata in una casa accogliente e affettuosa.
William si sentiva come uno scolaro disobbediente al cospetto della preside, una sensazione
intensificata dalla bacchetta sottile appesa alla parete dietro suor Benedicta. Si chiese se l'avessero mai
usata su sua madre, e dovette faticare per tenere a freno l'ira. Suor Benedicta, non sto mettendo in
dubbio ci che fate, e ovviamente vi sono grato per la famiglia in cui sono cresciuto, ma qui ho
trascorso i primi tre anni della mia vita. Ho persino alcuni ricordi frammentari di quel periodo, ma non
riesco a richiamare alla mente il viso di mia madre. Mi sento come se mi mancasse un pezzo della mia
vita, e non trovo pace. Per lei che differenza fa? La prego, mi dia le informazioni di cui disponete su
mia madre e io me ne andr. Non vi dar pi nessun fastidio.
Suor Benedicta sospir e scosse la testa. A quanto pare, lei non ha ascoltato una sola parola di
quello che ho detto. Si alz e si diresse a un enorme schedario. Con una chiave che portava appesa a
una catena intorno al collo, lo apr e tir fuori un grosso raccoglitore in pelle. Lo sbatt sulla scrivania
facendo volare per terra un fascio di fogli. Come si chiamava sua madre?
Di colpo, il cuore di William sobbalz di speranza. Bronagh Skinner.
E dice di essere nato nel 1940?
Lui annu e si sfreg le mani sudate sui pantaloni.
Suor Benedicta sfogli il registro per quella che parve un'eternit. I nomi presenti nell'elenco
erano letteralmente centinaia, e William prov un certo conforto nel constatare di non essere l'unico in
quella condizione. Poco dopo, la suora prese la stilografica e annot un numero su un pezzo di carta. Si
alz, sollev il raccoglitore e lo rimise al suo posto nello schedario. Poi lo richiuse e, mentre si
appendeva la chiave al collo, guard William negli occhi. Aspetti qui, gli ordin, e usc dall'ufficio.
Erano trascorsi quindici minuti, e di suor Benedicta ancora nessuna traccia. William si alz e
inizi a camminare su e gi per la stanza. And alla finestra e guard il giardino. Diverse ragazze, tutte
palesemente incinte, stavano zappando un orto sotto lo sguardo attento di una suora. Una di loro
inciamp e cadde in ginocchio. Sembrava avere problemi a rialzarsi e un'altra ragazza le porse la mano
per aiutarla. La sorvegliante intervenne subito e le separ. William non riusciva a sentire che cosa si
dicessero, perch la finestra era chiusa, ma vide la ragazza che era caduta accucciarsi per ripararsi dalla
suora che aveva alzato una mano. William non ebbe dubbi: quella poveretta era abituata a essere
percossa.
La porta dell'ufficio si apr di nuovo. Oh, scusi, cercavo suor Benedicta, disse una donna di
mezza et in uniforme da infermiera.
 uscita un attimo.  andata a cercare alcune informazioni per me.
Ah, capisco.
Che cosa c', infermiera? Suor Benedicta era tornata con un sottile fascicolo marrone sotto il
braccio.
Ho bisogno di dirle due parole, sorella. Poi, accennando a William: In privato.
Non pu aspettare? replic, scocciata.
Mi spiace. Ci vorr solo un minuto.
Suor Benedicta accompagn l'infermiera in corridoio e chiuse la porta. Incuriosito, William
attravers la stanza e accost l'orecchio all'uscio. Le due donne parlavano sottovoce, ma lui riusc
comunque a sentire la conversazione.
Si tratta di Colette, sorella. Ha appena partorito e ha una brutta lacerazione. Ha bisogno che le
si metta dei punti.
Conosce le regole, infermiera. Niente suture. Se si  lacerata, pazienza, sia fatta la volont del
Signore. Espier le sue colpe. Doveva pensarci prima di cacciarsi in questa situazione.
Sorella! Sa che  stata violentata!
Cos dice.  una tentatrice. Se l' cercata. Adesso la smetta di farmi perdere tempo, ho delle
faccende da sbrigare.
Non appena sent che la porta stava per riaprirsi, William torn al centro della stanza.
Suor Benedicta gli lanci un'occhiataccia. Si sieda. Riprese posto alla scrivania e cominci a
scorrere le pagine.
William si allung per dare una sbirciatina, ma la scrivania era troppo ampia e l'unica cosa che
riusc a distinguere fu un numero: 40/65.
Finalmente suor Benedicta si ferm ed estrasse un foglio di carta da lettere ingiallito. Vede la
firma in calce?
William si sporse e intravide un nome scritto in una grafia piuttosto infantile: Bronagh Skinner.
Allung un braccio per prendere la lettera, ma suor Benedicta la tir via prima che riuscisse a
toccarla. Sua madre ha rinunciato per iscritto a tutti i diritti su di lei il giorno in cui lei  stato dato in
adozione. Non dovr mai contattarla e in questa lettera sua madre ha giurato di non intromettersi nella
sua vita n di avanzare rivendicazioni nei suoi riguardi. Noi non le riveleremo mai dove si trova, Mr
Lane, quindi temo che il suo viaggio sia stato solo una perdita di tempo. Ora, se non le dispiace, ho del
lavoro da fare.
Il suo tono sprezzante non lasci dubbi sul fatto che l'incontro fosse terminato.
William si alz e rimise lo zaino in spalla. Detestava quella donna. Torner, sorella. Ci conti.
Come le ho detto, sta perdendo il suo tempo.
Ma William non aveva nessuna intenzione di mollare, e nulla, specie quella donna spregevole,
gli avrebbe impedito di trovare sua madre.
29
Quando William fu di nuovo fuori, il sole stava tramontando e l'aria pungente gli ricord che si
era ancora solo agli inizi di maggio. Si rimise addosso il maglione e si avvi verso la fermata
dell'autobus. Percorse due chilometri in meno di venti minuti, tanto era disperata la sua voglia di
allontanarsi da quel luogo ripugnante. Alla fine era cos accaldato che dovette togliersi il maglione.
Guard l'orario dell'autobus che era inchiodato a un palo. La corsa successiva era prevista dopo
cinquanta minuti. Con un gemito, William si lasci cadere sconsolato sul ciglio della strada. D'un
tratto, si sent esausto, non solo per via dell'alterco con l'inflessibile suor Benedicta, ma anche per via
del jet leg.
Usando lo zaino come cuscino, si sdrai nel prato e accolse con sollievo il contatto dell'erba
fresca con la schiena sudata. Quando uno scampanio lo svegli di soprassalto, gli sembr di aver
dormito per ore. Il sole era scomparso e, da dietro le palpebre chiuse, William ebbe l'impressione che
fosse stato coperto dalle nubi. Si appoggi sui gomiti e si stropicci gli occhi. A oscurare il sole per
era stato un essere umano in bicicletta. Essendo in controluce, non si riuscivano a distinguerne i
lineamenti, ma William cap che si trattava di una donna per via della massa di capelli ricci che le
circondava il viso.
Spero di non averla spaventata. Ho suonato il campanello per assicurarmi che non fosse
svenuto.
William si alz a fatica e fu solo allora che riconobbe l'infermiera del convento. Niente
affatto. Stavo solo schiacciando un pisolino in attesa dell'autobus. Mi auguro di non averlo perso.
Arrotol una manica e guard l'orologio. Aveva dormito dieci minuti.
L'autobus passa ogni ora e dieci: pu aspettare qui quello delle cinque e dieci o venire da me e
prendere poi quello delle sei e dieci, che  l'ultimo.
Venire da lei? E perch mai?
Perch deve dirmi tutto ci che sa se vuole che l'aiuti a trovare sua madre.
Grace Quinn lavorava come levatrice al convento da tantissimi anni  trentasei, per l'esattezza 
e aveva fatto nascere un'infinit di bambini. Seduto accanto a lei sul suo divano bitorzoluto a motivi
floreali, William era ipnotizzato dalla sua voce pacata, dai suoi occhi grigi e infossati e dal suo sguardo
perso sul soffitto mentre lei raccontava: Immagino si stia chiedendo come faccia a lavorare in un
posto cos avvilente...
William sbuff. Non mi  parso un ambiente allegro, devo ammetterlo. E quella suora... Un
vero fenomeno.
Grace intrecci le mani in grembo. So che alcuni dei loro metodi possono apparire poco
ortodossi, e un estraneo potrebbe considerarli addirittura crudeli, ma quelle ragazze non hanno nessun
altro posto in cui andare. Il disonore che hanno recato alle famiglie  umiliante. Che razza di vita
avrebbe avuto lei, se avessero permesso a sua madre di tenerla?
Non ne ho idea, ma ha colto nel segno: se le avessero permesso di tenermi. Non ha avuto
scelta, giusto? Sono rimasto con lei per tre anni, dopodich mi hanno preso e spedito in America. Non
mi fraintenda, voglio molto bene ai miei genitori, tuttavia mi sembra una cosa crudele, tutto qui.
Lo so, ecco perch voglio aiutarla. And a prendere carta e penna da una scrivania e torn a
sedersi. Mi dica tutto quello che sa.
William si schiar la voce. Mia madre si chiamava Bronagh Skinner e io sono nato il 10 aprile
1940.
Grace sollev lo sguardo dal foglio con la penna ancora a mezz'aria. Tutto qui?
Ah, aveva vent'anni.
Non  granch.
William si ricord all'improvviso del fascicolo che aveva portato in ufficio suor Benedicta. Il
numero del suo fascicolo  40/65.
Grace parve stupita. Per, lei  un vero detective. Significa che  stato il sessantacinquesimo
bambino nato nel 1940. Prese un appunto e lo sottoline diverse volte, come se il dato fosse di
particolare rilevanza. Bene, rammenta qualcosa del periodo trascorso in convento? Qualsiasi cosa
possa rinfrescarmi la memoria...
William si alz e si mise a camminare avanti e indietro per la stanza. Mi ricordo l'odore del
sapone e il pur grumoso che ci davano da mangiare, credo lo chiamassero pandy.
Nient'altro su sua madre? Io ero al convento solo da due anni quando lei  nato e, siccome le
suore hanno avuto il permesso d'imparare il lavoro di levatrice solo a partire dal 1950, devo essere stata
io a farla nascere.
William chiuse gli occhi e si prese la sella del naso tra le dita. Qualcos'altro c'.
Grace si sporse in avanti, in attesa. Mi dica.
Be', mi cantava spesso una cosa. William cominci a intonare un motivetto. Non ricordo le
parole,  cos frustrante... Riesco quasi a sentirla, ora, ma c'era qualcosa di diverso in lei...
Diverso?
Il suo modo di parlare. Non sembrava uguale a quello degli altri. Si lasci cadere di nuovo
sul divano, con la testa tra le mani. Dopo un po', prese a oscillare piano avanti e indietro. Dormi,
bambino, che la pace ti accompagni...
Grace lev lo sguardo dai suoi appunti. Per tutta la notte.
William alz la testa e sorrise. Gli angeli guardiani Dio ti mandi...
Ed entrambi conclusero all'unisono: Per tutta la notte.
Grace pos una mano su quella di William. Sono gentile con le ragazze, sa? Cerco di metterle
il pi possibile a loro agio. Ho dedicato la mia vita a quel posto. Non mi sono mai sposata n ho avuto
figli miei.
Proprio non capisco il perch di tutto quell'ostruzionismo da parte di suor Benedicta. Che
differenza pu fare per lei se io rintraccio o no mia madre?
Penitenza, William. Sua madre ha avuto un figlio al di fuori del vincolo matrimoniale e agli
occhi del Signore ci rappresenta un peccato, ma, grazie al duro lavoro che si  dovuta sobbarcare alla
lavanderia, ha mondato la macchia della sua anima e si  assicurata l'accesso in paradiso. Gli
accarezz la mano. Stava dicendo che sua madre sembrava diversa dagli altri. In che senso?
Certe parole... Non saprei... Le pronunciava in maniera differente, con le vocali pi aperte e...
Grace si port una mano alla bocca. Ges santo, adesso me la ricordo! Era inglese!
William spalanc gli occhi. Se la ricorda? Vuole dire che sono per met inglese?
Se  la ragazza che ho in mente io, lei  completamente inglese, William. E non si chiamava
Bronagh, ma Christina.
30
 un ragazzo fortunato. Grace aveva gli occhi che brillavano per l'emozione. Devo essere
sincera con lei, le possibilit che mi ricordassi di sua madre erano piuttosto scarse, ma Bronagh era
difficile da dimenticare.
Ha detto che si chiamava Christina, intervenne William.
Quando entrano in convento, le ragazze si vedono assegnare un nuovo nome, scelto dalle
suore. Un nome pi santo, se preferisce. Santa Bronagh era una badessa del VI secolo e non mi
meraviglierei se saltasse fuori che il giorno in cui sua madre  arrivata in convento fosse appunto santa
Bronagh. Era cos che spesso si sceglievano i nomi al St Bridget. Mise gi gli appunti e si diresse
verso la libreria. Dopo aver sfogliato le pagine di un volume vecchio e pesante, trov finalmente quello
che cercava. Ah-ah! Santa Bronagh  il 2 aprile. Il che quadrerebbe alla perfezione. Sua madre 
entrata in convento il 2 e lei  nato otto giorni dopo.
Un'altra tessera del puzzle, dunque! Ha detto che era difficile dimenticarsela.
Grace si sedette di nuovo sul divano di fianco a William e gli prese una mano. Poveretta. Tutte
le ragazze che entrano in convento hanno storie tristi da raccontare, ma la sua mi aveva davvero toccato
il cuore. Veniva da Manchester, credo. L'avevano mandata a stare da una sorella della madre in
Irlanda, nella sua fattoria. Non avevamo mai avuto ragazze inglesi prima, e nemmeno dopo se  per
questo. Non era neppure cattolica. Azzard un sorriso sghembo. Quel dettaglio me lo sono tenuta per
me, per. Comunque, anche sua madre era una levatrice, e quindi ne sapeva parecchio di parti. Negli
anni successivi alla sua nascita mi ha persino dato una mano. Era sempre cos gentile con le altre
ragazze, e loro legavano molto con lei.
William scosse la testa. Come ha fatto a finire in convento se era inglese?
Ah, questa  la parte triste della storia. Una combinazione tra un padre severissimo e una
madre arrendevole. Da quanto ho capito, era stata cresciuta nella bambagia. Le avevano proibito di
frequentare ragazzi non adatti a lei, o ragazzi in genere, se  per questo, finch una sera non ha
conosciuto Billy. Oh, non la finiva mai di parlare di lui. Billy di qua, Billy di l... Ha pianto per tutto il
parto, invocando il suo nome e guardando verso la porta come se si aspettasse di vederlo entrare da un
momento all'altro a implorare il suo perdono.
Lui la osservava, rapito. Finalmente sua madre stava prendendo forma ai suoi occhi come una
persona reale e non pi solo come un nome. Di che cosa doveva perdonarlo?
 questa la stranezza. Dopo quello che le aveva fatto, non riuscivo a credere che lui contasse
ancora cos tanto ai suoi occhi, ma Bronagh diceva che il vero amore  in grado di sopportare tutto. A
quanto pare, quando lui aveva scoperto che era incinta, aveva perso la testa ed era scomparso. Non
uscivano insieme da molto e ovviamente il padre di lei non era entusiasta. Era un medico, un uomo
rispettabile, e la reputazione era tutto per lui. Ma, incredibile a dirsi, lei non ha mai smesso di amare
Billy. Ecco perch le ha dato il suo nome.
Quindi lei amava Billy ma, a quanto sembra, lui non la ricambiava. Si sono mai ritrovati?
Non saprei. Bronagh ha lasciato il St Bridget tre anni dopo il parto.  quella la regola. Ti
occupi del bambino per tre anni e poi sei libera di andartene. Da sola, per, sia inteso. Nessuna ragazza
ha mai avuto il permesso di portare con s il figlio. Se vuoi andartene prima, dev'essere un parente a
reclamarti pagando una grossa somma. Si tratta di una cifra che quasi nessuna famiglia pu permettersi,
n ha interesse a versare, visto che le ragazze sono tutte ripudiate. Il pi grande desiderio di Bronagh
era crescerla, ma  stata vittima delle circostanze. L'avevano privata di tutti i suoi diritti e non poteva
pi fare nulla. Non  un sistema perfetto, ma  cos che funziona al St Bridget.
William rabbrivid al pensiero di quel sistema inflessibile e si domand che razza di religione
fosse quella che consentiva cose del genere. I suoi genitori erano entrambi persone timorate di Dio e lui
era stato cresciuto nel rispetto della Bibbia, ma un regime del genere era senza dubbio inammissibile.
Di certo, sua madre non aveva idea di quali crudelt si macchiassero in quel convento. Dov' andata
dopo? chiese.
Ho paura che questa sia la parte della storia che non conosco. So che la fattoria di sua zia non
era distante dal convento. Tutte queste informazioni saranno di sicuro in quel fascicolo, ma metterci le
mani mi sar difficile, se non impossibile. Grace sospir.
La prego. Ho fatto tanta strada e adesso che sono arrivato cos vicino... Non posso rinunciare.
Si sforz di nascondere l'impazienza. In fondo, Grace non era tenuta ad aiutarlo.
Lei si morse il labbro inferiore, cercando di ricordare.
Tra loro cal il silenzio.
Sono passati trentaquattro anni, William, disse infine lei, frustrata. Chiuse gli occhi per
concentrarsi e rivolse il viso al soffitto. D'un tratto, il vecchio orologio a pendolo suon le sei ed
entrambi sobbalzarono.
L'autobus! url William, saltando in piedi. Perder l'autobus!
Oddio. Il tempo  volato. Prenda la mia bicicletta e vada alla fermata. La lasci appoggiata alla
siepe, la recupero domani.
William afferr il suo zaino e se lo mise in spalla. Non so come ringraziarla, Grace.
Oh, sparisca. Mi ringrazier quando avr trovato sua madre. Domani  il mio giorno libero;
perch non viene a prendere il t, cos le dico che cosa sono riuscita a scoprire... Non si faccia troppe
illusioni, per. Ha visto lei stesso quanto pu essere testarda sorella Benedicta.
Quando William torn nella pensione di Mrs Flanagan, fu il gradevole profumo del prosciutto
cotto ad accoglierlo e il suo stomaco cominci subito a brontolare dalla fame: si era quasi scordato di
avere appetito.
Ah,  tornato. Novit? lo salut Mrs Flanagan.
Aveva ragione riguardo alle suore. Non sono state di nessun aiuto. William si lasci cadere
con un sospiro sul divano e chiuse gli occhi.
Ha l'aria esausta. Vuole fare un riposino prima di cena? Gliela tengo in caldo.
Lei  molto gentile, signora, ma ho l'impressione che, se vado a dormire adesso, la cena mi
toccher mangiarla a colazione.
Benissimo. Vada a darsi una rinfrescata; io, intanto, servo in tavola. Tra cinque minuti 
pronto.
Dopo la cena a base di prosciutto cotto, pur di patate e cavolo, William si sent sazio e spossato
dalle emozioni della giornata. Ringrazi Mrs Flanagan e sal al piano di sopra. Sapeva che era un errore
buttarsi sul letto prima di essersi spogliato o lavato i denti. Aveva intenzione di chiudere gli occhi per
cinque minuti soltanto, ma gli effetti del jet lag presero il sopravvento e, quando riapr gli occhi, il sole
gi filtrava attraverso le tende di velluto rosso e i granelli di polvere vorticavano tra i suoi raggi.
William si stropicci gli occhi e, con la bocca impastata, barcoll verso il bagno alla disperata ricerca
dello spazzolino da denti.
Arriv a casa di Grace pieno di speranze e aspettative. Lei, per, lo aveva avvertito di non farsi
troppe illusioni. Senza la chiave, quella che suor Benedicta teneva sul petto, non le era stato possibile
recuperare il fascicolo. Sedettero entrambi al piccolo tavolo in legno della cucina di Grace. Il bucato
era appeso a un filo accanto alla stufa e l'aroma della torta che cuoceva in forno gli ricord i profumi di
casa e la meravigliosa cucina di sua madre. Cerc di scacciare il senso di colpa.
Che cosa c' che non va, William? chiese Grace.
Stavo solo pensando a mia madre; la mia mamma negli Stati Uniti.
Grace gli diede un buffetto sulla mano. Hai la sua benedizione, no? Solo perch desideri
sapere da dove vieni non significa che le vuoi meno bene. Ho l'impressione che sia una donna gentile e
generosa, e su questo punto suor Benedicta aveva ragione. I tuoi genitori sono meravigliosi, vero?
Non fidandosi della propria voce, William si limit ad assentire con un cenno del capo.
Bene. Ci prendiamo un'altra tazza di t mentre aspettiamo la torta? prosegu Grace.
William sorrise. Sarebbe fantastico, Grace, grazie.
La donna riemp il bollitore e lasci cadere due bustine nella vecchia teiera macchiata. 
frustrante sapere in quale armadio  riposto il fascicolo ma non essere in grado di aprirlo. Mi sento cos
impotente.
Non si preoccupi.  stato gentile da parte sua provarci. Gliene sono grato, sul serio.
Grace riemp la teiera e torn al tavolo. Rimosse il copriteiera, fatto a maglia a strisce rosa e
azzurre e con un pompon in cima, e William sorrise tra s al pensiero di una teiera con un cappello. I
suoi genitori non ci avrebbero mai creduto. Comunque, se ci pensi bene, il tuo viaggio non  stato una
perdita di tempo, no?
In che senso?
Be', quando sei arrivato qui, tutto quello che sapevi era che tua madre si chiamava Bronagh
Skinner e che aveva vent'anni, giusto?
S, quindi?
Adesso sai che il suo vero nome era Christina Skinner e che era nata a Manchester nel 1919 o
1920. Grace fece una pausa, sperando che William capisse l'antifona ma, di fronte alla sua
espressione assente, spieg: Non capisci? Potresti andare a Manchester a cercare il suo certificato di
nascita. Al suo arrivo in convento, che sappiamo essere avvenuto agli inizi di aprile, aveva gi
vent'anni. Quindi la sua data di nascita va collocata in un giorno antecedente all'aprile 1920. Vers il
t.
E perch pensa che ci potrebbe rivelarsi utile? chiese William, la mente ancora stordita dalle
fatiche del viaggio.
Il certificato ti rivelerebbe non soltanto la data e il luogo di nascita, ma anche i nomi dei suoi
genitori. Sono quasi sicura che ci sia anche il cognome della madre da nubile. Se solo riuscissi a
ricordarmi come si chiamava la zia...  cos frustrante. So che era zitella e che  morta poco prima
dell'ingresso di Christina in convento. So pure che aveva ereditato la fattoria dai genitori quindi, se
riusciamo a trovare il cognome da nubile della madre di Christina, c' la possibilit che qualcuno
conosca la fattoria.
William intrecci le mani dietro la testa e appoggi la schiena alla sedia. Lei  un portento,
Grace.
La donna arross lievemente. Ma figurati. Saresti arrivato anche tu allo stesso risultato, alla
fine.
Pensa ci sia la probabilit che sia tornata a Manchester?
Grace scroll le spalle. Non lo so, William.  possibile, credo. Voglio dire, quando l'hanno
mandata qui era una donna perduta, ma poi era libera di tornare. Non penso ci fosse granch a
trattenerla in Irlanda, dunque, s, direi che  probabile sia tornata nella sua citt natale. Poi, dopo una
pausa: Per Manchester  una grande citt: le possibilit di rintracciarla sono davvero poche.
Lo so. Ha ragione, devo prima scoprire dove si trova la fattoria. Se riesco a trovare quella,
magari ci sar qualcuno che sapr dirmi dov' andata.
Grace apr la porta del forno, e il profumo delle mele aromatizzate alla cannella riemp la
stanza. Pos la torta dorata sul tavolo.
Lasci, faccio io. William prese il coltello e affett la torta.
Grace sventagli la mano per disperdere un pennacchio di vapore che si era levato tra loro.
Sa, penso proprio che far una capatina a Manchester. Sono arrivato sin qui sorvolando
l'Atlantico; che vuole che sia un altro piccolo balzo al di l del mare d'Irlanda? Devo trovare la chiave
per svelare il mistero.
31
Un passeggero del traghetto aveva detto a William che a Manchester pioveva sempre. Lui non
sapeva se fosse vero o no, ma in quella giornata d'inizio maggio il cielo era azzurro e terso come una
piscina. William aveva trovato un bed and breakfast non troppo caro in periferia, a pochi minuti di
autobus dal centro. La proprietaria gli aveva procurato una cartina della citt e cerchiato di rosso la sua
destinazione.
Ora William sedeva al piano superiore dell'autobus rosso, una novit che gli aveva strappato un
sorriso a trentadue denti. Scese davanti al Palace Theatre e spieg la cartina. Guard in direzione di St
Peter's Square, ed eccola l, proprio come gli aveva garantito la proprietaria del bed and breakfast,
l'ampia cupola della Manchester's Central Library che sovrastava l'imponente edificio neoclassico di
pianta circolare. Il portico corinzio all'ingresso era alto due piani e sorretto da sei possenti colonne in
pietra. Nel salire i gradini, William ebbe l'impressione di entrare in un palazzo romano invece che in
una biblioteca comunale. Gli interni sontuosi, con gli eleganti infissi in legno di quercia e noce inglese,
evidenziavano la maestosit della costruzione.
Quando entr nella Great Hall, la sala principale  nota in origine come Reading Room ,
William non riusc a immaginare un luogo pi tranquillo in cui dedicarsi agli studi letterari o scorrere
con calma i giornali del mattino. Non senza una certa trepidazione, si avvicin alla giovane
bibliotecaria seduta dietro il banco informazioni. Buongiorno, signora. Mi chiedevo se lei potesse
aiutarmi...
Sono qui apposta, replic la donna con un sorriso. Che cosa posso fare per lei?
Mi servirebbe la copia di un certificato di nascita.
La bibliotecaria, dal cui tesserino William apprese che rispondeva al nome di Miss Sutton,
estrasse un modulo da sotto il bancone. Mi occorrono alcuni dati. Innanzitutto, vuole che il certificato
le arrivi per posta o preferisce ritirarlo subito?
William fu sorpreso dall'apparente semplicit della procedura. Lo ritiro subito, grazie. Non
dispongo di un recapito stabile qui nel Regno Unito.
Miss Sutton sorrise con dolcezza. Ci avrei scommesso che non era di queste parti. Canadese?
Cercher di non offendermi, ribatt William con una risata. Sono americano, del Vermont.
Ma sono nato in Irlanda e i miei genitori sono inglesi. Poi, di fronte all'espressione perplessa di Miss
Sutton, aggiunse:  una lunga storia.
Me la dovr raccontare, prima o poi, disse Miss Sutton con un mezzo sorriso.
Caspita, pens William, ma le ragazze inglesi sono tutte cos avanti? Magari...
Stavo solo scherzando! Dunque, come si chiama?
Si ricompose. William Lane.
E la persona del certificato?
Christina Skinner.
La penna di Miss Sutton scorreva rapida sul foglio e, senza alzare lo sguardo, la donna
prosegu: Data di nascita?
Era confuso. La mia data di nascita?
No, quella di Christina Skinner, replic Miss Sutton con un'occhiata fulminante.
Be', non la so con esattezza. So solo che  compresa tra l'aprile del 1919 e il marzo 1920.
Ha altri dettagli? Indirizzo, luogo di nascita, nome del padre?
Lui si sent improvvisamente ridicolo. No,  un problema?
Per me no, ma a lei toccher cercare negli indici del General Register per localizzare la
Christina Skinner giusta. Non posso chiedere la copia di un certificato di nascita con cos poche
informazioni.
William sospir. E come devo fare?
Miss Sutton indic un tavolo in un angolo della stanza. Aspetti l: vado a prenderle il primo.
Due ore dopo, William aveva l'impressione che i suoi occhi non sarebbero pi stati capaci di
mettere a fuoco l'orizzonte. Stare chino a leggere quei registri gli aveva affaticato terribilmente la vista
e gli stava venendo il mal di testa. Aveva un disperato bisogno d'aria fresca. Si avvicin al banco e si
rivolse a Miss Sutton, con cui ormai era entrato un po' in confidenza. Scusa se ti disturbo, Karen,
bisbigli. Ho bisogno di uscire a prendere una boccata d'aria. Puoi tenermi il posto al tavolo?
Certo. Stai procedendo bene?
Ho trovato due probabili Christina Skinner, ma ho un altro registro da esaminare. Torno tra
una mezz'ora.
Mentre vagava per le strade di Manchester, William si domand se sua madre fosse mai passata
lungo quei marciapiedi. Possibile che lei vivesse proprio l, a Manchester? E che ne era di Billy?
Perch aveva abbandonato Christina proprio nel momento in cui lei aveva pi bisogno di lui? Non
pareva un padre di cui andar fieri, poco ma sicuro. William pens a Donald, alle sue mani callose e alla
sua schiena curva, testimoni del lavoro instancabile che faceva nella loro fattoria del Vermont per
mantenere la famiglia. Il solito senso di colpa per la sua ricerca lo sommerse di nuovo, e William prov
un'improvvisa nostalgia di casa. Desiderava ardentemente la tranquillit, la pace e l'affetto della sua
famiglia, i profumi della cucina di sua madre, l'aroma penetrante e la solitudine del suo capanno dello
zucchero. Manchester era un altro mondo al confronto, e William inizi a chiedersi se fosse stato
saggio imbarcarsi in un'impresa simile. Ci nondimeno, nel profondo del suo cuore nutriva
l'insaziabile desiderio di conoscere le circostanze della sua nascita. Aveva gi scoperto che la madre
avrebbe voluto tenerlo con s. Il fatto che fosse stata costretta a rinunciare a lui lo riempiva di tristezza
e collera al contempo. Aveva bisogno di conoscere tutta la storia dei suoi genitori naturali, da come si
erano incontrati al motivo per cui il padre era scappato in modo tanto insensibile. Con tale rinnovata
determinazione, William sal di nuovo le scale della biblioteca per riprendere la sua ricerca.
Quando si present da Karen Sutton con una lista di tre probabili Christina Skinner, era quasi
l'ora di chiusura. Karen le diede una rapida scorsa. Vuoi richiedere tutti e tre i certificati?
William ci pens su un istante. Quanto tempo ci vorr?
Qualche giorno, forse di pi.
Se ne richiedo uno alla volta, potrei essere fortunato e beccare quello giusto al primo colpo,
oppure potrei riceverlo per ultimo, e nel frattempo avrei perso almeno due settimane. Non ho
abbastanza soldi per rimanere in Inghilterra cos a lungo, e comunque i miei genitori hanno bisogno di
me a casa.
Possiamo spedirti i certificati negli Stati Uniti, propose Karen.
William la guard fregandosi la fronte.
Non voglio metterti fretta, ma la biblioteca chiude tra dieci minuti.
Scusa. Direi allora che mi tocca richiederli tutti e tre insieme, concluse William.
Quando Karen cominci a prendere nota dei dati, fu raggiunta da una collega, una signora dai
capelli grigi e dall'aria invadente, con indosso gonna e giacca di tweed marrone e un filo di perle
opache al collo. Sbirci oltre la spalla di Karen e fece scivolare gli occhiali sulla punta del naso per
vederci meglio. Christina Skinner? Abbiamo gi quel certificato di nascita. L'hanno richiesto la scorsa
settimana ed  in attesa del ritiro.
William e Karen si guardarono a bocca aperta, sbalorditi, poi lei si volt verso la collega. Mi
scusi, Mrs Grainger, quindi abbiamo gi qui un certificato di nascita di una certa Christina Skinner?
Te l'ho appena detto, no? Adesso, forza, metti in ordine la scrivania che devo chiudere.
Karen radun un fascio di fogli e infil in un barattolo alcune penne sparse sul ripiano.
Sarebbe possibile dargli un'occhiata, giusto per vedere se  quello che serve a William?
Certo che no. Quel certificato  stato pagato e appartiene alla persona che l'ha richiesto. Solo
lei pu aprire la busta.
Karen lev gli occhi al soffitto, quasi si aspettasse una risposta simile. Mrs Grainger era
chiaramente fissata con le regole e la burocrazia.
Quand' che questa persona verr a ritirare il certificato? chiese William.
Non lo so.  arrivato soltanto ieri, quindi lei passer domani o dopodomani. Dipende da
quant' urgente, rispose Mrs Grainger con un'alzata di spalle.
Possibile che quello fosse proprio il certificato di nascita di sua madre? William non riusciva a
pensare chi altri potesse essere stato a richiederne una copia. Chiss, forse aveva fratelli o sorelle che
come lui la stavano cercando... O magari era stata proprio Christina a richiederlo... Oppure, qualcun
altro di totalmente diverso... William aveva un disperato bisogno di risposte.
Ora che Mrs Grainger si era allontanata dal banco informazioni per riporre alcuni libri negli
scaffali, William si rivolse a Karen. Ho bisogno di sapere chi ha richiesto quella copia.
Lei si volt per controllare Mrs Grainger: si era appena arrampicata su una scaletta con in mano
un volume particolarmente massiccio e si stava allungando per raggiungere lo scaffale pi alto.
Dammi un minuto. Prese a rovistare in fondo a un cassetto sotto la scrivania e ne estrasse una chiave.
Quindi, senza distogliere lo sguardo da Mrs Grainger, si avvicin a uno schedario e apr il cassetto in
cima. Le sue dita si muovevano agili e svelte mentre scorreva con rapidit i fascicoli.
Trov quello che cercava ed ebbe giusto il tempo di dare un'occhiata veloce prima che la
collega la richiamasse: Non hai ancora finito, Karen?
Devo giusto mettere in ordine le ultime cosette, Mrs Grainger, rispose lei. Ci vediamo fuori
tra cinque minuti, disse a William con una strizzatina d'occhio.
Nel centro di Manchester era l'ora di punta, e William guardava la gente rincasare dal lavoro.
La piazza era piena di traffico, rumore e gas di scarico dei motori; i ritardatari correvano a prendere
l'autobus e i clacson suonavano senza posa. Ud dei tacchi che scendevano i gradini dietro di lui e si
volt per salutare Karen. Lei lo prese per un braccio e lo accompagn sulla strada, lanciandosi occhiate
furtive oltre la spalla.  proprio dietro di me, bisbigli. Lo spinse in fretta nell'ingresso di un negozio
e attese che Mrs Grainger li superasse, gli occhi fissi sul marciapiede davanti a s.
William e Karen tirarono un sospiro di sollievo e lei ridacchi, nervosa. Mi sento come un
contrabbandiere di armi.
Lui sorrise. L'hai visto? Hai il nome della persona che ha richiesto il certificato?
S. L'ha ordinato una certa Tina Craig. Ti dice qualcosa?
Scosse la testa. Mai sentita. In fin dei conti, per, non conosco nessuno qui a Manchester.
Potrebbe essere un'altra Christina Skinner.
Forse s e forse no. Ma un modo per scoprirlo c'.
E quale? chiese William.
Torna domani e aspetta che lei si presenti.
E che succede se non viene? Potrebbe decidere di non passare a ritirarlo per giorni, addirittura
settimane.
Dipende da quant' grande la tua voglia di vedere quel certificato, concluse Karen facendo
spallucce.
32
Prima di salire le scale della biblioteca, Tina scroll l'ombrello. La strada risplendeva delle
gocce di pioggia che rimbalzavano sul selciato e le inzuppavano le suole sottili dei sandali. Si
maledisse per essere stata cos sciocca. Gli stivali sarebbero stati una scelta ben pi azzeccata quel
giorno, ma era maggio, dopo tutto, e lei si era categoricamente rifiutata di rispolverare il guardaroba
invernale. Prese il portacipria dalla borsa e apr lo specchietto. I capelli lunghi erano appiccicati alle
guance e sul viso erano colate lunghe strisce di mascara, in teoria resistente all'acqua. Si pass una
mano sotto gli occhi per asciugarsi ed entr nella Great Hall. Si accost al banco informazioni e vi
appoggi l'ombrello. Una piccola pozza d'acqua si form subito sul pavimento tirato a lucido. Tina
fece scorrere le dita tra i capelli e si rivolse alla giovane donna seduta dietro il bancone. Salve, sono
venuta a ritirare la copia di un certificato di nascita che ho richiesto.
Il suo nome?
Tina Craig.
Certo. Prego, si accomodi. La ragazza indic una fila di sedie imbottite l vicino, poi si volt
verso uno schedario e si mise a sfogliare i diversi fascicoli. Rivolse a Tina un sorriso contrito. Mi
scusi, devo dire una parola a una collega.
Nessun problema, non ho fretta.
William era seduto in un angolo, nascosto dietro un giornale. Karen picchi la mano sul tavolo
e lui sollev lo sguardo, allarmato. Ehi, che cosa pensi...
 qui.
Non furono necessarie ulteriori spiegazioni. William si alz, ripieg con cura il giornale, lo
infil sotto il braccio e segu Karen al bancone, dove lei tir fuori una busta da un cassetto. Mrs Craig,
ecco il suo certificato.
La donna, che era seduta in attesa, prese la busta e la ripose nella borsa. Grazie mille.
Arrivederci.
William rest l, muto e attonito, a guardarla andar via senza voltarsi indietro. Lanci a Karen
uno sguardo afflitto, ma poi prese la sua decisione. Devo seguirla.
La ritrov sotto il portico, che litigava con l'ombrello.
Signora, mi scusi. Permette una domanda?
Lei si guard intorno, sorpresa. Dice a me?
Se non le spiace. Non ci vorr molto... In un attimo, William si ritrov prigioniero di quegli
straordinari occhi azzurri, resi ancor pi magnetici dalla sbavatura di mascara nero. Sent un rivolo di
pioggia colargli dentro il colletto e rabbrivid. Tina fece un passo verso di lui, offrendogli riparo sotto
l'ombrello. Si guardarono in silenzio per un istante che a loro parve eterno, due completi estranei che
condividevano uno spazio non pi grande di una mattonella.
Infine fu lui a rompere il ghiaccio. Mi chiamo William Lane ed  da un po' che l'aspetto.
Da tutta la vita, immagino.
William rimase per un momento di sasso, poi arross e cap che di essere stato frainteso. Oh,
no, non intendevo quello. Volevo solo dire che aspettavo venisse a ritirare quel certificato di nascita.
Mi scusi, pensavo ci stesse provando.
In che senso, scusi? chiese William, perplesso. Era come se non parlassero la stessa lingua.
S, insomma... che ci stesse provando con me, spieg Tina con un'alzata di spalle e un
leggero sorriso.
William osserv con attenzione il suo volto. Pur essendo indubbiamente bello, c'era un velo di
tristezza nei suoi occhi. Senta, che ne dice se ricominciamo da capo? C' un posto dove possiamo
parlare?
Oh, non saprei. Nemmeno la conosco.
La prego,  importante. Non ci metteremo molto, insistette William.
Be', c' un bar all'angolo. Possiamo andare l.
Perfetto. Si va? disse William.
Una volta che furono seduti davanti a una tazza di caff, William cominci a raccontare la sua
storia: Sono arrivato sin qui dall'America nella speranza di trovare la mia madre naturale. Sono nato
in un convento in Irlanda nel 1940 e mi hanno sempre detto che mia mamma si chiamava Bronagh
Skinner.
Quando menzion il nome Skinner, Tina si mosse nervosa sulla sedia, ma non lo interruppe.
Sono stato al convento per vedere se potevano aiutarmi, ma non c' stato verso. Le suore non
ne volevano sapere di darmi informazioni. In ogni caso, una levatrice che lavora l si  presa a cuore la
mia situazione e si  offerta di darmi una mano.  saltato fuori che si ricorda di mia madre perch era
inglese, ed era proprio di qui, di Manchester. E il suo vero nome non era Bronagh ma Christina. Sono
andato in biblioteca per richiedere una copia del suo certificato di nascita e ho scoperto che mi avevi
preceduto. Non so se si tratti della stessa Christina Skinner che cerco io, ma, mi chiedevo, non ti
dispiacerebbe se gli do un'occhiata?
Tina sapeva gi con certezza che quello era il certificato della madre di William. Sia Alice
Stirling sia Maud Cutler le avevano detto che, per il disonore recato alla famiglia, Chrissie era stata
mandata in Irlanda. Si chin a prendere la borsa, mentre William la osservava speranzoso. Tina prese
una busta, ma non quella che le aveva dato Karen Sutton bens un'altra, vecchia e ingiallita. Con un
gesto solenne, la fece scivolare sul tavolo. Credo tu debba leggere questa.
William la prese con le mani che gli tremavano.  indirizzata a Miss C. Skinner.
Tua madre, conferm Tina.
Non capisco.
Leggila. Poi ti spiegher tutto.
William sfil con delicatezza la lettera, lanci un'occhiata a Tina e cominci a leggerla, una
volta e poi un'altra. Infine la pos sul tavolo e la lisci. Dove l'hai trovata?
Lavoro in un charity shop e qualcuno ha lasciato una borsa di vecchi abiti sulla soglia, tra cui
c'era pure un completo da uomo. La lettera era nella tasca interna della giacca. Come vedi, non  mai
stata spedita. Quando l'ho aperta, ero cos commossa dalle sue parole e disorientata sul perch Billy
non l'avesse mai imbucata che ho giurato a me stessa di provare a rintracciare Chrissie e
consegnargliela di persona. Penserai che non sono affari miei, ma quella lettera mi ha toccato il cuore,
concluse arrossendo un po'.
Il bambino di cui parla sono io. Gli occhi di William si velarono di lacrime. Pensavo avesse
abbandonato mia madre. Lei era convinta che lui non volesse pi saperne. Grace mi ha detto che non ha
mai smesso di amarlo, anche se lui l'aveva trattata cos male, e ora trovo questa. Sollev la lettera
davanti alla faccia e ne aspir l'odore. Perch non l'ha spedita? Che cosa gli  successo?
Tina sapeva che non c'era un modo delicato per comunicare la notizia. Dopo aver trovato la
lettera, sono andata al 180 di Gillbent Road e, che tu ci creda o no, i genitori di Billy vivono ancora l.
William sgran gli occhi, incredulo. I miei nonni sono qui a Manchester?
S. Vedendolo cos entusiasta, Tina sorrise, ma poi continu in tono grave: Tua nonna, Alice
Stirling, mi ha raccontato tutto. Lei e il marito hanno adottato Billy quando aveva otto mesi. Ho
mostrato ad Alice la lettera e mi ha detto che era stata lei a suggerirgli di scrivere a Chrissie. Billy era
andato a casa sua, il giorno dopo, e aveva parlato con la madre, ma lei non sapeva niente della lettera.
Gli si era spezzato il cuore quando aveva saputo che Chrissie era stata mandata in Irlanda e aveva
implorato Mrs Skinner di dargli l'indirizzo. Lei gli aveva promesso di contattare Chrissie a nome suo.
E poi che cos' successo? Si sono ritrovati? chiese William impaziente.
Tina scosse la testa. Mabel Skinner  rimasta uccisa durante l'oscuramento quella sera stessa e,
per quanto ne so, non si  mai messa in contatto con la figlia. Rovist di nuovo nella borsa e tir fuori
la foto di Billy. Questo  tuo padre.
William la prese e la scrut con attenzione. Era un bell'uomo. Sai che cosa gli  capitato?
Tina si fece coraggio.  morto in guerra nel 1940. Mi dispiace moltissimo.
Le lacrime presero a sgorgare copiose, adesso, e William le asciug col dorso della mano.
Lei gli porse un tovagliolo di carta. Era un brav'uomo, William. Non ha mai abbandonato tua
madre. L'amava e voleva che fossero una famiglia. Alice ha detto che sarebbe stato un padre
meraviglioso.
Mia madre non l'ha mai saputo, per. Se solo avesse ricevuto quella lettera, le cose sarebbero
andate in maniera diversa.
Lo so. Ecco perch ho sentito che dovevo fargliela avere.
Ed  per questo che hai richiesto il suo certificato di nascita?
Tina assent. Raccont a William di quand'era andata a Wood Gardens. Maud Cutler
conosceva bene gli Skinner. Mi ha detto che il dottor Skinner aveva un pessimo carattere e che avevano
mandato Chrissie in Irlanda.
 incredibile. Grazie infinite per tutta la premura che ti sei data. Avresti potuto semplicemente
buttare la lettera nella spazzatura, ma il fatto che tu abbia dedicato del tempo a cercare mia madre ...
William cerc la parola adatta. Be',  davvero straordinario.
Quella lettera mi ha incuriosito subito, da quando l'ho trovata, pi di un anno fa. Tina bevve
un altro sorso di caff e guard le gocce di pioggia scorrere sulla finestra. Il vetro interno si era
appannato e, in silenzio, con aria assente, ci tracci sopra una linea. In ogni caso, nella mia vita sono
successe un sacco di cose nel frattempo, quindi per un po' l'avevo accantonata. Quando mi ci sono
imbattuta di nuovo, mi  venuto in mente che forse Chrissie non voleva essere trovata. Cio, e se fosse
felicemente sposata, adesso, e non volesse che qualcuno le rammentasse il passato?
 un dubbio che ho avuto anch'io, ammise William.
Alla fine ho deciso di partire dal certificato di nascita. Ho pensato che avrei sempre potuto
cambiare idea.
In quel momento una cameriera con un grembiule macchiato di caff si present al loro tavolo.
Scusate, non voglio essere scortese, ma desiderate altro? Abbiamo la gente in coda per i tavoli.
Indic la porta, dove una fila di persone dall'aria irritata stava guardando dalla loro parte.
William si alz. Ci scusi tanto. Ci siamo lasciati trascinare. Aiut Tina a infilarsi
l'impermeabile e le fece cenno di dirigersi verso l'uscita.
Una volta in strada, rimasero immobili l'uno di fronte all'altra, senza sapere che cosa dire. La
pioggia era cessata e le spesse nubi si erano diradate, lasciando spazio ai raggi del sole.
Facciamo due passi? sugger William. Non ti sto trattenendo, vero? C' qualcuno che ti
aspetta? Un marito, fidanzato...
Tina scosse la testa. Nessuno. Forza, andiamo verso i Piccadilly Gardens.
Trovarono una panchina abbastanza tranquilla e rimasero per qualche minuto in silenzio a
osservare gli impiegati che li oltrepassavano di fretta reggendo buste per il pranzo di carta marrone con
dentro panini e frutta.
Di' un po', come hai fatto a trovare cos in fretta il certificato di nascita di mia madre partendo
solo dal suo nome?
Tina sorrise. Be', come ti ho spiegato, la mia prima tappa  stata Wood Gardens, dove ho
conosciuto Maud Cutler.  stata lei a darmi i nomi dei genitori di Chrissie. Mi ha anche detto dov'
sepolta Mabel. Porta ancora un mazzo di fiori sulla sua tomba ogni anno. Sai, Mabel ha salvato la vita a
suo figlio. Era nato prematuro e... Chiuse gli occhi, tornando con la mente alla sua bimba.
Tutto bene?
S. Stavo solo... Niente. Comunque, una volta saputi i nomi dei genitori,  stato facile
richiedere il certificato di nascita giusto. Gli diamo un'occhiata?
William si era completamente scordato del documento. S, per favore.
Tina allarg il foglio sulle ginocchia.
Ecco il nome che mi serve, esclam William, eccitato. Posso? Prese il certificato e lo
osserv pi da vicino. McBride.  il cognome della madre di Chrissie da nubile, dunque deve essere
anche quello della zia. Il che mi sar di enorme aiuto quando torner in Irlanda. La famiglia McBride.
Gli occhi gli brillarono dall'emozione. Qualcuno dovr pur ricordarsi qualcosa. Sto per trovare mia
madre! Restitu il certificato a Tina.
Lei lo rifiut. Tienilo tu. Frug nella borsa. Ed  giusto che tu abbia anche queste. Gli
porse la lettera e la foto di Billy. Buona fortuna, William. Si alz e gli tese la mano.  stato un
piacere conoscerti.
Vieni con me, replic lui.
Tina fece un passo indietro, sbalordita.
Voglio dire, per favore, vieni con me. In Irlanda. Non sarei mai arrivato fin qui senza di te e
mi piacerebbe davvero che tu mi fossi accanto per scoprire come va a finire.
Tina sapeva che era assurdo persino pensare di andare cos lontano con un uomo che nemmeno
conosceva. Aveva fatto la sua parte. Che non era nulla di speciale, l'avrebbero fatto quasi tutti, in
realt. Non gli doveva nulla, eppure, quando lo guard in quei suoi occhi marrone scuro, si rese conto
di quanto somigliasse a suo padre, era davvero impressionante. Billy era morto, ma l, di fronte a lei,
c'era il figlio che le chiedeva di accompagnarlo in un viaggio che sognava da tutta la vita. Ed era stata
lei a renderlo possibile. Lei gli aveva dato le informazioni necessarie per rintracciare la madre. Prov
un'emozione che non avvertiva da mesi. Era un'idea folle, avventata e assolutamente assurda.
Lasci crollare la testa all'indietro e scoppi a ridere. Sarebbe un onore, William.
33
Tina spinse con forza la grossa porta verde della cabina telefonica e si sent subito grata per la
quiete che vi regnava. Chiss perch, per lei le cabine telefoniche erano come dei rifugi, avevano il
potere di calmarla all'istante. La sensazione di essere tagliati fuori dal mondo esterno, la libert di poter
raccogliere i pensieri e riflettere sul caos che imperversava altrove. Certo, la maggior parte delle cabine
di Manchester puzzava di urina, ma quella in cui si trovava ora, a Tipperary, era semplicemente
deliziosa, senza odori orribili che annebbiavano i sensi. Afferr il grosso ricevitore nero e compose il
numero. Dopo qualche squillo, ud all'altro capo la voce di Sheila e imprec in silenzio. Non le rest
che infilare la prima moneta. Sheila? Sono Tina. Mi passeresti Graham, per favore?
Per fortuna, Sheila era scorbutica come al solito: si limit a borbottare qualcosa, pos la
cornetta e chiam il marito. Dopo quelli che le parvero secoli, ud finalmente la voce di Graham:
Tina?
Prima che avesse il tempo di rispondere, il telefono emise un bip continuo. Tina mise un'altra
moneta nella fessura. Ciao, Graham. Ascolta, non ho molti soldi quindi sar breve. Hai ricevuto il mio
biglietto?
Stamattina. Che diavolo ci fai in Irlanda?
 una lunga storia. Ricordi quella lettera che ho trovato l'anno scorso?
No, quale lettera?
Dai, quella infilata nella tasca del completo che qualcuno aveva lasciato davanti al charity
shop. Sono sicura di avertelo detto.
Non me lo ricordo, ma che c'entra col fatto che sei finita in Irlanda?
Bip... bip... bip.
Tina cominciava a perdere la pazienza. Ficc altre monete nella fessura. Devo fare presto.
Quando i bip ricominciano,  finita. Non ho pi soldi. Ascolta e non dire nulla, okay? Per farla breve,
sono venuta in Irlanda per cercare di rintracciare la donna cui  indirizzata la lettera. Sono qui insieme
col figlio, che la sta cercando anche lui. Volevo soltanto farti sapere che sto bene e non ti devi
preoccupare per me.
Graham sembrava del tutto confuso. Con chi  che sei? Quando torni?
I bip ricominciarono. Tina ignor le sue domande e lo salut in fretta.
Nel riappendere il ricevitore, lo sent gridare: Non la smetter mai di preoccuparmi per te!
Intanto, William aspettava Tina nel salotto della pensione di Mrs Flanagan.
Tutto bene? Vuoi un po' di t? chiese con la bocca piena.
Mrs Flanagan aveva appena servito un vassoio con una grossa teiera colma e crocchette di
patate con salmone affumicato, di cui William si stava abbuffando con entusiasmo.
Scusami, ma sono una meraviglia. Sei riuscita a parlare col tuo amico?
Tina si sedette di fianco a lui sul divano e si vers una tazza di t. S, grazie. Gli ho lasciato un
biglietto per dirgli dov'ero, ma lui si preoccupa per me.
William addent un'altra crocchetta. Chi, Graham?  un tuo ex fidanzato? chiese, facendo
uscire dalla bocca qualche briciola.
Gli lanci un'occhiataccia. Voi americani parlate sempre con la bocca piena?
Lui bevve una lunga sorsata di t e fece un ampio sorriso. Scusami,  una pessima abitudine, lo
so. Ho paura di non essere granch raffinato. Sono solo un ragazzo di campagna.
Sono appena le quattro. Perch stai mangiando?  un pranzo tardi, una cena in anticipo?
 Mrs Flanagan. Secondo lei ho bisogno di mettere su peso!
Tina sorrise. Per rispondere alla tua domanda precedente, Graham  solo un carissimo amico.
Mi  stato di grande aiuto negli ultimi mesi e gli devo molto. Non sarebbe corretto da parte mia partire
senza fargli sapere che sto bene.
Una specie di figura paterna, quindi? chiese William.
Mmm... una specie di fratello, direi.
Mrs Flanagan fece capolino da dietro la porta. Gradite qualcos'altro?
Lei  troppo gentile, Mrs Flanagan, ma credo proprio che quello che c' basti e avanzi.
Benissimo. Chiamatemi se volete dell'altro. Usc dalla stanza, lasciandoli di nuovo soli.
Allora, qual  il piano? chiese Tina.
Dunque, domani mattina ti presento Grace Quinn. In fondo, se non fosse stato per lei, non
sarei mai venuto a Manchester e noi non ci saremmo mai incontrati. Vedremo se si ricorda dei McBride
e di dove abitano.
Mi sembra un ottimo piano.
Tina trov il cottage di Grace semplicemente incantevole e pens che non avrebbe affatto
sfigurato su una scatola di cioccolatini. Mentre salivano per il sentiero dalla pavimentazione a lastre
irregolari sino alla porta rosso vivo, i muri di pietra bianca colpiti dal sole erano cos abbaglianti da
doversi riparare gli occhi. Una volta entrati, ricevettero la calorosa accoglienza di Grace, contentissima
per il fatto che William avesse portato anche Tina. Si sedettero intorno al tavolo della cucina e William
tir fuori il taccuino. Il nome da nubile della madre di Christina Skinner era Mabel McBride. Le dice
qualcosa, Grace?
Lei pos le mani intrecciate sul tavolo e riflett con attenzione. L'ultima cosa che voleva era
deludere quel giovane e la dolce ragazza che era venuta con lui, ma dovette ammettere che non
conosceva nessuno che si chiamasse cos. Mi dispiace, William, sul serio, ma quel nome non significa
niente per me.
Lui cerc di nascondere lo sconforto. Non si preoccupi. Sono arrivato sin qui e non ho
intenzione di mollare. A Manchester ho scoperto cose da non credere. Sfogli il taccuino ed estrasse
la lettera di Billy. Ecco, legga questa.
Grace mise gli occhiali e lesse la lettera.  incredibile. Dove l'hai presa?
Tina le spieg in che modo era entrata in possesso della lettera e che era stata lei a scovare il
certificato di nascita di Christina.
Aveva ragione, Grace, intervenne William. Il padre di Chrissie era medico e la madre
levatrice.
Povera ragazza, non aveva idea che Billy volesse sposarla. Se penso al tormento che ha patito
durante il parto e alla perenne tristezza che aveva negli occhi... Quando ti ha preso in braccio per la
prima volta, il suo sorriso ha illuminato la stanza, ma i suoi occhi... se la guardavi negli occhi, lo capivi.
In loro c'era un dolore che non si sarebbe mai placato. Grace si soffi il naso con calma. Quello che
mi sfugge  il motivo per cui Billy non ha spedito la lettera. Voglio dire, l'ha scritta con tanto amore e
sentimento, non posso credere che non l'abbia inviata.
Tina le raccont quello che le aveva detto Alice Stirling: Billy era uscito per imbucare la lettera,
ma era anche lei sconcertata sul perch avesse cambiato idea.
 la storia pi straziante che mi sia mai capitato di sentire, comment Grace tirando su col
naso. Sai che cosa sia successo a Billy?
Tina e William si guardarono. Fu lui a rispondere:  morto in guerra nel 1940. Apr di nuovo
il taccuino. Questa  la sua foto.
Grace guard il bel giovane in uniforme. Gli somigli proprio. Ripieg il foglio a met e fece
per restituirlo a William, ma si blocc. Ehi, guarda, c' scritto qualcosa. Osserv con attenzione il
retro della lettera. 'Scusa.'
Lui la scrut di nuovo. Non me n'ero accorto. E tu, Tina?
Tina s'irrigid. Percep la ben nota sensazione di disgusto affiorare dentro di lei. Partiva dalla
bocca dello stomaco e strisciava sino a farle bruciare la gola e darle il vomito. Si tapp la bocca con
una mano.
Tutto bene?
Lei sent il labbro superiore cospargersi di gocce di sudore e tutto il suo corpo colmarsi d'odio.
Sto b-b-bene, balbett. Si alz. Grace, le spiace se uso il bagno?
Grace lanci un'occhiata ansiosa a William. Ma certo, cara, da quella parte.
Tina si rifugi in bagno e si butt dell'acqua fredda in faccia. Aveva il petto e il collo arrossati,
il viso chiazzato di rosso. Si appoggi al bordo del lavandino e respir profondamente, tentando di
rallentare le pulsazioni. Rick era morto da cinque mesi, ormai, ma aveva ancora il potere di
sconvolgerla. Di solito, Tina riusciva a tenere sepolto dentro di s il disprezzo che provava per lui. Non
voleva che la divorasse o la definisse. Rick aveva sabotato gli ultimi cinque anni della sua vita e lei era
decisa a impedirgli di fare lo stesso coi successivi cinque.
Quando si fu calmata, torn in soggiorno e trov William e Grace seduti davanti a un piatto di
scones al latticello. Evidentemente, l'ospitalit irlandese era incentrata sul cibo.
William si volt non appena la sent entrare. Stavamo consultando una cartina. Abbiamo
segnato il convento, qui, guarda. Le indic il punto in cui aveva disegnato una crocetta rossa. Adesso
sappiamo che la zia di Chrissie viveva nella zona, ma in una zona rurale come questa potrebbe voler
dire che stava anche a parecchi chilometri di distanza. Fece un cerchio intorno all'area del convento.
Questa  la zona compresa in un raggio di circa cinque chilometri. Disegn un altro cerchio, pi
ampio. E questa invece  l'area compresa in un raggio di dieci.  un po' approssimativo, ma, in
mancanza di un compasso,  il meglio che possa fare.
Mio fratello viene a trovarmi, stasera, annunci Grace. Gli chieder di segnarmi tutti i pub
compresi nei due cerchi. Pu essere un buon punto di partenza: per le comunit rurali, i pub sono una
risorsa oltre che una miniera d'informazioni.
William sorrise a Tina. Sei pronta per quest'impresa?
Ma certo. Il suo entusiasmo era contagioso e ormai era troppo tardi per tornare indietro. Tina
non sapeva se sarebbero riusciti a rintracciare sua madre ma, a prescindere dal risultato, voleva
comunque essergli accanto.
34
William e Tina erano al Malt Shovels, il terzo pub che visitavano. Il fratello di Grace li aveva
segnati tutti sulla cartina, quattro nel cerchio interno e tre in quello esterno. Il che significava sette pub
da controllare in un raggio di dieci chilometri intorno al convento.
William prese la sua mezza pinta di Guinness e ne bevve un sorso. Almeno il proprietario di
questo pub sa come fare affari, visto che qui servono da mangiare. Ordiniamo qualcosa? Ho una fame
da lupi.
Tina sorrise. Ma pensi sempre al cibo? Non ho mai conosciuto nessuno che mangi cos tanto.
Secondo me, hai il verme solitario!
Tutto quel pedalare da un pub all'altro mi ha messo appetito. Poi, indicando la lavagna:
Guarda, fanno l'Irish stew. Interessante...
Lei gli diede una gomitata affettuosa. Cominci a sembrare irlandese.
Be', in fondo lo sono, no? Sono nato qui, anche se non ci sono cresciuto. Alz il boccale in
direzione del barista, che fece un cenno col capo e cominci a riempirgliene un altro.
Ne sei proprio sicuro? Ci resta ancora un pub da controllare in questa zona; non vorrai mica
farti beccare ubriaco in sella a una bicicletta?
Credo tu abbia ragione. Senti, ordiniamo qualcosa da mangiare e poi cominciamo a chiedere
un po' in giro. Questo posto sembra un tantino pi incoraggiante degli ultimi due.
Okay. Io prendo solo un'insalata. Voglio lasciare un posticino per quello. Indic il menu sul
tavolo e William si sporse per vedere meglio.
Pudding di pane e burro? Che accidenti ? Arricci il naso, disgustato.
Aspetta e vedrai. Faccio portare due cucchiai. Ti garantisco che ti piacer. Lo sguardo di Tina
divenne nostalgico. Era la specialit di mia mamma. Lo faceva alla perfezione, con fette di pane
spesse ricoperte di burro cremoso, pezzi di frutta morbidi e succosi e la giusta dose di crema inglese.
L'esterno era sempre leggermente croccante e caramellato e, ammesso che ne avanzasse un pochino,
mangiato freddo il giorno dopo era ancora pi buono.
William sorrise. Non mi hai ancora parlato della tua famiglia. Racconta.
Tina afferr un filo che pendeva dalla manica del suo maglione, sviando lo sguardo. I miei
genitori sono morti.
Oddio, scusa. Non volevo turbarti.
Non potevi saperlo. Mio padre  morto quando avevo sedici anni e mia madre  mancata sette
anni dopo. Non ha mai superato il trauma. Pu sembrare un luogo comune, ma erano davvero due
anime gemelle. Comunque, io sono figlia unica e mi sono ritrovata orfana a ventitr anni. Azzard un
debole sorriso. Ma avevo un buon lavoro d'ufficio e nei fine settimana lavoravo al charity shop,
quindi non ero mai sola. Adesso lavoro nel charity shop a tempo pieno.
Che ne  stato del lavoro d'ufficio?
Tina esit.  una lunga storia. L'ho lasciato quando sono rimasta incinta.
Hai un figlio?
No, la mia bambina  nata morta.
D'istinto, William le prese una mano e se la premette contro una guancia. Non so che dire.
Povera cara. E il padre? Eri sposata?
Tina stava perdendo l'appetito. S, ma  morto anche lui.
William era esterrefatto. Quanto dolore pu sopportare una persona?
Tina guard davanti a s con calma. Per lui non ho versato lacrime. Allora, ordiniamo? chiese
afferrando il menu.
Il sole cominciava a calare quando William e Tina uscirono dal pub. Nell'aria aleggiava
l'intenso profumo delle siepi di biancospino e la sera si era fatta fresca e pungente.
Altro tempo perso, comment William infilando i pantaloni nelle calze. Lanci un'occhiata a
Tina, che trafficava col cestino davanti della bicicletta di Grace. Era rimasta in silenzio per tutta la cena
e William si maledisse per averle riaperto vecchie ferite. Sei pronta per un altro pub?
Un altro?
L'ultimo nel cerchio interno. Se col prossimo non abbiamo successo, ce ne restano ancora
soltanto tre.
Sei sicuro che la tua bici ce la faccia? Tina ridacchi e guard il vecchio catorcio arrugginito
che William aveva preso in prestito dal vicino di casa di Grace.
Lo so. L'ha rifiutata pure No, perch gli sembrava troppo antiquata, comment William con
una smorfia.
Tina scoppi in una risata. Che buffo che sei.
Sei adorabile quando ridi. Sai, mi spiace per prima. Spero non pensi che mi stessi
impicciando.
Era del tutto ragionevole da parte tua chiedermi della mia famiglia. Non potevi immaginare
che avessi alle spalle una storia degna di Shakespeare. Forza, proseguiamo. Dov' il prossimo?
L'ultimo pub della serata era poco pi di un minuscolo cottage dal tetto di paglia. L'interno era
buio e tetro, con finestre minuscole e l'assito in legno cos malconcio che nemmeno la segatura riusciva
a mascherarlo. C'era una decina di tavoli, intorno ai quali sedevano gruppi di uomini anziani, alcuni
intenti a giocare a carte o a domino, altri a fissare il fondo dei bicchieri. Non appena William e Tina
entrarono, tutti sollevarono lo sguardo. William salut con un cenno del capo e prese Tina per un
braccio.
'Sera, disse la barista, che aveva l'aria di un generale dell'esercito. Cosa posso servirvi?
William si volt verso Tina. Oh, per me solo un succo d'arancia.
Due, per favore.
Siccome non c'era da sedersi, si appoggiarono al bancone e osservarono la stanza. La curiosit
iniziale era scemata e gli avventori abituali erano di nuovo immersi nel loro mondo. William si rivolse
alla barista. Permette una domanda? Conosce una famiglia che abita in una fattoria nei dintorni, i
McBride?
La barista smise di lucidare il bicchiere che aveva in mano e si accigli. Dovr essere pi
preciso, temo. McBride  un cognome piuttosto comune da queste parti.
William sospir. Era stata la stessa storia in ogni pub. A quanto pareva, non avevano abbastanza
informazioni. Ho paura sia tutto quello che sappiamo. La famiglia si chiama McBride e viveva in una
piccola fattoria in una zona impervia, anche se si parla di pi di trent'anni fa.
La barista continu a strofinare energicamente il bicchiere. In ogni caso, perch volete
saperlo?
William si schiar la voce. Sto cercando di rintracciare mia madre. Sono nato qui trentaquattro
anni fa al convento di St Bridget e sono stato adottato. Ho vissuto in America, ma sono tornato per
cercare mia madre.
La barista storse le labbra. Capisco. Ha provato al convento, immagino, e le suore sono state
perfettamente inutili...
William lanci a Tina uno sguardo d'intesa. Pu dirlo forte.
Bene, vediamo se riusciamo a fare di meglio. Ha detto che la faccenda risale a trenta e passa
anni fa, vero?
William e Tina assentirono.
La barista mise gi il bicchiere e chiam uno dei clienti che giocavano a carte, che si accost al
bancone. Che c', Morag?
La donna accenn col capo a William e Tina. Questi due cercano una certa famiglia McBride,
padre. Pensa di poterli aiutare?
McBride hai detto? Non riesci a essere pi precisa?
Morag sorrise.  quello che ho detto anch'io. Si gir verso William e Tina. Lui  padre
McIntyre, il prete della nostra parrocchia. Se c' qualcuno in grado di aiutarvi,  lui.
Mezz'ora dopo, William e Tina si ritrovarono fuori dal pub con in mano un pezzo di carta. A
padre McIntyre non era venuta in mente nessuna famiglia McBride che corrispondesse alla vaga
descrizione fornitagli da William, ma conosceva un uomo che forse poteva ricordarsene. William lesse
il nome che gli aveva scritto il prete. Bene, ecco il nostro compito di domani. Infil il foglio nella
tasca della camicia e mont in sella al suo rottame. Speriamo che questo padre Drummond ci aiuti a
trovare un'altra tessera del puzzle.
35
Quando William e Tina tornarono alla pensione, Mrs Flanagan era gi a dormire. William cerc
a tastoni sotto lo zerbino e trov la grossa chiave con cui apr la serratura cigolante. Varcarono la soglia
in punta di piedi.
Ti andrebbe un cicchetto prima di andare a dormire? bisbigli lui.
Dopo un attimo di esitazione, Tina annu. Accomodatisi in salotto, ciascuno con un bicchiere di
whisky in mano, si rilassarono un po' e smisero di parlare sottovoce. Tina reclin la testa all'indietro
sul divano e chiuse gli occhi. Il whisky le bruci nello stomaco e l'odore le risvegli il ricordo di Rick.
All'improvviso sent la gola serrata in una morsa e le lacrime cominciarono a scorrere sulle guance.
Preg in silenzio che William non se ne accorgesse, ma lui era troppo perspicace.
Tina, stai bene? Accorse al suo fianco. Santo cielo, stai piangendo.
Sto bene, William, sul serio, non preoccuparti. Scacci una lacrima col mignolo e fece un
sorriso forzato.
Lui le prese il bicchiere e lo pos sul tavolino, poi le strinse le mani tra le sue.  da quando ti
ho incontrato che ho percepito una grande tristezza in te.  nei tuoi occhi, Tina. Sei cos bella, e hai un
sorriso meraviglioso, ma i tuoi occhi non ridono mai. Sei stata cos gentile con me, a venire sin qui, e io
ti voglio aiutare. Dimmi che cosa c' che non va.
Povero William. Aveva l'aria di uno cui stesse per spezzarsi il cuore; non c'era dubbio che la
sua preoccupazione fosse sincera. Tina indic il bicchiere sul tavolino. Ti dispiace?
Lui glielo ridiede.
Lo vedi questo liquido? Agit con tale violenza il bicchiere che il whisky usc e le fin in
grembo. Lei non parve accorgersene. Questo liquido, prosegu in tono pi astioso, mi ha
letteralmente rovinato la vita e ha ucciso mia figlia.
William pos il suo bicchiere: all'improvviso gli era passata la voglia di bere. Ti va di
parlarmene? chiese, cauto. Mi piacerebbe aiutarti, se posso.
 troppo tardi, William. Troppo tardi. Sono stata una completa idiota, cieca di fronte
all'evidenza. Adesso lo capisco.
William le strinse di nuovo le mani. Vai avanti.
Tina fece un respiro profondo, sciolse le mani dalla sua presa e se le pass sulle cosce. Mio
marito era un violento, William, esord. Lui fu sul punto di dire qualcosa, ma lei lo zitt, mettendogli
un dito davanti alle labbra. Tutti l'avevano capito, tranne me. Il mio amico Graham, la mia amica
Linda, il mio capufficio, tutti avevano capito quello che stava succedendo tranne me. Oh, no, io ero
convinta che sarebbe cambiato ed ecco perch sono tornata da lui, perch gli ho concesso una
possibilit via l'altra. Dopo avermi picchiata, lui era sempre cos dispiaciuto, cos umile e
incredibilmente affettuoso... A volte si metteva persino a piangere per il modo in cui mi aveva trattata e
a me spiaceva per lui. Scosse la testa. Ovviamente, ogni volta giurava che non avrebbe pi alzato un
dito su di me, e io, come una stupida, gli credevo. Ma poi c'era sempre qualcosa che lo faceva
infuriare, di solito un'inezia. Mi convinceva che ero stata io a fare qualcosa di male, e io gli credevo di
nuovo. Alla radice di tutto c'era il bere, certo, ma sarebbe troppo semplicistico dare la colpa soltanto
all'alcol. Era un prepotente che mi manipolava in ogni maniera possibile. Ho pensato di lasciarlo per
anni, ma non ne ho mai avuto il coraggio. Mi diceva sempre che mi avrebbe trovata e avevo paura di
lui. Inoltre, avevo l'impressione di abbandonarlo quando invece lui aveva chiaramente bisogno d'aiuto.
Comunque, un giorno mi sono fatta animo e me ne sono andata. Ma la verit  che mi sentivo sola. Mi
mancava. Si volt verso William. Riesci a crederci? Mi mancava!
Lui scosse la testa, ma non disse nulla.
A quel punto, ha smesso di bere. Sembrava cambiato. Se l'era cavata bene senza di me e per
qualche ragione ci mi aveva ferito. Si era trovato un lavoro e non mi aveva mai assillata per
convincermi a tornare con lui. Si era rimesso in sesto ed era diventato l'uomo che avevo sempre
sognato. Era come se non avesse pi bisogno di me, ma la sua era tutta una tattica per raggiungere un
obiettivo a lungo termine, ovvio. Poi ho scoperto di essere incinta e non mi  rimasta altra scelta che
tornare con lui. O almeno era quello che mi dicevo. Per un po'  stato fantastico e io ero al colmo della
felicit. Per lui era lo stesso e ci sentivamo tutti e due emozionati per il bambino. Graham e Linda mi
dicevano che ero pazza, ma io ero convinta di aver preso la decisione giusta. Che cosa ne sanno loro?
pensavo. Scoppi in una risata falsa, forzata. Parecchio, come si  scoperto poi.
Che cos' successo dopo? La voce di William era densa di emozione.
Tina indic il bicchiere. Ecco cos' successo. Ha ricominciato a bere. Poco, all'inizio, ma era
una spirale destinata a precipitare irrimediabilmente verso la catastrofe. Avrei dovuto capirlo, ma avevo
idealizzato il mio matrimonio a tal punto che lo giustificavo sempre. Adesso mi rendo conto che
m'illudevo, certo, per questo  il senno di poi, di chi ha una visuale perfetta, a trecentosessanta gradi.
William s'irrigid prima di porle la domanda successiva: Che cos' capitato a tua figlia? Mi
hai detto... Com'... s, insomma...
Tina si sfreg il volto con le mani, poi sollev lo sguardo su William, fece un respiro profondo
e gli raccont ci che era accaduto quel terribile giorno.
Mi sento male, sussurr William. Se Rick non avesse trovato la lettera di Billy, tu avresti
ancora tua figlia. Si alz, apr la finestra a ghigliottina e aspir grosse boccate d'aria fresca.
Tina si avvicin a lui e gli pos le mani sulle spalle larghe. Io non la vedo cos. Ho imparato a
non farlo. Rick era un violento, un uomo prepotente e malvagio, e qualsiasi cosa avrebbe potuto
scatenare la sua collera.  lui che va biasimato, e nessun altro. Mi ci  voluto un po' per accettarlo, ma
adesso so che  cos.  questa convinzione a spronarmi ad andare avanti, un passo alla volta. La vittima
ero io, anzi, lo eravamo io e la mia bambina, e non  stata in nessun modo colpa mia.
William si volt e l'abbracci stretta. Affond il volto tra i suoi lunghi capelli scuri, che
emanavano il profumo dell'erba appena tagliata e di un fal serale. Non sai quanto mi dispiace, fu
tutto quello che riusc a dire.
Padre Drummond non era abituato ad alzarsi presto. A novantasei anni, sentiva di essersi
guadagnato il diritto di restare a letto quanto gli pareva, anche tutto il giorno, magari. Tuttavia la sua
perpetua-alias-infermiera-alias-dittatrice lo aveva informato che attendevano visite per le dieci del
mattino. Perci gli toccava buttarsi gi dal letto alle otto, se voleva avere il tempo di farsi lavare, radere
e vestire per tempo. Padre Drummond inclin la testa con riluttanza per consentire a Gina di
cospargergli la faccia di schiuma da barba. La donna impugn il rasoio a mano libera e glielo pass sul
volto, tenendogli la pelle ben tesa. I ciuffetti di peli grigi vennero via con facilit e Gina asciug la
lama con una salvietta. Alla seconda passata, gli fece un piccolo graffio e una minuscola macchia di
sangue si mescol alla schiuma.
Padre Drummond non ne fu affatto entusiasta. Gina, per l'amor del cielo. Non puoi per una
volta farmi la barba senza che mi serva una trasfusione di sangue?
Ts, esclam Gina, spazientita. La smetta di esagerare, padre. E comunque non capisco
proprio cos'abbia contro i rasoi elettrici. Sarebbe molto pi facile per me.
 una vita che uso il rasoio a mano libera e non ho nessuna intenzione di cambiare le mie
abitudini proprio ora.
Gina lev gli occhi al soffitto e termin il compito. Ecco qui, padre Drummond, fatto.
Mmm. Ce le ho ancora, le orecchie?
Gina lo ignor e cominci a togliergli la casacca del pigiama. Gliene serve uno pulito. Non so
come faccia a macchiarsi sempre cos sul davanti. Vediamo un po'... Vuole mettersi un abito?
Padre Drummond parve confuso. Chi  che viene?
Gina era esasperata. Gliel'ho detto. Si chiama William Lane e sta cercando sua madre, una
certa Christina Skinner. Dice che l'hanno mandata qui dall'Inghilterra per avere il bambino. Abitava
con la zia, che di cognome faceva McBride, e ha partorito in convento. Padre McIntyre pensava che
forse lei si ricordasse della famiglia McBride, anche se ho i miei seri dubbi, visto che le ho gi detto le
stesse cose dieci minuti fa e lei se le  gi dimenticate.
Padre Drummond la guard accigliato mentre lei lo strofinava implacabile sotto le braccia con
un guanto di spugna ruvido. Quella donna non sapeva di che cosa stesse parlando. Non c'era niente che
non andasse nella sua memoria.
Gina accolse con calore William e Tina e li accompagn nel salotto attiguo. La casa
dell'anziano prete era enorme e gli interni odoravano di chiuso. Tina arricci il naso.
Met delle stanze non viene pi utilizzata. Qui ormai ci siamo solo io e padre Drummond,
spieg Gina in tono di scuse.
Oh,  bello, per. Voglio dire,  un edificio davvero imponente, replic Tina, osservando il
rivestimento a pannelli in legno di quercia.
Padre Drummond li aspettava accanto al camino. A dispetto del tiepido clima di maggio, nel
focolare ardeva un fuoco vivace e l'anziano sacerdote aveva una coperta di lana a motivi scozzesi
avvolta intorno alle gambe.
William gli tese la mano. Sono William Lane, padre Drummond. Grazie di averci ricevuti. Lei
 la mia amica Tina Craig.
Lei gli porse a sua volta la mano, e il prete gliela strinse con un gesto sbrigativo. Perdonate se
non mi alzo.
Si figuri. Cercheremo di non rubarle troppo tempo. Credo che lei possa conoscere una certa
famiglia McBride che vive da queste parti, disse William. Poi gli raccont del viaggio che aveva
compiuto sin l e della lettera di Billy. Di come Tina si fosse ripromessa di consegnarla a Chrissie e del
loro incontro a Manchester. E, quando gli spieg che le suore del convento non lo avevano aiutato per
niente, padre Drummond svi lo sguardo. Perci, capisce, padre, lei  la nostra ultima possibilit. So
che  passato moltissimo tempo, ma, chiss, magari  in grado di tornare con la memoria a pi di
trent'anni fa e dirci se ricorda qualcosa dei McBride. Se riuscissimo a trovare la fattoria in cui era stata
mandata mia madre, forse l troveremo qualcuno che sa cosa le  capitato. C' qualcosa della mia
storia che le suona familiare?
Padre Drummond lo guard a lungo, poi si massaggi le tempie e chiuse gli occhi. William
pens si fosse addormentato. Alla fine, il vecchio riapr gli occhi e guard diritto in quelli di William.
Mi spiace, no, non rammento nessuna famiglia McBride che corrisponda a quella descrizione.
William e Tina si avviarono a piedi lungo il viottolo che conduceva alla fermata dell'autobus.
Bene, altro tempo perso. E adesso che facciamo?
Tina gli strinse un braccio. Continuiamo a cercare, tutto qui. Dovremo soltanto estendere le
ricerche. Abbiamo ancora quei tre pub da controllare. Avremo un po' di fortuna, prima o poi, vedrai.
Il suo ottimismo strapp a William un sorriso. Grazie, Tina. Sai davvero come tirarmi su di
morale.
36
Alla fine del mese, William giunse all'amara conclusione che le sue ricerche erano terminate.
Nessuno nei paraggi si ricordava la famiglia McBride che cercava lui, e William aveva esaurito tutte le
piste possibili. Era arrivato il momento di tornare a casa. La partenza era prevista per le prime ore del
mattino successivo.
Tina era nella sua stanza, e riponeva con cura le proprie cose in valigia quando William buss
alla porta. Lei diede una lisciata alla maglietta che aveva in mano e la mise in cima al resto. Entra
pure.
William fece capolino dalla porta. Hai quasi finito?
S, pi o meno. Vieni.
Entr nella stanza e si lasci cadere sul letto.
Tutto bene, William? Tina gli mise una mano sulla spalla e gliela strinse.
Lui allung un braccio e intrecci le dita alle sue. Non posso credere che non l'abbiamo
trovata. Eravamo a tanto cos!  davvero frustrante essere tanto vicini e non riuscire a individuarla.
Tina si sedette sul letto al suo fianco e gli pos la testa su una spalla. Non arrenderti, William,
intesi?
Le diede una pacca sul ginocchio e si riprese. Non lo far. Adesso, forza, godiamoci la nostra
ultima serata insieme.
Questo posto mi mancher, sul serio, disse William un paio d'ore dopo, mentre tornavano
verso la pensione. Voglio dire, l'Irlanda  un Paese cordiale e accogliente. E il cibo... Si tast la
pancia in segno di apprezzamento. Se resto qui ancora un po', diventer un bue.
Tina sorrise e lo prese a braccetto. Ho amato ogni istante trascorso qui. Era proprio il
toccasana che mi ci voleva e so che noi due saremo sempre amici. Lo guard in faccia. Ci terremo in
contatto, vero? C' un oceano che ci separa, lo so, ma possiamo scriverci e magari, di tanto in tanto,
sentirci al telefono.  costoso, per...
William le pos un dito sulle labbra. Godiamoci la serata e non pensiamo al ritorno a casa. Ti
andrebbe di fare due passi prima di rientrare da Mrs Flanagan?
Un acquazzone d'inizio estate aveva reso il selciato luccicante, ma l'umidit era quasi da clima
tropicale. Camminarono nel parco e si sedettero su una panchina rimasta asciutta, protetta dalla chioma
di un salice piangente.
Non posso credere che domani a quest'ora sar a casa, disse William.
Immagino tu non veda l'ora di riabbracciare i tuoi genitori.
Certo, ma ho l'impressione di averli traditi, replic lui dopo un istante di riflessione.
In che senso?
Be', loro mi hanno dato tutto il loro appoggio nella ricerca della mia madre naturale, ma io so
di avergli procurato un enorme dispiacere, e adesso scopro pure che non  servito a niente. Sarebbe
stato meglio se avessi lasciato le cose come stavano.
Be', ma, se cos fosse stato, non ci saremmo mai incontrati.
William ci pens su un momento. Incontrarti  stata la parte migliore della storia. Non riesco a
immaginare che cosa avrei provato se avessi affrontato questo viaggio da solo. La delusione per non
aver trovato mia madre sarebbe stata molto pi difficile da sopportare senza di te al mio fianco.
Allung una mano e le carezz con tenerezza una guancia.
Oh, William, ci conosciamo da cos poco, ma ho l'impressione che tu faccia gi parte della
mia vita. Dopo Rick, pensavo che non mi sarei mai pi fidata di un uomo. Si volt per celare il lieve
rossore del suo viso. So che sembra ridicolo, e sono sicura che, una volta tornato in America dalla tua
famiglia, ti dimenticherai di me.
Rise. Ti sbagli, Tina. Io non ti dimenticher mai. In ogni caso, non ho intenzione di
abbandonare le ricerche di mia madre. Sono certo che torner in Irlanda, prima o poi, e a Manchester
ho i miei nonni.
Pensi di andare a trovarli? chiese Tina speranzosa.
Un giorno.
Allora fa' in modo di venire a trovare anche me.
Lui si alz e le porse la mano. Forza, si sta facendo tardi. Meglio se torniamo da Mrs
Flanagan.
Tina esit, ma William le strinse il palmo con forza e lei non vide la necessit di opporre
resistenza.
Quando, ancora mano nella mano, svoltarono nella strada della pensione era quasi buio, ed
entrambi erano a tal punto assorti nei rispettivi pensieri che c'impiegarono un po' prima di rendersi
conto che Mrs Flanagan li stava chiamando davanti alla porta d'ingresso.
William affrett il passo. Che cosa c'? chiese col fiato corto.
Eccovi, vi stavo aspettando, url lei.
Sebbene fosse molto pi piccola di William, gli mise le mani sulle spalle e lo guard negli
occhi. C' un signore in salotto. Ora, non vorrei che pensaste sia mia abitudine far entrare degli
sconosciuti in casa mia a quest'ora, ma per lui ho fatto un'eccezione.
Vada avanti, la incalz lui.
Ho fatto un'eccezione perch voleva aspettarla. Gli ho detto che partite domani mattina presto,
capisce? Mrs Flanagan trasse un respiro profondo e poi fece un ampio sorriso. William, il signore
seduto in salotto dice di conoscere sua madre.
III
37
In trentacinque anni, poche cose erano cambiate a Briar Farm. In fondo, era un'esistenza
semplice cui entrambe le persone che ci abitavano erano abituate. C'era stato un avvicendarsi dei
braccianti, certo, e cos pure degli animali, ma l'essenza della fattoria era la stessa: lunghe ore di lavoro
massacrante in cambio di una ricompensa minima. Quando Chrissie era arrivata a Briar Farm, tanti
anni prima, l'aveva considerata una soluzione temporanea e, se qualcuno le avesse detto che sarebbe
stata ancora l trentacinque anni dopo, lei lo avrebbe liquidato come un pazzo farneticante.
Anche se la vita non era stata granch generosa con lei, Chrissie aveva trovato una sorta di
consolazione nell'intimit dell'ambiente che la circondava e nell'uomo di buon cuore con cui viveva.
Generoso, leale e devoto, Jackie Creevy era stato la sua roccia, e il pensiero di non avergli potuto dare
di pi era per Chrissie una perenne fonte di tristezza. Nel corso degli anni, si era offerta diverse volte di
andarsene, cos che Jackie potesse trovarsi una moglie, avere dei figli e vivere a Briar Farm con la
propria famiglia, ma lui non aveva mai voluto saperne. Non perch Chrissie non tenesse a lui. Al
contrario, Jackie era l'unica persona su cui poteva fare affidamento. Erano stati cos in tanti a tradirla,
in passato: suo padre, che l'aveva mandata in Irlanda; sua madre, che, pur avendole promesso di
mantenersi in contatto, l'aveva del tutto abbandonata; e zia Kathleen, che aveva fatto in modo di
rinchiuderla in quel convento, dove aveva patito tre anni d'inferno, tre anni orribili che Chrissie non
avrebbe augurato nemmeno al suo peggior nemico. E poi, ovviamente, Billy. A distanza di tanto tempo,
Chrissie ancora non riusciva a capire perch l'avesse respinta in maniera cos crudele. L'aveva amato
davvero e sapeva che anche lui provava lo stesso per lei... allora perch il bambino aveva cambiato
tutto?
Il bambino. Non passava giorno senza che Chrissie non pensasse a lui. Tentava
d'immaginarselo adulto, forse con una famiglia propria, e non come il piccolo spaventato di cui
conservava il ricordo. Il giorno in cui glielo avevano portato via e accompagnato in automobile
all'aeroporto di Shannon perch cominciasse la sua nuova vita lontano da lei, qualcosa era morto
dentro Chrissie. Per tre anni se n'era presa cura, finch non l'avevano costretta a firmare i documenti
con cui lo cedeva a una coppia di americani senza figli. L'umiliazione cui la sottoponevano in convento
non era stata nulla in confronto all'angoscia e alla desolazione che aveva provato quando le avevano
strappato via il suo adorato ometto. Aveva lottato come una pazza quando l'avevano obbligata a dirgli
addio. Aveva cercato di ricomporsi giusto il tempo per abbracciarlo l'ultima volta prima che lo
mettessero sull'automobile. Lui aveva teso le manine verso di lei attraverso la portiera dell'auto aperta.
Mammina, io no voio andale.
Chrissie aveva allungato le braccia, ma era troppo tardi. Le avevano sbattuto in faccia la
portiera e lei aveva sentito qualcuno che la tirava indietro mentre la macchina si allontanava lungo il
viottolo. Il piccolo William si era messo in piedi sul sedile posteriore e aveva guardato dal finestrino, il
viso contratto in una smorfia di dolore mentre urlava chiamando la madre. Chrissie non era riuscita a
sentirlo, ma il suo faccino chiazzato di rosso era rimasto impresso nella sua memoria in maniera
indelebile. Sapeva che sarebbe stato ben accudito. Ma sapeva pure che nessuna madre avrebbe potuto
amarlo quanto lei. Nei tre anni che avevano trascorso insieme, aveva riversato tutte le sue attenzioni su
quel bimbo, e ne aveva fatto il centro del suo mondo. Forse Billy non lo voleva, ma lei aveva
abbastanza amore da dargli per tutti e due.
Ovviamente, nel corso degli anni, Chrissie aveva provato a rintracciare suo figlio, ma le suore
erano state irremovibili. L'avevano costretta a firmare un documento di rinuncia, in cui s'impegnava a
non contattarlo mai pi. Quante volte le avevano sventolato in faccia quel pezzo di carta...
Adesso Chrissie era in cucina, in attesa che l'acqua bollisse. Quello era uno dei pochi
cambiamenti, davvero opportuno, che avevano attuato. Il pentolone in mezzo alla stanza che serviva a
scaldare l'acqua era stato eliminato e al suo posto, infilato nel punto in cui una volta si trovava il
camino, c'era un fornello in ghisa. A dire il vero, bisognava ancora usare la torba presa dalla palude
come combustibile, ma, se non altro, si faceva tutto dentro il forno e Chrissie poteva chiudere la
porticina per tener fuori il grosso del fumo. Vers l'acqua nella piccola teiera malconcia, mise il t in
infusione e attese che fosse pronto. Dalla finestra vide Jackie condurre il cavallo da tiro per il cortile. Il
vecchio Sammy era morto gi da diversi anni e Jackie ne aveva acquistato un altro  un esemplare non
domato di tre anni, enorme, alto quasi diciotto spanne, di colore scuro e con una stella bianca sul muso
 alla fiera dei cavalli. Jackie aveva detto a Chrissie di averlo scelto perch gli ricordava Boxer, il
cavallo della Fattoria degli animali di George Orwell. E, siccome rammentava che il cavallo del
romanzo era stoico di fronte alle avversit, incredibilmente leale e lavoratore instancabile, era convinto
che, se avesse chiamato il nuovo acquisto con lo stesso nome, forse gli avrebbe trasmesso anche un po'
della sua etica del lavoro.
Purtroppo non era andata cos. Da quando si trovava alla fattoria, Jackie non si era mai
imbattuto in un animale pi testardo, irascibile e indolente di quello. Boxer non avrebbe potuto essere
pi diverso dal suo omonimo.
Chrissie attravers il cortile con due tazze di t in mano e ne porse una a Jackie. Al suo arrivo,
Boxer sbuff e la guard di sbieco, mostrando il bianco degli occhi. A volte sembra indemoniato.
Jackie diede una pacca sul fianco al cavallo e prese la tazza. Ma no, sta benone, non  cos,
amico?
Lui vedeva sempre il lato migliore di tutti, uomini e animali.
Boxer sbuff di nuovo e picchi lo zoccolo anteriore per terra.
Grazie per il t. Jackie bevve un sorso e poi appoggi la tazza sulla staccionata. Stavo
pensando: che ne dici se stasera andiamo a cena in citt?
Un po' costoso, non ti pare?
Secondo me, sarebbe carino concederci una pausa. Avresti l'occasione, una volta tanto, di
metterti in ghingheri, scioglierti i capelli, svagarti un po'. Sono secoli che non lo facciamo.
Povero Jackie, non la smetteva mai di preoccuparsi per il suo benessere. Chrissie talvolta
pensava di non meritarsi tanta gentilezza e generosit. Una parte di lei desiderava amarlo nel modo in
cui lui l'amava, ma gi una volta le avevano spezzato il cuore in maniera irreparabile, e non aveva
nessuna intenzione di ricascarci.
In attesa della risposta, Jackie bevve un altro sorso di t.
Va bene, facciamolo. Al diavolo i soldi, disse lei, raggiante.
Il volto di Jackie si apr in un largo sorriso. Brava ragazza, le disse facendole l'occhiolino.
Di fronte al suo entusiasmo, Chrissie sorrise a sua volta e gli strinse un braccio. Nonostante gli
anni di duro lavoro, il tempo era stato clemente con lui. Il suo volto era segnato dalle intemperie e dalle
lunghe ore passate all'aria aperta, i suoi capelli erano diventati pi chiari e screziati qua e l di grigio,
ma era rimasto sempre in buona salute; il solo indizio evidente dell'avanzare dell'et si manifestava
quando, dopo essere rimasto per un po' seduto o sdraiato, si alzava gemendo e portandosi le mani alla
schiena.
Una volta che ebbero dato da mangiare e da bere a tutti gli animali e li ebbero messi al riparo
per la notte, Chrissie e Jackie salirono sul loro vecchio furgone sgangherato e si diressero in citt.
Mentre percorrevano il sentiero pieno di solchi della fattoria, il veicolo oscillava con violenza da una
parte all'altra suscitando la risata nervosa di Chrissie. Quando arrivarono sulla via principale, il tragitto
divenne pi uniforme e lei pot smettere di tenersi al cruscotto e rilassarsi un po'. La strada aveva
un'unica carreggiata, ma per fortuna incontravano di rado altri veicoli provenienti dalla direzione
opposta. Perci, la vista di due ciclisti che, dopo una curva, venivano diritti verso di loro li colse di
sorpresa. Jackie fren di colpo e il furgone sband contro una siepe. Il biancospino graffi il vetro
come unghie su una lavagna e Chrissie si copr le orecchie con le mani.
Cristo onnipotente! Non me l'aspettavo, esclam Jackie, che di solito non imprecava mai.
I due ciclisti, una coppia sulla trentina, sollevarono le mani in segno di scusa, smontarono dalle
biciclette e le spinsero oltre il furgone.
L'uomo era particolarmente dispiaciuto. Mi scusi, signore. Non avremmo dovuto viaggiare
fianco a fianco.
Jackie annu, mise la prima e prosegu per la sua strada.
Strano. Mi domando dove stiano andando, consider Chrissie.
Hai ragione,  strano. Lui non era di sicuro di queste parti. Dall'accento, sembrava
americano, replic Jackie.
38
Dopo aver affrontato il sentiero sconnesso che portava alla fattoria, William e Tina arrivarono
finalmente a Briar Farm. Ci avevano impiegato pi tempo del previsto. Avevano preso l'autobus fin
dove possibile, dopodich avevano proseguito in bicicletta. Ci avevano messo un po' a convincere
l'autista a lasciarli salire con le bici, ma alla fine aveva ceduto. Non era tardi, tuttavia immaginavano
che sarebbero giunti l molto prima di sera. Appoggiarono le biciclette allo steccato ed entrarono in
cortile. Il sole, basso nel cielo ma ancora caldo, proiettava una luce dorata sugli edifici della fattoria. A
parte qualche gallina che razzolava in giro, il posto era stranamente deserto.
Sembra non ci sia nessuno. William si pass le dita tra i capelli. Meglio accertarsene.
Si piazzarono davanti alla porta pesante e bussarono, trattenendo il fiato per l'emozione. Il
cuore di William prese a martellargli nel petto e la bocca gli divenne di punto in bianco arida. Era una
vita che aspettava quel momento. L'uscio era cos spesso che il suono prodotto dalle sue nocche si sent
appena ma, rispettoso come sempre, William attese qualche minuto prima di provare di nuovo.
Credo non ci sia nessuno. Che facciamo? chiese Tina.
William sbirci all'interno da una finestra. Hai ragione. Non c' nessuno. Ci tocca aspettare,
immagino. Diamo un'occhiata in giro.
Camminarono sino al grosso fienile in fondo al cortile, ma un fruscio proveniente dall'interno li
blocc. William buss all'ingresso. Ehil, c' qualcuno?
Per tutta risposta, una muta di cani inferociti prese ad abbaiare, scagliandosi contro il portone.
Terrorizzati, William e Tina tornarono di corsa verso la casa.
Be', se c' qualcuno nei paraggi, adesso di sicuro sa che siamo qui! Col cuore che pareva sul
punto di scoppiargli, William salt il muro di pietra che circondava il giardino, aiut Tina a fare
altrettanto e si sedettero l'uno accanto all'altra, meditando sul da farsi. Non possono rimanere fuori
tutta la notte. Non con tutti questi animali da accudire.
Sentirono tirar su col naso e grugnire in un altro capannone pi basso e ne dedussero che si
trattasse di un porcile, mentre, in un recinto vicino, c'era un cavallo dall'aria parecchio irrequieta.
Tina guard il tramonto con le palpebre socchiuse. Se non altro,  una bella serata. Salt gi
dal muretto e si diresse alle biciclette; dal cestino davanti, tir fuori un thermos e un pacchetto avvolto
nella carta da forno; quindi torn da William. Oh, che tesoro quella Mrs Flanagan! Guarda: torta allo
zenzero.
Non ce la faccio. Sono troppo nervoso per mangiare.
Tina ne aveva gi tagliate due fette e stava per dare un morso alla sua, ma cambi idea. Hai
ragione, forse  meglio aspettare.
William rise. Non essere sciocca. Tu fai pure. Io manger la mia pi tardi.
Stai bene? chiese Tina in tono serio. Era del tutto insolito per lui rifiutare il cibo. Gli pos
una mano sul ginocchio e, con un sorriso, lui ci mise sopra la propria.
Vuoi scherzare? Dopo anni di angosciose ricerche, per non parlare del viaggio che mi ha
portato qui da oltreoceano e che mi ha spinto ad attraversare due volte il mare d'Irlanda, adesso sto
finalmente per incontrare mia madre. Certo che sto bene. Sono nervoso, s, ma anche emozionato.
Andr tutto bene, vedrai.
Col loro furgone scassato, Chrissie e Jackie avevano impiegato quasi un'ora per arrivare alla
periferia di Tipperary. Ora che le tranquille stradine di campagna avevano ceduto il passo a corsie pi
ampie, Jackie pot accelerare un po'. Ci siamo quasi. Hai fame?
Chrissie gli sorrise con affetto. Una fame da lupi.
Pensavo di andare al Cross Keys.
Il Cross Keys? Non possiamo permettercelo.
Lascia fare a me. Allung un braccio e le diede una pacca sul ginocchio.
Chrissie gli accarezz con dolcezza una guancia, poi d'un tratto si port una mano alla bocca.
Oh, mio Dio!
D'istinto, Jackie fren. Che c'?
Le galline! Ho dimenticato di ritirare le galline. Ma come ho potuto, dopo quello che 
successo?
Il mese precedente, poco prima del crepuscolo, una volpe aveva fatto irruzione nel cortile e
fatto una vera strage. Di fronte a quello scempio, persino Jackie era rimasto sconvolto e si era
precipitato nel fienile a prendere la carabina. Quella volta la volpe era scappata, ma lui e Chrissie si
erano ripromessi di fare pi attenzione in futuro. Il giorno successivo, Jackie era dovuto andare al
mercato ad acquistare altre galline.
Dobbiamo tornare, mi spiace.
Al mondo non c'era uomo pi paziente di Jackie Creevy. Pazienza, riproveremo un'altra
volta.
Te lo prometto. Gli lanci un'occhiata: sbarbato e profumato, indossava una camicia bianca
inamidata, che di rado usciva dall'armadio, e pantaloni beige che sarebbero risultati poco pratici in una
giornata lavorativa. Mi dispiace davvero.
Smettila di scusarti. So che non te lo perdoneresti mai se succedesse qualcosa alle galline.
Lei si morse un labbro e guard fuori dal finestrino mentre Jackie faceva inversione a U in
mezzo alla strada.
Non preoccuparti, dovremmo essere di ritorno prima del crepuscolo. Sono sicuro che, quando
arriveremo a casa, non troveremo altre scene raccapriccianti ad attenderci. La guard e le sorrise con
affetto.
39
Il sole era ormai dietro le montagne quando Chrissie e Jackie arrivarono alla fattoria. Chrissie
scese dal furgone col cuore in gola e si guard freneticamente intorno, in cerca delle galline. Le trov
accanto al fienile grande, che razzolavano tranquille. Chrissie le radun e le accompagn nel pollaio.
Poi fece uscire i cani per l'ultimo giro, riemp loro le ciotole d'acqua e and a controllare la mangiatoia
di Boxer. Solo a quel punto si accorse che Jackie era fermo davanti alla casa a parlare con due estranei.
Si domand chi diamine fossero. Non passava molta gente da quelle parti. Si avvicin piano, con
ancora in mano il secchio di metallo, poi affrett il passo.
Jackie si gir a guardarla. Chrissie...
Le girava la testa. Si ferm a qualche passo di distanza dal gruppo, sentendo gli occhi di tutti
puntati su di lei. All'improvviso le lacrime le impedirono di mettere a fuoco; apr la bocca per dire
qualcosa, ma il tonfo del secchio che le era caduto di mano copr la sua voce.
Si port le mani alla bocca, poi si avvicin esitante al giovane che la stava guardando con tanta
intensit e, d'un tratto, il tempo sembr non essere passato. Billy? Oh, mio Dio, Billy. Ho sempre
saputo che saresti tornato.
Corse verso di lui e affond la testa nel suo petto, mentre le lacrime iniziavano a scendere
copiose. Si scost leggermente dal suo abbraccio e lo guard in faccia. Era ancora cos bello, come se il
tempo per lui non fosse passato; gli prese il viso tra le mani, cercando la cicatrice sul sopracciglio
sinistro. Ma non c'era, si rese conto all'improvviso. Quell'uomo non era Billy, ovvio. Come poteva
essere stata tanto stupida?
Jackie le mise le mani sulle spalle e la invit a voltarsi. Questo non  Billy, le disse con
dolcezza.
Lei abbass la testa e bisbigli: Lo so, mi dispiace.
Lui le sollev il mento. Non  Billy,  suo figlio, tuo figlio.  William.
Chrissie si sent cedere le ginocchia, al punto che Jackie dovette sorreggerla. Oddio. Il mio
bambino, disse, con la gola serrata e la voce ridotta a un debole sussurro. Fu allora che le gambe non
ressero pi e lei cadde a terra, nascose la testa tra le mani e prese a oscillare lentamente avanti e
indietro. Mi hai trovato, non posso credere che tu mi abbia trovato.
Jackie si rivolse a William. Portiamola dentro.
L'interno era caldo e accogliente; in quanto ospiti, William e Tina si accomodarono sulle
poltrone, mentre Chrissie e Jackie presero posto sulle sedie. Era chiaro che non ricevevano spesso
visite.
Non posso crederci, William.  un miracolo. Sei davvero qui? Chrissie gli sfior di nuovo
una guancia.
S, neanch'io riesco quasi a crederci. Ci sono stati momenti in cui non speravo pi di trovarti.
Non ce l'avrei mai fatta senza di lei, disse guardando Tina.
Chrissie gli accarezz una mano, quasi fosse un cucciolo scappato di casa. Non ti ho mai
dimenticato, William. Ho cercato anch'io di rintracciarti, ma le suore non me l'hanno permesso. Come
hai fatto a trovarmi?
Be',  una lunga storia. Le raccont dei genitori, che gli avevano dato la loro benedizione, del
viaggio in Irlanda e di quando si era recato al convento, ma le suore erano state a dir poco reticenti. Poi
le parl di Grace Quinn.
Chrissie sgran gli occhi. Grace lavora ancora l?
S,  stata lei a dirmi il tuo vero nome. Io prima di allora pensavo ti chiamassi Bronagh.  stata
Grace a convincermi ad andare a Manchester per cercare il tuo certificato di nascita.
Gi, le avevo detto di essere cresciuta a Manchester. Grace  stata davvero gentile con me, lo
era con tutte le ragazze, in realt. Non credo che sarei riuscita a resistere in quel posto senza di lei.
A ogni modo, sono andato a Manchester ed  l che ho conosciuto Tina.
Chrissie la guard, chiedendosi che cosa c'entrasse lei in tutta la faccenda.
Dubito che ti avrei trovato se non fosse stato per questa ragazza. L'ho conosciuta alla
biblioteca di Manchester, dove sono custoditi i registri dell'anagrafe, e ho scoperto che aveva gi
richiesto lei la copia del tuo certificato.
Chrissie si rivolse a Tina. E a che scopo?
Tina diede un'occhiata a William, senza sapere che cosa dire. Lui infil una mano nella tasca
della giacca e tir fuori la lettera di Billy. Voleva rintracciarti perch pensava dovessi avere questa.
Con mano tremante, consegn la lettera a sua madre.
Lei la apr e rimase a fissare quella grafia che una volta le era cos familiare ma che aveva da
tempo dimenticato. Si volt verso Jackie. Mi prendi gli occhiali, per piacere?
Poi, con trentacinque anni di ritardo rispetto al dovuto, lesse le parole che le avrebbero
cambiato la vita.
180 Gillbent Road,
Manchester
4 settembre 1939
Christina, tesoro mio,
come sai, non sono molto bravo in questo genere di cose, ma il mio cuore  a pezzi e mi spinge
ad agire. Il modo in cui ti ho trattata ieri  imperdonabile, per, ti prego, sappi che se mi sono
comportato cos  stato solo perch ero sconvolto e non per quello che provo per te. Questi ultimi mesi
sono stati i pi felici della mia vita. Non te l'ho mai detto prima, lo so, ma ti amo, Chrissie e, se tu me
lo concedi, voglio trascorrere con te ogni giorno che ci resta per dimostrartelo. Tuo padre dice che
non vuoi pi vedermi e io non posso biasimarti, ma la faccenda ora non riguarda pi soltanto noi due,
c' anche il bambino da considerare. Voglio essere un buon padre e un bravo marito. S, Chrissie,
questa  la mia se pur goffa proposta. Ti prego, di' che diventerai mia moglie e che cresceremo nostro
figlio insieme. La guerra potr anche separarci fisicamente, ma le nostre anime saranno legate per
sempre. Ho bisogno del tuo perdono, Chrissie. Ti amo.
Tuo per sempre,
BILLY
Nella casa regnava il pi assoluto silenzio. Chrissie sollev lo sguardo, ripieg con cura la
lettera e la infil di nuovo nella busta. Poi si volt a guardare Tina. Come ne  venuta in possesso?
chiese, con voce rotta per l'emozione.
Tina le raccont tutta la storia. Non riuscivo a capire perch mai avesse scritto una lettera del
genere e poi non l'avesse spedita. Dovevo saperne di pi.
Spieg a Chrissie che era stata a casa dei genitori di Billy e che Alice Stirling si ricordava di
quando Billy aveva scritto la lettera e poi era uscito a imbucarla. Alice mi ha detto che era venuto a
casa sua il giorno dopo, ma lei era gi stata mandata in Irlanda. Sua madre gli aveva promesso di
mettersi in contatto con lei e di farle sapere che era passato e che voleva starle vicino.
Chrissie guard dritto davanti a s. Non l'ha mai fatto.
William si mosse sulla sedia, a disagio. Non le  stato possibile.
Avrebbe potuto fare di meglio. Ho sempre saputo che aveva terrore di mio padre, ma tacere
una cosa simile  imperdonabile.
Ma  morta...
Immagino di s, ormai. Ho tentato varie volte di contattarla, in questi anni. Non  neppure
venuta al funerale di sua sorella, sai? E s che mi aveva promesso che sarebbe stata al mio fianco
quando fossi nato tu. Ma, non appena me ne sono andata da Manchester, si  dimenticata di me.
William e Tina si guardarono, poi lui si schiar la voce e le disse, con dolcezza: Chrissie, tua
madre  morta un paio di giorni dopo lo scoppio della guerra. L'ha investita una macchina durante
l'oscuramento.  morta prima che io nascessi.
Che cosa? Non pu essere. Vuoi dire che  morta prima ancora che arrivassi alla fattoria?
Oddio, perch mio padre non me l'ha detto?
Tutto tornava, adesso. Sua madre non l'aveva abbandonata, in fondo, e suo padre le aveva
impedito di dirle addio.
Chrissie prese un respiro profondo e lott per tenere a freno la collera. Non voleva mettere in
imbarazzo i suoi ospiti, ma non serv a nulla. Il disprezzo e il rancore accumulati negli anni verso suo
padre riaffiorarono sino a esplodere, scatenando una furia vulcanica. Dio, odio quell'uomo! Come ha
potuto fare una cosa del genere a sua figlia? Non gli bastava allontanarmi da Billy e cacciarmi di
casa? Scoppi a piangere.
Jackie la prese tra le braccia e lei si abbandon a singhiozzi cos potenti da non riuscire quasi a
respirare.
40
William e Chrissie uscirono a prendere una boccata d'aria fresca. La luce del giorno si stava
affievolendo, ma fecero lo stesso quattro passi in cortile. Chrissie prese William a braccetto e sollev lo
sguardo verso il cielo chiaro in cui cominciavano a brillare le prime stelle.
Ti va di raccontarmi il resto della storia? gli chiese.
Voglio che tu sappia tutto. Te lo meriti. Sei sicura di essere abbastanza forte?
Chrissie tir su col naso. In tutti questi anni, ho cercato di non pensare a mia madre. Il suo
abbandono  stato un duro colpo per me. Sapevo che mio padre era capace di tutto, ma da lei non me lo
sarei mai aspettato. Ero convinta che mi volesse davvero bene. E adesso scopro che  morta poco dopo
la mia partenza per l'Irlanda.  incredibile. Come pu un padre tener nascosta una cosa simile alla
figlia?
William scosse il capo. Non so, Chrissie. Non riesco a capirlo.
Sai se  ancora vivo?
Di lui non sappiamo niente, temo. Quando Tina  andata a Wood Gardens, ha scoperto che
tutte le vecchie case erano state abbattute.  stato allora che ha incontrato Maud Cutler, ed  stata lei a
dire a Tina che tua madre era rimasta uccisa durante l'oscuramento.
Maud Cutler. Santo cielo, non sentivo quel nome da anni.
Da Maud, Tina ha scoperto anche come si chiamavano i tuoi genitori, perci le  stato
relativamente facile ottenere una copia del tuo certificato di nascita. Una volta ottenuto quello, insieme
col nome di tua madre da nubile, siamo tornati a Tipperary e abbiamo cominciato a chiedere in giro.
Nessuno sapeva nulla e sembrava che tutti i nostri sforzi fossero stati vani. Avevamo addirittura gi
preparato le valigie. Stavamo per tornarcene a casa, io in America e Tina a Manchester. Fece una
breve pausa. Dio, quanto mi mancher quella ragazza.
Dunque com' che mi avete trovato?
Be', siamo usciti per la nostra cena di addio e, quando siamo rientrati, Mrs Flanagan ci ha
detto che in salotto c'era un uomo che diceva di conoscere mia madre.
E chi era?
Un tizio di nome Pat. A quanto pare, passa di qui perch consegna i vostri prodotti in citt. Per
caso aveva sentito qualcuno parlare in uno dei pub in cui siamo stati e ha rintracciato Mrs Flanagan.
Pat, certo.  da una vita che viene qui alla fattoria, da prima che ci arrivassi io. Da non
crederci... Caro, vecchio Pat.
E questo  quanto. In poche parole,  cos che siamo arrivati sino a te. William mise un
braccio intorno alle spalle della madre.
C' ancora una cosa che desidero chiederti, disse Chrissie, a voce cos bassa che lui la ud a
stento.
William intu che cosa stesse per domandargli e il cuore cominci a battergli pi forte.
Sai che cos' successo a Billy?
Si gir a guardarla e le prese le mani tra le sue. Non c' un modo facile per dirlo.  caduto in
battaglia nel 1940. Mi dispiace moltissimo, Chrissie.
Lei liber le mani dalla sua stretta e si volt. Tast la manica in cerca del fazzoletto e se lo
tampon piano sugli occhi. Lo amavo davvero. Si gir di nuovo verso di lui. In tutti questi anni,
l'ho sempre considerato un vigliacco, per non essersi assunto la responsabilit delle sue azioni, per
avermi lasciata sola. Se avessi ricevuto questa lettera, non sarei mai venuta in Irlanda. Sarei rimasta con
lui, a Manchester. Sapevo che avrei potuto superare qualsiasi ostacolo con lui al mio fianco ma, quando
mio padre mi ha detto che Billy non voleva pi saperne di me, ho capito che non ce l'avrei fatta da
sola. Potevamo essere una famiglia, William. E magari non sarebbe stato ucciso se avesse saputo che
alla fine della guerra aveva qualcosa di cos importante cui tornare. Forse non  stato abbastanza
prudente. I suoi singhiozzi risuonavano nella fattoria silenziosa.
William la prese tra le braccia. Sstt, parlare cos non serve a nulla.
Perch non ha spedito quella lettera? Avrebbe cambiato tutto.
Non lo sapremo mai, ma l'ha scritta, no? Almeno sai che cosa provava.  tutto quello che hai,
e dovr bastare.
Questa faccenda  stata un tale colpo, William. Ho l'impressione di potermi svegliare da un
momento all'altro. Grazie, grazie di avermi trovata! Non sai che felicit mi hai regalato. Vorrei solo
che tuo padre potesse vederti ora. Sarebbe cos orgoglioso di te. Gli somigli tantissimo. Sono sicura che
sarebbe stato un padre meraviglioso.
 la stessa cosa che ha detto sua madre a Tina. Guarda, Alice Stirling le ha dato questa. Infil
una mano nella tasca della giacca.
Chrissie prese la vecchia fotografia in bianco e nero di Billy e la osserv mordendosi il labbro
inferiore. Era davvero un uomo bellissimo. Guardalo, in quell'uniforme... Che diamine ci avr visto in
me?
Ti amava, Chrissie, adesso lo sai.
Lei fece per restituire a William la foto, ma lui la rifiut.
No, tienila tu.
Ma  l'unica fotografia che hai di tuo padre.
William pens a Donald, laggi in Vermont, a quell'onesto lavoratore instancabile che era il
cardine della loro famiglia, e che aveva faticato tutta la vita per dare a William la casa migliore che si
potesse desiderare. Era Donald suo padre e William aveva un mucchio di foto sue. La ricerca dei suoi
genitori biologici era conclusa e, sebbene ottenere risposte in merito alle sue origini gli avesse fatto
ritrovare la pace, non avrebbe mai dato per scontate le due persone che l'avevano cresciuto e reso
l'uomo che era.
Spinse la foto verso Chrissie. Ti prego, tienila tu.
Quando William e Tina annunciarono di dover davvero rientrare, era ormai sera tardi.
Ma  buio. Non potete tornare in bicicletta a quest'ora. Potete rimanere qui, nel fienile.
Nel fienile? chiese Tina.
Jackie scoppi a ridere. Io ci ho dormito per anni. Starete abbastanza comodi. Vi porter anche
una tazza di cioccolata.
Scambi un'occhiata con Chrissie, che sorrise al ricordo. Che giornata era stata, quella. Il suo
unico figlio era l con lei, e che bell'uomo era diventato! Le suore gli avevano di sicuro trovato due
genitori affettuosi e gentili, doveva riconoscerlo.
Pi tardi, distesa nel letto, Chrissie si tir le coperte fin sotto il mento. Anche in piena estate, la
sua stanza non era mai calda, e le toccava mettersi la camicia da notte di flanella tutto l'anno. Prese la
cioccolata preparata da Jackie e ne bevve un sorso. Lo sentiva al piano di sotto che raschiava via le
braci dalla cucina e le preparava per il mattino. Jackie dormiva ancora nella brandina sistemata
nell'angolo, anche se Chrissie aveva ribadito un'infinit di volte che doveva prendersi la camera da
letto. Lui non voleva saperne, ovviamente. Era troppo gentiluomo.
Prese la foto di Billy dal comodino e la osserv di nuovo. Dovevano avergliela scattata poche
settimane dopo il loro ultimo incontro, ma sembrava pi vecchio. Forse era l'uniforme. Il pensiero che
fosse partito per la guerra senza sapere cos'era successo a lei e al bambino le riusciva insopportabile.
Afferr un'altra volta la lettera e la rilesse da cima a fondo, poi se l'accost al naso, nella speranza di
percepire una traccia qualsiasi del suo odore. Alla fine, ripieg il foglio e c'infil dentro la foto.
Oh, Billy, ti amavo cos tanto, singhiozz.
Il mattino seguente, Chrissie si svegli con una gran confusione in testa. Cerc di concentrarsi
sugli eventi della sera prima, e per un attimo si allarm al pensiero che potesse essersi trattato soltanto
di un sogno. Si sedette sul letto e pass una mano sul comodino. Sent il fruscio del foglio di carta tra le
dita e, con un sospiro di sollievo, strinse la lettera di Billy al petto. Per tutti quegli anni, aveva pensato
che ci fosse qualcosa di sbagliato in lei. Perch mai un uomo abbandonerebbe la donna che ama e il
loro figlio? Certo, le suore non erano state di nessun aiuto e l'avevano convinta che era stata tutta colpa
sua. L'avevano indotta a pensare di non valere niente e l'avevano mortificata a tal punto che ancora
adesso era certa di non meritare la felicit. Lisci la lettera e la lesse un'altra volta. La sapeva gi a
memoria, ma non si sarebbe mai stancata di guardare la grafia minuta e infantile di Billy.
E, soprattutto, finalmente ora si sentiva di nuovo capace di amare. Aveva sprecato quasi una
vita a elaborare il lutto per il suo amore perduto, negandosi l'opportunit di una relazione con un altro
uomo. E quell'uomo le era rimasto accanto per tutti quegli anni, con una devozione e una pazienza
incrollabili. Se lei avesse continuato a indulgere alla propria tristezza avrebbe pregiudicato per
entrambi l'occasione di una vera felicit. Era giunto il momento di porre rimedio. Era pronta.
Scese al piano inferiore avvolta in una coperta e con un paio di calzini spessi per proteggere i
piedi dal freddo pungente del pavimento in pietra. Bench fosse ancora presto, Jackie si era gi alzato,
aveva acceso il fuoco, messo su il bollitore e stava facendo saltare uova e pancetta in una padella. Era
girato di spalle, perci non si era accorto di lei, e d'un tratto il piccolo cottage le apparve sotto una luce
diversa. Certo, il mobilio era ancora scarno ma adesso alle finestre, invece dei sacchi di tela, c'erano
tendine in cotone a quadretti rossi. Jackie aveva barattato un po' di uova in cambio di qualche
scampolo di tessuto, e insieme avevano cucito le tende accanto al camino. Sul ruvido pavimento di
pietra di fronte alla cucina c'era un vecchio tappeto che avevano recuperato in un mercatino delle pulci
e che le consentiva di cucinare senza che il freddo le si arrampicasse su per le gambe. Con una
forchetta, Jackie trasfer la pancetta in un piatto e il profumo le fece venire l'acquolina in bocca. Poi lui
si tagli una spessa fetta del pane che Chrissie aveva cotto il giorno prima e la fece cadere nella padella
in cui aveva rosolato la pancetta, per assorbirne l'unto.
Chrissie si guard di nuovo intorno e per la prima volta vide quel posto per ci che era: casa
sua. Attravers la cucina e, con molta cautela, per non spaventarlo, pos la guancia sulla schiena di
Jackie e lo abbracci.
41
Con le mani intirizzite dal freddo, Tina cerc d'infilare la chiave nella serratura. Nonostante il
cielo limpido, le temperature erano glaciali e uno spesso strato di ghiaccio ricopriva il manto stradale,
come glassa su un biscotto di asfalto. La porta alla fine cedette e per poco Tina non fin lunga e distesa
in negozio. Raccolse la massa di pubblicit che si era accumulata sullo zerbino e il cartone di latte
lasciato sulla soglia. Che schifo, pens, vedendo che gli uccellini erano di nuovo riusciti a bucare la
stagnola.
Dopo essersi riscaldata un po', si accomod sullo sgabello dietro il bancone, infil una mano
nella borsa e prese una lunga busta azzurro chiaro. Dentro, c'erano diversi fogli di carta sottile. Sorrise
all'idea di poter scoprire le novit di William. Erano passati sei mesi da quando si erano separati, ma,
da allora, si erano scritti quasi ogni settimana.
Era cos assorta nella lettura che il suono del campanello della porta la fece trasalire.
Scusa, tesoro, non volevo spaventarti, disse Graham.
Tutto bene, non ti preoccupare. Stavo leggendo la lettera di William. A quanto pare, da loro
c' meno quindici adesso, e le previsioni dicono che far ancora pi freddo. Pensa un po'.
Tremendo, direi. Si sedette sullo sgabello di fronte a quello di Tina e la guard leggere.
Aaah, esclam.
Che dice?
Che gli manco tantissimo e che pensa a me ogni giorno.
E tu provi lo stesso?
Non ho nessuna intenzione di ricascarci, Graham. Certo, lui mi manca. Siamo diventati molto
uniti quand'eravamo in Irlanda, ma vive a migliaia di chilometri da qui. Possiamo essere solo amici.
Per adesso, ma ho paura che tra poco prenderai baracca e burattini e lo raggiungerai.
Tina pos la lettera. E sarebbe tanto brutto?
Per me. Non voglio perderti.
Tina gli prese le mani. Graham, ti voglio un mondo di bene e la tua amicizia significa
moltissimo per me. Sei la mia roccia, ma non ti appartengo e quindi non mi puoi perdere.
Graham parve imbarazzato. Lo so.  solo che sento di doverti proteggere, dopo tutto quello
che hai passato.
Tina sollev una mano per farlo tacere. No, non rivanghiamo il passato, ricordi?
Certo, ma  trascorso quasi un anno da quando... s, insomma...
Da quando ho perso la bambina? Lo so benissimo, Graham, grazie. Sapeva anche di
cominciare a sembrare insofferente. William mi rende felice, okay? E tu vuoi che io sia felice, vero?
Lo desidero pi di qualunque altra cosa, Tina. Te lo meriti.
Bene. E ora posso finire la lettera?
Graham scivol gi dallo sgabello. Vado ad aprire, allora.
Tina gir la pagina che aveva in mano. Oddio! Si port una mano al petto.
Che c'?
Chrissie e Jackie si sono sposati! Un paio di settimane fa, in una cappella poco distante da
casa, loro due soli. Non  romantico? William dice che ha ricevuto una fotografia per posta e che hanno
tutti e due l'aria raggiante. Oh, sono davvero felice per loro. A quanto pare, Chrissie alla fine  riuscita
a liberarsi del ricordo di Billy e ad andare avanti. Star bene, ora. Jackie  un uomo meraviglioso. Chi
l'avrebbe mai detto! Tir su col naso, commossa.
Graham le pos le mani sulle spalle. D'istinto, Tina si appoggi a lui, che le schiocc un grosso
bacio in cima alla testa.
Grazie, Graham.
E per cosa?
Perch ti prendi cura di me. Anche se sei peggio di un padre, un fratello e un poliziotto messi
insieme, lo apprezzo molto.
Lui sorrise, si chiuse la porta alle spalle e le mand un bacio attraverso il vetro.
Tina torn a concentrarsi sulla lettera di William e, quando arriv all'ultimo paragrafo, casc
quasi dallo sgabello. Sent una vampata di calore salirle al viso e al collo e un formicolio dietro la nuca.
Era contenta che Graham non fosse l ad assistere alla sua reazione.
Nel periodo che precedeva il Natale, il charity shop era sempre pieno di gente e quel giorno non
faceva eccezione. Tutti rovistavano tra gli scaffali in cerca di occasioni, e Tina faceva affari d'oro. Al
momento, c'erano cinque o sei persone in negozio, il che rendeva la stanza, gi di per s piuttosto
piccola, particolarmente affollata. Per giunta, i clienti erano imbacuccati in pesanti cappotti, e almeno
tre di loro avevano persino un trolley. Tina si fece strada a fatica e appese altri abiti sulla rastrelliera.
Un uomo anziano che era gi venuto qualche volta in passato stava parlando con un altro cliente.
Doveva essere sull'ottantina, ma la sua voce era forte e vigorosa, anche se leggermente roca. Indossava
una lobbia e spessi occhiali dalla montatura scura e, sebbene camminasse piuttosto curvo, si vedeva che
era molto alto. Tir fuori dalla tasca un fazzoletto sporco e ingrigito e si asciug il naso, poi si tolse gli
occhiali e se lo pass sugli occhi lucidi e arrossati. Non si radeva da un paio di giorni e, a giudicare
dall'odore, era anche da pi tempo che non si faceva un bagno. Le sue dita, grosse come banane, erano
blu per il freddo e il dorso delle mani era ricoperto di piaghe. Nonostante la mole, aveva un aspetto
fragile e Tina prov subito pena per lui. Avanzava strascicando i piedi e scorreva gli abiti
appoggiandosi faticosamente al bastone da passeggio.
Cerca qualcosa di particolare? gli chiese Tina in tono gentile.
Lui si volt a guardarla; le iridi azzurre erano velate dalla cataratta e il bianco degli occhi era
ingiallito. Oh, stavo solo dando un'occhiata in giro, sa. Cos almeno ho qualcosa da fare.
Mi chiami se le serve aiuto.
Lui annu e torn a interessarsi agli abiti appesi. Tina afferr una pila di tascabili vecchi e
malconci e cominci ad accatastarli su uno scaffale vicino. Accanto a lei, l'anziano signore prese un
completo da uomo dalla rastrelliera. Allung il braccio e lo scrut con attenzione. Santo cielo!
esclam, senza rivolgersi a nessuno in particolare. Non l'avete ancora venduto, questo?
42
L'uomo riappese l'abito sulla rastrelliera e Tina torn a impilare i tascabili. Stava pensando
all'ultima lettera di William e a quanto fosse meraviglioso che Chrissie e Jackie si fossero sposati.
Avevano sofferto tanto nella vita, e Tina era felice che entrambi avessero trovato il loro lieto fine. Tutto
ci non sarebbe successo se lei non avesse scovato la lettera in quel completo...
Si ferm un istante e ripercorse mentalmente la scena che aveva appena visto, poi moll sullo
scaffale i libri rimasti e si volt in cerca dell'anziano signore. Le ci volle qualche secondo per rendersi
conto che se n'era andato. Si precipit alla porta e, incurante dell'aria gelida, sporse la testa fuori dal
negozio: lui avanzava con cautela sul marciapiede ghiacciato.
Mi scusi! url.
Nessuna risposta.
Si prepar ad affrontare il freddo e, con indosso solo una sottile camicetta di satin, Tina lo
raggiunse in strada. Mi scusi!
Stavolta lui si gir.
Perdoni il disturbo, ma le spiacerebbe tornare un attimo in negozio?
L'uomo parve confuso. Che negozio?
Il mio. Il charity shop in cui  appena stato.
Pensa che abbia rubato qualcosa? In un charity shop?
Tina fu colta alla sprovvista. No, certo che no, anche se la sorprenderebbe sapere di quali
bassezze  capace certa gente. No, mi chiedevo solo se potessi scambiare due parole con lei.
L'anziano signore sembr scettico.
La prego,  importante, insistette lei.
Va bene, disse l'uomo di malavoglia.
Lei lo prese per un gomito e lo riaccompagn in negozio.
Una volta dentro, lo invit a sedersi e aspett che tutti i clienti fossero usciti. Poi chiuse la porta
col catenaccio e gir il cartello sul lato CHIUSO.
Che sta succedendo qui? chiese l'uomo, sospettoso.
Non si preoccupi, non ho intenzione di tenerla prigioniero. Voglio solo che non ci disturbi
nessuno. Si sedette di fronte a lui e intrecci le mani sul bancone. Si sentiva come un'agente di polizia
che interroga un sospettato. Quel vestito che ha preso in mano prima.  sicuro di essere stato lei a
donarlo?
Certo che ne sono sicuro. Sar anche vecchio e decrepito, ma le posso assicurare di non aver
ancora perso la ragione.
Ovviamente, mi scusi. Mi domandavo se fosse in grado di dirmi com' entrato in possesso di
quell'abito.
Be',  stato molto tempo fa, ma me lo ha realizzato su misura un sarto di Deansgate. Era un
capo molto costoso, all'epoca, davvero di ottima fattura. Ecco perch mi ha stupito vedere che nessuno
l'avesse comprato.
Quindi, mi faccia capire: il completo apparteneva a lei?
Esatto.
Tina si schiar la voce. Il nome Billy Stirling le dice qualcosa?
L'uomo sgran gli occhi. E questo che c'entra?
Un attimo di pazienza, per favore, Mr... ehm, mi scusi, non so come si chiama.
Skinner, dottor Skinner.
Tina rest a bocca aperta.
Qual  il problema? chiese il dottor Skinner.
Sto solo cercando di mettere insieme i pezzi.
Mi ha appena chiesto se il nome di Billy Stirling mi dice qualcosa. Non sono sicuro del perch
lo voglia sapere, ma, s, disgraziatamente conosco la persona in questione.
Come fa a conoscerlo?
Anni fa faceva la corte a mia figlia. O meglio, le  stato dietro finch non l'ha messa incinta e
io ho dovuto cacciarla di casa.  stato per il suo bene, ma la cosa ha finito per distruggere la mia
famiglia. Ho perso mia moglie e mia figlia per colpa sua, e adesso non ho pi nessuno.
Il puzzle cominciava a ricomporsi. Dottor Skinner, sa niente di una lettera indirizzata a sua
figlia? Era nella tasca del completo e il mittente  Billy Stirling.
Il dottor Skinner fece una risatina di scherno. S, ricordo.  stato quand' scoppiata la guerra.
Lui continuava a importunare mia figlia e, quando gli ho detto di sparire, non ha voluto darmi ascolto,
cercava imperterrito di mettersi in contatto con lei. Non era degno di lei, ma Chrissie non riusciva a
capirlo. Ho cercato di separarli, ma poi ecco che lui le scrive. Esco per assicurarmi che lui non si
avvicini mai pi a Chrissie e lui esce a sua volta per spedire la lettera.  stata solo fortuna se sono
riuscito a intercettarlo in tempo. Mi sono offerto di consegnargliela io e lui ha accettato. Non si fidava
di me, per, e ha detto che l'indomani sarebbe passato a verificare che gliel'avessi data. Non mollava
mai. Non appena sono rientrato a casa, ho preso accordi per mandare via Chrissie. Ho messo la lettera
in tasca e me ne sono completamente scordato. Ecco che cosa mi dice il nome Billy Stirling, concluse
dopo un'alzata di spalle.
Non ha mai letto la lettera, vero? Era ancora sigillata quando l'ho trovata.
Il dottor Skinner alz di nuovo le spalle.
Mi domando se avrebbe fatto qualche differenza, in caso l'avesse letta.
Ne dubito.
Tina pens a tutte le vite distrutte dall'egoismo di quell'uomo. A Billy, che era partito per il
fronte senza pi speranze; a Chrissie che, cacciata di casa e privata dell'affetto della madre, era stata
costretta a rinunciare a suo figlio. Tina ricordava l'angoscia e il senso di colpa che William aveva
provato mentre cercava la sua madre naturale. E Jackie aveva pazientemente aspettato che la donna che
adorava si rendesse conto che ci che cercava era l da sempre.
Non crede che Chrissie avesse il diritto di leggere la lettera?
Non crede che io avessi il diritto di proteggere mia figlia?
Lei dice di non avere pi nessuno. Pensa mai a Chrissie e a suo figlio? Non vorrebbe sapere
che ne  stato di loro?
Skinner abbass lo sguardo. Non ho pensato a loro per anni. Dopo la morte di mia moglie, mi
sono buttato a capofitto nel lavoro. Per un uomo della mia importanza, era umiliante avere una figlia
cos ribelle. Col passare del tempo, mi sono imposto di dimenticare lei e il bambino.
Tina gli lanci un'occhiata sprezzante. Io l'ho letta, dottor Skinner. So che non era indirizzata
a me, ma  stato pi forte di me. So dove vive Chrissie e so anche dove vive suo figlio. Le ho
consegnato io la lettera che avrebbe dovuto leggere tanti anni fa. Lei non riusciva a credere che Billy
l'avesse abbandonata e nessuno di noi riusciva a capire come mai lui non avesse mai spedito la lettera.
Bene, adesso lo sappiamo, non  vero? Avrebbero potuto essere una famiglia, avrebbero dovuto essere
una famiglia, ma la sua crudelt gliel'ha impedito.
Se anche il dottor Skinner fu sorpreso dalla notizia, non lo diede a vedere. Si limit
all'ennesima scrollata di spalle. Come le ho gi detto, era per il suo bene.
Per il suo bene? Lei non ha nessuna idea delle sofferenze che ha causato, vero? Sua figlia la
disprezza, dottor Skinner. Le ha rovinato gli anni migliori della sua vita. Per fortuna, dopo aver letto la
lettera, ha trovato la pace. Si  ricongiunta col figlio ed  finalmente felice, nonostante tutti i tentativi
che lei ha fatto per impedirglielo.
Il dottor Skinner tir fuori di nuovo il fazzoletto e si asciug gli occhi. Lei non c'era, signora,
e non sa di che cosa parla. S'impiccia di cose che non conosce.
Tina pens a quello che aveva fatto quell'uomo, alla disperazione che aveva provato Chrissie in
convento. In realt, lei lo sapeva eccome che cosa significasse perdere un figlio e, quand'era venuta a
sapere di come avevano strappato William dalle braccia di Chrissie, aveva avvertito quasi un dolore
fisico. E pens a Billy, che aveva riconosciuto il proprio errore ed era pronto a stare accanto alla
ragazza che amava e a formare con lei una famiglia felice. A Billy, che era rimasto ucciso in battaglia e
non aveva mai conosciuto il suo meraviglioso William. Avrebbe potuto essere tutto diverso se l'uomo
che le sedeva di fronte avesse agito in maniera corretta e consegnato la lettera a sua figlia.
Tina si alz e fece un respiro profondo. Dottor Skinner, in tutta la vita non mi  mai capitato
d'imbattermi in un uomo pi vendicativo di lei e, mi creda, di prepotenti ne so qualcosa. Quella lettera,
Billy l'ha scritta col cuore e meritava di essere letta, ma il suo comportamento egoista ha cambiato per
sempre la vita di moltissime persone, lei compreso.
Il dottor Skinner abbass gli occhi e sussurr: Come sta?
Chrissie? Ah, perch, gliene importa qualcosa?
Me n' sempre importato. Ecco perch ho fatto quello che ho fatto. Nell'alzarsi per
andarsene, lasci cadere a terra il bastone.
Tina si chin a prenderlo e glielo porse.
Era mia figlia e, a dispetto di ci che ne pensa lei, le volevo bene.
Lei gli apr la porta. Addio, dottor Skinner.
Dopo che il dottor Skinner se ne fu andato, Tina prese la borsa e tir fuori di nuovo la lettera di
William. L'aveva gi letta varie volte, e la sottile carta per posta aerea azzurra era quasi consunta, ma
l'ultimo paragrafo le strapp un altro, ampio sorriso.
Non ho mai amato nessuna come amo te. Non riesco a immaginare di trascorrere il resto dei
miei giorni senza di te. Non amer mai nessun'altra cos tanto. Tina, ti prego, vieni in America e
sposami.
Strinse la lettera al cuore, piangendo di gioia.
Molto tempo prima, un giovane aveva scritto una lettera simile alla sua innamorata. Se non
l'avesse fatto, lei non sarebbe stata l, ora, nell'impaziente attesa di trascorrere il resto della sua vita con
l'uomo che amava.
Alz lo sguardo al cielo e gli occhi le si riempirono di lacrime. Grazie, Billy, mormor.
...
.
...
EPILOGO.
.
Oggi.
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Erano nel portico davanti a casa, sull'altalena di fronte all'orto di erbe aromatiche, assaporando
l'intenso aroma della lavanda che si diffondeva nella brezza tiepida. Tina bevve un sorso di t freddo.
Ogni volta che lo assaggiava, sorrideva tra s. Chi l'avrebbe mai detto che una brava ragazza inglese
come lei avrebbe preso il t freddo, senza latte n zucchero e con una fetta di limone!
Che storia triste, nonna. Ava risucchi l'ultima goccia di limonata fatta in casa da una
cannuccia e infil il bicchiere vuoto tra le ginocchia. Dato che le sue gambette erano troppo corte per
toccare terra, chiese a Tina di spingere l'altalena e lei l'accontent. Ava aveva ragione, era una storia
triste, ma Tina si era da tempo rincuorata al pensiero che fosse finita bene. In fondo, se Billy avesse
spedito la lettera, lei non avrebbe mai conosciuto William. E gi da diversi anni era scesa a patti con
l'idea che l'enorme perdita di Chrissie era stata la sua fortuna.
Diede un'occhiata a suo marito e avvert il solito moto d'amore che, anche dopo tutti quegli
anni, le faceva sempre palpitare il cuore e arrossire le guance. Lui intercett il suo sguardo, afferr le
cesoie e tagli una grossa rosa rosa. Ne aspir il profumo inebriante per un attimo e poi la sollev verso
di lei. Poich lui era dall'altra parte del prato, Tina non riusc a sentire la sua voce, ma non ebbe nessun
dubbio su quello che le aveva detto.
Ti amo.
...
.
...
FINE.
...
.
...
RINGRAZIAMENTI.
.
Un sentito grazie alla mia famiglia e ai miei amici, che mi hanno spronato ad arrivare sino alla
fine, e in particolare a coloro che hanno letto le prime stesure e dispensato i loro saggi consigli e la loro
esperienza: mio marito, Robert Hughes, mia figlia Ellen, mio figlio Cameron e i miei genitori, Audrey
e Gordon Watkin.
Gli amici che mi hanno regalato un po' del loro tempo, pur avendo di meglio da fare: Yvonne
Lyng, Kate Lowe, Grace Higgins e Helen Williams. Un ringraziamento speciale anche a Wendy
Bateman, per l'incoraggiamento e l'entusiasmo contagioso.
Sono in debito con tutto il team della Headline, ma soprattutto con Sherise Hobbs e Beth Eynon.
Sono inoltre grata alla mia agente, Anne Williams, per avermi fatto da guida durante l'intero
processo editoriale e per aver risposto con pazienza alle mie innumerevoli domande.
Infine, bench il convento di St Bridget sia del tutto immaginario, istituzioni come questa sono
realmente esistite, e vorrei rendere omaggio a tutte le ragazze che hanno sofferto a causa di un sistema
cos crudele e spietato. La storia di Chrissie rispecchia il dolore di pi di trentamila ragazze, molte delle
quali ne recano tuttora i segni.
K.H.
...
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FINE.